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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; cultura</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>La poesia in musica di Rosa Emilia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.
Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è Rosa Emilia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ilmecenatedanime_RosaEmilia.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.</p>
<p>Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è <strong><a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a></strong>.</p>
<p><a href="http://rosaemilia.com/it/"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Rosa_Emilia2-e1352726050814.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Poesia in musica" width="435" height="290" class="aligncenter size-full wp-image-2978" /></a></p>
<p>Il fascino e il carisma non si possono apprendere. Come il talento. Tutti elementi in lei ben presenti. Ma non è tutto. C’è la gioia che traspare per fare qualcosa che si ama. C’è l’impegno costante e quotidiano per migliorarsi e dare il meglio di sé.</p>
<p>La sua vita è un romanzo. La musica ne è la colonna sonora. Una musica che da sempre è presente. Fin da bambina quando a Salvador de Bahia canta, balla, suona le percussioni alle feste in onore degli orixas con la nonna Emilia, venerata mae-de-santo. Ma è la poesia la forma d’espressione nella quale si ritrova naturalmente attratta da ragazza. Un’attrazione che la porta a studiare. Un’attrazione che la porterà a fare straordinari incontri. Come quello con il poeta e compositore <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Antônio_Carlos_de_Brito" target="_blank">Cacaso</a>. Incontro che sfocerà in amore. Un matrimonio. Una figlia. Non basterà la prematura scomparsa di Cacaso, a strappare  ricordi ed emozioni condivise.</p>
<div id="attachment_2983" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ultraleve-150x150.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Ultraleve" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2983" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Ultraleve, primo album di Rosa Emilia</p></div>Ma c’è la cultura, l’attaccamento di Rosa Emilia alle espressioni artistiche come modalità per superare anche le più dure sofferenze, che le permette di andare oltre. E’ così che la musica, mai abbandonata torna a bussarle la porta. La bellezza della sua voce viene racchiusa in un disco. Si chiama “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Ultraleve</a>” e rappresenta il suo album d’esordio. E’ l’inizio o meglio la conferma di una naturale predisposizione. Il suo stile è in continua evoluzione. La sua vita pure.</p>
<p><div id="attachment_2985" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ibs.it/disco/8013284003591/rosa-emilia-renato/rosa-emilia-encontra.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Renato-Sellani-e-Rosa-Emilia--150x150.jpg" alt="" title="Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2985" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil</p></div>Da Rio de Janeiro dove si era trasferita arriva in Italia. A Milano prima. Un altro amore. Un’altra figlia. Un periodo di adattamento per capire una mentalità lontana dalla sua e poi costante lavoro verso quella musica che le ha donato molto. Concerti molti. Collaborazioni ancor di più. Sia in Italia sia dall’altra parte dell’oceano, a cavallo di due mondi lontani che la musica sembra avvicinare. <a href="http://www.nelsonangelo.com/" target="_blank">Nelson Angelo</a>, <a href="http://www.suelicosta.com.br/" target="_blank">Sueli Costa</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jaques_Morelenbaum" target="_blank">Jaques Morelenbaum</a> sono solo alcuni degli incontri musicali che arrivano dal Brasile. <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De André</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Sellani" target="_blank">Renato Sellani</a>, altri maturati nella nostra Penisola. Ed è proprio con il maestro Sellani che s’instaura un sodalizio che porta alla realizzazione del disco “Poesia do Brasil”.</p>
<p><div id="attachment_2989" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/BATUK-Cruzeiro-Do-Sul-150x150.jpg" alt="" title="BATUK Cruzeiro Do Sul Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2989" /></a><p class="wp-caption-text">Batuk (Rosa Emilia e Cristiano Verardo) - Cruzeiro do sul</p></div>Rosa Emilia è un’anima in costante fermento. Si trasferisce a Venezia. Nuovi incontri. Nuove sfide musicali. Dalla canzone d’autore e il jazz passa ad un progetto di musica lounge dal nome Batuk, dove con la canzone “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank">Cruzeiro do sul</a>” mette la sua personale interpretazione a questo genere musicale. Ma non si ferma qui. C’è spazio pure per il reggae e con l’album “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Nega Rosa</a>” fissa un ulteriore tassello nella sua eclettica capacità vocale.<div id="attachment_2992" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/nega-rosa-Rosa-Emilia-150x150.jpg" alt="" title="nega rosa - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2992" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Nega Rosa</p></div>
<div id="attachment_2996" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/baiana-da-Guanabara-150x150.jpg" alt="" title="Baiana da  Guanabara - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2996" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'album Baiana da Guanabara</p></div>Prima di andare avanti nel racconto della sua vita fa un’altra pausa. Come a voler riprendersi da tanti intensi ricordi. Come a voler guardare avanti per vedere in un futuro non poco lontano. Dopodichè mi presenta i suoi ultimi lavori in ordine di tempo. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank">Baiana de Guanabara</a>” prima. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank">Album de Retratos</a>” dopo. Lo fa con un pizzico d’orgoglio. Con un’imponente dose d’amore. Due dischi che la riportano alle origini delle sua terra. Due album in particolar modo il primo che rappresentano quasi la chiusura di un cerchio. In “Baina de Guanabara” i pezzi sono firmati Nelson Angelo/Cacaso. A distanza di vent’anni trova il coraggio, ma soprattutto la consapevolezza artistica per interpretare un’eredità musicale che le ha lasciato Cacaso, il paroliere amato.</p>
<p><div id="attachment_2998" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/capa-album-de-retratos-300x300.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Album de Retratos" width="300" height="300" class="size-medium wp-image-2998" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'ultimo album di Rosa Emilia - Álbum de Retratos - Cacaso - Parceiros &#038; Canções</p></div>
<p>Infine interrompe ogni discorso per lasciare spazio ad un enorme sorriso. Un sorriso che era stato sempre presente. Fin dal momento che ci eravamo seduti in quel bar. Un elemento di rara bellezza che trova la sua massima espressività nella condivisione di una storia. Come a dire quanto di bello la vita le ha offerto. Come a gridare quanto di incantevole le offrirà ancora.</p>
<p>L’incontro è finito. La musica di <a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a> no. Entra nelle mie orecchie dalle cuffie del lettore. Si deposita dritta nel cuore. Per rallegrarlo. Per fargli un dono tanto gradito quanto inaspettato.</p>
<p>Obrigado Rosa Emilia.</p>
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		<title>Jazz:Re:Found Edizione 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 09:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’eravamo lasciati con una promessa. Quella di rivederci a giugno di quest’anno. Ormai manca poco, il 23 di questo mese prenderà il via la quarta edizione del Jazz:Re:Found. Prima di mettermi in movimento per raggiungere Vercelli, chiamo Denis Longhi per sapere come sta andando la preparazione di questo festival musicale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jazzrefound.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/06/Denis_Longhi-e1307351085170.jpg" alt="" title="Denis Longhi" width="450" height="270" class="aligncenter size-full wp-image-2145" /></a></p>
<p>C’eravamo lasciati con una promessa. Quella di rivederci a giugno di quest’anno. Ormai manca poco, il 23 di questo mese prenderà il via la quarta edizione del <a href="http://www.jazzrefound.com/" target="_blank">Jazz:Re:Found</a>.</p>
<p>Prima di mettermi in movimento per raggiungere Vercelli, chiamo <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2010/11/02/denis-longhi-come-suona-la-provincia/" target="_blank">Denis Longhi</a> per sapere come sta andando la preparazione di questo festival musicale.</p>
<p>“<em>… quest’anno sono accadute due dinamiche che hanno modificato sostanzialmente il mio approccio nell’organizzazione di questo evento… prima cosa mi sono innamorato… per la prima volta mi sono innamorato di una donna… e questo per una sorta di bilanciamento personale mi ha permesso di vedere questo festival in maniera più distaccata… una maggiore consapevolezza mi ha permesso di vedere gli errori dati da eccessivi slanci emotivi…</em>” – dopo una pausa che va a rafforzare maggiormente questo suo passaggio personale, Denis aggiunge: “<em>…  poi c’è stata la perdita della coscienza storica del Jazz:Re:Found… Andrea, grande amico e persona che portava con sé l’essenza di questa manifestazione, si è trasferito a Barcellona… quindi dopo un primo momento di smarrimento, mi sono ritrovato a dover dare concretezza a ciò che per me… per noi… ha sempre significato questo evento…</em>”.</p>
<p>Il Denis che ritrovo a distanza di qualche mese è diverso. Dalle sue parole colgo una maturità, frutto sicuramente di questi episodi personali, che và a dipingere in modo ancor più nitido il progetto Jazz:Re:Found. Se da un lato sembra aver perso quel disincanto iniziale dato dalla realizzazione di un sogno, dall’altro avverto un forte senso di determinazione nel portare avanti questo ‘suono della provincia’.</p>
<p><a href="http://www.jazzrefound.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/06/jazz_re_found_2011-e1307351634554.jpg" alt="" title="Jazz:Re:Foud Vercelli Music Art Festival 2011" width="450" height="140" class="aligncenter size-full wp-image-2148" /></a></p>
<p>A sostegno di queste mie impressioni mi dice: “<em>… ho vissuto l’organizzazione di <a href="http://www.jazzrefound.com/" target="_blank">Jazz:Re:Found 2011</a> più come una produzione artistica che come un evento ideato da me… questo con tutti i valori aggiunti e forse qualche limite… rispettando però ciò che erano state le linee guida che c’eravamo imposti fin dalla prima edizione… musica, qualità, cultura… il tutto nell’ottica di ricalcare la tradizione dei grandi festival internazionali…</em>”.</p>
<p>Poi con Denis affronto il tema spinoso dei finanziamenti economici per la realizzazione di un evento di questo tipo e lui ancora una volta senza allarmismi, ma con una lucida analisi racconta: “<em>… dal punto di vista economico c’è stata la disillusione più totale… ma essendo stato un festival costruito al di fuori delle logiche commerciali non ci siamo abbattuti… c’è stata un’oggettiva riduzione economica della produzione… però anche qui senza andare ad intaccare l’identità del festival… nonostante i tagli alla fine per il pubblico credo che sarà un’edizione molto interessante…</em>”.</p>
<p>A questo punto provocatoriamente chiedo a Denis se questo festival sarebbe più appetibile per gli investitori se invece di svolgersi a Vercelli si svolgesse in un’altra città e lui con un sorriso un po’ amaro mi risponde: “<em>… non ti nascondo che questa osservazione me l’hanno già fatta alcuni grandi sponsor… se fossimo a Milano o a Torino… tanto per non andare troppo lontani… sicuramente saremo più interessanti da un punto di vista di finanziatori privati… è per questo che è necessario che le istituzioni locali ci sostengano… per sopperire ad un mancato introito da parte delle aziende private… questo sarà fondamentale per il prossimo futuro… sarà la discriminante per capire se ci sono le risorse per rimanere qui o meno… la Puglia da questo punto di vista insegna… in pochi anni è diventata la culla degli eventi artistico/musicali…</em>”.</p>
<p>Dopo un legittimo sfogo derivante dalle difficoltà di dare sostenibilità economica ad un progetto culturale, Denis, quasi sottovoce, quasi nel cercare di confidare un proprio sogno mi dice: “<em>… sai io credo che Jazz:Re:Found abbia tutte le prerogative per diventare uno dei festival più importanti a livello nazionale ed internazionale… lo è proprio per una sua costituzione naturale… è nato in provincia… ma proprio per questo contiene gli elementi di naturalezza e passione che lo possono far diventare un punto di riferimento tra gli eventi di questo genere… la mia non è  solo una dichiarazione d’amore verso questo festival… anzi… oggi che lo vivo con uno sguardo più distaccato… ne percepisco ancora di più le potenzialità…</em>”.</p>
<p>A proposito di potenzialità poi Denis mi accenna a qualche novità legata a questa edizione 2011 del Jazz:Re:Found – “<em>… in Italia dopo anni… forse addirittura per la prima volta… un’etichetta di culto del mondo musicale come la <a href="http://ninjatune.net/" target="_blank">Ninja Tune</a> sarà partner del festival… e questo significa che il pubblico potrà vedere e sentire durante i giorni del Jazz:Re:Found artisti come <a href="http://www.myspace.com/dorianconcept">Dorian Concept</a>, <a href="http://kidkoala.com/" target="_blank">Kid Koala</a>, <a href="http://www.myspace.com/statelessonline" target="_blank">Stateless</a> e <a href="http://www.djfood.org/djfood/" target="_blank">Dj Food</a>… poi tra i main artist dell’evento ci saranno tra gli altri <a href="http://www.myspace.com/afrikabambaataaandthesoulsonicforce" target="_blank">Afrika Bambaataa</a>, <a href="http://www.jamestaylorquartet.co.uk/" target="_blank">James Taylor Quartet</a>, <a href="http://www.casinoroyale.it/" target="_blank">Casino Royale</a> che presenteranno il loro nuovo album e poi… la <a href="http://submotion.co.uk/" target="_blank">Submotion Orchestra</a>… che posso garantirti è veramente in gamba… ricordano un po’ la <a href="http://www.cinematicorchestra.com/" target="_blank">Cinematic Orchestra</a> prima maniera…</em>”.</p>
<p>Prima di concludere Denis mi anticipa che anche per quest’anno “<em>… ritorna il Circo delle Pulci in maniera più imponente…</em>” e quasi a sdrammatizzare comunque le difficoltà economiche affrontate per sostenere il progetto Jazz:Re:Found mi dice: “<em>… nonostante tutto abbiamo trovato soldi per gli altri… con la Provincia abbiamo fatto una cosa bella… abbiamo istituito la Jazz Sound Accademy che permetterà a quindici persone… selezionate tra studenti universitari, disoccupati, eccetera… di partecipare in prima persona al making-off dell’evento… suddivisi tra audio, video ed editoria… queste persone potranno fare un’esperienza molto interessante e retribuita… anche nell’ottica di un futuro lavoro domani…</em>”.</p>
<p>Che dire Denis. Io ho già le valigie pronte. Ci vediamo dal 23 giugno a Vercelli, per far sentire ancora una volta <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2010/11/02/denis-longhi-come-suona-la-provincia/" target="_blank">come suona la Provincia</a>.</p>
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		<title>Il viaggio del Ceri&#8230; ricomincia da Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 08:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicuramente non passa inosservato. Sarà per le sue fattezze fisiche. Alto. Magro. Lineamenti originali. Sarà per il suo modo di fare. Retrò, ma allo stesso tempo moderno. Mettiamoci pure i più o meno vistosi tatuaggi. Comunque sia il suo carisma emerge.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilceri_argentina.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilceri_argentina-e1303891352258.jpg" alt="" title="Nicola Ceri Specchio" width="450" height="335" class="aligncenter size-full wp-image-2026" /></a></p>
<p>Sicuramente non passa inosservato. Sarà per le sue fattezze fisiche. Alto. Magro. Lineamenti originali. Sarà per il suo modo di fare. Retrò, ma allo stesso tempo moderno. Mettiamoci pure i più o meno vistosi tatuaggi. Comunque sia il suo carisma emerge.</p>
<p>Per alcuni aspetti sembra riconducibile al protagonista di un film di Kusturica. Per altri potrebbe essere scambiato per un musicista di Tonino Carotone. Ci si chiede quanto di reale ci sia in lui. Se stia fingendo di essere qualcuno. Poi inizia a parlare e ogni dubbio è dipanato.</p>
<p>Lui è <strong>Nicola “Ceri” Specchio</strong>. Basta. Non c’è altro da aggiungere. Non ci sono altre interpretazioni da considerare. Forse vale la pena soffermarsi solo su un soprannome. <strong>Il Ceri</strong>. Da bambino gli era stato affibbiato per evidenziarne le sue origini – <em>“… per le mie origini pugliesi mi chiamavano il Cerignola, da qui il Ceri, la cosa non m’infastidiva… mentre il fastidio ce l’avevo quando mi chiamavano Nicola di Bari… che è ben altro… è come scambiare un livornese con un pisano” </em>– oggi è quasi un marchio di fabbrica.</p>
<p>Il Ceri è tante cose, motivo per il quale non sa cosa mettere sul suo biglietto da visita. Il suo lavoro è aiuto regia. Ma ha fatto pure l’attore nel cinema, in fiction e in pubblicità. Ha fatto da coordinatore durante sfilate di moda. In alcuni casi ha fatto pure il modello. E’ insegnante di pizzica. Ma il Ceri è soprattutto un viaggiatore.<br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilceri_panorama.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilceri_panorama-e1303891436948.jpg" alt="" title="Nicola Ceri Specchio" width="450" height="321" class="aligncenter size-full wp-image-2028" /></a></p>
<p>A quattordici anni, zaino in spalla, gira l’Italia da solo. A quindici con un amico scopre il Sud America. Amore. Le letture fatte di grandi autori sud americani e il suo approccio di vita, trovano in queste terre il loro habitat naturale. Da quel momento è irrefrenabile la sua voglia di viaggiare in questi Paesi.</p>
<p>Argentina, Cile, Bolivia sono tappe fondamentali nel suo percorso. Città del Messico, Panama  e Buenos Aires, città da scoprire. Il tutto attraverso una modalità d’intendere il viaggio “<em>andando per ostelli… uno stile di vita</em>” mi dice il Ceri guardandomi negli occhi e poi continua <em>“… l’esplorare è uno status… è necessario che in ogni viaggio ci sia al centro la curiosità… curiosità che deve esserci proprio a partire dal luogo dove si vive…</em>”.</p>
<p>Ed è proprio da questo concetto, che in una chiacchierata informale tra amici in quel di Buenos Aires nasce un’idea: <em>“… perché non creare un ostello come lo intendiamo noi proprio dove viviamo… a Milano?</em>”. L’interrogativo sembra più una chimera. Una chiusa poetica di un brindisi tra nobili cavalieri. Invece la cosa viene messa su carta. Viene costituita una società e oggi quelle parole sono un cantiere.</p>
<p>In una traversa di via Torino, a meno di cinquecento metri dal Duomo, ottocentocinquanta metri quadri di un edificio si stanno trasformando in quello che sarà l’idea di ostello del Ceri e soci.</p>
<p><em>“… saranno tre piani di stanze… la possibilità di ospitare una sessantina di viaggiatori… ogni stanza avrà a propria disposizione un bagno… questo perché voglio smentire tutti coloro che credono che low cost si identifichi con low profile… poi ci sarà un’attrezzata cucina a disposizione degli ostellanti, ma soprattutto ci saranno due ambienti di spazio comune aperti alla città… sarà questa la vera sfida… da un lato l’intimità nella zona notte per chi viaggia… dall’altra una parte che accoglierà chi vive a Milano… questo vuole diventare il punto d’incontro…</em>” così mi racconta di questo progetto il Ceri in pieno slancio d’entusiasmo.</p>
<p>Economicità, socialità e approccio culturale sono i paradigmi alla base di questa idea di ostello – <em>“… il prezzo sarà contenuto… i servizi no… sarà un ambiente dove il nostro concetto di viaggio inizierà proprio dallo scambio tra gli ospiti… già vedere un italiano che cucina è un’attrattiva per uno straniero… noi cercheremo di moltiplicare le occasioni di socializzazione… e poi c’è l’impegno sociale da parte mia e degli altri soci… saremo promotori culturali, ma non una volta al mese… sempre&#8230; cultura che sarà a disposizione di tutti sia degli ospiti sia degli abitanti della città di Milano…”.</em></p>
<p>E’ qui che risiede l’innovazione. Pensare in grande. Meglio ancora, avere una visione d’insieme completa. Ospitalità e cultura. Turismo ed esperienza di vita. D’altronde sono aspetti che il Ceri conosce bene. Con questo spirito ha vissuto i suoi viaggi. Con questa <em>forma mentis</em> ha potuto verificare con mano che tutto sommato il paese della nonna in Puglia fosse più vicino a Buenos Aires che a Milano. Con questa curiosità ha vissuto i luoghi dove è stato. A contatto con la gente. Parlando con le persone del posto. Guardando come la vita scorre in luoghi lontani da casa.</p>
<p><em>“… l’idea dell’ostello combacia con due aspetti… il primo, io fortunatamente non scappo da un lavoro che non mi piace… il secondo, non viaggio più, ma viaggerò con gli ospiti del mio ostello…” mi racconta sorridendo il Ceri, dopodichè sempre con il suo tono informale mi dice: “… faccio impresa! voglio vincere la scommessa che sono un imprenditore illuminato… (sorridendo) illuminato da me stesso…</em>”.</p>
<p>Non è presunzione ciò che dice. E’ semplicemente la constatazione che si sta facendo qualcosa di nuovo. Un passo avanti nell’eliminare barriere mentali nel confronto con gli altri. Nel confronto tra culture diverse – <em>“… oggetto d’impresa è essere protagonisti di una piccola rivoluzione culturale sul viaggiare… un modo diverso di vivere il viaggio… invitare la gente a farsi la serata, ma anche di vivere pienamente l’esperienza sociale…”</em>.</p>
<p>Più il Ceri parla più traspare la sua vera umanità. Si capisce come sia una persona che ama stare in mezzo agli altri. Quasi un’animale sociale – <em>“… io sto bene quando faccio stare bene le altre persone… è per questo che se sono scarico preferisco rimanere da solo per rigenerarmi…  anche se lo stare con la gente, tra la gente è energia…  non c’è cosa che adori di più…</em>”.</p>
<p>Questo stato d’animo, questo suo modo di essere non è però il frutto della casualità. Certo ci sono state delle circostanze più o meno fortuite che hanno accelerato questa cosa, ma il Ceri la sua strada l’aveva scelta già molto tempo fa. Nel momento in cui ha iniziato a viaggiare. Nel momento in cui ha deciso d’intraprendere la scuola di cinema. Nel momento in cui ha scelto una professione che lo appagasse.<br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/scegli_il_tuo_destino.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/scegli_il_tuo_destino-e1303891554568.jpg" alt="" title="Nicola Ceri Specchio " width="450" height="296" class="aligncenter size-full wp-image-2030" /></a></p>
<p>A tal riguardo ad un certo punto mi fa vedere uno dei tatuaggi che ha fatto incidere sulla sua pelle. Dentro la sua anima. ‘Scegli il tuo destino’ ha tatuato in ben evidenza sul petto e poi mi dice: <em>“… mi ritengo fortunato perché posso scegliermi il mio destino… questa non è una cosa da poco… essere nelle condizioni per poterlo fare…”</em>. Ma il Ceri è anche colui che di fronte alle occasioni non si tira indietro &#8211; <em>“… la componente fortuna deve essere sempre presente… bisogna anche saperla riconoscere ed agguantarla… come quando in Argentina ero lì per fare un documentario sulla comunità italiana e poi mi sono ritrovato a fare un provino per Nuovomondo di Emanuele Crialese e diventarne parte come attore…</em>”.</p>
<p>Comunque il Ceri ha molto ancora da raccontare. L’ostello in costruzione è solo una piccola introduzione. Appena sarà concluso si potrà dare inizio a questo nuovo modo d’intendere il viaggio. Appena apriranno le porte del suo ostello un segnale tangibile del suo pensiero prenderà forma. Poi la parola passerà agli ospiti e alla città di Milano. Ma i presupposti per un rinnovato dialogo culturale ci sono tutti.</p>
<p>Buona continuazione di viaggio Nicola “Ceri” Specchio.</p>
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		<title>Divertiamoci con Emanuele</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 14:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[divertimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Lucca Comics and Games]]></category>
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		<description><![CDATA[Arrivo a Lucca che da poco sono passate le dieci. Il Lucca Comics and Games si è concluso da qualche giorno. In città c’è un’atmosfera strana. Quell’atmosfera che si respira quando una festa è finita, quando gli invitati se ne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivo a Lucca che da poco sono passate le dieci.</p>
<p>Il <a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/" target="_blank">Lucca Comics and Games</a> si è concluso da qualche giorno. In città c’è un’atmosfera strana. Quell’atmosfera che si respira quando una festa è finita, quando gli invitati se ne sono andati e non rimane che riordinare la stanza prima di tornare alla “normale” quotidianità.</p>
<div id="attachment_1700" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2009/12/Emanuele_Vietina-e1298215406591.jpg" alt="" width="450" height="298" class="size-full wp-image-1700" /></a><p class="wp-caption-text">Emanuela Vietina, vice direttore di Lucca Comics &amp; Games, durante la serata di premiazione</p></div>
<p>Sì certo un po’ di malinconia c’è, ma la bellezza dei ricordi e un’adrenalinica gioia prendono il sopravvento.</p>
<p>Svoltato in via della Cavallerizza, vedo <strong>Emanuele Vietina</strong>. Mi sta aspettando per bere quel caffé che ci eravamo promessi e per chiacchierare su quanto da poco accaduto.</p>
<p><strong>“Finalmente ce l’abbiamo fatta! Allora dimmi com’è andata? Niente numeri, quelli li recupero dai comunicati ufficiali. Voglio sapere quali sono state le tue impressioni, le tue sensazioni.”</strong></p>
<p>“Caro Andrea, buona l’idea del caffè! Ne avevo proprio bisogno. Alla fine di un evento come questo c’è uno strano mix di emozioni. Provi a rimettere insieme i ricordi, sfogli mentalmente quello è successo, provi a mantenere accesa la fiamma della travolgente passione che ti ha travolto. I commenti sono stati tutti positivi. <a href="http://www.dac-editions.com/" target="_blank">Ciruelo</a> il grande artista argentino della Fantasy lo ha definito anno insuperabile, la Crew di Lucca Games ha mandato in scena il solito inimitabile spettacolo fatto di eventi, incontri, colore, giochi e spettacoli e alla fine la festa è stata completa. Soddisfazione dei fan, degli autori ospiti e delle istituzione… ma anche, ed è fondamentale, dei principali operatori. Ed è stata soddisfazione unanime: da quelli del gioco di società per famiglie come l’<a href="http://www.oliphante.eu/" target="_blank">Oliphante di Fioretta</a>, alle multinazionali del videogioco sino ai più tradizionali operatori del Gioco di Ruolo. Cito su tutti l’ex editore francese <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Duccio_Vitale" target="_blank">Duccio Vitale</a>, tornato a Lucca come giurato del Premio Best of Show:</p>
<p>&#8220;<em>Questa manifestazione a dispetto del mercato italiano, è una delle principali a livello mondiale e europeo. Il suo sapore festivaliero, questa capacità di mixare tecnologia e tradizione, introdurre design, scrittura e spettacolo la rende unica e superiore di gran lunga ai suoi epigoni nel panorama transalpino.</em>”</p>
<p><strong>“Qual è stato il momento, l’incontro che ti ha maggiormente emozionato?”</strong></p>
<p>“Senza dubbio l’arrivo a Lucca Games della leggenda vivente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Moorcock" target="_blank">Michael Moorcock</a>. Maestro della Fanatsy mondiale, mito della letteratura anni settanta, musicista… in venti anni in cui seguo la manifestazione, di cui dieci da responsabile non ho mai visto tributare un ingresso del genere a un ospite. Anche le sue particolari condizioni di salute hanno indotto un’attenzione particolare, ma quando l’auto ufficiale l’ha condotto di fronte all’ingresso del padiglione, a cornice gli alberi autunnali tinteggiati d’oro e di rosso, la Crew che si è organizzata e coordinata per agevolare il suo ingresso con un vero picchetto d’onore… quando Linda, sua moglie, ha spinto la carrozzina per farlo entrare, il nostro speaker ha fatto la telecronaca dell’accaduto in filodiffusione nel padiglione per chi non vedeva, e all’annuncio l’esplosione del pubblico. Lo confesso, ho speso la lacrimuccia.”<br />
<div id="attachment_711" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.flickr.com/photos/luccacomicsandgames/4064629861/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Emanuele_Vietina_01-e1297866961639.jpg" alt="" width="435" height="288" class="size-full wp-image-711" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto Emaneule Vietina durante l'asta di beneficienza all'interno del Lucca Comics &amp; Games '09</p></div></p>
<p><strong>“Colgo che ancora una volta siete riusciti a migliorarvi. Qual è il segreto, la formula vincente del Lucca Comics and Games?”</strong></p>
<p>“Che c’è un raduno nel raduno, ed è il raduno dei sentimenti e delle anime che compongono lo <strong>staff di Lucca Games</strong>: quello che è stato ribattezzato l’<strong>USS Crew</strong>. Questi ragazzi straordinari sanno dare un servizio importante agli operatori, coinvolgere gli ospiti creando uno spettacolo unico, entrare in empatia con i visitatori e gli appassionati perché ne condividono le passioni. Un’atmosfera fatta da ragazzi con un grande cuore, un cuore pronto a battere in sintonia con quello dei fan.”</p>
<p><strong>“Tu Emanuele hai visto nascere e crescere Lucca Comics and Games. Oggi è facile parlarne perché è una realtà consolidata, un modello culturale e sottolineo questo, preso da esempio e replicato in altre città. Ma non è stato sempre così. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete dovuto affrontare per dare concretezza a questo progetto?”</strong></p>
<p>“Sicuramente far capire il progetto alla città, lo sbarco tra le Mura storiche di Lucca ha sicuramente aiutato la comunità a capire e a farci stare vicino. Un’altra complessità è sicuramente rappresentata da un arco così ampio di universo. Il TUO Paese delle Meraviglie, fu il payoff di qualche anno fa. E’ vero, ma al tempo stesso non è facile coniugare le necessità di editori spesso distanti, appassionati che hanno approcci e necessità diverse. La risposta? Ascoltare tutti, e poi credere nel progetto, credendo che la convivenza sia la formula giusta. Chi non crede che la convivenza delle passioni è possibile, per parafrasare uno slogan di qualche anno fa, può essere che non trovi posto a Lucca… chi crede che la passione per i sogni valga l’unione troverà la sua casa, ogni autunno tra le Mura rinascimentali della nostra città.”</p>
<p><strong>“Ora invece proviamo a guardare avanti. Non parlo tanto del programma dell’edizione 2010 del Lucca Comics and Games, bensì delle tue idee, dei tuoi sogni, dei tuoi progetti legati all’evoluzione di questo evento. Come vorresti che fosse tra qualche anno?”</strong></p>
<p>“Tra qualche anno è la domanda giusta. Nel breve periodo spero di mantenere quanto promesso e accettare le sfide che Lucca Games ha lanciato in questi anni. Nel futuro c’è l’idea di un nuovo festival che sappia raccogliere quelle energie che non trovano piena realizzazione nella quattro giorni, ma non è detto che questo sogno si realizzi. Però vale la pena sognare in grande… come dice <a href="http://www.atlantyca.com/" target="_blank">Pietro Marietti</a>, sognare alto costa come sognare basso. E cadendo sognando… non fa male!”</p>
<p>Ci incamminiamo per raggiungere un bar non poco distante da lì. Il passo di Emanuele rivela tutta la stanchezza accumulata nei giorni scorsi, ma allo stesso tempo la sua voce è così viva che fa capire quanta passione c’è dietro a questo grande evento.</p>
<div id="attachment_712" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.flickr.com/photos/luccacomicsandgames/4055628075/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Emanuele_Vietina_e_Luca_Zontini-e1297867104953.jpg" alt="" width="435" height="289" class="size-full wp-image-712" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto Emanuele Vietina in compagnia con Luca Zontini, uno dei Tre Moschettieri dell'Arte Fantasy Italiana </p></div>
<p><strong>“Non c’è niente da fare Emanuele! Te l’avevo già detto al telefono e te lo ripeto oggi davanti a questo caffè. Quando racconti del Lucca Comics and Games, ne parli con un entusiasmo e un trasporto, che non può lasciare indifferenti. Quanta passione c’è in te e nelle persone che si occupano dell’organizzazione di questa manifestazione?”</strong></p>
<p>“Come ti ho già detto, e vale per Lucca Comics come per Lucca Games. Chi lavora a questi progetti lo fa assolutamente per passione, la propria realizzazione e non per assicurarsi un solido futuro. Questo forse va a volte a discapito della nostra forza contrattuale rispetto all’amministrazione, ma sono talmente tanti i sacrifici che si debbono fare per costruire l’evento che non potrebbe essere altrimenti. E questo vale per tutti: dal direttore <strong>Renato Genovese</strong>, sino al più giovane dei ragazzi di Lucca che collabora nella quattro giorni alle biglietterie come alle porte. E sono più di cinquecento!”</p>
<p><strong>“Ma questo colpo di fulmine non è recente. Se non sbaglio tu hai avuto altre esperienze in passato che ti hanno fatto amare questo ambiente “ludico”. Quali sono state le tue tappe di avvicinamento al Lucca Comics and Games?”</strong></p>
<p>“Sono nato dentro e con la manifestazione. Nasco a Lucca nel 1975, e il Salone dei Comics già si teneva. Per un lucchese come me appassionato di fumetti la manifestazione ti aveva educato e ti chiamava ogni anno. Mi ci portava mia madre da piccolo… e sin dalle medie ho iniziato ad andarci da solo. Poi la passione per i giochi di ruolo e Il Signore degli Anelli, e Lucca Games nata nel 1993! Ero già grandicello, e pian piano cominciai a collaborare, da volontario prima, responsabile di piccole iniziative poi, fino al 2000 quando sono diventato il responsabile del settore. Un sogno che è diventato realtà… per rimanere in tema.”</p>
<p><strong>“Prima di finire, secondo te con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi non c’è il rischio di perdere quella poesia che è legata al fumetto? O ancor peggio non c’è il pericolo che il gioco diventi un momento di isolamento e non d’incontro e di condivisione con gli altri?”</strong></p>
<p>“La tecnologia, ma lo hanno già detto in tanti, non è né buona né cattiva. Il fumetto e il libro non perderanno terreno rispetto alla tecnologia, il gioco tradizionale è più a rischio. Ma la sua forza socializzante deve essere il perno per il rilancio e non il sacro sepolcro da proteggere. Ed è sulla scorta di queste valutazioni su cui noi costruiamo le nostre iniziative… come quella dei Tre Moschettieri dell&#8217;Arte Fantasy Italiana. Tre splendidi ragazzi italiani che illustrano i giochi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/World_of_Warcraft" target="_blank">World of Warcraft</a> e sono il vero anello di congiunzione tra i due mondi: giochi di carte e videogiochi. E’ con questi progetti, sotto l’egida dell’arte, delle perfomance e della cultura che si possono fa convivere le passioni. Ma c’è da temere un nemico… alcune cattive pratiche e cattivi costumi, da cui le major aziendali che curano il videogioco sono ahimè afflitte. Eventi un po’ marchiani, cafoni e fracassoni. Un leggero cattivo gusto che Lucca, con il successo di Comics &amp; Games, all’insegna di un intrattenimento di qualità non gridato, garbato e sotto l’egida della cultura (anche popolare) dovrebbe aver insegnato. Speriamo che i giovani manager di queste multinazionali provino a ispirarsi alla lezione dell’ultra-quarantennale storia d’amore tra Lucca e l’avventura.”</p>
<p>Intanto il caffè lo abbiamo consumato. La chiacchierata no. Con Emanuele è difficile annoiarsi. E quando terminano le parole… beh, iniziamo a giocare.</p>
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		<title>MEI Meeting degli Indipendenti 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[faenza]]></category>
		<category><![CDATA[giordano sangiorgi]]></category>
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		<description><![CDATA[30 mila presenze in tre giorni. 400 espositori. 300 artisti live. 350 videoclip in concorso per il PIVI – Premio Italiano Videoclip Indipendenti. 150 giornalisti accreditati e numerosi convegni e workshop. Con questi numeri, a Faenza dal 27 al 29 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>30 mila presenze in tre giorni. 400 espositori. 300 artisti live. 350 videoclip in concorso per il PIVI – Premio Italiano Videoclip Indipendenti. 150 giornalisti accreditati e numerosi convegni e workshop.</p>
<p><a href="http://www.meiweb.it/"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/MEI_Meeting_degli_Indipendenti_2009.jpg" alt="" width="290" height="135" class="aligncenter size-full wp-image-704" /></a></p>
<p>Con questi numeri, a Faenza dal 27 al 29 novembre, si prepara ad aprire i battenti la tredicesima edizione del <a href="http://www.meiweb.it/" target="_blank">MEI – Meeting degli Indipendenti</a>, ideato e organizzato da <strong>Giordano Sangiorgi</strong>. Ed è proprio con lui che oggi avremo il piacere di parlare della nuova edizione di questo evento, ormai considerato da tutti il più importante raduno della nuova scena indipendente italiana.</p>
<p><strong>“Proviamo un attimo a guardare al passato. Giordano, ma ci avresti mai creduto che quella prima festa avvenuta nel ’97, sarebbe diventata un giorno il primo festival della produzione musicale e culturale indipendente italiano?”</strong></p>
<p>&#8220;Beh pensare che la prima edizione è partita affiancando la fiera del disco locale che aveva bisogno di colmare gli spazi vuoti di un capannone fa un certo che. Noi, in quell’occasione abbiamo riunito dei gruppi emergenti e abbiamo portato una serie di persone interessate all’evento. E’ stato l’inizio di un sogno. Da allora l’evoluzione è stata continua, cercando di cogliere sempre cosa accadeva nel settore. La nostra capacità è stata quella di seguire il cambiamento partendo dalle esigenze che arrivavano dal “basso”, insomma, è stata una grande soddisfazione.&#8221;</p>
<p><strong>“Cosa significa oggi, in ambito musicale e culturale, il termine indipendente?”</strong></p>
<p>&#8220;All’inizio il termine era sinonimo di sfigato, di artista di serie B, di chi non era stato voluto dalle grandi multinazionali. Oggi questo termine ha una sua importanza, identifica coloro che hanno un’idea progettuale artistica e la perseguono in modo autonomo.&#8221;</p>
<p><strong>“Quindi mi confermi che ci sono speranze, per tutti quegli artisti che non hanno scelto la strada dei talent show, per poter emergere e far conoscere il proprio lavoro?”</strong></p>
<p>&#8220;Questi talent show non c’entrano nulla con la capacità di creare un percorso artistico. Innanzitutto sono dei format televisivi, creati per riempire i palinsesti e guadagnare attraverso gli introiti degli inserzionisti. Oltre a questo non è l’artista al centro del programma, ma chi è attorno alla produzione televisiva. Spesso e volentieri, ci si ricorda più della lite fatta tra i giudici che della canzone appena eseguita dall’artista.</p>
<p>Degli artisti che si presentano a queste trasmissioni, la maggior parte poi cade nel dimenticatoio. Ogni tanto emerge qualche buon interprete e in questo caso è un regalo che viene fatto alla major di turno che sostiene il format, visto che si trova già a disposizione un’artista già noto e quindi non deve investire in tutta quella promozione per farlo conoscere. Meglio di così!&#8221;</p>
<p><strong>“Dalla tua passione per la musica e dall’esperienza accumulata in questi anni di MEI, come vedi lo stato attuale delle produzioni musicali in Italia, magari anche confrontandolo con quelli di altri Paesi stranieri?”</strong></p>
<p>&#8220;In Italia dopo il boom dell’indie rock, c’è stata una stasi attorno al 2007, ora però c’è un grande ritorno dei contenuti. Una crescita di cantautori, una scena hip pop in forte fermento e una riscoperta della canzone dialettale.&#8221;</p>
<p><strong>“Veniamo al MEI di quest’anno. Al di là del programma dettagliato disponibile sul sito <a href="http://www.meiweb.it/" target="_blank">www.meiweb.it</a> , quali saranno le peculiarità di questa edizione?”</strong></p>
<p>&#8220;Innanzitutto bisogna dire che il MEI cresce. Avvertiamo che c’è una grande necessità di ritrovarsi per “ascoltarsi” e per confrontarsi e il MEI riesce a soddisfare questa esigenza.</p>
<p>Un altro aspetto è la creatività che c’è e che sarà sempre presente al MEI. Creatività non solo nell’ambito musicale, ma che si allarga ad altri ambiti, come il <strong>Premio Italiano Videoclip Indipendenti</strong>, che, visto l’esito in termini numerici e qualitativi ci fa pensare che abbia bisogno di un proprio spazio. Magari il prossimo anno la settimana che anticiperà il MEI sarà interamente dedicata alle produzioni video.</p>
<p>Aumentano anche gli spazi fisici. Quest’anno avremmo a disposizione anche il Palazzo delle Esposizioni.</p>
<p>Infine al MEI sono presenti tutti i generi musicali. Il MEI è una fotografia di ciò che c’è. Questa è un’altra forza del MEI, partendo dall’indie rock, ha saputo aprirsi a tutti i generi musicali, in questo modo si può fare uno spaccato generale della musica indipendente in Italia.&#8221;</p>
<p><strong>“Tra i vari appuntamenti, ho visto che sabato 28 novembre al Teatro Masini, si terrà un evento esclusivo dal titolo Canti Randagi, un omaggio a Fabrizio De Andrè da parte di importanti artisti della scena indipendente italiana. Quali altre informazioni ci puoi aggiungere?”</strong></p>
<p>&#8220;Sarà un evento particolare. Originale. Unico, visto che da questo spettacolo si registrerà un disco dove De Andrè sarà reinterpretato in chiave dialettale dagli artisti presenti.</p>
<p>Un sabato 28 veramente importante visto che al mattino ci sarà la presentazione della compilation ufficiale, un CD doppio, di questa edizione del MEI.&#8221;</p>
<p><strong>“Invece puoi dare un consiglio a tutti coloro che vogliono venire a scoprire il MEI per la prima volta. Qual è il modo migliore per viverlo pienamente secondo te?”</strong></p>
<p>&#8220;Il MEI è l’unica manifestazione in Italia interattiva, nel senso più vero del termine. Tutti, sia chi è sul palco, sia chi sta sotto il palco è li per confrontarsi, per comunicare tra di loro. E poi il MEI è un evento così vasto, etereogeo che ognuno ne esce con una propria personalizzazione. Ognuno può viverlo in un modo diverso.&#8221;</p>
<p><strong>“Dai prima di lasciarci un’ultima domanda. Come vorresti che diventasse il MEI nei prossimi anni o meglio se avessi la possibilità di esaudire un desiderio legato al MEI, quale sarebbe?</strong></p>
<p>&#8220;Maggiore visibilità. Ritengo che il MEI sia una realtà musicale/culturale che dovrebbe avere una visibilità mediatica diversa dall’attuale. Questo sarebbe il mio desiderio. Se oggi non ci sono le “armi” mediatiche per comunicare l’evento, vorrei che in futuro prossimo la televisione, le piattaforme online i mezzi di comunicazione in generale prestassero la giusta considerazione a quanto stiamo facendo al MEI.&#8221;</p>
<p>Grazie Giordano per la disponibilità, a questo punto non ci rimane altro che prepararci per raggiungerti a Faenza per assistere insieme a te a questa grande festa dedicata alla musica e alla cultura indipendente.</p>
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