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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; passione</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Correre per star bene &#8211; Fulvio Massini</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 09:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso.</p>
<p><a href="www.fulviomassini.com" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/fulvio-stramilano-1-200x300.jpg" alt="" title="Fulvio Massini - Correre per star bene" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3493" /></a>Era la metà degli anni ’70 quando <strong><a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">Fulvio Massini</a></strong> iniziava a correre. E da allora non ha più smesso. Dice di essere stato un atleta scarso. Sarà. Comunque sia, il suo contributo per questa disciplina sportiva è stato ed è tutt’oggi importante. Un contributo concreto che ha trovato modalità differenti di espressione. La scrittura. L’insegnamento. La passione. Aspetti diversi di una professione che lo ha portato a diventare uno dei consulenti per l’allenamento più ricercati, con un suo approccio allo sport, che lo rende unico. “Insegnare a correre è la mia professione, aiutarti a “star bene” è il mio obiettivo”, con questa frase accoglie i visitatori del suo <a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">sito Internet</a>. Non è una frase a caso, ma la sintesi del suo essere.</p>
<p><a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini_Andiamo_a_Correre-201x300.png" alt="" title="Fulvio Massini - Andiamo a Correre" width="201" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3497" /></a>Fulvio Massini ha iniziato a scrivere di corsa, quando la corsa non era ancora un fenomeno sociale come oggi. “<a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank">Andiamo a correre</a>” (edito Rizzoli) è solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei libri che lui ha dedicato alla corsa. Tecniche, allenamento, preparazione, alimentazione, ma soprattutto amore e rispetto per il proprio corpo. “<em>Nei miei libri cerco di trasmettere ciò che la corsa ha dato a me</em>” mi dice con tono gioioso. Ed è forse proprio questa gioia che Fulvio vuole diffondere. Una gioia frutto di una ricerca di uno stato di benessere fisico e psicologico, oltre che un’acquisizione di fiducia nelle proprie possibilità.</p>
<p>Il desiderio di trasferire i suoi valori legati alla corsa ad altre persone, portano Fulvio a diplomarsi all’ISEF e ad iniziare un suo percorso d’insegnamento. In diverse scuole medie di Firenze. Alla cattedra dell’Università di Firenze nel corso di laurea in Scienze Motorie della Facoltà di Medicina. Situazioni differenti. Difficoltà differenti. Da un lato la presa di coscienza che purtroppo l’attività fisica non è materia fondamentale nelle scuole. Dall’altro il tentativo di far capire che molte malattie possono essere prevenuto con lo sport, invece che curate poi con le medicine. Aspetti differenti di una visione culturale limitata, dove l’attività fisica viene relegata al tempo libero e non parte integrante della quotidianità di un individuo alla ricerca di uno stato di benessere.</p>
<p>Ma forse il pregio maggiore di Fulvio Massini è quello di essere sé stesso. La sua passione per ciò che fa emerge nelle persone che entrano in contatto con lui. È per questo che non impone rigide regole sportive, ma suggerisce buone abitudini comportamentali. Correre in modo rilassato. L’ascolto del proprio corpo. L’attenzione alla sonorità del proprio respiro. Sono solo alcune delle basi dalle quali partire per iniziare un percorso legato alla corsa, mirato a stare meglio. La poesia di gesti che ripetuti nel tempo portano ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità del proprio essere in un’ottica di benessere continuo. Non esistono limiti anagrafici o fisici. Ma solo la volontà del singolo di iniziare un percorso graduale di miglioramento del proprio stile di vita.</p>
<p>Fulvio mi racconta di tutto ciò con la stessa passione ed entusiasmo di quando si accorse a sedici anni di avere il “morbo della corsa”. È straordinario sentirlo parlare dei prossimi camp che sta organizzando. Altrettanto straordinario è la lucida visione che ha della sua professione “correre per star bene”. Continua a ripeterlo questo che non è solo un motto, ma fatti che si concretizzano con la sua modalità di lavoro. Sarà anche per questo che le sue parole non appaiono mai scontate, anche quando mi racconta di aneddoti legati alle sue esperienze lavorative. “<em>Vedere una persona raggiungere obiettivi che a lei sembravano impossibili è ogni volta una grande conquista</em>”, mi dice. Ritorna quella sua forma altruistica nel divulgare insegnamenti appresi con l’esperienza.</p>
<p>“<em>Cercare di dare agli altri, ciò che io ho ricevuto con la corsa… è giusto che sia così</em>”. Ci lasciamo con queste sue parole. È il perfetto finale di un incontro che vuole essere l’inizio di una nuova scoperta. Una scoperta che ha alla base lo sport e come fine ultimo il benessere. Fulvio ora va a fare la sua corsa quotidiana. Ci vado pure io. Lontani nello spazio, vicini nel pensiero.</p>
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		<title>Non si vive di solo calcio. C&#8217;è anche il football&#8230; quello americano &#8211; Michele De Martin</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 08:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. Ad attrarre l’attenzione di Michele quella mattina però non sono cartoni animati. È una trasmissione sportiva. Si tratta di football, di football americano e a commentare quella prima partita trasmessa in Italia del campionato <a href="http://www.nfl.com/" target="_blank">NFL</a> è un certo Dan Peterson.</p>
<p>Per Michele è subito amore. Certo per i bambini è facile appassionarsi ad uno sport. È altrettanto facile e naturale per loro allontanarsene, per ripiegare su un altro. Ma non è così per <strong><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Michele De Martin</a></strong>. Passa poco tempo, l’anno è il 1982 e Michele, assiste dal vivo alla sua prima partita di football americano. La città è la sua Verona e la squadra in azione è proprio quella di casa i <a href="http://www.redskinsverona.it/" target="_blank">Redskins</a> in un incontro valevole per il campionato italiano. Il coinvolgimento per Michele è totale. Un’emozione mai provata. Guarda la perfezione dei lanci che vengono eseguiti. Le corse irrefrenabili verso l’ultima yard. Le collisioni dei corpi dei giocatori durante le mischie.</p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/quarterback-7-mastini-e1393260967204.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="315" class="size-full wp-image-3386" /></a><p class="wp-caption-text">Michele De Martin #7 quarterback per tre stagioni (2006/2008) dei Mastini Verona (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Da quel giorno anche Michele inizia a fare i suoi primi lanci nel campetto vicino a casa. Con lui il fratello e qualche amico. I loro coetanei si soffermano incuriositi, poi proseguono il loro cammino con il tondo pallone verso il campo da calcio, mentre Michele e compagni fanno vibrare nell’area quella palla ovale. È un divertimento totale in grado di attutire anche i dolori dovuti a qualche escoriazione da caduta a terra.</p>
<p>Negli anni successivi Michele continua ad andare a vedere i suoi Redskins. Incontri epici con tanto di finale a San Pellegrino e nell’87 entra a far parte delle giovanili di quella squadra. Allenamento dopo allenamento, Michele affina la tecnica, gestisce le tensioni, aumenta la passione per questa disciplina sportiva. Due anni dopo è in prima squadra. Il suo ruolo è quello del quarterback, non potrebbe essere diversamente. D’altronde Michele ha come idolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Elway" target="_blank">John Elway</a>, uno dei più grandi quarterback della storia del football americano, una vera e propria bandiera dei <a href="http://www.denverbroncos.com/" target="_blank">Denver Broncos</a> e un esempio sportivo per tutta la NFL. Ma non è solo per questo. La scelta di questo ruolo è un po’ la presa di coscienza per l’amore che ha nei confronti di questo sport. Un ruolo delicato, dove l’essere il regista di una squadra, comporta la gestione della strategia d’attacco, dei lanci perfetti, il prendere decisioni in pochi secondi mentre ti si stanno dirigendo contro avversari come fossero automezzi asfaltatori. È una sfida quella di Michele. Con sé stesso in primis, con la gestione della paura. Che lo porta ad essere proclamato miglior quarterback nell’edizione 2002 del campionato italiano di Silver League. Questa componente agonistica sembra essere ben presente nella famiglia De Martin, visto che anche il fratello più giovane di Michele raggiunge nel 1995 e nel 1997 la nazionale italiana, conquistando una medaglia d’argento ed un bronzo negli europei per nazioni.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/head-coach-mastini-e1393261485142.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="404" class="size-full wp-image-3388" /></a><p class="wp-caption-text">L'entrata in campo dei Mastini Verona, capitanati dell'head coach Michele De Martin (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Intanto gli anni passano, Michele si rende conto che è giunto il momento di aggiungere un nuovo tassello nella sua passione verso il football americano. Lo fa nella maniera più originale, naturalmente più difficile e forse più pazza. Dal campo Michele vuole passare alla panchina. Da giocatore vuole essere allenatore. L’idea si concretizza un giorno di ritorno con il fratello e un amico da una partita di Coppa Campioni a Bergamo. “<em>Perché non costituiamo una nostra squadra?</em>”. L’interrogativo trova subito risposta. Si chiama <a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Mastini Verona</a>, in onore a Cangrande della Scala e alla dinastia scaligera, ed è la nuova squadra della città veronese, che combatterà nel campionato di A2. Capo allenatore proprio il buon Michele De Martin e presidente, suo fratello.</p>
<div id="attachment_3390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Mastini-A2-2013-e1393261679948.jpg" alt="" title="Mastini Verona stagione 2013" width="435" height="243" class="size-full wp-image-3390" /></a><p class="wp-caption-text">La squadra dei Mastini Verona nella scorsa stagione 2013 del campionato di A2 che dopo aver vinto otto partite consecutive hanno raggiunto i play-off per la prima volta nella loro storia e sono stati sconfitti dai futuri campioni d’Italia dei Grizzlies Roma ai quarti di finale</p></div>
<p>È l’inizio di una nuova avventura. Se giocare le emozioni erano uniche, trasmettere ciò che si sa non è da meno. Impegno, determinazione e tanta voglia di sognare, sono questi gli elementi che hanno caratterizzato Michele prima come giocatore ed ora come allenatore. Il football americano è l’espressione di cosa vuol dire avere una passione per Michele, ma allo stesso tempo è la chiave di lettura metaforica di come affronta la vita.</p>
<p>I Mastini Verona rappresentano l’espressione di chi ama il football americano qui da noi in Italia e allo stesso tempo è uno straordinario luogo di scambio di culture. Già proprio così visto che più che mai i Mastini sono una squadra multi-etnica, dove sono presenti moldavi, brasiliani, nord-africani e albanesi, oltre che un gruppo ben assortito d’italiani. Tutto ciò aspettando gli americani, che possono essere presenti solo nel campionato di serie A1. Ma non ci sono dubbi che arriveranno anche loro.</p>
<p>Michele De Martin ha ancora due sogni. Uno di questi è di portare i suoi Mastini nella massima serie. Il prossimo 2 marzo inizia un nuovo campionato e potrebbe essere la giusta annata. L’altro invece si chiama Mile High Stadium a Denver, per poter vivere da vicino le emozioni della sua squadra del cuore, quella di quel John Elway, in campo negli anni ’90 con la sua maglia numero 7 (numero indossato naturalmente anche da Michele) ancor oggi in giacca e cravatta bandiera dei suoi Broncos.</p>
<p>Vai Michele vai, lancia ancora una volta quella palla alla perfezione come solo tu sai fare.</p>
<div id="attachment_3395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/700_6738-e1393334757180.jpg" alt="" title="Mastini Verona" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3395" /></a><p class="wp-caption-text">I Mastini Verona visti dall'obiettivo del fotografo Alfredo Montresor</p></div>
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		<title>Luca Bressan: l&#8217;italiano che venderà le tavole da surf agli americani</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “I Got You”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “<em>I Got You</em>”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. Più ripercorro quanto mi ha detto, più mi pervade uno stato di naturale serenità. Sarà merito delle sue parole. Sarà merito della sua storia. Sarà merito del suo essere padre da qualche mese, stato di beatitudine in grado di rimettere al centro la straordinarietà della vita. Comunque sia, <strong><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank">Luca Bressan</a></strong>, ha qualcosa di magico da condividere.</p>
<div id="attachment_3372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/furgone-e1392280955882.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3372" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Siamo a Fuerteventura. È lì che Luca, insieme alla compagna e al loro piccolo da poco arrivato, stanno vivendo. Ma la storia di Luca inizia molto prima e addirittura in luoghi che poco hanno a che vedere con il mare. Il contesto è quello alpino, e sulla fresca neve, Luca scivola con la sua tavola da snowboard insieme agli amici. Si diverte. Si entusiasma. Ma nell’animo di Luca c’è anche una parte più razionale, forse meglio dire progettuale. Infatti lui è un designer. È un designer di progetti industriali articolati. Perché non abbinare queste sue competenze alla sua passione per lo snow? Detto fatto. Realizza una prima tavola per sé, poi per qualche amico ed ancora per qualche amico di un suo amico. C’è una particolarità però nelle tavole che Luca realizza. Lui che soffre d’asma capisce subito che ciò che costruisce deve essere il più naturale possibile. Niente resine che inquinino. Niente poliuretano che emani polveri di vetro.</p>
<div id="attachment_3375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/surfboards_generiche_01-e1392281144117.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="205" class="size-full wp-image-3375" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (Ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>È un successo. È a questo punto che Luca decide di provarci anche con il mare. Inizia la sua sfida con le onde e il vento. Parte da Jesolo e da lì fa un po’ il giro del mondo. Portogallo, Spagna, Francia, Brasile e Maldive. Fisicamente il mare è più impegnativo dell’altitudine delle montagne. Ma la vera sfida di Luca è un’altra. È quella di realizzare una tavola da surf tutta al naturale. Luca mette insieme la tecnologia e la precisione delle macchine a controllo numerico con l’artigianalità del lavorare il legno. Individua un metodo unico, dove il legno è la materia prima e dove non c’è spazio per le fibre di vetro. Affina la tecnica che aveva utilizzato per le tavole da snow. Inizia a farle provare a diversi surfisti. Le risposte sono entusiasmanti. Le sue tavole non si deformano con l’acqua. Raggiungono elevati livelli di stabilità. Allo stesso tempo con il passare del tempo “prendono carattere”. È come se acquisissero una propria personalità, data dal suo utilizzatore e dai dialoghi scambiati con il mare.</p>
<div id="attachment_3376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/solo_slider_03-e1392281245917.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3376" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Sport, design e natura. In queste parole si racchiude ciò che Luca Bressan sta portando avanti. C’è la passione per discipline sportive impegnative e dove non si smette mai d’imparare. C’è una progettazione applicata a qualcosa che sente suo. C’è soprattutto un’etica ed un rispetto per ciò che di maggior valore abbiamo: la salute, quella nostra e quella dell’ambiente che ci circonda. Cose mai scontate. Anzi aspetti che vanno ripetutamente sottolineati.</p>
<p>I risultati ottenuti da Luca sono il frutto di un percorso lungo e tortuoso, dove nulla è lasciato al caso. Ci sono delle scelte ben precise. Ci sono dei rischi d’affrontare. Il parallelismo tra ciò che fa e proprio il surf, è notevole. Le onde sono il suo entusiasmo. Il vento il suo talento. Concentrazione per ciò che si fa e allo stesso tempo gioia per ciò che si riesce ad ottenere. Forse per tutto questo e per quello che è Luca, nella sua interezza, il suo sogno può diventare realtà. Nato a Milano, approdato a Roma e vissuto in quella Valdobbiadene, terra del Prosecco che sta facendo innamorare gli stranieri, Luca è pronto per un nuovo capitolo della sua storia. La prossima tappa potrebbe essere proprio la California e una volta oltrepassato l’oceano le sue tavole da surf avrebbero un nuovo mercato. Insomma, Luca ha tutte le carte in regola. Potrebbe essere proprio lui l’italiano che vende le tavole da surf agli americani, magari partendo da Jack Johnson, perché no?</p>
<div id="attachment_3379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/luca-e1392281555659.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3379" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
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		<title>Il mecenate d&#8217;anime is Elvis Inside</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 22:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell'augurarvi buone feste vi lascio alla lettura di un <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">articolo</a> uscito qualche giorno fa. Per una volta Il mecenate d'anime non ha narrato, ma è stato narrato. Lo segnalo perché le parole che ha utilizzato <a href="http://www.valeriotagliacarne.com/" target="_blank">Valerio Tagliacarne</a> e le fotografie realizzate da <a href="http://www.yorick-photography.com/" target="_blank">Marco Tortato</a>, rappresentano pienamente lo spirito di questo progetto di storytelling.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/"></a><div id="attachment_3343" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/12/ilmecenatedanime_yarich-e1387749509458.jpg" alt="" title="Il mecenate d&#039;anime visto da Yorich Photography" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3343" /><p class="wp-caption-text">Il mecenate d'anime visto attraverso la fotografia di Marco Tortato alias Yorick Photography</p></div></p>
<p>È stato un anno ricco di storie, emozioni e grandi protagonisti. Persone che hanno regalato attraverso le loro testimonianze il valore di un&#8217;idea, di un progetto, di un sogno concreto di vita. Persone diverse tra loro, ma tutte accomunate da quei due elementi magici che vanno sotto il nome di <strong>talento</strong> e <strong>passione</strong>.</p>
<p>Non mi rimane che darvi l&#8217;appuntamento al prossimo anno, dove andremo ancora una volta a mettere un riflettore su questi modelli positivi che spesso non trovano spazio nei mezzi di comunicazione tradizionale. Nell&#8217;augurarvi buone feste vi lascio alla lettura di un <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">articolo</a> uscito qualche giorno fa. Per una volta Il mecenate d&#8217;anime non ha narrato, ma è stato narrato. Lo segnalo perché le parole che ha utilizzato <a href="http://www.valeriotagliacarne.com/" target="_blank">Valerio Tagliacarne</a> e le fotografie realizzate da <a href="http://www.yorick-photography.com/" target="_blank">Marco Tortato</a>, rappresentano pienamente lo spirito di questo progetto di storytelling.</p>
<p>E come dice l&#8217;amico <a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a> &#8220;<em>il destino de Il mecenate d&#8217;anime è <a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">Elvisinside</a>!</em>&#8220;.</p>
<p>Questo è il <strong><a href="http://www.elvisinside.com/blog/2013/12/elvis-inside-andrea-bettini/" target="_blank">link</a></strong>! Buona lettura e a presto,</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Reportage di un viaggio tra le emozioni</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/11/07/reportage-di-un-viaggio-tra-le-emozioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c'era l'entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi "ma perché non ci provo anch'io a mettermi in gioco?".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3331" title="Il mecenate d'anime approda a Venezia" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/11/ilmecenatedanime_immagine_londra-e1383816802380.jpg" alt="" width="435" height="246" /></p>
<p>Ancora una volta è stato uno straordinario viaggio. Un viaggio fatto di incontri, emozioni, spunti, riflessioni e sorrisi. Già perché comunque alla base di tutto c&#8217;era l&#8217;entusiasmo. La voglia di condividere. Il tentativo di unire attraverso un unico filo, il protagonista e coloro che erano lì ad ascoltare il suo racconto. In un vortice di positivi stimoli in grado di accendere quel senso di immedesimazione che fa si che tutti possona domandarsi &#8220;<em>ma perché non ci provo anch&#8217;io a mettermi in gioco?</em>&#8220;.</p>
<p>È la forza del racconto. È l&#8217;energia che fuoriesce da una storia quando essa è vera.</p>
<p>Ed è così che anche questa <strong><span style="color: #000000;">3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;</span></strong> ha fatto da palcoscenico a persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate da due elementi: il talento e la passione. Elementi che alla fine non possono vivere in maniera disgiunta, ma che si alimentano uno con l&#8217;altro, facendo sì che ciò che sembrava impossibile diventi realtà. Una splendida realtà.</p>
<p>Siamo partiti con il sogno di <a href="http://youtu.be/D_z9CBfqiH8" target="_blank">Bruno Lancetti</a>. Quel sogno legato alla curiosità di cosa c&#8217;è dietro al fascino di un parco divertimenti. Una passione coltivata, alimentata, arricchita a tal punto da trasformarla in una professione. Ed è così che oggi Bruno Lancetti si ritrova a lavorare per la più grande società al mondo costruttrice di montagne russe. Ed è oggi come ieri che lui non ha perso lo stupore di vedere (e provare) le nuove attrazioni che vengono realizzate, dopo lunghe e attente ricerche.</p>
<p>Dai parchi divertimento poi abbiamo messo le mani in pasta con il secondo incontro, quello con <a href="http://youtu.be/b026I0xUEko" target="_blank">Maurizio Toffoli</a>. Una storia la sua che rasenta la fiaba. Ci sono tutti gli elementi. La magia di un mestiere. La fantasia nell&#8217;interpretarlo. La gioia nel condividerlo. Ed è così che la storia del pluripremiato pizzaiolo Maurizio Toffoli ha incantato un&#8217;attenta platea. Ed è così che si è scoperto qual è l&#8217;ingrediente segreto di Maurizio: l&#8217;amore. Per ciò che fa. Per ciò che vuole trasmettere.</p>
<p>La terza tappa di questo viaggio è stata con una straordinaria coppia: <a href="http://youtu.be/pABGdOf2v1o" target="_blank">Silvia Lelli e Roberto Masotti</a>. Con loro, grazie a loro, abbiamo potuto rivivere un percorso professionale e umano illuminato dalla fotografia applicata alle performing arts. Musica, teatro, danza e molto altro ancora. Sono loro, Lelli e Masotti, che hanno trovato la chiave interpretativa per fissare in uno scatto fotografico quelle arti che nascono per il movimento.</p>
<p>A proposito d&#8217;interpretazione abbiamo continuato a parlare di linguaggi nel quarto appuntamento di questo terzo ciclo d&#8217;incontri. In quella serata il linguaggio era quello del corpo e ad accompagnarci in un suggestivo percorso fatto di emozioni, sentimenti, modalità espressive è stata <a href="http://youtu.be/teP9LfS47Vs" target="_blank">Isabella Moro</a>. Con lei, con la sua passione per la danza, con la sua professionalità legata alla danza educativa, abbiamo messo a fuoco l&#8217;importanza di essere in grado di comunicare sé stessi attraverso il proprio corpo.</p>
<p>Infine, giovedì 31 ottobre, abbiamo volato. In compagnia di <a href="http://youtu.be/J1Ry1rhJIeM" target="_blank">Giancarlo Grinza</a>, campione italiano di volo a vela, siamo saliti con la fantasia a bordo del suo aliante per compiere un volo lassù nel cielo dove l&#8217;unico rumore è il battito del proprio cuore. Un perfetto finale per un&#8217;edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221; che ha saputo apportare ancora una volta una testimonianza concreta di quante persone in gamba animano questo nostro Paese. Aspetto da tenere ben presente. Per ripartire. Per accelerare un nuovo Rinascimento italiano.</p>
<p>Infine un grosso plauso va a chi ha permesso che questo progetto di storytelling trovasse una sua naturale trasposizione live: <strong>Alain Bullo</strong>, direttore dell&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> di Venezia, che ha pienamente colto e condiviso lo spirito di questa iniziativa e ha messo a disposizione il prestigioso salotto del Londra Palace che è stato animato dai racconti e dal pubblico di questi incontri. Ed un altro ringraziamento è indirizzato ad <strong>Elena Ferrarese</strong>, ufficio stampa dell&#8217;Hotel Londra Palace, che grazie al suo prezioso lavoro ha saputo comunicare cosa accadeva in queste, magiche, serate.</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Giovedì 31 si vola a vela con Giancarlo Grinza</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 07:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un desiderio da molti condiviso. Un sogno almeno una volta fatto. Un traguardo da alcuni raggiunto. Ma è anche poesia, magnificenza, realtà ed immaginazione messe insieme. Giancarlo Grinza, componente della squadra nazionale di volo a vela, ci racconta la sua passione per il volo. Cosa si prova quando si è lassù a volare in un cielo dove l’unico rumore è quello del proprio cuore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<p style="text-align: center;">Giovedì 31 Ottobre ore 19.15 &#8211; Hotel Londra Palace, Venezia</p>
<h2 style="text-align: center;">Il mecenate d&#8217;anime</h2>
<p style="text-align: center;">presenta</p>
<h1 style="text-align: center;">&#8220;Il volo a vela con Giancarlo Grinza&#8221;</h1>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3327" title="Giancarlo Grinza" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/10/P1060062-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Un desiderio da molti condiviso. Un sogno almeno una volta fatto. Un traguardo da alcuni raggiunto. Ma è anche poesia, magnificenza, realtà ed immaginazione messe insieme. Giancarlo Grinza, componente della squadra nazionale di volo a vela, ci racconta la sua passione per il volo. Cosa si prova quando si è lassù a volare in un cielo dove l’unico rumore è quello del proprio cuore.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Con questo quinto incontro si conclude la 3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;, la trasposizione live del format di storytelling nato sul web un paio d&#8217;anni fa, da un&#8217;idea di Andrea Bettini, che racconta le storie di persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate dal talento e dalla passione.</p>
<p>L&#8217;intero programma di questa edizione è consultabile a questo link <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">www.ilmecenatedanime.it/levento/</a>.</p>
<p>L&#8217;incontro sarà ospitato presso l&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace </a>in Riva degli Schiavoni 4171 a Venezia. Orario d&#8217;inizio ore 19.15 con ingresso libero. Al termine degli incontri seguirà aperitivo.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
Andrea Bettini (autore e curatore del format Il mecenate d&#8217;anime)<br />
mail: radiobet@gmail.com<br />
mob: 348 9121666</p>
<p>Elena Ferrarese (ufficio stampa Hotel Londra Palace)<br />
mail: press@londrapalace.com<br />
mob: 349 6393917</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Un&#8217;altra nuova partenza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 07:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3271" class="wp-caption alignright" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-3271" title="Un'altra nuova partenza" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/08/DSC_3502-5-e1377069341217.jpg" alt="" width="450" height="253" /><p class="wp-caption-text">Photo Credits: Alfredo Montresor</p></div>
<p>Quando in conclusione di quella mail scrissi “<em>… oggi mi sento un po’ come un mecenate d’anime…</em>” non avevo ancora tutto ben chiaro. Erano due termini che spontaneamente si erano abbracciati per definire una sensazione. Una sensazione di entusiasmo. Una voglia di condividere storie dopo aver incontrato ancora una volta una persona in gamba.</p>
<p>Da quella oramai lontana mail di nuovi incontri ne sono passati. Sono più di cento coloro che in un modo o nell’altro sono riuscito a veicolare attraverso questo progetto denominato appunto <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/" target="_blank">Il mecenate d’anime</a>. Un traguardo, forse. Una nuova partenza, sicuramente.</p>
<p>Sono diverse le idee di quello che si potrebbe ancora fare. Innanzitutto seguendo l’evoluzione degli incontri realizzati. Le storie non hanno mai fine. Si chiude un capitolo per aprirne immediatamente un altro. Per ciò cercheremo di raccontarvi il seguito di quanto già descritto. Un modo per non fare solo delle istantanee fissate nel tempo, ma diffondere emozioni in continuo movimento.</p>
<p>Dopodiché ci sono gli incontri live. A ottobre ci sarà la <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">3. Edizione de Il mecenate approda a Venezia</a>. Un intero mese dove grazie all’ospitalità dell’<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> ci sarà modo di entrare ancora più in contatto. Ospiti e pubblico s’immergeranno in storie dove ancora una volta i protagonisti saranno il talento e la passione.</p>
<p>E poi chissà c’è sempre la missione della trasposizione televisiva di questo progetto. Le prime prove realizzate lasciano ben sperare. Ora si tratta di ottimizzare il tutto.</p>
<p>Insomma diciamo che da qui ai prossimi mesi le sorprese non mancheranno. E se avete storie da segnalare caratterizzate da impegno, determinazione ed entusiasmo, che secondo voi sono meritevoli di visibilità non mancate di scrivere alla <a href="mailto:redazione@ilmecenatedanime.it"> redazione@ilmecenatedanime.it</a> .</p>
<p>A presto,</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Pizza, amore e fantasia &#8211; Maurizio Toffoli</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/puntopizza.damaury" target="_blank">Maurizio Toffoli</a></strong> non è stanco però. Nemmeno le ore precedenti trascorse a preparare l’impasto lo hanno affaticato. Semmai lo hanno ulteriormente galvanizzato. Le sue mani hanno creato. Gli ingredienti erano tutti ben bilanciati, fino a trovare la loro massima espressione con quel componente che non è segreto, ma assai raro e personale che va sotto il nome di amore. Amore per quello che Maurizio sta facendo. Amore per ciò che vuole trasferire. “<em>A chi mangia la mia pizza dovrebbero sparire tutti i pensieri e lo stress di un’intera giornata</em>”, mi dice puntando gli occhi al cielo.  Una pozione magica? Forse più semplicemente la convinzione che facendo bene e con amore il proprio lavoro si possa trasferire delle positive vibrazioni.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/27790_1384712231950_3204465_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3262" />Questo atteggiamento fa parte del modo di vivere di Maurizio. “<em>Ogni lavoro ha dignità</em>” e mentre mi dice ciò con la memoria mi riporta ai suoni inizi. Lui giovane lavapiatti in una pizzeria, che una sera gli si presenta una grande occasione. Fino ad allora aveva solo ammirato le gesta di quei pizzaioli. Ma proprio quella sera, di oramai tanti anni fa, il pizzaiolo gli si avvicina proponendogli di imparare quella professione, visto che il suo aiutante se ne era andato. Maurizio accetta. Per i primi sei mesi praticamente solo guarda. Inforna e sforna. Apprende le basi della cottura. Poi arriva l’impasto e la lievitazione. Maurizio capisce ben presto che quello che sta facendo non è solo un semplice lavoro. Fa sua la tecnica. Mette passione in ciò che fa. È l’inizio. Un inizio che però deve momentaneamente interrompersi o per meglio dire vivere d’altre esperienze. Giunge l’ora del servizio militare ed a Maurizio balena un’altra idea. Lui che è uomo di montagna, di quel immaginifico Cadore, ha pure un’innata attrazione per il mare. Sogna la divisa bianca da marinaio. Forse perché gli ricorda quella del pizzaiolo. Forse no. Comunque sia chiede di essere imbarcato e la sua richiesta trova conferma.</p>
<p>Fa un anno e mezzo a La Spezia. È felice di essere lì. Riesce pure a fare un corso da cuoco, allietando i palati dei suoi colleghi. Cucina e pizza in un ambiente da lui cercato contraddistinto dall’acqua. Gli ultimi mesi li trascorre a Venezia, città che più avanti gli tornerà familiare, dove apprende anche l’arte del fare il pane, prima di congedarsi e tornare ai suoi luoghi d’origine. L’esperienza della marina risulta un tassello di completamento del carattere di Maurizio. Ha fatto diverse amicizie e ha avuto modo di soddisfare un suo desiderio com’è quello del mare, per lui ragazzo d’alta quota.</p>
<p>Torna in quel di Calalzo e torna in quella che è la pizzeria che lo ha visto nascere: il Gringo. Dopo un paio di anni però, complice una storia amorosa non andata a buon fine, entra in una crisi motivazionale che gli strappa, momentaneamente, l’entusiasmo in ciò che fa. Molla il lavoro di pizzaiolo e va a lavorare in una fabbrica d’occhiali. Ma proprio quell’amore che lo aveva ferito lo fa rinascere con un nuovo incontro. Una ragazza veneziana che è lì in vacanza con la famiglia lo riporta alla sua naturale propensione: fare ciò che gli piace e farlo con tutta la sua passione. Dopodiché questa musa ispiratrice sarebbe diventata sua moglie.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/427376_3174163047102_1706354458_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3264" />Maurizio ritorna con le mani in pasta, prima con il pane e poi con la sua amata pizza. Apporta la propria professionalità in diversi locali, fino ad approdare ad una pizzeria storica in quel lembo di terra che divide l’Adriatico dalla laguna, l’isola del Lido di Venezia. Sembra il coronamento di un lungo percorso cercato e voluto, se non fosse che la vita lo mette di fronte ad una prova impegnativa. È il 2001 e quello che doveva essere un esame di routine riporta un esito imprevisto. È qui che il carattere di Maurizio unito alla sua fede, lo fanno non solo uscire da una situazione difficile, ma addirittura rinascere.  Lui che per sua indole comunque è sempre stato positivo, trova nuove energie e rinnovati entusiasmi. In lui la smania di continuare ad imparare. La voglia di realizzare qualcosa che possa soddisfare lo stomaco , ma anche la mente dei suoi consumatori. Inizia ad approfondire il tema della pizza, fa corsi di aggiornamento, fino ad arrivare all’<a href="http://www.universitadellapizza.com/" target="_blank">Università della Pizza</a>. Per Maurizio si apre un nuovo mondo, fatto di conoscenza di tecniche diverse e d’incontri con straordinarie persone. <a href="http://www.consultapizza.com/" target="_blank">Cristian Zaghini</a> è uno di questi. Un maestro. Un mentore. Maurizio vola. Non solo nel suo pensiero positivo, ma applicando ciò che di nuovo continua ad imparare. Inizia pure a fare delle gare di pizza, seppur titubante all’inizio. Anche qui arrivano risultati, riconoscimenti e nuovi incontri. Lo chef stellato Antonio Bedini, lo fa entrare nell’<a href="http://www.cucinaprofessionale.com/" target="_blank">Associazione Italiana Chef Italiani</a>. Sempre più il percorso di Maurizio assume i connotati di un trionfo. In tutto ciò lui non perde la sua naturale umiltà, quello che fa essere grandi persone e non semplici personaggi.</p>
<p>Ma la strada è ancora lunga. Maurizio ne è consapevole ed entusiasta. E mentre prepara la sua biga con acqua, farina, lievito e tanto del suo amore, mi confida un suo sogno: “<em>… m’immagino una pizzeria tutta mia, dove posso rendere felici le persone che vengono a degustare ciò che faccio</em>”. Maurizio questo non è un sogno è un concreto progetto che non può che trovare realizzo.</p>
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		<title>Una chef crudista a tempo di musica &#8211; Lorena Loriato</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E se non fossimo fatti per fare sempre le stesse cose? In un mondo ideale ognuno dovrebbe essere espressione di ciò che è. Un’applicazione spontanea del proprio talento a mansioni equamente retribuite. Ma non solo. Dovrebbero esserci le condizioni per poter cambiare. Fare ciò per il quale si è portati in quel preciso periodo dove la fiamma della passione non ha eguali. E poi? E poi si continua, per strade attigue, per altre apparentemente diverse, con un bagaglio di esperienza in più e un nuovo tassello evolutivo conquistato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Ilmecenatedanime_Lorena_Loriato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>E se non fossimo fatti per fare sempre le stesse cose? In un mondo ideale ognuno dovrebbe essere espressione di ciò che è. Un’applicazione spontanea del proprio talento a mansioni equamente retribuite. Ma non solo. Dovrebbero esserci le condizioni per poter cambiare. Fare ciò per il quale si è portati in quel preciso periodo dove la fiamma della passione non ha eguali. E poi? E poi si continua, per strade attigue, per altre apparentemente diverse, con un bagaglio di esperienza in più e un nuovo tassello evolutivo conquistato.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Lorena-Loriato-e1369292450164.jpeg" alt="" title="Lorena Loriato" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3216" /></a></p>
<p><strong><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank">Lorena Loriato</a></strong> è una di quelle che l’interrogativo se lo è posto e si è pure data delle risposte. Lei che per natura (fortuna) è uno spirito inquieto non si lascia trascinare dalla stagionalità della vita. Quella dove tutto sembra avere una scadenza prefissata. È lei al timone del suo destino. Viaggio avventuroso, non semplice, ma ricco di soddisfazioni.</p>
<p>Ogni rotta è segnata da un elemento di passione. Come la prima, dove è la musica a richiamare la sua attenzione. C’è un diploma per interpreti conseguito e un lavoro da impiegata commerciale a disposizione. Elementi fuorvianti per alcuni, non per lei. Questo perché il luogo di lavoro ha un nome che è già di buon auspicio “<a href="http://www.newageclub.it/" target="_blank">New Age</a>”, ma soprattutto perché rappresenta uno dei club musicali più interessanti dal punto di vista di concerti ed eventi sonori. Ed è così che Lorena segue l’amministrazione del locale, ma pure l’ufficio stampa, le relazioni con i media e la gestione dei social network.</p>
<p>Questo lavoro per Lorena rappresenta molto. L’indipendenza economica. Il coronamento di una passione. Poi però dopo dieci anni “tra palco e realtà”, la parte artistica, quella più emozionale viene meno. Ed ecco che entra in gioco la sua voglia di sfida. Cambio di rotta. Cambio di città. Cambio di lavoro. Un’altra fonte di passione: il cibo.</p>
<p>Dalla provincia di Treviso, Lorena sbarca a Londra. A dire il vero il suo è un ritorno in questa città. Un richiamo iniziato con un primo viaggio a sedici anni. Continuato poi con un periodo come ragazza alla pari ed ora ambientazione ideale da un anno a questa parte per questa sua nuova fase di vita. Nel trasloco porta con sé tutto, gatto compreso. Un’unica rinuncia, per la paura di rovinarli, la sua interminabile collezione di CD musicali. Ora non rimane che ricominciare.</p>
<p>Lorena riparte da un corso. L’insegnante è <a href="http://therawfoodcoach.com/" target="_blank">Karen Knowler</a>, la filosofia è quella crudista e per Lorena il raggiungimento di un percorso alimentare sperimentato su sé stessa. Come tutte le situazioni dove l’entusiasmo è il volano degli accadimenti la cosa non finisce lì. <a href="http://www.nudocrudo.net/" target="_blank">Vito Cortese</a>, noto chef crudista italiano cerca collaboratori all’estero che possano rappresentare la cucina italiana gourmet. Lorena si candida, la selezione è difficile, ma lei ce la fa. Diventa l’unica collaboratrice per l’Europa del progetto “<a href="http://www.nudocrudo.net/" target="_blank">Nudo&amp;Crudo</a>”.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/photo-1-e1369293525399.jpg" alt="" title="La cucina crudista di Lorena Loriato" width="220" height="220" class="alignleft size-full wp-image-3226" /></a>Inizia a tenere i suoi corsi. “Mani in pasta” è il loro nome. Il divertimento, l’educazione alimentare e l’apprendimento di tecniche di cucina crudista i suoi elementi basilari. Piccoli gruppi di persone raggruppate in sale sparse per Londra a sperimentare cosa significhi preparare piatti crudisti. Persone differenti tra loro. Da chi non ha mai mangiato piatti crudi a chi ha problemi d’intolleranze, fino ad arrivare a persone che semplicemente vogliono apprendere nuovi piatti. Il clima è quello del gioco. Si parla, si scherza e allo stesso tempo ci si applica. In tutto ciò, c’è la professionalità di Lorena e c’è pure il suo sorriso. Quel sorriso frutto della consapevolezza di fare qualcosa che le piace.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Tartarementa-e1369293317637.jpg" alt="" title="Tartare di menta by Lorena Loriato" width="220" height="294" class="alignright size-full wp-image-3223" /></a>“<em>Il modo di avvicinare la gente a questa cucina è l’immagine</em>”, mi dice Lorena. Sarà per questo che i suoi piatti sono appetibili già nel momento in cui si vedono. Poi c’è il suo approccio, privo di ogni forma di rigidità mentale, che invita le persone a provare, rispettando le singole e diverse emotività.</p>
<p>Oggi Lorena Loriato è un’insegnante di tecniche di cucina crudista. La musica dalla sua vita non è completamente scomparsa. Le capita ancora di organizzare alcuni eventi live. Ma ciò che importa è il suo stato d’animo – “<em>… sono molto contenta, tutto è molto colorato se dovessi descrivere la mia esistenza… negli ultimi anni sono tornata sul palco…</em>”, mi racconta sorridendo. Già è tornata protagonista sul palco della sua vita. Naturalmente non mancano nuovi progetti, così come deve essere. Intanto si appresta a preparare un tiramisù crudo. In sottofondo una musica. Così tanto per non farsi mancare niente.</p>
<p>Arrivederci Lorena, chef crudista a tempo di musica.</p>
<div id="attachment_3228" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/20130407_ManiInPasta_007AROMAS-e1369293675754.jpg" alt="" title="Una chef crudista a tempo di musica - Lorena Loriato" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3228" /></a><p class="wp-caption-text">Lorena Loriato durante una sessione di Mani in Pasta, corsi di apprendimento delle tecniche di cucina crudista </p></div>
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		<title>Il rappresentante fotografo &#8211; Giovanni Pasinato</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 07:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mani impugnano il volante. Lo sguardo è fisso sulla strada. L’autoradio suona e i pensieri volano. Fermo ad uno stop strade s’incrociano. Destini pure e la luce del crepuscolo sale. Intanto il paesaggio là fuori cambia. Cambia per chi è in grado di vedere. Cambia per chi è in grado di sentire. È così che accosta la macchina, impugna la sua medio formato ed inizia il suo dialogo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Giovanni_Pasinato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Le mani impugnano il volante. Lo sguardo è fisso sulla strada. L’autoradio suona e i pensieri volano. Fermo ad uno stop strade s’incrociano. Destini pure e la luce del crepuscolo sale. Intanto il paesaggio là fuori cambia. Cambia per chi è in grado di vedere. Cambia per chi è in grado di sentire. È così che accosta la macchina, impugna la sua medio formato ed inizia il suo dialogo.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/DSC2613-200x300.jpg" alt="" title="Giovanni Pasinato" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3176" /></a>A fare tutto ciò è <a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><strong>Giovanni Pasinato</strong></a>, una laurea in legge alle spalle, una carriera da legale rifiutata e centomila chilometri all’anno di strade attraversate. Rappresentante per differenti categorie merceologiche, le sue dieci ore di vita quotidiane le trascorre in auto, tra le terre dell’Emilia e quelle marchigiane.</p>
<p>Ma Giovanni non è solo nei suoi viaggi. Non lo è mai stato. Fin da quando veniva scorazzato dai genitori, la sua fedele compagna di viaggio è stata la sua macchina fotografica.</p>
<p>Fotografa Giovanni. Fotografa per immortalare. Fotografa per condividere. Fotografa per capire. È una passione quella sua, ma è pure un innato talento. Dai suoi primi viaggi riceve il plauso dagli amici per quello che riesce a trasferire con quelle sue istantanee. Non sono semplici convenevoli. Sono sinceri ringraziamenti per ciò che riesce a fare.</p>
<p>Inizia a crederci Giovanni. In lui sale la consapevolezza che è questo il suo percorso. Inizia a studiare fotografia. Fa corsi di approfondimento. Affina la tecnica. Preserva la sua spontaneità. Giovanni diventa autore. Autore di emozioni trasferite attraverso l’immagine fotografica.</p>
<p>Tutto questo bagaglio Giovanni lo trasferisce nei suoi spostamenti. I luoghi, i paesi, le terre di provincia attraversate durante il suo lavoro diventano tutte potenziali scenari di un progetto, dove lo stimolo principale sembra essere quello “<em>di chiedersi dove siamo e cosa stiamo facendo</em>”.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/PMB_0129-e1366788899435.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="294" class="aligncenter size-full wp-image-3179" /></a></p>
<p>Ogni pausa, ogni punto che unisce un incontro da quello successivo sono occasioni uniche per dialogare con ciò che sta intorno a Giovanni. Un dialogo quello di Giovanni “<em>tra le apparenze e i simulacri</em>”, intriso di quella malinconia umana che non necessariamente è elemento di uno stato d’animo negativo. Anzi è la naturale grammatica di Giovanni per entrare in confidenza con il suo paesaggio circostante e il suo paesaggio interiore.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/PMB_0133-e1366789257209.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="292" class="aligncenter size-full wp-image-3181" /></a></p>
<p>Il lavoro di due anni di scatti si materializza in sessanta stampe. È un altro Giovanni, <a href="http://www.fotologie.it/umicini.html" target="_blank">Giovanni Umicini</a> ad affiancarlo in questa delicata fase conclusiva di stampa fotografica. Il risultato è straordinario. Quel bianco e nero su negativo 6&#215;9 stampato a mano in laboratorio è la perfetta tecnica interpretativa della fotografia di Giovanni Pasinato. Il suo progetto diventa una <a href="http://galleriabrowning.tumblr.com/post/48046475492/giovanni-pasinato" target="_blank">mostra</a>. Le sue fotografie opere condivise con un pubblico.</p>
<p>Da qualche giorno Giovanni ha intrapreso un nuovo lavoro. Fa l’agente assicurativo. Continuerà a viaggiare. Forse di più. Forse di meno. Con sé comunque ha sempre “<em>un registratore fotografico</em>”, perché comunque Giovanni rimane fotografo o ancora meglio, <a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank">Giovanni Pasinato</a> è autore fotografico.</p>
<p><a href="http://www.giovannipasinato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/sera-e1366789630789.jpg" alt="" title="Il rappresentante fotografo - Giovanni Pasinato" width="435" height="295" class="aligncenter size-full wp-image-3184" /></a></p>
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