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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; entusiasmo</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Un&#8217;altra nuova partenza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 07:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3271" class="wp-caption alignright" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-3271" title="Un'altra nuova partenza" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/08/DSC_3502-5-e1377069341217.jpg" alt="" width="450" height="253" /><p class="wp-caption-text">Photo Credits: Alfredo Montresor</p></div>
<p>Quando in conclusione di quella mail scrissi “<em>… oggi mi sento un po’ come un mecenate d’anime…</em>” non avevo ancora tutto ben chiaro. Erano due termini che spontaneamente si erano abbracciati per definire una sensazione. Una sensazione di entusiasmo. Una voglia di condividere storie dopo aver incontrato ancora una volta una persona in gamba.</p>
<p>Da quella oramai lontana mail di nuovi incontri ne sono passati. Sono più di cento coloro che in un modo o nell’altro sono riuscito a veicolare attraverso questo progetto denominato appunto <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/" target="_blank">Il mecenate d’anime</a>. Un traguardo, forse. Una nuova partenza, sicuramente.</p>
<p>Sono diverse le idee di quello che si potrebbe ancora fare. Innanzitutto seguendo l’evoluzione degli incontri realizzati. Le storie non hanno mai fine. Si chiude un capitolo per aprirne immediatamente un altro. Per ciò cercheremo di raccontarvi il seguito di quanto già descritto. Un modo per non fare solo delle istantanee fissate nel tempo, ma diffondere emozioni in continuo movimento.</p>
<p>Dopodiché ci sono gli incontri live. A ottobre ci sarà la <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">3. Edizione de Il mecenate approda a Venezia</a>. Un intero mese dove grazie all’ospitalità dell’<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace</a> ci sarà modo di entrare ancora più in contatto. Ospiti e pubblico s’immergeranno in storie dove ancora una volta i protagonisti saranno il talento e la passione.</p>
<p>E poi chissà c’è sempre la missione della trasposizione televisiva di questo progetto. Le prime prove realizzate lasciano ben sperare. Ora si tratta di ottimizzare il tutto.</p>
<p>Insomma diciamo che da qui ai prossimi mesi le sorprese non mancheranno. E se avete storie da segnalare caratterizzate da impegno, determinazione ed entusiasmo, che secondo voi sono meritevoli di visibilità non mancate di scrivere alla <a href="mailto:redazione@ilmecenatedanime.it"> redazione@ilmecenatedanime.it</a> .</p>
<p>A presto,</p>
<p>Andrea Bettini</p>
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		<title>Pizza, amore e fantasia &#8211; Maurizio Toffoli</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/puntopizza.damaury" target="_blank">Maurizio Toffoli</a></strong> non è stanco però. Nemmeno le ore precedenti trascorse a preparare l’impasto lo hanno affaticato. Semmai lo hanno ulteriormente galvanizzato. Le sue mani hanno creato. Gli ingredienti erano tutti ben bilanciati, fino a trovare la loro massima espressione con quel componente che non è segreto, ma assai raro e personale che va sotto il nome di amore. Amore per quello che Maurizio sta facendo. Amore per ciò che vuole trasferire. “<em>A chi mangia la mia pizza dovrebbero sparire tutti i pensieri e lo stress di un’intera giornata</em>”, mi dice puntando gli occhi al cielo.  Una pozione magica? Forse più semplicemente la convinzione che facendo bene e con amore il proprio lavoro si possa trasferire delle positive vibrazioni.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/27790_1384712231950_3204465_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3262" />Questo atteggiamento fa parte del modo di vivere di Maurizio. “<em>Ogni lavoro ha dignità</em>” e mentre mi dice ciò con la memoria mi riporta ai suoni inizi. Lui giovane lavapiatti in una pizzeria, che una sera gli si presenta una grande occasione. Fino ad allora aveva solo ammirato le gesta di quei pizzaioli. Ma proprio quella sera, di oramai tanti anni fa, il pizzaiolo gli si avvicina proponendogli di imparare quella professione, visto che il suo aiutante se ne era andato. Maurizio accetta. Per i primi sei mesi praticamente solo guarda. Inforna e sforna. Apprende le basi della cottura. Poi arriva l’impasto e la lievitazione. Maurizio capisce ben presto che quello che sta facendo non è solo un semplice lavoro. Fa sua la tecnica. Mette passione in ciò che fa. È l’inizio. Un inizio che però deve momentaneamente interrompersi o per meglio dire vivere d’altre esperienze. Giunge l’ora del servizio militare ed a Maurizio balena un’altra idea. Lui che è uomo di montagna, di quel immaginifico Cadore, ha pure un’innata attrazione per il mare. Sogna la divisa bianca da marinaio. Forse perché gli ricorda quella del pizzaiolo. Forse no. Comunque sia chiede di essere imbarcato e la sua richiesta trova conferma.</p>
<p>Fa un anno e mezzo a La Spezia. È felice di essere lì. Riesce pure a fare un corso da cuoco, allietando i palati dei suoi colleghi. Cucina e pizza in un ambiente da lui cercato contraddistinto dall’acqua. Gli ultimi mesi li trascorre a Venezia, città che più avanti gli tornerà familiare, dove apprende anche l’arte del fare il pane, prima di congedarsi e tornare ai suoi luoghi d’origine. L’esperienza della marina risulta un tassello di completamento del carattere di Maurizio. Ha fatto diverse amicizie e ha avuto modo di soddisfare un suo desiderio com’è quello del mare, per lui ragazzo d’alta quota.</p>
<p>Torna in quel di Calalzo e torna in quella che è la pizzeria che lo ha visto nascere: il Gringo. Dopo un paio di anni però, complice una storia amorosa non andata a buon fine, entra in una crisi motivazionale che gli strappa, momentaneamente, l’entusiasmo in ciò che fa. Molla il lavoro di pizzaiolo e va a lavorare in una fabbrica d’occhiali. Ma proprio quell’amore che lo aveva ferito lo fa rinascere con un nuovo incontro. Una ragazza veneziana che è lì in vacanza con la famiglia lo riporta alla sua naturale propensione: fare ciò che gli piace e farlo con tutta la sua passione. Dopodiché questa musa ispiratrice sarebbe diventata sua moglie.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/427376_3174163047102_1706354458_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3264" />Maurizio ritorna con le mani in pasta, prima con il pane e poi con la sua amata pizza. Apporta la propria professionalità in diversi locali, fino ad approdare ad una pizzeria storica in quel lembo di terra che divide l’Adriatico dalla laguna, l’isola del Lido di Venezia. Sembra il coronamento di un lungo percorso cercato e voluto, se non fosse che la vita lo mette di fronte ad una prova impegnativa. È il 2001 e quello che doveva essere un esame di routine riporta un esito imprevisto. È qui che il carattere di Maurizio unito alla sua fede, lo fanno non solo uscire da una situazione difficile, ma addirittura rinascere.  Lui che per sua indole comunque è sempre stato positivo, trova nuove energie e rinnovati entusiasmi. In lui la smania di continuare ad imparare. La voglia di realizzare qualcosa che possa soddisfare lo stomaco , ma anche la mente dei suoi consumatori. Inizia ad approfondire il tema della pizza, fa corsi di aggiornamento, fino ad arrivare all’<a href="http://www.universitadellapizza.com/" target="_blank">Università della Pizza</a>. Per Maurizio si apre un nuovo mondo, fatto di conoscenza di tecniche diverse e d’incontri con straordinarie persone. <a href="http://www.consultapizza.com/" target="_blank">Cristian Zaghini</a> è uno di questi. Un maestro. Un mentore. Maurizio vola. Non solo nel suo pensiero positivo, ma applicando ciò che di nuovo continua ad imparare. Inizia pure a fare delle gare di pizza, seppur titubante all’inizio. Anche qui arrivano risultati, riconoscimenti e nuovi incontri. Lo chef stellato Antonio Bedini, lo fa entrare nell’<a href="http://www.cucinaprofessionale.com/" target="_blank">Associazione Italiana Chef Italiani</a>. Sempre più il percorso di Maurizio assume i connotati di un trionfo. In tutto ciò lui non perde la sua naturale umiltà, quello che fa essere grandi persone e non semplici personaggi.</p>
<p>Ma la strada è ancora lunga. Maurizio ne è consapevole ed entusiasta. E mentre prepara la sua biga con acqua, farina, lievito e tanto del suo amore, mi confida un suo sogno: “<em>… m’immagino una pizzeria tutta mia, dove posso rendere felici le persone che vengono a degustare ciò che faccio</em>”. Maurizio questo non è un sogno è un concreto progetto che non può che trovare realizzo.</p>
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		<title>Quando la creazione è sospinta dalla passione: Sebastiano Marchiò</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 07:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un certo punto ci fermiamo.
Davanti ad una vetrina il nostro camminare trova sosta.
Non sappiamo nemmeno che negozio sia quello. D’altronde non è quello che ci interessa. Il flusso delle persone attorno a noi è intenso. Non rappresenta un disturbo, anzi più ascolto le parole di Sebastiano, più il brusio di sottofondo va a scomparire. Anche l’acqua alta che sta per arrivare al suo livello massimo previsto, sembra rallentare la sua spinta ascensionale. Una forma di rispetto. Forse più semplicemente un modo per partecipare a tutti quei discorsi. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Ilmecenatedanime_sebastiano_marchiò.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Ilmecenatedanime_sebastiano_marchiò.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Ad un certo punto ci fermiamo.</p>
<p>Davanti ad una vetrina il nostro camminare trova sosta.</p>
<p>Non sappiamo nemmeno che negozio sia quello. D’altronde non è quello che ci interessa. Il flusso delle persone attorno a noi è intenso. Non rappresenta un disturbo, anzi più ascolto le parole di Sebastiano, più il brusio di sottofondo va a scomparire. Anche l’acqua alta che sta per arrivare al suo livello massimo previsto, sembra rallentare la sua spinta ascensionale. Una forma di rispetto. Forse più semplicemente un modo per partecipare a tutti quei discorsi.</p>
<p>Poi la vista prende il sopravvento sull’udito. Succede quando estrae il suo portatile tenendolo su una mano mentre con l’altra fa avanzare la successione delle immagini. Così come fosse la cosa più normale. Mentre i mori da lassù rintoccano le dodici. I turisti invadono le calli ed i veneziani a passo spedito si spostano per la città.</p>
<div id="attachment_2912" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Sebastiano_Marchiò-e1351236976164.jpg" alt="" title="Sebastiano Marchiò / Design Non Autorizzato" width="435" height="290" class="size-full wp-image-2912" /></a><p class="wp-caption-text">Sebastiano Marchiò, designer industriale</p></div>
<p>E’ tutta questa naturalezza a rendere ancora più vero il suo entusiasmo. Un entusiasmo che era iniziato con la descrizione di chi era. Un entusiasmo arrivato al suo massimo contagio lì, proprio in quel momento. Mentre un computer faceva vedere ciò che lui aveva realizzato e il suo sguardo illuminava codeste immagini.</p>
<p>E’ questo quello che <a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank"><strong>Sebastiano Marchiò</strong></a> era riuscito a fare. Doveva essere un racconto del suo lavoro. Si era trasformata in una dichiarazione d’amore. Una dichiarazione di quanta fosse la passione che metteva in ciò che pensava. Ancor prima di progettarla. Subito dopo averla intuita. Lui che fin da piccolo non mancava di “scarabocchiare” qualsiasi pezzo di carta avesse sotto mano. Lui che man mano negli anni aveva trasformato quei segni in prodotti. Sempre lui che ora aveva sostituito la matita con il digitale, senza per questo perdere l’essenza di ciò che andava a produrre.</p>
<p><div id="attachment_2919" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/fissa-bianca-x-fb-300x265.jpg" alt="" title="Sebastiano Marchiò e Ivan Favretto - Design Non Autorizzato" width="300" height="265" class="size-medium wp-image-2919" /></a><p class="wp-caption-text">Sebastiano Marchiò con Ivan Favretto, fondatori di Design Non Autorizzato</p></div>Sebastiano Marchiò un designer industriale. Un progettista dall’elevata sensibilità. Linee e funzionalità mescolate per raggiungere un prodotto finito in grado di scaturire molteplici sensazioni. Desiderio, nel possederlo. Soddisfazione, nell’utilizzarlo. Un duro lavoro di ricerca dove fortunatamente ha la possibilità di confrontarsi. Già perché in quello studio, denominato del <a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank">Design Non Autorizzato</a>, c’è pure un socio. Per meglio dire c’è un amico. Un amico di quelli importanti. <strong>Ivan Favretto</strong> prima di tutto è quel ragazzo con il quale Sebastiano ha trascorso la giovinezza. Ha condiviso i banchi delle prime scuole e ora si ritrovano a mettere insieme i loro pensieri per realizzare qualcosa di unico. Due identità. Due personalità diverse. Due flussi di energie che trovano il loro perfetto equilibrio a metà strada. La dove la creatività si bilancia con la concretezza. Alla ricerca della semplicità, perché è proprio questa la sfida più difficile.</p>
<p>Sebastiano sorride ricordando i suoi studi allo <a href="http://www.iuav.it/" target="_blank">I.U.A.V.</a> . Si compiace del legame mantenuto con alcuni suoi compagni. Si rallegra di aver trovato dei maestri, dei punti di riferimento, in alcuni docenti. Annuisce soddisfatto del suo periodo da art director in un’agenzia pubblicitaria. Poi si emoziona parlando del suo incontro con lo scultore giapponese <a href="http://www.yoshinogata.com/" target="_blank">Yoshin Ogata</a> ed infine gli brillano gli occhi per quanto è riuscito a fare al Master del <a href="http://www.polimi.it/" target="_blank">Politecnico di Milano</a>. Progettando  spazi. Aprendo la mente.</p>
<p><div id="attachment_2932" class="wp-caption alignright" style="width: 266px"><a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/PageMaster-con-libri-256x300.jpg" alt="" title="Page Master by Design Non Autorizzato" width="256" height="300" class="size-medium wp-image-2932" /></a><p class="wp-caption-text">Page Master by Design Non Autorizzato</p></div>Ma ora è su quel monitor che vedo le sue effettive creazioni. Come quella <em>Page Master</em> che riunisce design ed ergonomia in una poltrona in grado di raccogliere anche ciò che si legge. Sono numerose le forme che prendono vita nel senso più ampio del termine da quelle immagini in successione. C’è tutto un mondo da scoprire vedendo la magnificenza di alcuni arredi. C’è la visione dell’artista in altri termoarredi. Si sono anche luci, sedute e altre soluzioni per il vivere gli spazi che hanno come filo conduttore l’eleganza e allo stesso tempo la semplicità.<br />
<div id="attachment_2937" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.designnonautorizzato.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/interior-glove-a-soffitto-16-9-e1351239029974.jpg" alt="" title="Interior Glove a soffitto by Design Non Autorizzato" width="435" height="244" class="size-full wp-image-2937" /></a><p class="wp-caption-text">Interior Glove a soffitto by Design Non Autorizzato</p></div> Poi prima richiude e subito dopo ripone il portatile nella sua tracolla. Anche la magia di quanto ha detto, di cosa ha fatto vedere sembra terminare. Il rumore della città riprende la sua intensità e anche l’acqua che sembrava distratta ora torna a salire.</p>
<p>Ci lasciamo. Un saluto. Dopodiché due opposte direzioni ci allontanano. Solo allora mi accorgo che qualcosa di incantevole è rimasto. E’ la consapevolezza. La consapevolezza di aver incontrato un talento sospinto da un’innata passione per la creazione.</p>
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