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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; franco bolelli</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Abbiate fede. Tanta. Diversa. &#8211; Daniele Bolelli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 12:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è un interrogativo che mi sono sempre posto “se fossi nato in un altro Paese, di che religione sarei?”. Chiamiamola pure geolocalizzazione della fede. E’ così che m’immagino a vagare tra Bombay, Kabul, San Pietroburgo o qualche isola dispersa del Pacifico, catechizzato a seconda del territorio di appartenenza.
A questa e a molte altre domande ancora deve aver cercato di rispondere pure lui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un interrogativo che mi sono sempre posto “<em>se fossi nato in un altro Paese, di che religione sarei?</em>”. Chiamiamola pure geolocalizzazione della fede. E’ così che m’immagino a vagare tra Bombay, Kabul, San Pietroburgo o qualche isola dispersa del Pacifico, catechizzato a seconda del territorio di appartenenza.</p>
<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/07/ilmecenatedanime_daniele_bolelli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>A questa e a molte altre domande ancora deve aver cercato di rispondere pure lui. Lui, che del guru ha ben poco. Lui che ha più che altro l’aspetto del bravo ragazzo, se non fosse per quel fisico ben tornito dalle arti marziali e da qualche occhiaia da post concerto rock (ndr in verità sono occhiaie da giovane padre con qualche ora di sonno in meno).</p>
<p><a href="http://www.addeditore.it/igod.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/07/Daniele_Bolelli-300x287.jpg" alt="" title="Daniele Bolelli" width="300" height="287" class="alignleft size-medium wp-image-2228" /></a>Comunque sia a lui il coraggio non manca. Già perché a parlare di religione il coraggio serve. E’ un tema per il quale il confronto non è sempre è facile. Meglio astenersi. Al massimo dichiararsi atei. Anche solo alcune osservazioni possono risultare scomode. Ingombranti. Addirittura dei veri e propri attacchi ad una professione di fede. Ma il Daniele, <a href="http://www.addeditore.it/igod.html" target="_blank"><strong>Daniele Bolelli</strong></a>, è già da tempo abituato ad essere considerato un ninja. Lo sanno bene i suoi ragazzi (e anche i colleghi), dell’<a href="http://www.ucla.edu/" target="_blank">UCLA</a>, presso la quale ormai da anni tiene corsi sulla storia delle religioni, la storia degli Stati Uniti e gli Indiani d’America.</p>
<p>Oggi anche i lettori italiani possono leggere il pensiero di Daniele inerente la religione. Un pensiero finalizzato all’ottimizzazione di principi religiosi differenti, per vivere meglio, per stare meglio. Una taylorizzazione della religione? No, molto di più. Quello che si può leggere in <a href="http://www.addeditore.it/igod.html" target="_blank"><strong>iGod</strong></a>, il libro di Daniele Bolelli, è una sorta di provocatoria riflessione che prendendo spunto da ambiti di vita diversi, accompagna il lettore nella messa in discussione di alcuni fondamenti religiosi.</p>
<p>Sesso, aldilà, relazioni umane, universo e natura sono alcuni delle sfere toccate da Daniele per liberare la mente da <a href="http://www.addeditore.it/igod.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/07/iGod_Daniele_Bolelli-217x300.jpg" alt="" title="iGod Daniele Bolelli" width="217" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2231" /></a>preconcetti confezionati.</p>
<p>Su un unico componente non ammette replica. La dicotomia tra religioni inclusive e religioni esclusive. Tra un approccio costruttivo e quelle distruttivo. Su tutto il resto si può discutere, confrontarsi e avvalersi del diritto di replica.</p>
<p>Da divulgatore della conoscenza com’è, Daniele ha una caratteristica in più. La gioia. E questo non è un elemento secondario nel suo modo di vedere le religioni e perciò l’esistenza stessa. Daniele è proiettato alla ricerca della felicità, non tanto come pensiero utopico, bensì come stile di vita. Una religione che ti vuole triste, che ti fa vivere di sensi di colpa, che dà più valore a sé stessa come istituzione che all’individuo, qualunque essa sia non può trovare terreno fertile in Daniele.</p>
<p>Daniele è una persona che di fronte alle avversità della vita, anche quelle più dure, reagisce con una dignità presente solo in chi mette l’essere umano al centro della propria esistenza. Ecco la vera vitalità del suo credo religioso.</p>
<p>Certamente qualcosa dal padre avrà preso. E’ per questo che ogni tanto nel suo modo di fare, di esprimersi, esce la verve di <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2011/03/02/lapproccio-di-vitalita-di-franco-bolelli/" target="_blank">Franco Bolelli</a>. E’ un’energia. L’energia positiva che irradia lo spirito in chi è presente. L’energia stimolatrice che si manifesta in azioni semplici, ma dalla forza inarrestabile.</p>
<p>Certo per alcuni questo approccio potrebbe risultare un adattamento personalizzato e semplicistico di  pratiche religiose. Una sorta di filosofia new age rivisitata. Un indebolimento strutturale di principi da secoli sedimentati o più semplicemente una visione filtrata nell’era della comunicazione globale, delle nuove tecnologie e di Internet. Ma non è questo il fatto. Il punto di forza di iGod, sta proprio nel poter anche solo pensare ad una religione proiettata allo stare bene, all’elevare la qualità della vita. Dell’individuo e della collettività.</p>
<p>La religione non può essere un limite. Semmai deve essere un acceleratore dell’esistenza. Una specie di amplificatore della sensibilità percettiva su ciò che ci circonda. Tutto il resto sono guerre. Soprusi. Annientamenti. Anche in questo Daniele riesce a dare, sempre se possibile, una visione equilibrata.</p>
<p>E’ difficile dire a chi non consiglierei la lettura di questo libro. Va bene per tutti. Può fare bene a molti. Può innervosire alcuni e sorridere altri. Sta di fatto che parla di religione. Di religioni. E questo è già un tema per far discutere. Discutere inteso come discussione. La messa in discussione. Partendo dai propri punti di vista, magari rimanendo ben ancorati ad essi, ma comunque sia innescando un dialogo costruttivo che non si limiti ad una visione religiosa da bar dello sport &#8211; “la mia religione è migliore della tua”.</p>
<p>Intanto mentre concludo l’incontro con Daniele il sole è alto nel cielo di Los Angeles. Anche questo aiuta ad aver fede. Guardare in alto, sapendo che lassù qualcuno ci ama.</p>
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		<title>L’approccio di vitalità di Franco Bolelli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[cultura pop]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive. Bene questo libro c’è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive.</p>
<p>Bene questo libro c’è.</p>
<p>Ha un titolo esplicativo <strong><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a></strong> scritto da due autori particolari: <strong><a href="http://www.soleluna.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Lorenzo “Jovanotti” Cherubini</span></a></strong> e <strong>Franco Bolelli</strong>. Il primo non ha bisogno di presentazioni. Il secondo nemmeno. Già perché se forse ha meno popolarità del primo, è come il primo una vera e propria anima pop.</p>
<div id="attachment_1812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1812" title="Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/lorodue-e1298988796598.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini, autori del libro VIVA TUTTO!</p></div>
<p>Dopo essermi alimentato dell’energia di questo libro proprio con Franco Bolelli mi congratulo.</p>
<p>“<em>Bravi! Era da un po’ che non leggevo un libro così vitale. Mi sono sentito parte di questo percorso che avete costruito, ma non solo. Con questo libro ho sorriso, ho pregato, ho sognato e soprattutto mi è venuta ‘una grande fame’ di fare. Fare cose che ho sempre desiderato, ma che per motivi diversi, per banali giustificazioni, ho spesso lasciato perdere</em>”.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1823" title="VIVA TUTTO! di Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/copertina.jpg" alt="" width="202" height="244" /></a>“<em>Bene mi fa piacere che ti sia capitato ciò… in maniera non tanto celata è quello che speriamo che capiti a tutti dopo averlo letto</em>”, mi risponde Franco e poi aggiunge: “<em>sai questo libro è iniziato con uno scambio di mail, tra me e Lorenzo e doveva raccontare la costruzione del suo nuovo disco… così ha fatto, ma è andato oltre… ne è venuto fuori un viaggio culturale… innovativo</em>”.</p>
<p>Questo è vero. In queste pagine si possono raccogliere gli spunti, i motivi che hanno portato alla nascita di <a href="http://itunes.apple.com/it/album/ora-deluxe-version/id414215120" target="_blank">ORA</a>. Un disco già di per sé straordinario e che acquisisce un valore aggiunto proprio dalla lettura di VIVA TUTTO! . VIVA TUTTO! non è un manuale d’istruzione dell’album, però permette di aggiungerne delle nuove chiavi di lettura.</p>
<p>“<em>… c’è una cosa fondamentale  in questo libro… è il linguaggio… quello che Lorenzo ed io abbiamo fatto è stata proprio un’operazione di linguaggio straordinario</em>” mi dice entusiasta Franco.</p>
<p>Capisco benissimo a cosa fa riferimento. In questo libro non c’è una trama narrativa, bensì è presente una trama evolutiva. Evolutiva perché è un diario che ha una posizione vitale sulla vita. Evolutiva perché è propositivo. Nonostante ci sia una consequenzialità temporale negli accadimenti, il lettore può tranquillamente aprire il libro a caso, leggerne uno scambio e trarne giovamento. Questo perché, anche nei passaggi magari più intensi del libro, dove si parla anche delle difficoltà di realizzare un progetto completamente nuovo, c’è alla base proprio l’approccio VIVA TUTTO!: “<em>anche le cose che non ti piacciono arricchiscono”</em>.<br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1814" title="Franco Bolelli" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli-e1298989439686.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p>E’ difficile descrivere chi è Franco Bolelli. Scrittore. Filosofo. Ogni tentativo potrebbe essere riduttivo. Mi parla dei festival che ha organizzato in passato legati alla creatività <em>“… il festival Frontiere aveva il senso di mettere insieme le persone migliori provenienti da discipline diverse… voleva far emergere il talento, la creatività su piani diversi, sociali, economici ed altro ancora…”.</em></p>
<p>Poi però è lui stesso a darmi la migliore definizione di sé. Lo fa, riprendendo in mano un suo precedente libro, <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788811740681/bolelli-franco/cartesio-non-balla.html" target="_blank">Cartesio non balla</a></strong>. E proprio da quello mi enuncia: <em>“</em><em>… sono cresciuto occupandomi di cose estremamente adolescenziali come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante… sono passati tanti anni e ora mi occupo di cose estremamente evolute come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante. Perché quelle stesse cose così creative ed eccitanti mi si sono anche svelate come le più avanzate</em>”.</p>
<p>E’ questo il modello filosofico di Franco. Un Franco che sottolinea che il problema del nostro Paese, fonte di creatività, sta nella sua continuità. Un Paese imprigionato nel proprio passato.  “<em>… il passato non deve essere un totem intoccabile… il passato è energia, però è necessario buttare via ciò che non è tale… solo così si possono avere degli slanci da un Paese… solo così una nazione può innovare</em>”.</p>
<p>Poi aggiunge un’altra cosa “<em>…  prima c’è sempre stato un motivo trainante che riepilogava lo spirito di un’epoca… gli anni ’60 la musica, i ’70 il cinema, gli ’80 il design, i ’90 ancora la musica… poi però siamo passati al globale… ecco da lì in poi possiamo parlare di coevoluzione… le cose imparano una dall’altra</em>”.</p>
<p>E’ piacevole ascoltare Franco. Senza eccessiva enfasi trasmette positività. Si capisce che è una persona che ama la vita. Che ama tutto ciò che è vita, che pulsa, che respira, che rigenera. Franco non è solo un osservatore dell’evoluzione umana. Franco ne è uno stimolatore. Lui stesso mi conferma quanto sia affascinato dalle persone. La direzione antropologica che ha intrapreso.</p>
<p>Tutto ciò si percepisce. Quando parla di innovazione non fa riferimento a qualcosa di stravagante.  Si riferisce ad un percorso naturale di vita. Quando parla di creatività, non si limita alla visualizzazione di un gesto artistico. Parla di una concreta applicazione di un processo creativo alla nostra esistenza.</p>
<p>Provocatoriamente cerco di spostare il discorso sul futuro. Gli chiedo come si immagini il mondo tra venticinque anni. La sua risposta supera l’ostacolo di una semplice visione. Mi risponde di futuro parlando di presente. D’altronde non poteva che rispondermi così. Il futuro è adesso.</p>
<p>Certo si capisce che l’esplorazione della vita, le biotecnologie, sono aspetti che lo attraggono, lo incuriosiscono. Forse è da questi elementi che pensa al futuro. Che vede al presente.</p>
<p>Nel libro lancia due sfide. Realizzare due progetti. Un festival dedicato a cosa sono riusciti a fare gli italiani all’estero, grazie al proprio talento. E poi un altro grande festival dedicato all’innovazione. Talento e innovazione, due elementi che conosco bene pure io. Ora ripensandoci più che sfide, sono programmi che si realizzeranno. Perché l’importante è crederci.</p>
<p>Ho una sensazione. Questo primo incontro che ho avuto con Franco non sarà l’ultimo. Per una straordinaria coincidenza siamo venuti in contatto. Ma come ben sapete per me le coincidenze sono solo dei segnali. E in questo caso l’indicazione è particolarmente chiara. Dare un’accelerazione alla concretizzazione dei sogni.</p>
<p>Insomma in qualunque modo la pensiate leggetevi <a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a> . Sono certo che anche in voi accenderà l’interruttore della vostra voglia di evolvere.</p>
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