I pensieri fatti a mano di Maria Cristina Pizzato

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Mentre sono al telefono con lei mi viene in mente una canzone. Non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Anzi, le sue parole si stampano nella mia memoria. Riesco pure a vederle. Eppure quelle note sono lì presenti. Quasi a voler accompagnare il suo discorso.

E’ un riff di chitarra la musica che ho in testa. Non riesco a ricondurla ad un motivo preciso, ma è qualcosa di rock. Di molto rock. Tutto ciò è strano, dal momento che Maria Cristina Pizzato, mi sta raccontando della sua passione per la lana. Più lei mi descrive i suoi lavori a maglia e più il suono della chitarra si fa forte.

Terminata la conversazione, cerco di capire il motivo di tale strana associazione. La risposta mi viene ripensando ad una frase di Maria Cristina – “… la maglia è sempre stata una costante, a quattro anni mi ha insegnato mia nonna… poi io mi sono evoluta, leggendo le riviste, lavorando in ufficio durante le pause, organizzando dei piccoli seminari con le mie colleghe, con le amiche…”.

Ma è sul termine “evoluta” che mi soffermo. E’ quella parola che mi ha fatto scardinare uno dei tanti stereotipi. Che il lavoro a maglia appartenga ad una generazione passata. Che sia esclusivamente di padronanza femminile. Che sia un’attività di secondo piano, in un certo qual modo, che non vada oltre il sorriso ironico iniziale che può strappare.

Tutto questo Maria Cristina Pizzato lo sa bene. E’ per questo che mi ha parlato dei suoi lavori fatti a mano, alternando l’entusiasmo che può avere un tifoso parlando della propria squadra e l’arguzia di un dirigente d’azienda nel presentare un suo piano di lavoro. Maria Cristina mi ha piacevolmente spiazzato e non mi è rimasto che applaudire a quanto da lei descrittomi.

Da poco superato i quarant’anni. Da molto impegnata in aziende dall’alto contenuto tecnologico come responsabile Marketing. Maria Cristina è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante per questa sua passione. Il suo blog “Pensieri Fatti a Mano”, in meno di un anno è diventato uno spazio di riferimento sul web, per quanto riguarda l’arte del lavoro a maglia. I Knit Cafè, gli incontri che organizza periodicamente per tutti gli appassionati del tema, stanno diventando un appuntamento tanto atteso, quanto partecipato. E per sfatare ulteriormente i preconcetti iniziali, l’età media dei presenti è inferiore ai trent’anni.

Serenità!”. Mi risponde così Maria Cristina, alla domanda cosa rappresenti per lei la lana, aggiungendo poi: “Ha qualcosa di terapeutico… ho imparato a togliermi dei blocchi… lavorando la lana i pensieri della mente assumono un ritmo diverso… come un gomitolo attorcigliato che tu piano piano riesci a sbrogliare, così anche il pensiero diventa più fluido, più lineare…”.

Ma non solo il lavorare la lana ha un effetto positivo in chi lo esegue – si potrebbe dire che aumenti anche la concentrazione e la consapevolezza in ciò che si fa – ma c’è pure “il tocco”. Il toccare un filato che trasmette sicurezza, rassicura e allo stesso tempo regala un momento di piacevole relax.

Il lavorare a maglia è un gesto creativo, forse anche per questo i colori incidono. Come quelli naturali, preferiti da Maria Cristina. Il lavorare a maglia può essere anche l’intreccio di più elementi. Come la borsa realizzata da Maria Cristina per la fiera Abilmente, che prevedeva delle applicazioni in legno fatte dal padre. L’unione di due materiali. L’unione di due abilità. L’unione.

Che Maria Cristina sia portata per le cose “d’avanguardia” lo si capisce. Sperimentare. Apprendere nuovi tecniche di lavorazione. Attenzione verso l’abbigliamento e la cura dei particolari. Poi comunque ha questo approccio di condivisione. Nonostante la maggior parte delle cose che realizzi le regali, cerca spesso di fronte ad una richiesta di rilanciare – “… perché non lo fai tu che t’insegno?”.

Intanto si vanno sempre più a delineare alcune idee. Un cappotto russo, stile zarina, che vorrebbe realizzare utilizzando la sua amata lana e poi nell’ambito dell’arte, arrivare alla realizzazione di quadri attraverso la maglia. Sono sogni o forse solo dei nuovi punti di partenza per far continuare ad evolvere questa sua passione.

Quindi la prossima volta che vedete Maria Cristina Pizzato all’opera, fate pure il solito sorrisino iniziale, ma poi rimanete ad osservare quanto di meraviglioso possa uscire dal suo sapiente utilizzo dei ferri. I ferri del mestiere.

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