Una strada in comune: Valerio Tirapani ed Emanuele Di Feliciantonio

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Roma nord. Una strada. Una via. A nemmeno cento metri di distanza due abitazioni. Da una di queste un ragazzo esce. Subito dopo una curva a destra, fa un fischio. Il cancello dell’altra casa si apre. E’ un incontro. E’ l’incontro. E’ un rituale che si ripete quasi tutte le sere. E’ un’amicizia nata in passato, che vive il presente e si proietta nel futuro. E’ più semplicemente la storia di Valerio ed Emanuele.

Valerio Tirapani ed Emanuele Di Feliciantonio

Valerio Tirapani ha ventidueanni. Fa il postino. E’ pittore. Emanuele Di Feliciantonio ne ha ventisette ed è un fotografo professionista. Si conoscono fin da bambini. Hanno giocato insieme. Hanno corso. Riso e qualche volta si sono pure azzuffati. Ora condividono parole. Scambiano pensieri. Si confrontano sulla vita. Oggi come ieri una cosa è rimasta intatta. La gioia di stare insieme. La spensieratezza di una paio d’ore passate in compagnia.

Per Valerio c’è un liceo artistico iniziato e un diploma in psicopedagogia conseguito, ma soprattutto c’è il disegno. Quello che ha sempre fatto con una matita in mano. Quello che ha scoperto quando si è ritrovato con gli attrezzi di una pittrice scomparsa. E’ proprio lì che quasi per gioco, quello che era un suo modo di intrattenere il tempo, diventa qualcosa di più strutturato. Da un foglio passa alla tela. Dal pensiero alla pittura. Un giorno prende un quadro acquistato tempo prima all’Ikea. Non gli piace. Forse non gli è mai piaciuto. Lo gira e ne disegna uno lui. E’ una “finestra”. E’ la prima di una lunga serie. Nel guardarle il senso che ne ha è quello di entrarci dentro. E’ quello di entrare nell’anima delle persone. Una visione che prende forma. Per Valerio la soddisfazione è totale.

Emanuele inizia a lavorare a tredici anni. A quindici riceve la sua prima paghetta. A diciotto passa al professionismo. Da allora è il fotografo ufficiale di tutto ciò che è arti marziali, boxe, sollevamento pesi e molto altro ancora, perché come dice lui “dove si menano io ci sto”. Emanuele è un po’ figlio d’arte in tutto ciò. Il suo legame con lo sport è un legame generazionale. Suo nonno praticamente ha introdotto le palestre a Roma. Suo padre si è occupato di produzioni televisive legate alle arti marziali. Produzioni che dopo la sua scomparsa, Emanuele segue insieme alla fotografia.

In questi due contesti professionali apparentemente lontani, ecco che Valerio ed Emanuele trovano un punto di contatto. Quasi inevitabilmente tra una chiacchierata e l’altra di una delle tante serate trascorse insieme, si ritrovano a condividere un’idea. Perché non mettere insieme la pittura con la fotografia? Nemmeno il tempo di capire come, che passano immediatamente all’azione. Valerio dipinge le sue finestre sulle schiene di alcune persone. Emanuele che sa cogliere l’essenza di un gesto fisico immortala il tutto. Il risultato è straordinario. E’ straordinario per la bellezza che rappresenta. E’ straordinario perché è il perfetto equilibrio di due forme d’arte. E’ straordinario soprattutto perché è la sintesi di un’amicizia che traspare nella sua completezza.

La pittura di Valerio Tirapani incontra la fotografia di Emanuele Di Feliciantonio

L’idea non si ferma. Due, tre, quattro fino ad arrivare ad una decina di opere. Opere dove la posizione dei modelli è la cornice e la loro schiena diventa la tela. Il progetto viene mostrato. Prima ad amici. Poi a galleristi ed esperti di arte. Le conclusioni sono sempre quelle. Quelle che ti portano via le parole per lasciare spazio alle emozioni. Iniziano una prima serie di mostre in giro per l’Italia. I consensi si moltiplicano. Anche i sorrisi, quelli di Valerio ed Emanuele che sembrano aver trovato una chiave di lettura a tanti discorsi fatti in piacevoli serate trascorse insieme.

E’ solo l’inizio. Il passo successivo non è ancora svelato, ma sicuramente sarà un altro entusiasmante viaggio nell’animo delle persone. Intanto è giunta un’altra sera. Dopocena Valerio scende di casa. Dopo pochi passi inizia a fischiare e la porta di casa Di Feliciantonio si apre. Perché alla base di tutto c’è la loro grande amicizia.

Valerio Tirapani feat. Emanuele Di Feliciantonio

1 Commento

  1. Vanessa scrive:

    Complimenti.. sinceri e vivissimi!
    Il binomio pittura-fotografia, fino a qualche minuto prima lo avrei definito “antitetico”.. invece devo ricredermi (il che mi scoccia anche.. :D ): avete dato vita ad un lavoro non solo significativo ma davvero “Bello” con la B maiuscola.
    Concettualmente è magnifica l’idea delle finistre, in serie, su schiene umane: nuova e fresco, ricca di speranza e di sogni da realizzare, per me la finestra rappresenta il futuro e come tale positività, dinamismo, cambiamento.
    Il divenire è sempre positivo.
    Vi rinnovo i complimenti ed auguro ad entrambi di proseguire sempre meglio su questa scia.
    lolitaVBN

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