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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; comunicare</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Giovedì 24 ottobre il linguaggio del corpo con Isabella Moro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 07:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvistamenti]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ascoltare]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non c’è una sequenza di passi da rispettare… l’unica cosa da rispettare è la diversa personalità che ogni bambino ha… metterlo nelle condizioni di comunicare con il proprio corpo senza sentirsi minimamente giudicato”. A parlare è Isabella Moro, colei che ormai da anni porta avanti progetti legati al linguaggio del corpo. La storia di una persona che ha fatto della sua passione per la danza un modo per comunicare meglio con gli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p style="text-align: center;">Giovedì 24 Ottobre ore 19.15 &#8211; Hotel Londra Palace, Venezia</p>
<h2 style="text-align: center;">Il mecenate d&#8217;anime</h2>
<p style="text-align: center;">presenta</p>
<h1 style="text-align: center;">&#8220;Il linguaggio del corpo con Isabella Moro&#8221;</h1>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3318" title="Isabella Moro" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/10/isabellamoro.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>“<em>Non c’è una sequenza di passi da rispettare… l’unica cosa da rispettare è la diversa personalità che ogni bambino ha… metterlo nelle condizioni di comunicare con il proprio corpo senza sentirsi minimamente giudicato”</em>. A parlare è <strong>Isabella Moro</strong>, colei che ormai da anni porta avanti progetti legati al linguaggio del corpo. La storia di una persona che ha fatto della sua passione per la danza un modo per comunicare meglio con gli altri.<br />
- &#8211; -</p>
<p>Quarto incontro della 3. Edizione de &#8220;Il mecenate d&#8217;anime approda a Venezia&#8221;, la trasposizione live del format di storytelling nato sul web un paio d&#8217;anni fa, da un&#8217;idea di Andrea Bettini, che racconta le storie di persone apparentemente diverse tra loro, ma tutte accomunate dal talento e dalla passione.</p>
<p>Gli appuntamenti di questa nuova edizione in totale saranno cinque e a questo link <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/levento/" target="_blank">www.ilmecenatedanime.it/levento/</a>potrete trovare l&#8217;intero programma.</p>
<p>Gli incontri saranno ospitati presso l&#8217;<a href="http://www.londrapalace.com/" target="_blank">Hotel Londra Palace </a>in Riva degli Schiavoni 4171 a Venezia. Orario d&#8217;inizio ore 19.15 con ingresso libero. Al termine degli incontri seguirà aperitivo.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
Andrea Bettini (autore e curatore del format Il mecenate d&#8217;anime)<br />
mail: radiobet@gmail.com<br />
mob: 348 9121666</p>
<p>Elena Ferrarese (ufficio stampa Hotel Londra Palace)<br />
mail: press@londrapalace.com<br />
mob: 349 6393917</p>
</div>
</div>
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		<title>Un giorno speciale &#8211; Manuela Venerandi</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 10:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento bambine]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sempre il modo più efficace per ricostruire l’identikit di una persona è quello di analizzarne i suoi tratti somatici. A volte il tono di voce, le parole enunciate, i silenzi condivisi e gli sguardi scambiati, possono dire molto di più, in particolar modo, se quello che si sta cercando è d’intravedere l’anima di quel soggetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Un_Giorno_Speciale_Manuela_Venerandi.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Un_Giorno_Speciale_Manuela_Venerandi.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Non sempre il modo più efficace per ricostruire l’identikit di una persona è quello di analizzarne i suoi tratti somatici. A volte il tono di voce, le parole enunciate, i silenzi condivisi e gli sguardi scambiati, possono dire molto di più, in particolar modo, se quello che si sta cercando è d’intravedere l’anima di quel soggetto.</p>
<p>E’ così che in un mattino di fine maggio le porte di una nuova conoscenza si schiudono inesorabilmente. A svelarsi nella sua più completa naturalezza è una donna. Una donna che ha fatto una grande scoperta: “<em>… ho scoperto che un Dono non si attende nulla in cambio… è per questo che ho il piacere di porgerti questi due doni segno tangibile della gioia di condividere!</em>”. Con questo messaggio frutto di un inchiostro impresso sulla carta, mi fa pervenire due suoi libri. Ma questo è solo il gesto finale di un incontro forse già scritto fin dalla notte dei tempi.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Manuela_Venerandi-224x300.jpg" alt="" title="Manuela Venerandi - Un giorno speciale" width="224" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2808" />Il suo nome è <strong>Manuela Venerandi</strong>, nome e cognome che messi insieme racchiudono molte cose. Trasparenza. Spontaneità. Sensibilità. Amore, per la vita, quella vita che ti permette di evolvere. Mancano venti minuti alle nove quando Manuela inizia a parlarmi al telefono. Sono sufficienti pochi secondi per capire che mi trovo di fronte ad una persona speciale. La sensazione di ciò è data da come si esprime senza mai dimenticarsi dell’interlocutore. Parla di sé, ascoltando l’altro. Si concede, ricevendo. Il suo non è un monologo, ma un dialogo sulla bellezza. Sulla bellezza dell’esistenza.</p>
<p>I suoi pensieri sono come la magnificenza del flusso di un fiume. Proprio come quel Sile, che lei costeggia per andare a lavoro. Pulsioni in movimento, ma soprattutto la forza positiva di chi è consapevole di avere delle innate predisposizioni ed è proprio allora che basta quel pizzico di coraggio per liberare quell’energia che è la vera essenza dell’essere umano.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Cuoio_incisioni-e1339755518686.jpg" alt="" title="Manuela Venerandi - Incisioni in cuoio" width="250" height="187" class="alignleft size-full wp-image-2811" />Ma quali sono questi talenti di Manuela Venerandi? Non è possibile confinarli ad una limitata lista di cose che sa fare. Piuttosto è il suo atteggiamento generale che ha trovato in diverse forme d’arte la sua espressività. Spaziando dalla manualità artigiana come possono essere la realizzazione di incisioni in cuoio o gli abiti da bambina, fino alla stesura di poesie e non solo. Ma tutta la creatività di Manuela sembra ispirata dalla voglia di comunicare. Niente grandi proclami, ma importanti e semplici valori da condividere.</p>
<p>Quando la chiacchierata con Manuela si conclude, c’è ancora nella stanza le vibrazioni delle sue parole. Non sono però sensazioni sospese nell’aria, ma  emozioni che hanno fatto capolinea in me, per poi forse ripartire. Verso altri. Verso un domani che è già oggi.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8890355875/ref=olp_product_details?ie=UTF8&amp;me=&amp;seller=" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Manuela_Venerandi_libri-e1339755690320.jpg" alt="" title="Manuela Venerandi - Libri" width="450" height="337" class="aligncenter size-full wp-image-2813" /></a></p>
<p>E’ per questo che a distanza di qualche giorno da quella telefonata, quando arrivano i suoi libri a casa, l’atmosfera è proprio di festa. Inizio con lo sfogliare il suo libro di poesie, <strong>La poesia psichica</strong>. Lo tocco con la delicatezza di avere tra le mani qualcosa di fragile. Lo guardo con il compiacimento di essere di fronte a qualcosa di bello. Ne leggo immediatamente alcune pagine. Il cerchio si chiude o forse per meglio dire si amplifica. Quel cerchio fatto da quelle prime buone impressioni su Manuela si allarga come un sasso gettato nello stagno. “<em>Non sigillare il tuo Cuore… mai… </em>“, scrive a conclusione di questa raccolta. Una dedica oppure più semplicemente uno spassionato invito diretto a tutti coloro che si immedesimeranno nelle sue poesie.</p>
<p>Poi prendo in mano l’altro suo libro <strong>Eroma… Amore al contrario</strong>. “<em>Ogni cosa tragica può essere trasformata dalla forza dell’amore…</em>”, mi aveva detto al telefono Manuela, parlandomi di questo libro. Basta leggerne le prime righe per capirne l’intensità, la veridicità. Una storia che va oltre la morte. Una storia che non si prefigge di dare nessun insegnamento se non quello forse di fermarsi un attimo nella rincorsa della nostra vita, per guardare con occhi diversi quello che ci circonda, perché il vero cambiamento deve avvenire nelle coscienze umane di ognuno di noi.</p>
<p><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Segnodivento_1.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Segnodivento_1-e1339755869503.jpg" alt="" title="Manuela Venerandi - Segnidivento - Abbigliamento bambine" width="250" height="187" class="alignleft size-full wp-image-2816" /></a>Ma non finisce qui. Ricordo che Manuela mi aveva parlato anche di abiti per bambine. Controllo la posta e vedo in una delle sue ultime mail una cartella denominata <strong>Segnidivento</strong> con delle immagini. La apro. Sorrido. Rido. Mi emoziono. Ancora una volta Manuela riesce a stupirmi. E’ un progetto <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Segnodivento_2.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Segnodivento_2-e1339755964383.jpg" alt="" title="Manuela Venerandi - Segnidivento - Abbigliamento bambine" width="250" height="333" class="alignright size-full wp-image-2818" /></a>embrionale questo lo so. So pure quanto ci tiene Manuela che questi abiti che ha disegnato e ha fatto realizzare possano trovare una loro completa concretizzazione attraverso la parthership con qualche azienda che possa essere interessata alla produzione in serie di questi capi. Già perché la sua idea è quella di “raccogliere fondi vendendo creatività, fondi da impiegare in quella ricerca che si prefigge di comprendere le ‘cause’ dalle quali traggono origini le malattie, al di là dell’importanza della ricerca dedita ad individuarne i rimedi di cura”.</p>
<p>Mi soffermo sull’intuito, l’estro e la fantasia racchiusi in quei piccoli abiti. Dopodichè ripenso a l’intero incontro con Manuela Venerandi. Mi sento carico come non mai. Eppure non abbiamo parlato di chissà quali cose, ma di semplici momenti di vita. Forse è proprio per questo, per questa condivisione, che oggi mi sembra proprio un giorno speciale.</p>
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		<title>Il linguaggio del corpo &#8211; Isabella Moro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci diamo appuntamento davanti alla scuola. Non è ancora orario di uscita, ma il suo corso si conclude prima. Ragion per cui il giardino antistante l’edificio è di un insolita tranquillità. Manca il chiacchiericcio dei genitori in attesa. Mancano le grida e le corse degli alunni in uscita. A muoversi ci sono solo le piante, sospinte da un leggero vento e i pensieri, che non trovano motivo per rimanere immobili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_isabellamoro.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_isabellamoro.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Ci diamo appuntamento davanti alla scuola. Non è ancora orario di uscita, ma il suo corso si conclude prima. Ragion per cui il giardino antistante l’edificio è di un&#8217;insolita tranquillità. Manca il chiacchiericcio dei genitori in attesa. Mancano le grida e le corse degli alunni in uscita. A muoversi ci sono solo le piante, sospinte da un leggero vento e i pensieri, che non trovano motivo per rimanere immobili.</p>
<p>Alle 15 in punto si apre la porta. Avvolta da un arancione giaccone e con uno zaino sulle spalle, <strong>Isabella Moro</strong> s’incammina verso di me. Il suo passo è armonioso. Il portamento è quasi regale, ma una cosa risalta più di tutte. Il suo sorriso. Con esso elimina ogni imbarazzo e trasmette un forte senso di serenità. Un saluto veloce e poi insieme riprendiamo a camminare come se dovessimo riprendere un discorso in sospeso. Pochi metri e non trattiene la gioia nel raccontarmi le emozioni che ha provato pure oggi.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Isa-Lab.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="320" height="214" class="aligncenter size-full wp-image-2671" /></p>
<p>“<em>Non manca una volta che non esca con qualcosa in più da quelle aule… dovrebbe essere rivisto il termine insegnante o almeno redistribuito tra i bambini e il docente</em>” mi dice mantenendo il suo sorriso e poi conclude: “<em>lasciare la libertà di esprimersi attraverso la danza, la gestualità del corpo, il linguaggio non verbale dovrebbe essere una forma di educazione personale mantenuta per l’intero cammino dell’esistenza di una persona…</em>”.</p>
<p>Isabella entra subito sul tema di quello che sta facendo (molto bene, ndr) oramai da un po’ di anni. Questi suoi progetti di danza educativa che sta portando avanti nelle scuole stanno ricevendo il plauso da parti diverse. Scuola e famiglie si ritrovano di comune accordo nel capire il valore di un approccio comportamentale che non fa leva sulle regole, ma sulla libertà d’espressione del singolo.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Trenino-e1331627214484.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="250" height="167" class="alignright size-full wp-image-2669" />“<em>Io non insegno coreografie… non c’è una sequenza di passi da rispettare… l’unica cosa da rispettare è la diversa personalità che ogni bambino ha… metterlo nelle condizioni di comunicare con il proprio corpo senza sentirsi minimamente giudicato</em>”, mi dice Isabella. E’ proprio dalle sue parole, da come parla di ciò che sta facendo, che si capisce l’amore che mette in tutto ciò. Poi alzando il tono della voce quasi a voler sottolineare l’importanza del concetto aggiunge: “<em>non ci sono movimenti corretti e movimenti sbagliati… quello che fanno è intrinsecamente giusto nel momento stesso che decidono di farlo… non esiste il commento bravo è giusto così nei corsi che faccio</em>”.</p>
<p>Arriviamo davanti ad un bar. Ci sediamo a prendere un caffè e un po’ di quel sole che fa ben sperare in una primavera anticipata. Isabella ha ancora una manciata di minuti da dedicarmi prima di tornare a casa dal suo pargolo. Da più di un anno e mezzo è diventata madre pure lei e questo nuovo ruolo sociale non ha fatto altro che amplificare la sua già elevata sensibilità d’ascolto nei confronti degli altri. A partire proprio dai bambini.</p>
<p>“<em>Certi giorni mi metto lì a guardarlo… rimango rapita da quello che fa… come comunica… i suoni emessi dalla sua bocca… i flessibili movimenti di un corpo completamento elastico… gli sguardi attenti di un occhio mai sazio di scoprire</em>”. Si capisce che proprio questa maternità è un grande regalo per Isabella. E’ come se ora avesse la possibilità di toccare con mano i risultati di ciò che cerca di trasmettere durante i suoi corsi. Certo si avverte anche l’impegno di cosa significhi lavorare e al tempo stesso essere madre. Però anche su questo Isabella sembra aver trovato un suo equilibrio: “<em>non credo di essere una madre apprensiva, ma concentrata sì… nel senso che avendo dei tempi da gestire tra casa e lavoro, quando sono con mio figlio, decido di essere con lui, voglio esserlo al 100%&#8230; è per questo che non dico che mi isolo, ma nemmeno voglio farmi distrarre da continui stimoli che contraddistinguono la vita di tutti noi…</em>”.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Isa-Sorpresi-dallAcqua.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="320" height="214" class="aligncenter size-full wp-image-2675" /></p>
<p>Poi inizia a parlarmi del suo amore per la danza. Amore che è andato oltre alle difficoltà incontrate. Amore che è durato anche quando sembrava che non ci fosse più spazio per lei in quel mondo. Quando un differente lavoro sembrava volergli strappare di dosso la sua passione. Quando le circostanze della vita portano a compiere scelte spesso non semplici da fare. Lei che ha potuto ballare generi diversi di danza, lei che con il suo corpo ha dato forma a ritmi anche lontani tra loro, proprio lei, le sue parole, il suo modo di fare, il suo modo di essere sembra avvicinarsi ad una danza contemporanea dove la regola predominante porta il nome di libertà. Spariscono le conseguenze anche estreme di una competizione sfrenata legate al dover emergere a tutti i costi attraverso la danza. Parlando con Isabella Moro viene meno anche il concetto di prima ballerina. Quello che primeggia sono altri valori. Ad esempio l’unicità di ogni singola persona.</p>
<p>Mi racconta anche di quali sono i suoi progetti. Parte prima ricordando l’esperienza umana fatta anche con un gruppo di anziani. Dove ha dovuto imparare nuove regole di approccio. Dove ha imparato il significato della parola rispetto. Dopodichè invece mi spiega sempre con il suo modo coinvolgente, dato da chi ama ciò che fa, come si vorrebbe anche specializzare su quella fascia di età che attualmente le manca, quella dai zero ai tre anni, periodo della vita che ritiene fondamentale per veicolare una consapevolezza legata alla linguaggio del corpo.</p>
<p>Prima di concludere le chiedo maniera più puntuale di descrivermi in cosa consiste una lezione di danza educativa. Per la prima volta la vedo incerta nel rispondermi. Mi fissa per qualche istante e poi rivolge lo sguardo al cielo e mi dice: “<em>sarebbe come se dovessi descriverti un sogno… risulterebbe qualcosa di incompleto… nei miei corsi c’è musica, ma non rumore… spesso c’è un tema, ma può essere anche accessorio… c’è movimento, ma è privo da costrizione… ci sono dialoghi, ma non è detto parole… c’è un’unica costante… ci sono bambini… tanti… diversi… persone con una differente identità… ognuna  meravigliosa…</em>”.</p>
<p>Alzandosi si congeda e riprende il suo cammino, regalandomi prima un altro suo sorriso. Anch’io riprendo la mia strada con una certezza in più. La bellezza di una persona che ha fatto di una sua passione un modo per comunicare meglio con gli altri.</p>
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