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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; talento</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Non si vive di solo calcio. C&#8217;è anche il football&#8230; quello americano &#8211; Michele De Martin</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 08:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. Ad attrarre l’attenzione di Michele quella mattina però non sono cartoni animati. È una trasmissione sportiva. Si tratta di football, di football americano e a commentare quella prima partita trasmessa in Italia del campionato <a href="http://www.nfl.com/" target="_blank">NFL</a> è un certo Dan Peterson.</p>
<p>Per Michele è subito amore. Certo per i bambini è facile appassionarsi ad uno sport. È altrettanto facile e naturale per loro allontanarsene, per ripiegare su un altro. Ma non è così per <strong><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Michele De Martin</a></strong>. Passa poco tempo, l’anno è il 1982 e Michele, assiste dal vivo alla sua prima partita di football americano. La città è la sua Verona e la squadra in azione è proprio quella di casa i <a href="http://www.redskinsverona.it/" target="_blank">Redskins</a> in un incontro valevole per il campionato italiano. Il coinvolgimento per Michele è totale. Un’emozione mai provata. Guarda la perfezione dei lanci che vengono eseguiti. Le corse irrefrenabili verso l’ultima yard. Le collisioni dei corpi dei giocatori durante le mischie.</p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/quarterback-7-mastini-e1393260967204.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="315" class="size-full wp-image-3386" /></a><p class="wp-caption-text">Michele De Martin #7 quarterback per tre stagioni (2006/2008) dei Mastini Verona (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Da quel giorno anche Michele inizia a fare i suoi primi lanci nel campetto vicino a casa. Con lui il fratello e qualche amico. I loro coetanei si soffermano incuriositi, poi proseguono il loro cammino con il tondo pallone verso il campo da calcio, mentre Michele e compagni fanno vibrare nell’area quella palla ovale. È un divertimento totale in grado di attutire anche i dolori dovuti a qualche escoriazione da caduta a terra.</p>
<p>Negli anni successivi Michele continua ad andare a vedere i suoi Redskins. Incontri epici con tanto di finale a San Pellegrino e nell’87 entra a far parte delle giovanili di quella squadra. Allenamento dopo allenamento, Michele affina la tecnica, gestisce le tensioni, aumenta la passione per questa disciplina sportiva. Due anni dopo è in prima squadra. Il suo ruolo è quello del quarterback, non potrebbe essere diversamente. D’altronde Michele ha come idolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Elway" target="_blank">John Elway</a>, uno dei più grandi quarterback della storia del football americano, una vera e propria bandiera dei <a href="http://www.denverbroncos.com/" target="_blank">Denver Broncos</a> e un esempio sportivo per tutta la NFL. Ma non è solo per questo. La scelta di questo ruolo è un po’ la presa di coscienza per l’amore che ha nei confronti di questo sport. Un ruolo delicato, dove l’essere il regista di una squadra, comporta la gestione della strategia d’attacco, dei lanci perfetti, il prendere decisioni in pochi secondi mentre ti si stanno dirigendo contro avversari come fossero automezzi asfaltatori. È una sfida quella di Michele. Con sé stesso in primis, con la gestione della paura. Che lo porta ad essere proclamato miglior quarterback nell’edizione 2002 del campionato italiano di Silver League. Questa componente agonistica sembra essere ben presente nella famiglia De Martin, visto che anche il fratello più giovane di Michele raggiunge nel 1995 e nel 1997 la nazionale italiana, conquistando una medaglia d’argento ed un bronzo negli europei per nazioni.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/head-coach-mastini-e1393261485142.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="404" class="size-full wp-image-3388" /></a><p class="wp-caption-text">L'entrata in campo dei Mastini Verona, capitanati dell'head coach Michele De Martin (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Intanto gli anni passano, Michele si rende conto che è giunto il momento di aggiungere un nuovo tassello nella sua passione verso il football americano. Lo fa nella maniera più originale, naturalmente più difficile e forse più pazza. Dal campo Michele vuole passare alla panchina. Da giocatore vuole essere allenatore. L’idea si concretizza un giorno di ritorno con il fratello e un amico da una partita di Coppa Campioni a Bergamo. “<em>Perché non costituiamo una nostra squadra?</em>”. L’interrogativo trova subito risposta. Si chiama <a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Mastini Verona</a>, in onore a Cangrande della Scala e alla dinastia scaligera, ed è la nuova squadra della città veronese, che combatterà nel campionato di A2. Capo allenatore proprio il buon Michele De Martin e presidente, suo fratello.</p>
<div id="attachment_3390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Mastini-A2-2013-e1393261679948.jpg" alt="" title="Mastini Verona stagione 2013" width="435" height="243" class="size-full wp-image-3390" /></a><p class="wp-caption-text">La squadra dei Mastini Verona nella scorsa stagione 2013 del campionato di A2 che dopo aver vinto otto partite consecutive hanno raggiunto i play-off per la prima volta nella loro storia e sono stati sconfitti dai futuri campioni d’Italia dei Grizzlies Roma ai quarti di finale</p></div>
<p>È l’inizio di una nuova avventura. Se giocare le emozioni erano uniche, trasmettere ciò che si sa non è da meno. Impegno, determinazione e tanta voglia di sognare, sono questi gli elementi che hanno caratterizzato Michele prima come giocatore ed ora come allenatore. Il football americano è l’espressione di cosa vuol dire avere una passione per Michele, ma allo stesso tempo è la chiave di lettura metaforica di come affronta la vita.</p>
<p>I Mastini Verona rappresentano l’espressione di chi ama il football americano qui da noi in Italia e allo stesso tempo è uno straordinario luogo di scambio di culture. Già proprio così visto che più che mai i Mastini sono una squadra multi-etnica, dove sono presenti moldavi, brasiliani, nord-africani e albanesi, oltre che un gruppo ben assortito d’italiani. Tutto ciò aspettando gli americani, che possono essere presenti solo nel campionato di serie A1. Ma non ci sono dubbi che arriveranno anche loro.</p>
<p>Michele De Martin ha ancora due sogni. Uno di questi è di portare i suoi Mastini nella massima serie. Il prossimo 2 marzo inizia un nuovo campionato e potrebbe essere la giusta annata. L’altro invece si chiama Mile High Stadium a Denver, per poter vivere da vicino le emozioni della sua squadra del cuore, quella di quel John Elway, in campo negli anni ’90 con la sua maglia numero 7 (numero indossato naturalmente anche da Michele) ancor oggi in giacca e cravatta bandiera dei suoi Broncos.</p>
<p>Vai Michele vai, lancia ancora una volta quella palla alla perfezione come solo tu sai fare.</p>
<div id="attachment_3395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/700_6738-e1393334757180.jpg" alt="" title="Mastini Verona" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3395" /></a><p class="wp-caption-text">I Mastini Verona visti dall'obiettivo del fotografo Alfredo Montresor</p></div>
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		<title>Luca Bressan: l&#8217;italiano che venderà le tavole da surf agli americani</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “I Got You”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “<em>I Got You</em>”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. Più ripercorro quanto mi ha detto, più mi pervade uno stato di naturale serenità. Sarà merito delle sue parole. Sarà merito della sua storia. Sarà merito del suo essere padre da qualche mese, stato di beatitudine in grado di rimettere al centro la straordinarietà della vita. Comunque sia, <strong><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank">Luca Bressan</a></strong>, ha qualcosa di magico da condividere.</p>
<div id="attachment_3372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/furgone-e1392280955882.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3372" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Siamo a Fuerteventura. È lì che Luca, insieme alla compagna e al loro piccolo da poco arrivato, stanno vivendo. Ma la storia di Luca inizia molto prima e addirittura in luoghi che poco hanno a che vedere con il mare. Il contesto è quello alpino, e sulla fresca neve, Luca scivola con la sua tavola da snowboard insieme agli amici. Si diverte. Si entusiasma. Ma nell’animo di Luca c’è anche una parte più razionale, forse meglio dire progettuale. Infatti lui è un designer. È un designer di progetti industriali articolati. Perché non abbinare queste sue competenze alla sua passione per lo snow? Detto fatto. Realizza una prima tavola per sé, poi per qualche amico ed ancora per qualche amico di un suo amico. C’è una particolarità però nelle tavole che Luca realizza. Lui che soffre d’asma capisce subito che ciò che costruisce deve essere il più naturale possibile. Niente resine che inquinino. Niente poliuretano che emani polveri di vetro.</p>
<div id="attachment_3375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/surfboards_generiche_01-e1392281144117.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="205" class="size-full wp-image-3375" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (Ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>È un successo. È a questo punto che Luca decide di provarci anche con il mare. Inizia la sua sfida con le onde e il vento. Parte da Jesolo e da lì fa un po’ il giro del mondo. Portogallo, Spagna, Francia, Brasile e Maldive. Fisicamente il mare è più impegnativo dell’altitudine delle montagne. Ma la vera sfida di Luca è un’altra. È quella di realizzare una tavola da surf tutta al naturale. Luca mette insieme la tecnologia e la precisione delle macchine a controllo numerico con l’artigianalità del lavorare il legno. Individua un metodo unico, dove il legno è la materia prima e dove non c’è spazio per le fibre di vetro. Affina la tecnica che aveva utilizzato per le tavole da snow. Inizia a farle provare a diversi surfisti. Le risposte sono entusiasmanti. Le sue tavole non si deformano con l’acqua. Raggiungono elevati livelli di stabilità. Allo stesso tempo con il passare del tempo “prendono carattere”. È come se acquisissero una propria personalità, data dal suo utilizzatore e dai dialoghi scambiati con il mare.</p>
<div id="attachment_3376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/solo_slider_03-e1392281245917.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3376" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Sport, design e natura. In queste parole si racchiude ciò che Luca Bressan sta portando avanti. C’è la passione per discipline sportive impegnative e dove non si smette mai d’imparare. C’è una progettazione applicata a qualcosa che sente suo. C’è soprattutto un’etica ed un rispetto per ciò che di maggior valore abbiamo: la salute, quella nostra e quella dell’ambiente che ci circonda. Cose mai scontate. Anzi aspetti che vanno ripetutamente sottolineati.</p>
<p>I risultati ottenuti da Luca sono il frutto di un percorso lungo e tortuoso, dove nulla è lasciato al caso. Ci sono delle scelte ben precise. Ci sono dei rischi d’affrontare. Il parallelismo tra ciò che fa e proprio il surf, è notevole. Le onde sono il suo entusiasmo. Il vento il suo talento. Concentrazione per ciò che si fa e allo stesso tempo gioia per ciò che si riesce ad ottenere. Forse per tutto questo e per quello che è Luca, nella sua interezza, il suo sogno può diventare realtà. Nato a Milano, approdato a Roma e vissuto in quella Valdobbiadene, terra del Prosecco che sta facendo innamorare gli stranieri, Luca è pronto per un nuovo capitolo della sua storia. La prossima tappa potrebbe essere proprio la California e una volta oltrepassato l’oceano le sue tavole da surf avrebbero un nuovo mercato. Insomma, Luca ha tutte le carte in regola. Potrebbe essere proprio lui l’italiano che vende le tavole da surf agli americani, magari partendo da Jack Johnson, perché no?</p>
<div id="attachment_3379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/luca-e1392281555659.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3379" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
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		<title>Il mecenate d&#8217;anime is Elvis Inside</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 22:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell'augurarvi buone feste vi lascio alla lettura di un <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">articolo</a> uscito qualche giorno fa. Per una volta Il mecenate d'anime non ha narrato, ma è stato narrato. Lo segnalo perché le parole che ha utilizzato <a href="http://www.valeriotagliacarne.com/" target="_blank">Valerio Tagliacarne</a> e le fotografie realizzate da <a href="http://www.yorick-photography.com/" target="_blank">Marco Tortato</a>, rappresentano pienamente lo spirito di questo progetto di storytelling.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/"></a><div id="attachment_3343" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/12/ilmecenatedanime_yarich-e1387749509458.jpg" alt="" title="Il mecenate d&#039;anime visto da Yorich Photography" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3343" /><p class="wp-caption-text">Il mecenate d'anime visto attraverso la fotografia di Marco Tortato alias Yorick Photography</p></div></p>
<p>È stato un anno ricco di storie, emozioni e grandi protagonisti. Persone che hanno regalato attraverso le loro testimonianze il valore di un&#8217;idea, di un progetto, di un sogno concreto di vita. Persone diverse tra loro, ma tutte accomunate da quei due elementi magici che vanno sotto il nome di <strong>talento</strong> e <strong>passione</strong>.</p>
<p>Non mi rimane che darvi l&#8217;appuntamento al prossimo anno, dove andremo ancora una volta a mettere un riflettore su questi modelli positivi che spesso non trovano spazio nei mezzi di comunicazione tradizionale. Nell&#8217;augurarvi buone feste vi lascio alla lettura di un <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">articolo</a> uscito qualche giorno fa. Per una volta Il mecenate d&#8217;anime non ha narrato, ma è stato narrato. Lo segnalo perché le parole che ha utilizzato <a href="http://www.valeriotagliacarne.com/" target="_blank">Valerio Tagliacarne</a> e le fotografie realizzate da <a href="http://www.yorick-photography.com/" target="_blank">Marco Tortato</a>, rappresentano pienamente lo spirito di questo progetto di storytelling.</p>
<p>E come dice l&#8217;amico <a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a> &#8220;<em>il destino de Il mecenate d&#8217;anime è <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">Elvisinside</a>!</em>&#8220;.</p>
<p>Questo è il <strong><a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">link</a></strong>! Buona lettura e a presto,</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Reportage di un viaggio tra le emozioni</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c'era l'entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi "ma perché non ci provo anch'io a mettermi in gioco?".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3331" title="Il mecenate d'anime approda a Venezia" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/11/ilmecenatedanime_immagine_londra-e1383816802380.jpg" alt="" width="435" height="246" /></p>
<p>Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c&#8217;era l&#8217;entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi &#8220;<em>ma perché non ci provo anch&#8217;io a mettermi in gioco?</em>&#8220;.</p>
<p>È la forza del racconto. È l&#8217;energia che fuoriesce da una storia quando essa è vera.</p>
<p>Ed è così che anche questa <strong><span style="color: #000000;">3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;</span></strong> ha fatto da palcoscenico a persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate da due elementi: il talento e la passione. Elementi che alla fine non possono vivere in maniera disgiunta, ma che si alimentano uno con l&#8217;altro, facendo sì che ciò che sembrava impossibile diventi realtà. Una splendida realtà.</p>
<p>Siamo partiti con il sogno di <a href="http://youtu.be/D_z9CBfqiH8" target="_blank">Bruno Lancetti</a>. Quel sogno legato alla curiosità di cosa c&#8217;è dietro al fascino di un parco divertimenti. Una passione coltivata, alimentata, arricchita a tal punto da trasformarla in una professione. Ed è così che oggi Bruno Lancetti si ritrova a lavorare per la più grande società al mondo costruttrice di montagne russe. Ed è oggi come ieri che lui non ha perso lo stupore di vedere (e provare) le nuove attrazioni che vengono realizzate, dopo lunghe e attente ricerche.</p>
<p>Dai parchi divertimento poi abbiamo messo le mani in pasta con il secondo incontro, quello con <a href="http://youtu.be/b026I0xUEko" target="_blank">Maurizio Toffoli</a>. Una storia la sua che rasenta la fiaba. Ci sono tutti gli elementi. La magia di un mestiere. La fantasia nell&#8217;interpretarlo. La gioia nel condividerlo. Ed è così che la storia del pluripremiato pizzaiolo Maurizio Toffoli ha incantato un&#8217;attenta platea. Ed è così che si è scoperto qual è l&#8217;ingrediente segreto di Maurizio: l&#8217;amore. Per ciò che fa. Per ciò che vuole trasmettere.</p>
<p>La terza tappa di questo viaggio è stata con una straordinaria coppia: <a href="http://youtu.be/pABGdOf2v1o" target="_blank">Silvia Lelli e Roberto Masotti</a>. Con loro, grazie a loro, abbiamo potuto rivivere un percorso professionale e umano illuminato dalla fotografia applicata alle performing arts. Musica, teatro, danza e molto altro ancora. Sono loro, Lelli e Masotti, che hanno trovato la chiave interpretativa per fissare in uno scatto fotografico quelle arti che nascono per il movimento.</p>
<p>A proposito d&#8217;interpretazione abbiamo continuato a parlare di linguaggi nel quarto appuntamento di questo terzo ciclo d&#8217;incontri. In quella serata il linguaggio era quello del corpo e ad accompagnarci in un suggestivo percorso fatto di emozioni, sentimenti, modalità espressive è stata <a href="http://youtu.be/teP9LfS47Vs" target="_blank">Isabella Moro</a>. Con lei, con la sua passione per la danza, con la sua professionalità legata alla danza educativa, abbiamo messo a fuoco l&#8217;importanza di essere in grado di comunicare sé stessi attraverso il proprio corpo.</p>
<p>Infine, giovedì 31 ottobre, abbiamo volato. In compagnia di <a href="http://youtu.be/J1Ry1rhJIeM" target="_blank">Giancarlo Grinza</a>, campione italiano di volo a vela, siamo saliti con la fantasia a bordo del suo aliante per compiere un volo lassù nel cielo dove l&#8217;unico rumore è il battito del proprio cuore. Un perfetto finale per un&#8217;edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221; che ha saputo apportare ancora una volta una testimonianza concreta di quante persone in gamba animano questo nostro Paese. Aspetto da tenere ben presente. Per ripartire. Per accelerare un nuovo Rinascimento italiano.</p>
<p>Infine un grosso plauso va a chi ha permesso che questo progetto di storytelling trovasse una sua naturale trasposizione live: <strong>Alain Bullo</strong>, direttore dell&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> di Venezia, che ha pienamente colto e condiviso lo spirito di questa iniziativa e ha messo a disposizione il prestigioso salotto del Londra Palace che è stato animato dai racconti e dal pubblico di questi incontri. Ed un altro ringraziamento è indirizzato ad <strong>Elena Ferrarese</strong>, ufficio stampa dell&#8217;Hotel Londra Palace, che grazie al suo prezioso lavoro ha saputo comunicare cosa accadeva in queste, magiche, serate.</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Un&#8217;altra nuova partenza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 07:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando in conclusione di quella mail scrissi “… oggi mi sento un po’ come un mecenate d’anime…” non avevo ancora tutto ben chiaro. Erano due termini che spontaneamente si erano abbracciati per definire una sensazione. Una sensazione di entusiasmo. Una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3271" class="wp-caption alignright" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-3271" title="Un'altra nuova partenza" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/08/DSC_3502-5-e1377069341217.jpg" alt="" width="450" height="253" /><p class="wp-caption-text">Photo Credits: Alfredo Montresor</p></div>
<p>Quando in conclusione di quella mail scrissi “<em>… oggi mi sento un po’ come un mecenate d’anime…</em>” non avevo ancora tutto ben chiaro. Erano due termini che spontaneamente si erano abbracciati per definire una sensazione. Una sensazione di entusiasmo. Una voglia di condividere storie dopo aver incontrato ancora una volta una persona in gamba.</p>
<p>Da quella oramai lontana mail di nuovi incontri ne sono passati. Sono più di cento coloro che in un modo o nell’altro sono riuscito a veicolare attraverso questo progetto denominato appunto <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/" target="_blank">Il mecenate d’anime</a>. Un traguardo, forse. Una nuova partenza, sicuramente.</p>
<p>Sono diverse le idee di quello che si potrebbe ancora fare. Innanzitutto seguendo l’evoluzione degli incontri realizzati. Le storie non hanno mai fine. Si chiude un capitolo per aprirne immediatamente un altro. Per ciò cercheremo di raccontarvi il seguito di quanto già descritto. Un modo per non fare solo delle istantanee fissate nel tempo, ma diffondere emozioni in continuo movimento.</p>
<p>Dopodiché ci sono gli incontri live. A ottobre ci sarà la <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">3. Edizione de Il mecenate approda a Venezia</a>. Un intero mese dove grazie all’ospitalità dell’<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> ci sarà modo di entrare ancora più in contatto. Ospiti e pubblico s’immergeranno in storie dove ancora una volta i protagonisti saranno il talento e la passione.</p>
<p>E poi chissà c’è sempre la missione della trasposizione televisiva di questo progetto. Le prime prove realizzate lasciano ben sperare. Ora si tratta di ottimizzare il tutto.</p>
<p>Insomma diciamo che da qui ai prossimi mesi le sorprese non mancheranno. E se avete storie da segnalare caratterizzate da impegno, determinazione ed entusiasmo, che secondo voi sono meritevoli di visibilità non mancate di scrivere alla <a href="mailto:redazione@ilmecenatedanime.it"> redazione@ilmecenatedanime.it</a> .</p>
<p>A presto,</p>
<p>Andrea Bettini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lelli e Masotti: una coppia e la narrazione per immagini delle performing arts</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 09:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
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		<description><![CDATA[Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessario. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stata la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessaria. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stato la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui.</p>
<div id="attachment_3237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3237" title="Silvia Lelli e Roberto Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Lelli_e_Masotti.jpg" alt="" width="435" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Silvia Lelli e Roberto Masotti (ph. by Luca d&#39;Agostino)</p></div>
<p>Il lui in questione è <strong>Roberto Masotti</strong>. Colei invece che in quei primi anni ’70 varcò per prima la soglia di quella che poi sarebbe diventata la loro casa e all’epoca luogo di lavoro è <strong>Silvia Lelli</strong>. La storia ora potrebbe continuare citando un unico nome “<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a></strong>”, perché loro, oltre che essere una coppia nella vita privata, sono firma unica (e prestigiosa, ndr) nell’ambito professionale della fotografia delle performing arts. Ma per capire meglio chi sono Silvia e Roberto, occorre tornare di qualche anno addietro.</p>
<p>Lui arriva dall’industrial design. Questo conta, ma fino ad un certo punto. Ciò che forse è scatenante per la sua carriera è un altro elemento. A Roberto piace la musica. È un appassionato di musica contemporanea, di jazz e di un certo tipo di rock. Ma soprattutto è uno che vive la musica. Va ai concerti, ascolta, guarda e inizia a fare qualche foto. Poi prende l’abitudine di accompagnare i concerti con la macchina fotografica. Il gioco è fatto. Roberto capisce che si possono fare due delle sue attività preferite insieme, ascoltare e vedere per poi immortalare il tutto attraverso la fotografia. Inizia a narrare ciò che vede. I musicisti, l’ambiente e soprattutto la relazione tra i due. È il suono organizzato. Questi scatti piacciono, a tal punto che Roberto inizia a collaborare con delle prime testate di musica.</p>
<p>Il percorso iniziale di Silvia invece è legato all’architettura e ad una laurea in urbanistica. Cosa centra con la fotografia? Fondamentale. Silvia presta un’attenzione particolare agli spazi e il suo fotografare tiene sempre conto che nella composizione di una buona immagine deve esserci l’armonia degli spazi. A questo Silvia aggiunge un’altra sensibilità. È data da una passione per il teatro. Partecipa ad una compagnia teatrale universitaria. Fa sue le regole di portamento su un palco. Silvia impara presto a vincere una sfida: fotografare qualcosa che nasce per il movimento come può essere la recitazione o la danza. È affascinata dagli spazi teatrali e questa attrazione rimarrà costante.</p>
<div id="attachment_3239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://vimeo.com/7373255" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3239" title="Note Sparse by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/189.778-Note-Sparse-e1370335916313.jpg" alt="" width="435" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Note Sparse by Lelli e Masotti</p></div>
<p>Silvia e Roberto che sono insieme fin dai tempi del liceo iniziano un percorso straordinario. Un percorso di vita che si mescola ad uno professionale, dove la passione per la fotografia diventa il collante indissolubile di una coppia, che pur mantenendo le singole individualità, si rafforza ed evolve come persone e come professionisti. Sullo sfondo diverse città. Ravenna quella di origine. Firenze per gli studi. Poi Bologna, i primi lavori. Fino a giungere nel ‘74 quella Milano, capitale della musica, della discografia e dell’editoria.</p>
<p>Ci sono in Italia mensili di musica e cultura alternativa come Gong e Muzak che ospitano le foto di Roberto. C’è Spettacoli &amp; Società dove pubblicano entrambi, c’è la prestigiosa rivista Musica Viva diretta da Lorenzo Arruga dove Silvia fa parte della redazione e realizza copertine e servizi. E proprio dall’ambito musicale classico si apre all’improvviso una nuova opportunità: il Teatro alla Scala chiede a Silvia di immortalare tutto ciò che accade al suo interno. L’incarico è gravoso e articolato, eccessivo per uno solo, è quindi <a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a> ad assumere quell’incarico con il loro talento e la loro passione. È l’anno 1979 e per diciassette anni diventano testimoni attraverso i loro scatti di un incommensurabile capitale a livello artistico. Prove, rappresentazioni, prime e repliche. Un lavoro enorme in termini numerici. Cinquecento mila negativi in bianco e nero. Altri trecento mila a colori, con la dovuta approssimazione. Un archivio da custodire gelosamente da parte del teatro, ma allo stesso tempo un momento di condivisione di straordinaria bellezza. Loro stessi lo hanno voluto, non poteva essere altrimenti. In ogni singolo scatto escono le gesta, le emozioni, gli ambienti che Silvia e Roberto hanno saputo cogliere creativamente.</p>
<div id="attachment_3247" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vMCaP3xytjQ" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3247" title="La vertigine del teatro by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/TeatroallaScalaMilano1991cm.50x601-e1370336840535.jpg" alt="" width="435" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Muti, immagine tratta da La vertigine del teatro by Lelli e Masotti</p></div>
<p>“<em>C’è una cosa che aiuta molto insieme al talento, si chiama intuito che unito al sapere cosa stai descrivendo e alla scelta di cosa fotografare può fare la differenza</em>”, mi dice Roberto guardando Silvia che conferma. Sarà, comunque c’è anche una particolare alchimia che è proprio frutto di questa complicità tra loro. Perché anche se lavorano in maniera disgiunta, c’è un trasferimento di energia da uno all’altro che porta all’ottimizzazione di uno scatto. In teatro il lavoro di squadra è fondamentale.</p>
<p>Sono passati quasi quarant’anni dal loro arrivo a Milano. Tante cose sono cambiate. La fotografia è cambiata. Le possibilità di pubblicare fotografie. Ciò che non è cambiato però è la loro curiosità, la loro voglia di sperimentare, addirittura di anticipare e soprattutto di fotografare ciò che piace a loro. La loro non è solo fotografia. È un’idea, un pensiero culturale a 360° sulle performing arts.</p>
<p>Nel frattempo la luce, la magica luce, continua ad entrare dalle persiane di quell’appartamento di quella strada non lontana dai Navigli.</p>
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		<title>Il rappresentante fotografo &#8211; Giovanni Pasinato</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 07:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mani impugnano il volante. Lo sguardo è fisso sulla strada. L’autoradio suona e i pensieri volano. Fermo ad uno stop strade s’incrociano. Destini pure e la luce del crepuscolo sale. Intanto il paesaggio là fuori cambia. Cambia per chi è in grado di vedere. Cambia per chi è in grado di sentire. È così che accosta la macchina, impugna la sua medio formato ed inizia il suo dialogo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Giovanni_Pasinato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Giovanni_Pasinato.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Le mani impugnano il volante. Lo sguardo è fisso sulla strada. L’autoradio suona e i pensieri volano. Fermo ad uno stop strade s’incrociano. Destini pure e la luce del crepuscolo sale. Intanto il paesaggio là fuori cambia. Cambia per chi è in grado di vedere. Cambia per chi è in grado di sentire. È così che accosta la macchina, impugna la sua medio formato ed inizia il suo dialogo.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/DSC2613-200x300.jpg" alt="" title="Giovanni Pasinato" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3176" /></a>A fare tutto ciò è <a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><strong>Giovanni Pasinato</strong></a>, una laurea in legge alle spalle, una carriera da legale rifiutata e centomila chilometri all’anno di strade attraversate. Rappresentante per differenti categorie merceologiche, le sue dieci ore di vita quotidiane le trascorre in auto, tra le terre dell’Emilia e quelle marchigiane.</p>
<p>Ma Giovanni non è solo nei suoi viaggi. Non lo è mai stato. Fin da quando veniva scorazzato dai genitori, la sua fedele compagna di viaggio è stata la sua macchina fotografica.</p>
<p>Fotografa Giovanni. Fotografa per immortalare. Fotografa per condividere. Fotografa per capire. È una passione quella sua, ma è pure un innato talento. Dai suoi primi viaggi riceve il plauso dagli amici per quello che riesce a trasferire con quelle sue istantanee. Non sono semplici convenevoli. Sono sinceri ringraziamenti per ciò che riesce a fare.</p>
<p>Inizia a crederci Giovanni. In lui sale la consapevolezza che è questo il suo percorso. Inizia a studiare fotografia. Fa corsi di approfondimento. Affina la tecnica. Preserva la sua spontaneità. Giovanni diventa autore. Autore di emozioni trasferite attraverso l’immagine fotografica.</p>
<p>Tutto questo bagaglio Giovanni lo trasferisce nei suoi spostamenti. I luoghi, i paesi, le terre di provincia attraversate durante il suo lavoro diventano tutte potenziali scenari di un progetto, dove lo stimolo principale sembra essere quello “<em>di chiedersi dove siamo e cosa stiamo facendo</em>”.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/PMB_0129-e1366788899435.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="294" class="aligncenter size-full wp-image-3179" /></a></p>
<p>Ogni pausa, ogni punto che unisce un incontro da quello successivo sono occasioni uniche per dialogare con ciò che sta intorno a Giovanni. Un dialogo quello di Giovanni “<em>tra le apparenze e i simulacri</em>”, intriso di quella malinconia umana che non necessariamente è elemento di uno stato d’animo negativo. Anzi è la naturale grammatica di Giovanni per entrare in confidenza con il suo paesaggio circostante e il suo paesaggio interiore.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/PMB_0133-e1366789257209.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="292" class="aligncenter size-full wp-image-3181" /></a></p>
<p>Il lavoro di due anni di scatti si materializza in sessanta stampe. È un altro Giovanni, <a href="http://www.fotologie.it/umicini.html" target="_blank">Giovanni Umicini</a> ad affiancarlo in questa delicata fase conclusiva di stampa fotografica. Il risultato è straordinario. Quel bianco e nero su negativo 6&#215;9 stampato a mano in laboratorio è la perfetta tecnica interpretativa della fotografia di Giovanni Pasinato. Il suo progetto diventa una <a href="http://galleriabrowning.tumblr.com/post/48046475492/giovanni-pasinato" target="_blank">mostra</a>. Le sue fotografie opere condivise con un pubblico.</p>
<p>Da qualche giorno Giovanni ha intrapreso un nuovo lavoro. Fa l’agente assicurativo. Continuerà a viaggiare. Forse di più. Forse di meno. Con sé comunque ha sempre “<em>un registratore fotografico</em>”, perché comunque Giovanni rimane fotografo o ancora meglio, <a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank">Giovanni Pasinato</a> è autore fotografico.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/sera-e1366789630789.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="295" class="aligncenter size-full wp-image-3184" /></a></p>
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		<title>Il timbro sonoro di Ermanno Pasqualato</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.

Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Ermanno_Pasqualato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>“<em>Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati</em>”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.</p>
<p>Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.</p>
<p>A San Pietro Viminario sono poco più di tremila gli abitanti e meno di trenta i chilometri che lo distanziano da Padova. Proprio in questa dimensione sicuramente a misura d’uomo, <strong><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a></strong> sta lavorando alle sue chitarre. Chitarre particolari, che quasi hanno rischiato di estinguersi, se non fosse che, un “certo” Ben Harper, qualche anno fa, seduto su una sedia appoggia la sua lap steel sulle gambe ed inizia ad incantare il pubblico presente.</p>
<p>Ermanno che aveva già capito che aveva più orecchio timbrico che tecnica strumentale, rimane rapito da quel suono. È così che decide di mettere in secondo piano l’essere musicista per indirizzare tutta la sua passione per la musica (tanta), verso la realizzazione di questi strumenti. Il passaggio per lui è quasi naturale. Figlio di un falegname, lui stesso da sempre artigiano del legno, si compra una electric lap steel guitar e prova a riprodurla. Il risultato è più che soddisfacente, ma Ermanno non è completamente soddisfatto. Navigando sul web trova il progetto, un disegno di una wiessenborn acoustic guitar. Ne studia le misure. Inizia a lavorarci ed infine ne ascolta il suono. Ci siamo quella timbrica tanto ricercata, quella perfezione sonora che affianca la melodia regalandone colore, è raggiunta. Ora non rimane che venderle.<br />
<div id="attachment_3149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC00280-e1363074589773.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3149" /></a><p class="wp-caption-text">Ermanno Pasqualato, il liutaio che dalla provincia di Padova realizza e vende weissenborn e lap steel guitars in tutto il mondo</p></div><br />
Anche questo passo sembra un’impresa.  Apre un <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">sito internet</a>. Arrivano le prime richieste. Francia, Svizzera e Germania. Poi Australia e Stati Uniti. Sono solo alcune delle aree geografiche dove le chitarre di Ermanno Pasqualato giungono a destinazione. Arrivano anche richiesta dall’Italia. Si innesca un virtuoso passaparola. Chitarristi di artisti famosi come Fossati, De Gregori richiedono le chitarre di Ermanno. E poi tanti appassionati. Musicisti in erba. Talenti in crescita.</p>
<div id="attachment_3154" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC000691-e1363075269724.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3154" /></a><p class="wp-caption-text">Le weissenborn e lap steel guitars di Ermanno Pasqualato</p></div>
<p>Ad Ermanno oltre agli ordini per la produzione di nuovi strumenti arrivano anche le prime email dove i chitarristi si complimentano con lui. Il liutaio, che prima di tutti, ha saputo applicare la sua sartorialità alla realizzazione di strumenti così particolari. Per Ermanno la soddisfazione è totale. Per lui amante delle musica, che ha sempre suonato la chitarra partendo da Neil Young, il suo idolo, per poi passare al country, al country/rock, al blues e fino a giungere al jazz, è una straordinaria gratificazione. Le sue mani ora non solo suonano, ma permettono di far suonare anche altri. Tanti altri, anche coloro proprio con problemi alle mani si sono rivolti a lui e hanno potuto continuare a suonare, dal momento che lo slide si suona con una barra metallica che si fa scivolare sulle corde.</p>
<p>È quasi sera nel suo piccolo laboratorio sotto casa. Sono già diverse ore che sta lavorando alla sua ultima chitarra. In sottofondo c’è la radio accesa. Gli occhi di Ermanno sono sul quel legno che sta prendendo forma. Le sue orecchie invece sono su quella melodia che esce da quel apparecchio sonoro. Ermanno ancora una volta ne ricerca la sonorità e come per incanto si immagina quella musica. Chissà magari a creare quei suoni c’è pure una chitarra da lui realizzata. Potrebbe essere.</p>
<p>Quasi fosse un rito si toglie il grembiule da lavoro. Spegne la radio. Poi la luce. Si reca in casa a preparare la cena. Ogni suo gesto però riproduce un suono. È una musica. È la musica che accompagna l’esistenza di <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a>.</p>
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		<title>Suoni e colori dell&#8217;anima &#8211; Anna Dari</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 08:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è possibile soffocare una passione. Tanto meno se questa è accompagnata dal talento. Perciò anche circostanze della vita che tenterebbero di allontanare da un proprio naturale percorso, non possono arrestare un processo vitale. Riescono a rallentarne il cammino, posticiparne gli straordinari effetti. Poi però succede ciò che deve accadere. E da quel momento tutto sarà diverso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Non è possibile soffocare una passione. Tanto meno se questa è accompagnata dal talento. Perciò anche circostanze della vita che tenterebbero di allontanare da un proprio naturale percorso, non possono arrestare un processo vitale. Riescono a rallentarne il cammino, posticiparne gli straordinari effetti. Poi però succede ciò che deve accadere. E da quel momento tutto sarà diverso.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/AnnaDari" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Spartitodonna_Newtext1-copia-e1358758161175.jpg" alt="" title="Anna Dari - Suoni e colori dell&#039;anima" width="200" height="166" class="alignleft size-full wp-image-3060" /></a></a>Anche <strong><a href="http://www.youtube.com/user/AnnaDari" target="_blank">Anna Dari</a></strong> non avrebbe immaginato di rimettere le mani sui quei tasti bianchi e neri. Erano passati diciotto anni. Troppi. Non abbastanza per sopire i desideri. I motivi della pausa erano i più ordinari, per questo i più complicati. Quelli che a tante donne possono imbrigliare la propria esistenza. C’è un matrimonio. Una famiglia. Dei figli. Un lavoro. Tutto gira attorno a loro, anche quelle responsabilità che non spettano loro. Eppure per Anna suonare il pianoforte era la cosa più normale. Al di là di un diploma al conservatorio, la musica era espressione di lei e lei era espressione della sua musica. Ma quando le cose stanno così non si può relegare tutto al passato. Anna è musica.</p>
<p>Come in tutte le situazioni apparentemente prive di uscita, bloccate da influenze esterne e da inutili sensi di colpa, c’è bisogno del giusto chiavistello. Quello di Anna è un concerto al quale assiste. E’ una bella sera di fine estate quando nella sua Asti arriva un pianista. Non è un pianista qualunque. Anna la sua musica l’aveva già ascoltata. Non le sue parole però. Quelle che lui usa per presentare i suo brani. La commistione di quella musica e di quelle parole sono una miccia per Anna. Ad accenderla è <a href="http://www.giovanniallevi.com/" target="_blank">Giovanni Allevi</a>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/AnnaDari" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/06092010728-225x300.jpg" alt="" title="Anna Dari - Suoni e colori dell&#039;anima" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3064" /></a>Anna Dari torna a casa. Si siede davanti al suo pianoforte. Ancora qualche attimo di esitazione e poi procede. Le paure vengono spazzate dalle note. Le incertezze dai suoni. Come in una forma di trance creativo compone prima un brano. Poi un secondo. Poi un terzo. Il suo estro artistico è inarrestabile. Alla fine saranno sette i brani. La gioia espressa molto di più. Inizia a farli ascoltare. Prima ad amici e parenti, poi al pubblico. I primi concerti. Le prime grandi emozioni regalate. I primi complimenti ricevuti. Quel lasso di tempo di astinenza dal suono non sembra credibile ai più. La musica di Anna arriva dritta al cuore. Una musica classica che incontra il blues e non solo. E’ la magia di Anna quella che si sente.</p>
<p>Quasi ad omaggiare colui che l’ha fatta tornare nel suo mondo, dedica un brano al maestro Allevi. Gli affianca una poesia. Poi ne scrive altre. Ogni composizione arriva ad avere una poesia che l’accompagna. E’ la nascita di una raccolta. “<strong><a href="http://www.slanciovitale.blogspot.it/" target="_blank">Suoni e colori dell’anima</a></strong>”, non poteva che chiamarsi così.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/user/AnnaDari" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/100_4909-225x300.jpg" alt="" title="Anna Dari - Suoni e colori dell&#039;anima" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3066" /></a>La storia di Anna Dari non finisce qui. Questo è solo il suo risveglio. Ora Anna vuole vivere con la sua musica. Non è semplice. Ci sono delle regole di mercato d’affrontare. Meccanismi discografici. Circuiti per esibirsi dal vivo da interpretare. Tutte cose che hanno poco, se non nulla, da vedere con la sua arte. Tutte cose necessarie per affermarne la sua esistenza.</p>
<p>Il passo più grande Anna lo ha già compiuto. Ora si tratta di muoverne ogni giorno altri nella direzione che le è più consona. Fare conoscere la propria musica, sembra un ossimoro in un Paese dove non s’investe nella cultura. Però qui non si tratta di realizzare un sogno, ma di vivere la propria esistenza. Anna sicuramente si è immaginato il suo traguardo.  Magari non raggiungerà proprio quello. Magari ne verranno fuori altri. Comunque sia sarà uno straordinario viaggio. Per lei. Per coloro che avranno il piacere di ascoltare la sua musica.</p>
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		<title>La poesia in musica di Rosa Emilia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.
Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è Rosa Emilia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.</p>
<p>Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è <strong><a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a></strong>.</p>
<p><a href="http://rosaemilia.com/it/"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Rosa_Emilia2-e1352726050814.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Poesia in musica" width="435" height="290" class="aligncenter size-full wp-image-2978" /></a></p>
<p>Il fascino e il carisma non si possono apprendere. Come il talento. Tutti elementi in lei ben presenti. Ma non è tutto. C’è la gioia che traspare per fare qualcosa che si ama. C’è l’impegno costante e quotidiano per migliorarsi e dare il meglio di sé.</p>
<p>La sua vita è un romanzo. La musica ne è la colonna sonora. Una musica che da sempre è presente. Fin da bambina quando a Salvador de Bahia canta, balla, suona le percussioni alle feste in onore degli orixas con la nonna Emilia, venerata mae-de-santo. Ma è la poesia la forma d’espressione nella quale si ritrova naturalmente attratta da ragazza. Un’attrazione che la porta a studiare. Un’attrazione che la porterà a fare straordinari incontri. Come quello con il poeta e compositore <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Antônio_Carlos_de_Brito" target="_blank">Cacaso</a>. Incontro che sfocerà in amore. Un matrimonio. Una figlia. Non basterà la prematura scomparsa di Cacaso, a strappare  ricordi ed emozioni condivise.</p>
<div id="attachment_2983" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ultraleve-150x150.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Ultraleve" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2983" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Ultraleve, primo album di Rosa Emilia</p></div>Ma c’è la cultura, l’attaccamento di Rosa Emilia alle espressioni artistiche come modalità per superare anche le più dure sofferenze, che le permette di andare oltre. E’ così che la musica, mai abbandonata torna a bussarle la porta. La bellezza della sua voce viene racchiusa in un disco. Si chiama “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Ultraleve</a>” e rappresenta il suo album d’esordio. E’ l’inizio o meglio la conferma di una naturale predisposizione. Il suo stile è in continua evoluzione. La sua vita pure.</p>
<p><div id="attachment_2985" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ibs.it/disco/8013284003591/rosa-emilia-renato/rosa-emilia-encontra.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Renato-Sellani-e-Rosa-Emilia--150x150.jpg" alt="" title="Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2985" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil</p></div>Da Rio de Janeiro dove si era trasferita arriva in Italia. A Milano prima. Un altro amore. Un’altra figlia. Un periodo di adattamento per capire una mentalità lontana dalla sua e poi costante lavoro verso quella musica che le ha donato molto. Concerti molti. Collaborazioni ancor di più. Sia in Italia sia dall’altra parte dell’oceano, a cavallo di due mondi lontani che la musica sembra avvicinare. <a href="http://www.nelsonangelo.com/" target="_blank">Nelson Angelo</a>, <a href="http://www.suelicosta.com.br/" target="_blank">Sueli Costa</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jaques_Morelenbaum" target="_blank">Jaques Morelenbaum</a> sono solo alcuni degli incontri musicali che arrivano dal Brasile. <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De André</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Sellani" target="_blank">Renato Sellani</a>, altri maturati nella nostra Penisola. Ed è proprio con il maestro Sellani che s’instaura un sodalizio che porta alla realizzazione del disco “Poesia do Brasil”.</p>
<p><div id="attachment_2989" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/BATUK-Cruzeiro-Do-Sul-150x150.jpg" alt="" title="BATUK Cruzeiro Do Sul Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2989" /></a><p class="wp-caption-text">Batuk (Rosa Emilia e Cristiano Verardo) - Cruzeiro do sul</p></div>Rosa Emilia è un’anima in costante fermento. Si trasferisce a Venezia. Nuovi incontri. Nuove sfide musicali. Dalla canzone d’autore e il jazz passa ad un progetto di musica lounge dal nome Batuk, dove con la canzone “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank">Cruzeiro do sul</a>” mette la sua personale interpretazione a questo genere musicale. Ma non si ferma qui. C’è spazio pure per il reggae e con l’album “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Nega Rosa</a>” fissa un ulteriore tassello nella sua eclettica capacità vocale.<div id="attachment_2992" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/nega-rosa-Rosa-Emilia-150x150.jpg" alt="" title="nega rosa - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2992" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Nega Rosa</p></div>
<div id="attachment_2996" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/baiana-da-Guanabara-150x150.jpg" alt="" title="Baiana da  Guanabara - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2996" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'album Baiana da Guanabara</p></div>Prima di andare avanti nel racconto della sua vita fa un’altra pausa. Come a voler riprendersi da tanti intensi ricordi. Come a voler guardare avanti per vedere in un futuro non poco lontano. Dopodichè mi presenta i suoi ultimi lavori in ordine di tempo. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank">Baiana de Guanabara</a>” prima. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank">Album de Retratos</a>” dopo. Lo fa con un pizzico d’orgoglio. Con un’imponente dose d’amore. Due dischi che la riportano alle origini delle sua terra. Due album in particolar modo il primo che rappresentano quasi la chiusura di un cerchio. In “Baina de Guanabara” i pezzi sono firmati Nelson Angelo/Cacaso. A distanza di vent’anni trova il coraggio, ma soprattutto la consapevolezza artistica per interpretare un’eredità musicale che le ha lasciato Cacaso, il paroliere amato.</p>
<p><div id="attachment_2998" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/capa-album-de-retratos-300x300.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Album de Retratos" width="300" height="300" class="size-medium wp-image-2998" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'ultimo album di Rosa Emilia - Álbum de Retratos - Cacaso - Parceiros &#038; Canções</p></div>
<p>Infine interrompe ogni discorso per lasciare spazio ad un enorme sorriso. Un sorriso che era stato sempre presente. Fin dal momento che ci eravamo seduti in quel bar. Un elemento di rara bellezza che trova la sua massima espressività nella condivisione di una storia. Come a dire quanto di bello la vita le ha offerto. Come a gridare quanto di incantevole le offrirà ancora.</p>
<p>L’incontro è finito. La musica di <a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a> no. Entra nelle mie orecchie dalle cuffie del lettore. Si deposita dritta nel cuore. Per rallegrarlo. Per fargli un dono tanto gradito quanto inaspettato.</p>
<p>Obrigado Rosa Emilia.</p>
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