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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; Silvia Lelli</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Reportage di un viaggio tra le emozioni</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c'era l'entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi "ma perché non ci provo anch'io a mettermi in gioco?".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3331" title="Il mecenate d'anime approda a Venezia" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/11/ilmecenatedanime_immagine_londra-e1383816802380.jpg" alt="" width="435" height="246" /></p>
<p>Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c&#8217;era l&#8217;entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi &#8220;<em>ma perché non ci provo anch&#8217;io a mettermi in gioco?</em>&#8220;.</p>
<p>È la forza del racconto. È l&#8217;energia che fuoriesce da una storia quando essa è vera.</p>
<p>Ed è così che anche questa <strong><span style="color: #000000;">3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;</span></strong> ha fatto da palcoscenico a persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate da due elementi: il talento e la passione. Elementi che alla fine non possono vivere in maniera disgiunta, ma che si alimentano uno con l&#8217;altro, facendo sì che ciò che sembrava impossibile diventi realtà. Una splendida realtà.</p>
<p>Siamo partiti con il sogno di <a href="http://youtu.be/D_z9CBfqiH8" target="_blank">Bruno Lancetti</a>. Quel sogno legato alla curiosità di cosa c&#8217;è dietro al fascino di un parco divertimenti. Una passione coltivata, alimentata, arricchita a tal punto da trasformarla in una professione. Ed è così che oggi Bruno Lancetti si ritrova a lavorare per la più grande società al mondo costruttrice di montagne russe. Ed è oggi come ieri che lui non ha perso lo stupore di vedere (e provare) le nuove attrazioni che vengono realizzate, dopo lunghe e attente ricerche.</p>
<p>Dai parchi divertimento poi abbiamo messo le mani in pasta con il secondo incontro, quello con <a href="http://youtu.be/b026I0xUEko" target="_blank">Maurizio Toffoli</a>. Una storia la sua che rasenta la fiaba. Ci sono tutti gli elementi. La magia di un mestiere. La fantasia nell&#8217;interpretarlo. La gioia nel condividerlo. Ed è così che la storia del pluripremiato pizzaiolo Maurizio Toffoli ha incantato un&#8217;attenta platea. Ed è così che si è scoperto qual è l&#8217;ingrediente segreto di Maurizio: l&#8217;amore. Per ciò che fa. Per ciò che vuole trasmettere.</p>
<p>La terza tappa di questo viaggio è stata con una straordinaria coppia: <a href="http://youtu.be/pABGdOf2v1o" target="_blank">Silvia Lelli e Roberto Masotti</a>. Con loro, grazie a loro, abbiamo potuto rivivere un percorso professionale e umano illuminato dalla fotografia applicata alle performing arts. Musica, teatro, danza e molto altro ancora. Sono loro, Lelli e Masotti, che hanno trovato la chiave interpretativa per fissare in uno scatto fotografico quelle arti che nascono per il movimento.</p>
<p>A proposito d&#8217;interpretazione abbiamo continuato a parlare di linguaggi nel quarto appuntamento di questo terzo ciclo d&#8217;incontri. In quella serata il linguaggio era quello del corpo e ad accompagnarci in un suggestivo percorso fatto di emozioni, sentimenti, modalità espressive è stata <a href="http://youtu.be/teP9LfS47Vs" target="_blank">Isabella Moro</a>. Con lei, con la sua passione per la danza, con la sua professionalità legata alla danza educativa, abbiamo messo a fuoco l&#8217;importanza di essere in grado di comunicare sé stessi attraverso il proprio corpo.</p>
<p>Infine, giovedì 31 ottobre, abbiamo volato. In compagnia di <a href="http://youtu.be/J1Ry1rhJIeM" target="_blank">Giancarlo Grinza</a>, campione italiano di volo a vela, siamo saliti con la fantasia a bordo del suo aliante per compiere un volo lassù nel cielo dove l&#8217;unico rumore è il battito del proprio cuore. Un perfetto finale per un&#8217;edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221; che ha saputo apportare ancora una volta una testimonianza concreta di quante persone in gamba animano questo nostro Paese. Aspetto da tenere ben presente. Per ripartire. Per accelerare un nuovo Rinascimento italiano.</p>
<p>Infine un grosso plauso va a chi ha permesso che questo progetto di storytelling trovasse una sua naturale trasposizione live: <strong>Alain Bullo</strong>, direttore dell&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> di Venezia, che ha pienamente colto e condiviso lo spirito di questa iniziativa e ha messo a disposizione il prestigioso salotto del Londra Palace che è stato animato dai racconti e dal pubblico di questi incontri. Ed un altro ringraziamento è indirizzato ad <strong>Elena Ferrarese</strong>, ufficio stampa dell&#8217;Hotel Londra Palace, che grazie al suo prezioso lavoro ha saputo comunicare cosa accadeva in queste, magiche, serate.</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Giovedì 17 la fotografia che immortala le arti in movimento</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2013 07:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si può immortalare in uno scatto fotografico la musica, la danza, il teatro? Loro ci sono riusciti. Silvia Lelli e Roberto Masotti, la storia di chi ha saputo vincere la sfida di fotografare arti che nascono per il movimento. Lelli e Masotti, la memoria fotografica del Teatro alla Scala, ma non solo. Uno straordinario sodalizio professionale. Un’altrettanta straordinaria storia personale di coppia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p style="text-align: center;">Giovedì 17 Ottobre ore 19.15 &#8211; Hotel Londra Palace, Venezia</p>
<h2 style="text-align: center;">Il mecenate d&#8217;anime</h2>
<p style="text-align: center;">presenta</p>
<h1 style="text-align: center;">&#8220;Una coppia e la rappresentazione per immagini delle performing arts&#8221; con Silvia Lelli e Roberto Masotti</h1>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3307" title="Silvia Lelli e Roberto Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/10/Silvia_Lelli_e_Roberto_Masotti-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>Si può immortalare in uno scatto fotografico la musica, la danza, il teatro? Loro ci sono riusciti. Silvia Lelli e Roberto Masotti, la storia di chi ha saputo vincere la sfida di fotografare arti che nascono per il movimento. Lelli e Masotti, la memoria fotografica del Teatro alla Scala, ma non solo. Uno straordinario sodalizio professionale. Un’altrettanta straordinaria storia personale di coppia.<br />
- &#8211; -</p>
<p>Terzo incontro della 3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;, la trasposizione live del format di storytelling nato sul web un paio d&#8217;anni fa, da un&#8217;idea di Andrea Bettini, che racconta le storie di persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate dal talento e dalla passione.</p>
<p>Gli appuntamenti di questa nuova edizione in totale saranno cinque e a questo link <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">www.ilmecenatedanime.it/levento/</a>potrete trovare l&#8217;intero programma.</p>
<p>Gli incontri saranno ospitati presso l&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace </a>in Riva degli Schiavoni 4171 a Venezia. Orario d&#8217;inizio ore 19.15 con ingresso libero. Al termine degli incontri seguirà aperitivo.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
Andrea Bettini (autore e curatore del format Il mecenate d&#8217;anime)<br />
mail: radiobet@gmail.com<br />
mob: 348 9121666</p>
<p>Elena Ferrarese (ufficio stampa Hotel Londra Palace)<br />
mail: press@londrapalace.com<br />
mob: 349 6393917</p>
</div>
</div>
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		<title>Lelli e Masotti: una coppia e la narrazione per immagini delle performing arts</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 09:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessario. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stata la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessaria. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stato la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui.</p>
<div id="attachment_3237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3237" title="Silvia Lelli e Roberto Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Lelli_e_Masotti.jpg" alt="" width="435" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Silvia Lelli e Roberto Masotti (ph. by Luca d&#39;Agostino)</p></div>
<p>Il lui in questione è <strong>Roberto Masotti</strong>. Colei invece che in quei primi anni ’70 varcò per prima la soglia di quella che poi sarebbe diventata la loro casa e all’epoca luogo di lavoro è <strong>Silvia Lelli</strong>. La storia ora potrebbe continuare citando un unico nome “<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a></strong>”, perché loro, oltre che essere una coppia nella vita privata, sono firma unica (e prestigiosa, ndr) nell’ambito professionale della fotografia delle performing arts. Ma per capire meglio chi sono Silvia e Roberto, occorre tornare di qualche anno addietro.</p>
<p>Lui arriva dall’industrial design. Questo conta, ma fino ad un certo punto. Ciò che forse è scatenante per la sua carriera è un altro elemento. A Roberto piace la musica. È un appassionato di musica contemporanea, di jazz e di un certo tipo di rock. Ma soprattutto è uno che vive la musica. Va ai concerti, ascolta, guarda e inizia a fare qualche foto. Poi prende l’abitudine di accompagnare i concerti con la macchina fotografica. Il gioco è fatto. Roberto capisce che si possono fare due delle sue attività preferite insieme, ascoltare e vedere per poi immortalare il tutto attraverso la fotografia. Inizia a narrare ciò che vede. I musicisti, l’ambiente e soprattutto la relazione tra i due. È il suono organizzato. Questi scatti piacciono, a tal punto che Roberto inizia a collaborare con delle prime testate di musica.</p>
<p>Il percorso iniziale di Silvia invece è legato all’architettura e ad una laurea in urbanistica. Cosa centra con la fotografia? Fondamentale. Silvia presta un’attenzione particolare agli spazi e il suo fotografare tiene sempre conto che nella composizione di una buona immagine deve esserci l’armonia degli spazi. A questo Silvia aggiunge un’altra sensibilità. È data da una passione per il teatro. Partecipa ad una compagnia teatrale universitaria. Fa sue le regole di portamento su un palco. Silvia impara presto a vincere una sfida: fotografare qualcosa che nasce per il movimento come può essere la recitazione o la danza. È affascinata dagli spazi teatrali e questa attrazione rimarrà costante.</p>
<div id="attachment_3239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://vimeo.com/7373255" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3239" title="Note Sparse by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/189.778-Note-Sparse-e1370335916313.jpg" alt="" width="435" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Note Sparse by Lelli e Masotti</p></div>
<p>Silvia e Roberto che sono insieme fin dai tempi del liceo iniziano un percorso straordinario. Un percorso di vita che si mescola ad uno professionale, dove la passione per la fotografia diventa il collante indissolubile di una coppia, che pur mantenendo le singole individualità, si rafforza ed evolve come persone e come professionisti. Sullo sfondo diverse città. Ravenna quella di origine. Firenze per gli studi. Poi Bologna, i primi lavori. Fino a giungere nel ‘74 quella Milano, capitale della musica, della discografia e dell’editoria.</p>
<p>Ci sono in Italia mensili di musica e cultura alternativa come Gong e Muzak che ospitano le foto di Roberto. C’è Spettacoli &amp; Società dove pubblicano entrambi, c’è la prestigiosa rivista Musica Viva diretta da Lorenzo Arruga dove Silvia fa parte della redazione e realizza copertine e servizi. E proprio dall’ambito musicale classico si apre all’improvviso una nuova opportunità: il Teatro alla Scala chiede a Silvia di immortalare tutto ciò che accade al suo interno. L’incarico è gravoso e articolato, eccessivo per uno solo, è quindi <a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a> ad assumere quell’incarico con il loro talento e la loro passione. È l’anno 1979 e per diciassette anni diventano testimoni attraverso i loro scatti di un incommensurabile capitale a livello artistico. Prove, rappresentazioni, prime e repliche. Un lavoro enorme in termini numerici. Cinquecento mila negativi in bianco e nero. Altri trecento mila a colori, con la dovuta approssimazione. Un archivio da custodire gelosamente da parte del teatro, ma allo stesso tempo un momento di condivisione di straordinaria bellezza. Loro stessi lo hanno voluto, non poteva essere altrimenti. In ogni singolo scatto escono le gesta, le emozioni, gli ambienti che Silvia e Roberto hanno saputo cogliere creativamente.</p>
<div id="attachment_3247" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vMCaP3xytjQ" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3247" title="La vertigine del teatro by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/TeatroallaScalaMilano1991cm.50x601-e1370336840535.jpg" alt="" width="435" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Muti, immagine tratta da La vertigine del teatro by Lelli e Masotti</p></div>
<p>“<em>C’è una cosa che aiuta molto insieme al talento, si chiama intuito che unito al sapere cosa stai descrivendo e alla scelta di cosa fotografare può fare la differenza</em>”, mi dice Roberto guardando Silvia che conferma. Sarà, comunque c’è anche una particolare alchimia che è proprio frutto di questa complicità tra loro. Perché anche se lavorano in maniera disgiunta, c’è un trasferimento di energia da uno all’altro che porta all’ottimizzazione di uno scatto. In teatro il lavoro di squadra è fondamentale.</p>
<p>Sono passati quasi quarant’anni dal loro arrivo a Milano. Tante cose sono cambiate. La fotografia è cambiata. Le possibilità di pubblicare fotografie. Ciò che non è cambiato però è la loro curiosità, la loro voglia di sperimentare, addirittura di anticipare e soprattutto di fotografare ciò che piace a loro. La loro non è solo fotografia. È un’idea, un pensiero culturale a 360° sulle performing arts.</p>
<p>Nel frattempo la luce, la magica luce, continua ad entrare dalle persiane di quell’appartamento di quella strada non lontana dai Navigli.</p>
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