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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; roma</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>La Casa dei Raccontastorie &#8211; Antonio Amendola</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 13:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un certo punto il navigatore sembra smarrire il suo segnale. Non importa. Ugualmente l’auto si districa tra le vie. Nemmeno la pioggia in perpetua sfida con i tergicristalli nasconde le tracce di una sospirata meta. Difatti dopo pochi minuti appare l’insegna e poi l’arrivo. Siamo al 105 di Via del Mandrione. Siamo giunti a La Casa dei Raccontastorie. Ad accoglierci lui, Antonio Amendola. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un certo punto il navigatore sembra smarrire il suo segnale. Non importa. Ugualmente l’auto si districa tra le vie. Nemmeno la pioggia in perpetua sfida con i tergicristalli nasconde le tracce di una sospirata meta. Difatti dopo pochi minuti appare l’insegna e poi l’arrivo. Siamo al 105 di Via del Mandrione. Siamo giunti a <strong>La Casa dei Raccontastorie</strong>. Ad accoglierci lui, <strong><a href="http://www.shoot4change.net/" target="_blank">Antonio Amendola</a></strong>. Riprende forma un dialogo iniziato qualche anno fa (<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2009/10/27/in-viaggio-con-antonio/" target="_blank">leggi qui</a>). Un dialogo mai interrotto. Un dialogo che continuerà. A te la parola Antonio…</p>
<p><object width="480" height="360"><param name="movie" value="//www.youtube.com/v/HWDG40p75x4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="//www.youtube.com/v/HWDG40p75x4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Una strada in comune: Valerio Tirapani ed Emanuele Di Feliciantonio</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma nord. Una strada. Una via. A nemmeno cento metri di distanza due abitazioni. Da una di queste un ragazzo esce. Subito dopo una curva a destra, fa un fischio. Il cancello dell’altra casa si apre. E’ un incontro. E’ l’incontro. E’ un rituale che si ripete quasi tutte le sere. E’ un’amicizia nata in passato, che vive il presente e si proietta nel futuro. E’ più semplicemente la storia di Valerio ed Emanuele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/02/Valerio_Tirapani_Emanuele_Difeliceantonio.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/02/Valerio_Tirapani_Emanuele_Difeliceantonio.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Roma nord. Una strada. Una via. A nemmeno cento metri di distanza due abitazioni. Da una di queste un ragazzo esce. Subito dopo una curva a destra, fa un fischio. Il cancello dell’altra casa si apre. E’ un incontro. E’ l’incontro. E’ un rituale che si ripete quasi tutte le sere. E’ un’amicizia nata in passato, che vive il presente e si proietta nel futuro. E’ più semplicemente la storia di Valerio ed Emanuele.</p>
<div id="attachment_3095" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/02/DiFeliciantonio-Tirapani-e1360052462935.jpg" alt="" title="Valerio Tirapani ed Emanuele Di Feliciantonio" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3095" /><p class="wp-caption-text">Valerio Tirapani ed Emanuele Di Feliciantonio</p></div>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/ermoviola" target="_blank" >Valerio Tirapani</a></strong> ha ventidueanni. Fa il postino. E’ pittore. <strong><a href="https://www.facebook.com/EmanueleDiFeliciantonioPhotoreporter" target="_blank">Emanuele Di Feliciantonio</a></strong> ne ha ventisette ed è un fotografo professionista. Si conoscono fin da bambini. Hanno giocato insieme. Hanno corso. Riso e qualche volta si sono pure azzuffati. Ora condividono parole. Scambiano pensieri. Si confrontano sulla vita. Oggi come ieri una cosa è rimasta intatta. La gioia di stare insieme. La spensieratezza di una paio d’ore passate in compagnia.</p>
<p>Per Valerio c’è un liceo artistico iniziato e un diploma in psicopedagogia conseguito, ma soprattutto c’è il disegno. Quello che ha sempre fatto con una matita in mano. Quello che ha scoperto quando si è ritrovato con gli attrezzi di una pittrice scomparsa. E’ proprio lì che quasi per gioco, quello che era un suo modo di intrattenere il tempo, diventa qualcosa di più strutturato. Da un foglio passa alla tela. Dal pensiero alla pittura. Un giorno prende un quadro acquistato tempo prima all’Ikea. Non gli piace. Forse non gli è mai piaciuto. Lo gira e ne disegna uno lui. E’ una “finestra”. E’ la prima di una lunga serie. Nel guardarle il senso che ne ha è quello di entrarci dentro. E’ quello di entrare nell’anima delle persone. Una visione che prende forma. Per Valerio la soddisfazione è totale.</p>
<p>Emanuele inizia a lavorare a tredici anni.  A quindici riceve la sua prima paghetta. A diciotto passa al professionismo. Da allora è il fotografo ufficiale di tutto ciò che è arti marziali, boxe, sollevamento pesi e molto altro ancora, perché come dice lui “dove si menano io ci sto”. Emanuele è un po’ figlio d’arte in tutto ciò. Il suo legame con lo sport è un legame generazionale. Suo nonno praticamente ha introdotto le palestre a Roma. Suo padre si è occupato di produzioni televisive legate alle arti marziali. Produzioni che dopo la sua scomparsa, Emanuele segue insieme alla fotografia.</p>
<p>In questi due contesti professionali apparentemente lontani, ecco che <a href="https://www.facebook.com/ermoviola" target="_blank" >Valerio</a> ed <a href="https://www.facebook.com/EmanueleDiFeliciantonioPhotoreporter" target="_blank" >Emanuele</a> trovano un punto di contatto. Quasi inevitabilmente tra una chiacchierata e l’altra di una delle tante serate trascorse insieme, si ritrovano a condividere un’idea. Perché non mettere insieme la pittura con la fotografia? Nemmeno il tempo di capire come, che passano immediatamente all’azione. Valerio dipinge le sue finestre sulle schiene di alcune persone. Emanuele che sa cogliere l’essenza di un gesto fisico immortala il tutto. Il risultato è straordinario. E’ straordinario per la bellezza che rappresenta. E’ straordinario perché è il perfetto equilibrio di due forme d’arte. E’ straordinario soprattutto perché è la sintesi di un’amicizia che traspare nella sua completezza.</p>
<div id="attachment_3096" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/02/stampa-70x100_001-e1360052774347.jpg" alt="" title="Valerio Tirapani feat. Emanuele Di Feliciantonio" width="435" height="304" class="size-full wp-image-3096" /><p class="wp-caption-text">La pittura di Valerio Tirapani incontra la fotografia di Emanuele Di Feliciantonio</p></div>
<p>L’idea non si ferma. Due, tre, quattro fino ad arrivare ad una decina di opere. Opere dove la posizione dei modelli è la cornice e la loro schiena diventa la tela. Il progetto viene mostrato. Prima ad amici. Poi a galleristi ed esperti di arte. Le conclusioni sono sempre quelle. Quelle che ti portano via le parole per lasciare spazio alle emozioni. Iniziano una prima serie di  mostre in giro per l’Italia. I consensi si moltiplicano. Anche i sorrisi, quelli di <a href="https://www.facebook.com/ermoviola" target="_blank" >Valerio</a> ed <a href="https://www.facebook.com/EmanueleDiFeliciantonioPhotoreporter" target="_blank" >Emanuele</a> che sembrano aver trovato una chiave di lettura a tanti discorsi fatti in piacevoli serate trascorse insieme.</p>
<p>E’ solo l’inizio. Il passo successivo non è ancora svelato, ma sicuramente sarà un altro entusiasmante viaggio nell’animo delle persone. Intanto è giunta un’altra sera. Dopocena Valerio scende di casa. Dopo pochi passi inizia a fischiare e la porta di casa Di Feliciantonio si apre. Perché alla base di tutto c’è la loro grande amicizia.</p>
<div id="attachment_3097" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/02/stampa-70x100_002-e1360052896423.jpg" alt="" title="Valerio Tirapani feat. Emanuele Di Feliciantonio" width="435" height="304" class="size-full wp-image-3097" /><p class="wp-caption-text">Valerio Tirapani feat. Emanuele Di Feliciantonio</p></div>
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		<title>La vittoria più grande &#8211; Alessandra Bizzarri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per un momento chiude gli occhi. Come per mettere a fuoco l’immagine nella sua memoria. Dopodichè con una smorfia di sorriso sulle labbra dice: “… Ungheria… campionati del mondo juniores… quello è stato il momento più bello”. Poi, bambini che si rincorrono vicino a lei, la svegliano da quel suo stato quasi sognante. Rida luce all’azzurro dei suoi occhi e indicando i tre figli aggiunge: “… anche se la più grande soddisfazione sono loro”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/ilmecenatedanime_Alessandra_Bizzarri.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/ilmecenatedanime_Alessandra_Bizzarri.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/PENTHATLON-ALE-022-e1315991974169.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="380" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2301" /></p>
<p>Per un momento chiude gli occhi. Come per mettere a fuoco l’immagine nella sua memoria. Dopodichè con una smorfia di sorriso sulle labbra dice: “<em>… Ungheria… campionati del mondo juniores… quello è stato il momento più bello</em>”. Poi, bambini che si rincorrono vicino a lei, la svegliano da quel suo stato quasi sognante. Ridà luce all’azzurro dei suoi occhi e indicando i tre figli aggiunge: “<em>… anche se la più grande soddisfazione sono loro</em>”.</p>
<p>Si conclude così l’incontro con <strong>Alessandra Bizzarri</strong>, campionessa di pentathlon femminile in passato, ottima interprete del canottaggio master oggi, ma in particolar modo vincitrice nei confronti delle insidie della vita.</p>
<p>La sua è una storia emozionante. Se per certi aspetti lo sport è una metafora della vita, in questo caso si fa fatica a scindere i due emisferi.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0011-198x300.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="198" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2305" />Siamo a Roma, fine anni settanta. Lei è piccola, ma inizia subito a prendere confidenza con l’acqua. Nuota bene la ragazzina e un’insegnante in gamba la fa evolvere. Ma Alessandra non è solo brava in piscina. Per la sua predisposizione alla corsa si fa notare anche in campo atletico. Il passaggio al biathlon, alla combinata corsa e nuoto, è un passaggio naturale.</p>
<p>Arrivano i primi risultati e le prime soddisfazioni sportive. Talento, entusiasmo e determinazione fanno il resto. Alessandra scopre l’amore per la scherma, disciplina che forse più di altre sente sua e a questo punto è felicemente inevitabile il passaggio al pentathlon moderno inserendo l’equitazione e il tiro a segno.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0007-224x300.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="224" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2307" />In questa escalation di risultati però c’è qualcosa che non torna. Certo lei passa un’infanzia diversa dai suoi compagni. Mentre gli altri bambini giocano lei si allena. Ma non è tanto questo a pesarle. Il fardello maggiore è dato da una mancanza. Più Alessandra va avanti, più si accorge che il disinteresse della famiglia diventa un limite insuperabile.</p>
<p>Se spesso la presenza dei genitori può risultare invasiva e controproducente in ragazzi inseriti in un percorso di crescita sportiva (e personale), dall’altro anche il “non aiuto”, il “non aiuto” fisico e psicologico può diventare una trappola priva di uscite.</p>
<p>A subirne le conseguenze è proprio Alessandra che non solo non vede riconosciuto il suo impegno, ma nemmeno il calore prodotto dall’affetto dei propri cari.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0006-224x300.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="224" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2309" />In questa situazione già di per sé difficile, si aggiungono altre problematiche che poco o nulla dovrebbero aver a che vedere con lo sport. Alessandra Bizzarri fa parte di una piccola società sportiva. Questo comporta due complicazioni. La prima è che Alessandra deve arrangiarsi. La società non riesce a seguirla. La seconda è che il peso di una struttura di piccole dimensioni come la sua, è ininfluente negli interessi economico/politici del business che gira attorno allo sport.</p>
<p>In questo scenario di quasi completo abbandono, a ventanni Alessandra smette con il pentathlon che l’aveva portata a confrontarsi con i più bravi avversari a livello mondiale di questa disciplina ed inizia per lei la sfida più grande.</p>
<p>Una sfida con se stessa. Contro i disturbi alimentari che la accompagnano per un periodo. Contro un’insicurezza personale frutto forse di riconoscenze d’affetto non sempre ricevute. Il percorso è in completa salita. In questo momento di massima difficoltà emerge in lei però lo spirito che per molto tempo l’aveva accompagnata durante le gare. Quella sana competizione. Quella voglia di non mollare. Quel desiderio di vincere. La voglia di vivere.</p>
<p>Alessandra può contare sul suo carattere e su una persona. Aveva tredici anni quando l’aveva conosciuto. Era stato il suo maestro di scherma. Diverrà suo marito oltre che un prezioso e fondamentale appoggio durante questo tortuoso percorso.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0010-202x300.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="202" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2311" />Ed ecco che da una situazione alquanto compromessa, Alessandra prende coraggio. Certo non è una passeggiata. Ci sono ancora diverse cose da riequilibrare. Alcune di difficile gestione. Scelte personali che sembrano più compromessi che spinte dal desiderio. Come gli studi. Intraprende Isef non tanto per amore, ma perché in quel momento rappresentava la cosa più lontana da ciò che gli si voleva imporre. Ci sono anche dei problemi fisici da superare, come il trauma cranico riportato durante una caduta da cavallo, proprio un anno prima di smettere con l’attività agonistica. Ci sono dei rammarichi. Come non essere andate alle Olimpiadi, perché solo qualche anno dopo il pentathlon moderno femminile sarebbe stato incluso tra le discipline della bandiera a cinque cerchi.</p>
<p>Ma nonostante ciò Alessandra riesce a tagliare il traguardo di questa sua nuova vita. Una vita con un passato importante alle spalle, ma con un futuro gioioso ancora tutto da scrivere. Nel frattempo diventa insegnante di progetti sportivi a scuola. Istruttore di rowing, il canottaggio in palestra. Istruttore anche di nuoto e preparatore atletico. Oltre a ciò comunque Alessandra sente anche la necessità di riprovare quelle emozioni date dallo sport praticato in prima persona. E’ così che fa diventare il canottaggio la sua appendice sportiva agonistica.</p>
<p>Poi c’è anche un sogno. Essere parte integrante di una squadra. Magari sfruttando proprio le sue competenze come preparatore atletico. Ma non solo quelle. Mettere a disposizione di un gruppo la sua esperienza. Come atleta. Come persona. Alimentare con la sue capacità il lato bello dello sport. Quello dove ha valore solo il gesto sportivo, non ad altre cose.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0009-e1315992694853.jpg" alt="" title="Alessandra Bizzarri" width="435" height="292" class="aligncenter size-full wp-image-2313" /></p>
<p>Certo forse un po’ di insoddisfazione da un punto di vista professionale c’è in Alessandra. Non potrebbe essere diversamente. Trovarsi sul tetto del mondo, sapendo che si ha molto ancora da dire e tutto d’un tratto ritrovarsi a terra non per demeriti propri non è facile da digerire. Però Alessandra deve essere anche orgogliosa perché ha trovato la forza per ricominciare.</p>
<p>Intanto i suoi bimbi continuano a correre e lei non smette di guardarli con lo sguardo di una madre che sicuramente riesce a dare amore ed essere un punto di riferimento per loro.</p>
<p>Alessandra… you are the champion!</p>
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		<title>Claudio De Angelis: una vita di concerti</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 11:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per raccontare la storia di Claudio De Angelis occorre fare un salto indietro nel tempo. E’ il 1986. Claudio come tutte le sere lascia la gelateria dove lavora per tornarsene a casa. Siamo a Roma. E’ primavera. E a Claudio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per raccontare la storia di <strong>Claudio De Angelis</strong> occorre fare un salto indietro nel tempo.</p>
<p>E’ il 1986. Claudio come tutte le sere lascia la gelateria dove lavora per tornarsene a casa. Siamo a Roma. E’ primavera. E a Claudio per indole piace vivere la sua città nella dimensione notturna. Una passeggiata, quattro chiacchiere con amici, scambi di opinioni o solamente guardare la capitale che vive.</p>
<div id="attachment_888" class="wp-caption aligncenter" style="width: 379px"><img class="size-full wp-image-888" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Claudio_De_Angelis_01.jpg" alt="" width="369" height="488" /><p class="wp-caption-text">Foto storica: Claudio De Angelis con la mazza del ritardo</p></div>
<p>Come accade per chiunque, basta un incontro perché cambi l’esistenza. Quella sera l’incontro di svolta è rappresentato dal cugino. Metronotte di professione, un compagno con il quale Claudio ha piacere condividere l’essenza della notte.</p>
<p>Tra le varie parole di quella sera c’è un invito. “Claudio ho degli amici che lavorano nel servizio d’ordine dei concerti… a te che piace la musica, ti potrebbe interessare arrotondare qualcosa?”, con questa domanda suo cugino scardina la fantasia e l’entusiasmo di Claudio.</p>
<p>Dopo qualche sera, il nostro ventinovenne Claudio è già in servizio.<br />
Il luogo è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PalaLottomatica" target="_blank">PalaEur</a>. La canzone è <a href="http://itunes.apple.com/it/album/ferryboat/id205564922" target="_blank">Ferryboat</a>, tratta dall&#8217;omonimo album. L’artista è <a href="http://www.myspace.com/pinodanieleback" target="_blank">Pino Daniele</a>.<br />
“Ho visto Pino fare le prove… l’emozione del prima… di cosa succede nei momenti antecedenti al bagno di folla… i riflettori che ci accendono… le casse che ti sommergono prima le orecchie, poi l’anima… ed infine l’artista, lassù sul palco”, con queste parole Claudio mi trasmette tutto il suo entusiasmo nell’assistere a quella visione. Una visione catartica. “Voglio fare questo lavoro perché è quello che mi piace fare”, si dice tra sé Claudio, assistendo al primo di una lunga serie di concerti.</p>
<p>Poco importa se lui deve stare ai cancelli d’ingresso per controllare che tutto proceda nella giusta maniera. Ma è quello che c’è dietro ad un concerto a scatenargli un entusiasmo difficile da contenere.</p>
<p>Più passa il tempo più gli piace quello che sta facendo. Dopo dieci anni, la passione per quel mondo andava ulteriormente ad aumentare. <a href="http://www.duranduran.com/" target="_blank">Duran Duran</a>, <a href="http://www.spandauballet.com/home" target="_blank">Spandau Ballet</a>, <a href="http://www.fgth.org.uk/" target="_blank">Frankie Goes To Hollywood</a>, sono solo alcuni degli artisti che ha seguito in quel primo periodo.</p>
<p><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Claudio_De_Angelis_Madonna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-891" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Claudio_De_Angelis_Madonna-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" /></a>Nel 1990 la svolta. La società di servizi per la quale lavorava al tempo fa una serie di servizi all’interno dello stadio Flaminio. Runner, facchinaggio e naturalmente servizio d’ordine. E’ l’estate del 1990. E’ l’estate di <a href="http://www.madonna.com/" target="_blank">Madonna</a>, <a href="http://www.pinkfloyd.com/" target="_blank">Pink Floyd</a>, <a href="http://www.u2.com/" target="_blank">U2</a>, <a href="http://www.rollingstones.com/" target="_blank">Rolling Stones</a> a Roma.</p>
<p>Se fino ad allora l’entità primaria nell’organizzazione degli eventi sulla capitale era stato David Zard, da quel momento in poi è la BBC Company, la società per la quale Claudio lavora ad assumere il ruolo di local promoter.</p>
<p>E proprio a <strong>Claudio De Angelis</strong> vengono affidati gli incarichi di responsabile del servizio d’ordine e di quelli legati alla produzione come la richiesta delle diverse autorizzazioni (questura, prefettura, ufficio licenze, …).</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-894" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Claudio_De_Angelis_Ligabue-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /><br />
Per Claudio è l’apoteosi. Si ritrova a fare ciò che ama, nel momento migliore, dove la città è sensibile all’organizzazione di grandi eventi come l’Estate Romana e in luoghi a dir poco inaccessibili all’epoca. La Scalinata dell’Eur, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Doria_Pamphilj" target="_blank">Villa Pamphilj</a> o lo stadio Olimpico.</p>
<p>E quando il posto per un concerto non c’era si creava. All’aeroporto civile dell’Urbe non c’era nulla per ospitare una delle tappe degli U2. E’ forse una delle esperienze più belle per Claudio. Una sfida. Fu realizzato qualcosa di memorabile. Un evento eccezionale.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-897" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Claudio_De_Angelis_Barry_White-165x300.jpg" alt="" width="165" height="300" />Ma anche seguire la tournée di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barry_White" target="_blank">Barry White</a> fu una grossa soddisfazione personale per Claudio. Diverse tappe. Situazioni differenti tra loro. Da grandi strutture fino ad arrivare alla realizzazione di un concerto privato, ove il cantante americano era stato letteralmente prelevato per presenziare al compleanno del figlio di un facinoroso dell’epoca.</p>
<p>Sembrava un sogno ripercorrere da dove quella società era partita fino a dov’era riuscita ad arrivare. Una società che grazie al genio di Riccardo Carotenuto “una mente nell’organizzazione dei concerti”, alla capacità di Angelo Bay (maestro in ambito sicurezza per Claudio) e insieme al terzo socio fondatore Busca, diventava in quegli anni il punto di riferimento per l’organizzazione di eventi sulla capitale.</p>
<p>Per Claudio è un’emozione continua. Vedere montare e rismontare un palco. Il passaggio da un luogo ad un altro. “Un lavoro che non terminava mai, dove non avevi orari, ma non avevi la sensazione della fatica, perché era l’entusiasmo a trascinarti” mi dice Claudio quasi commosso, ripercorrendo quei ricordi.</p>
<p>In quel periodo si sperimentava. La BBC Company fu precursore dei concerti in Sardegna. Iniziarono una serie di collaborazioni con Sassari. Prima <a href="http://www.sting.com/" target="_blank">Sting</a> con i <a href="http://www.tazenda.it/" target="_blank">Tazenda</a>, poi <a href="http://www.myspace.com/pinodanieleback" target="_blank">Pino Daniele</a> i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramones" target="_blank">Ramones</a> e altri ancora.</p>
<p>Un sogno durato sedici anni. Poi però, ed è il 2002, una necessità: riappropriarsi della propria vita. Vivere di giorno. Avere del tempo libero e sapere cosa farne. Un incontro e un amore.</p>
<p>Ancora una volta Claudio segue il cuore. E se prima era rappresentato dal suo lavoro ora è impersonificato da una donna. Comunque sia non ci sono recriminazioni. “E’ stata un’esperienza meravigliosa di vita” mi dice Claudio “non ho rimpianti, ma solo bei ricordi”.</p>
<p>Anche questo vuol dire essere rock.</p>
<p><em>Nota della redazione. Comunque se avete bisogno di avvalervi della professionalità di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1318531646" target="_blank">Claudio De Angelis</a> per l&#8217;organizzazione di eventi e concerti mandategli una mail&#8230; il leone ruggisce ancora!<br />
</em></p>
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