<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; viaggio</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/viaggio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>La Principessa del Velo – Argentina Verderame</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/11/la-principessa-del-velo-argentina-verderame/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/11/la-principessa-del-velo-argentina-verderame/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 08:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia delle Belle Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina Verderame]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Don Francesco Amoroso d'Aragona]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Molaro]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[performer]]></category>
		<category><![CDATA[principessa]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentazione]]></category>
		<category><![CDATA[velo]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3038</guid>
		<description><![CDATA[La sua storia potrebbe essere il frutto di un racconto passato. Ci sono principi, misteri, coincidenze, ragione e passione. C’è una città che è la culla dell’energia vitale, Napoli. C’è né un’altra in continua sospensione tra sogno e realtà, Venezia. C’è pure un nome che sembra piuttosto lo pseudonimo di un’artista, Argentina. Come quella terra che forse proprio il nonno desiderava raggiungere e che alla figlia aveva assegnato come nome, se non fosse che un tragico incidente gliela strappò con troppo anticipo. Il nome viene tramandato. E la prima femmina ad arrivare è proprio lei, Argentina Verderame.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina_Verderame.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina_Verderame.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La sua storia potrebbe essere il frutto di un racconto passato. Ci sono principi, misteri, coincidenze, ragione e passione. C’è una città che è la culla dell’energia vitale, Napoli. C’è né un’altra in continua sospensione tra sogno e realtà, Venezia. C’è pure un nome che sembra piuttosto lo pseudonimo di un’artista, Argentina. Come quella terra che forse proprio il nonno desiderava raggiungere e che alla figlia aveva assegnato come nome, se non fosse che un tragico incidente gliela strappò con troppo anticipo. Il nome viene tramandato. E la prima femmina ad arrivare è proprio lei, <strong><a href="http://www.gigarte.com/iscritto/index.php?id=4500" target="_blank">Argentina Verderame</a></strong>.</p>
<div id="attachment_3042" class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><a href="http://www.gigarte.com/iscritto/index.php?id=4500" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina_Verderame_Mistero-288x300.jpg" alt="" title="La principessa del velo - Argentina Verderame - Mistero" width="288" height="300" class="size-medium wp-image-3042" /></a><p class="wp-caption-text">Mistero di Argentina Verderame</p></div>
<p>Tutto ciò sembra il frutto di un’arguta fantasia se non fosse che Argentina Verderame esiste e tutto ciò che si è creato attorno a lei pure esiste. Forse proprio ciò che lei è oggi non è altro che la sintesi di un percorso dove arte ed esistenza si intrecciano in maniera indissolubile, scardinando confini naturali e sovrapponendo l’essere a ciò che fa.</p>
<p>Argentina questo lo sa bene, lei che nasce pittrice, lei che a fatica riesce a contenere il suo estro artistico. Il termine ribelle le viene insignito durante il suo percorso all’<a href="http://www.accademiadinapoli.it/" target="_blank">Accademia delle Belle Arti di Napoli</a> per approfondire le tematiche della pittura e della scenografia. Ma non è un termine consono a lei. Lei che si diploma con il massimo dei voti e che il suo anticonformismo non è il frutto di bizzarrie, piuttosto semmai di una sua personale sensibilità nell’interpretare tutto ciò che è arte. In primis la vita.</p>
<p>Dopo gli studi fa la sua prima mostra personale. E’ un principe a sostenerla. Don Francesco Amoroso d’Aragona diventa il suo mecenate. E’ un successo. Un successo di quelli che a molti potrebbe far intendere di essere arrivati, non certo per lei però. Argentina la cui esistenza è costellata d’incontri, con luoghi, con persone, che le indirizzeranno la vita in direzioni inaspettate, non può accontentarsi di un successo seppur meritato così immediato.</p>
<p>Ed è proprio in un luogo. In una chiesa sconsacrata nel pieno centro storico di Napoli che le nasce un primo desiderio, apparentemente non significante, ma che invece rappresenterà il punto di una nuova partenza. Sente la necessità di dover allestire quello spazio, di fornirgli una veste diversa e il bianco, il bianco del velo di una sposa, è l’elemento che dovrà ridare nuova luce a quel luogo. Ma trovare così tanto materiale per fare ciò non è cosa semplice, soprattutto se non si dispone di ingenti risorse economiche. Ma è il fato, oppure la determinazione nel realizzare ciò, permette ad Argentina di fare un altro incontro, quello con lo stilista <a href="http://www.giannimolaro.it/" target="_blank">Gianni Molaro</a>, che s’innamora della sua idea. Argentina non deve aggiungere altro, dopo qualche mese si ritrova con quattrocento metri di velo da sposa.</p>
<div id="attachment_3045" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.gigarte.com/iscritto/index.php?id=4500" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina_Verderame_Napoli-225x300.jpg" alt="" title="La principessa del velo - Argentina Verderame" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-3045" /></a><p class="wp-caption-text">La sposa dell'arte a Napoli presso l'Accademia delle Belle Arti di Argentina Verderame</p></div>
<p>A fatica riesce a ricomporlo nella sua stanza da letto dopo averne preso visione. I dubbi su come tagliare quel lungo velo per allestire la Chiesa durano poco. Quel velo assume subito un significato diverso per Argentina. Rappresenta lo strumento per esprimere la sua creatività. Le trasparenze di quel dono, non sono altro che l’essenza di ciò che Argentina può esprimere. Il velo non viene tagliato, ma indossato come fosse il costume per mettere in scena la sua vita. Argentina inizia allora una serie di happening in giro per il mondo. Ogni pezzo di quel velo rappresenta una parte di sé. Un incontro. Una storia accaduta. Un’altra che può accadere. In questo più o meno svelarsi, Argentina racconta qualcosa di sé. Quel velo è il testimone dei suoi viaggi. Quel suo sposarsi con l’umanità.</p>
<p>E’ un peregrinare artistico quello di Argentina. Anche Venezia sembra solo un tappa di questo suo lungo viaggio. Invece qui accade ciò che forse rende ancora più straordinaria la sua storia. Ascolta il consiglio di un amico fotografo che la invita a vivere più intensamente quella città, di entrare più in simbiosi con quel luogo, di scoprirne le bellezze architettoniche. Per Argentina sembra una cosa irraggiungibile. Senonché ancora una volta gli incontri sono l’elemento che invertono ogni forma di probabilità matematica. E’ un uomo che di Venezia conosce ben i segreti a far sì che i palazzi sul Canal Grande si spalanchino alla creatività di Argentina. Per lei tutto ciò rappresenta un altro importante tassello per condividere la sua espressività artistica. Il legame con la città si rafforza. Tant’è che proprio quelle calli e quei ponti, sembrano la naturale scenografia per le rappresentazioni di Argentina.</p>
<div id="attachment_3047" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.gigarte.com/iscritto/index.php?id=4500" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina-Verderame-Il-sogno-diventa-realtà-e1355215049545.jpg" alt="" title="Argentina Verderame - Tra il sogno e la realtà" width="435" height="286" class="size-full wp-image-3047" /></a><p class="wp-caption-text">Tra il sogno e la realtà. Happening di Argentina Verderame presso l'Hotel Savoia Jolanda a Venezia</p></div>
<p>Ma il viaggio di Argentina non finisce qui. Seppur ora si divida tra Venezia e Napoli, è l’intero mondo il suo palcoscenico. Il viaggio della principessa del velo continua. D’altronde è una storia epica e come tale non può aver termine. Al massimo può diventare leggenda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/11/la-principessa-del-velo-argentina-verderame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Argentina_Verderame.mp3" length="5405184" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Italianman in New York &#8211; Luca Colnaghi e Cristina Villa</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/03/20/italianman-in-new-york-luca-colnaghi-e-cristina-villa/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/03/20/italianman-in-new-york-luca-colnaghi-e-cristina-villa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[cristina villa]]></category>
		<category><![CDATA[ditour viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[grande mela]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>
		<category><![CDATA[iNewYork]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[luca colnaghi]]></category>
		<category><![CDATA[mabroqueens]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[visitare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2680</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono modi diversi per vivere New York. Guardando dei film, se ci si limita alla vasta scelta cinematografica ambientata nella Grande Mela. Entrando in un film, se la si visita come un grande set hollywoodiano. Girando un film, se si è ben attrezzati di videocamera e macchina fotografica per testimoniare quanto visto agli amici al ritorno in patria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_inewyork.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_inewyork.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Ci sono modi diversi per vivere New York. Guardando dei film, se ci si limita alla vasta scelta cinematografica ambientata nella Grande Mela. Entrando in un film, se la si visita come un grande set hollywoodiano. Girando un film, se si è ben attrezzati di videocamera e macchina fotografica per testimoniare quanto visto agli amici al ritorno in patria.</p>
<p>Per un italiano che arriva per la prima volta nel cuore del mondo ci sono poi delle altre componenti. La visita a tappe obbligatorie come la Fifth Avenue, Central Park e Times Square. Negozi e grandi catene distributive dove far ricettacolo di acquisti su commissione di amici e parenti. Il mangiare, ed ecco che si stilano lunghe liste di ristoranti e ristorantini vari dove per un motivo o per un altro è doveroso andare. D’altronde lo hanno fatto tutti i nostri predecessori. Perché non farlo?</p>
<p>Però esiste anche un approccio diverso di scoperta della città, che non rinuncia all’italianità dello spirito senza per questo cadere in cliché oramai consolidati. Il tutto va sotto il nome di <a href="http://www.inewyork.it/" target="_blank"><strong>iNewYork</strong></a> e a pensarlo sono due giovani compatrioti: <strong>Luca Colnaghi</strong> e <strong>Cristina Villa</strong>.</p>
<p><a href="http://ditourviaggi.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Luca_Cristina-3-of-8.jpg" alt="" title="Luca Colnaghi e Cristina Villa - iNewYork" width="450" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-2683" /></a></p>
<p>La storia di questi ragazzi è significativa, nonché dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno della veridicità del sogno americano. Lui negli Stati Uniti per un dottorato in Medicina Molecolare prima e come ricercatore in Neuroscienze alla Columbia University dopo. Lei laureata in lingue e pubbliche relazioni, dopo uno stage in Italia, ora lavora per un’agenzia di comunicazione statunitense che lancia grandi marchi europei nella terra a stelle e strisce.</p>
<p>Fin qui potrebbe apparire come una delle tante storie di cervelli in fuga. Invece la cosa ha dei connotati ben differenti. Dopo una vacanza a New York, i due intraprendenti protagonisti sentono l’esigenza di fare un’esperienza all’estero più completa. Nessun abbandono della terra natia. Nessuna rivalsa nei confronti del vecchio stivale. Solo una voglia di provare qualcosa di diverso, accompagnata da una grande dose di entusiasmo.</p>
<p>Iniziata la vita newyorkese si presenta fin da subito ciò che poi gli farà scaturire un’idea. Parenti e amici vogliono andare a trovarli. La scusa della lontananza esiste, ma c’è l’occasione pure di visitare il centro nevralgico del mondo. Ecco che vengono sommersi di richieste. Dove alloggiare, cosa visitare, cosa valga veramente la pena vedere. E’ così che per far fronte a questi quesiti, dopo un po’ Luca e Cristina pensano di realizzare un <a href="http://www.inewyork.it/" target="_blank">sito internet</a> dove raccogliere gran parte delle informazioni che sistematicamente gli vengono domandate.</p>
<p><a href="http://ditourviaggi.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Luca_Cristina-5-of-8.jpg" alt="" title="Cristina Villa - iNewYork" width="450" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-2685" /></a></p>
<p>La cosa funziona. Non bene, ma benissimo. Praticamente è un successo. Quella prima piattaforma web, non solo soddisfa le curiosità di un cerchio ristretto di conoscenze, ma nel giro di poco tempo arriva a toccare punte di ventimila visite al mese. Tutto questo perché Luca e Cristina riescono non solo a dare informazioni sulla città, ma affilarne la qualità, impostando il tutto su proporre cose che loro stessi fanno. Insomma proporre una New York non da semplici turisti, ma da italiani che vi abitano.</p>
<p>E’ così che <a href="http://www.inewyork.it/" target="_blank">iNewYork</a> in poco tempo diventa un punto di riferimento informativo per tutti quegli italiani che vogliono organizzare una visita a New York, ma allo stesso tempo per coloro che vivono in Italia, e nostalgici di questa metropoli, vogliono tenersi aggiornati su tutto ciò che accade là.</p>
<p>Ecco che l’intuizione di Luca e Cristina si è trasformata in qualcosa di concreto. Un progetto che continua ad evolvere ed aumentare di valore e d’interesse, tant’è che ora hanno assunto anche una persona che li aiuti nell’evadere le continue richieste.</p>
<p><a href="http://ditourviaggi.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Luca_Cristina-8-of-8-200x300.jpg" alt="" title="Luca Colnaghi - iNewYork" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2688" /></a>Ma l’iniziativa di questi due ragazzi italiani ha anche un’altra particolarità. E’ pregna di passione, nel senso che entrambi hanno messo qualcosa di loro in iNewYork. Un esempio su tutti, l’amore per la bicicletta di Luca – “<em>la prima cosa che ho comprato dopo il materasso</em>” mi racconta – ha fatto scaturire l’idea di proporre escursioni su due ruote della città. Ed ecco che in 3/4 ore permettono ai turisti italiani di vivere quasi tutte le facce di New York, pedalando per quello che loro hanno nominato il percorso <a href="http://ditourviaggi.com/portfolio/tour-in-bici-mabroqueens/" target="_blank">MabroQueens</a>. E qui le sensazioni vanno ben oltre ad ogni immaginario cinematografico. Respirando l’odore dei cibi dei diversi quartieri in bicicletta, si ha la possibilità di scoprire una città che difficilmente le guide tradizionali riuscirebbero a descrivere.</p>
<p>Ora Luca e Cristina che continuano comunque le loro rispettive carriere come ricercatore lui e nell’ambito della comunicazione lei, hanno entrambi un desiderio. Visto come il tutto è nato e cresciuto in maniera spontanea, ma allo stesso tempo ben strutturato e con risultati invidiabili, vorrebbero fare un ulteriore passo in avanti. Consolidando ulteriormente la loro presenza su New York, come riferimento per tutti quegli italiani che vogliono raggiungere la Grande Mela, dopodiché allargarsi agli interi Stati Uniti, perché come già mi anticipa Luca: “<em>… ho già individuato una serie di itinerari fuori New York, che io e Cristina abbiamo già fatto, che potrebbero fare innamorare ancora di più gli italiani di questa nazione…</em>”.</p>
<p>Intanto proprio Cristina coltiva il sogno di creare un vero brand forte e conosciuto da tutti in Italia, che propone viaggi alternativi negli States. Sarà per sua deformazione professionale, ma mi sa che ha buone probabilità di riuscirci.</p>
<p>Per il momento è tutto qui da New York. A voi la linea Italia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/03/20/italianman-in-new-york-luca-colnaghi-e-cristina-villa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_inewyork.mp3" length="6465024" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Luisa Trojanis: “All’inseguimento di un sogno”</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/12/21/luisa-trojanis-allinseguimento-di-un-sogno/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/12/21/luisa-trojanis-allinseguimento-di-un-sogno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 13:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[lapponia]]></category>
		<category><![CDATA[luisa trojanis]]></category>
		<category><![CDATA[nord europa]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[svezia]]></category>
		<category><![CDATA[tanndalen]]></category>
		<category><![CDATA[tour operator]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[val d'orcia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=1654</guid>
		<description><![CDATA[Quando rivolge la webcam verso la finestra vengo travolto immediatamente dallo spirito natalizio. Non ci sono luminarie. Nemmeno il via vai compulsivo di persone alla ricerca di regali. C’è molto di più o forse molto di meno. Già perché c’è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando rivolge la webcam verso la finestra vengo travolto immediatamente dallo spirito natalizio. Non ci sono luminarie. Nemmeno il via vai compulsivo di persone alla ricerca di regali. C’è molto di più o forse molto di meno. Già perché c’è l’essenza di un perfetto paesaggio invernale. Neve, montagne e alberi. Niente più.</p>
<p><a href="http://www.redfoxadventure.com/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1655" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Luisa_Trojans_01-e1298209655452.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p>Sospendiamo pure per qualche istante la nostra conversazione. La mancanza di rumori innalza il suono del silenzio. Un silenzio naturale che calza perfettamente con le immagini. Tutto rallenta. Pure il respiro assume una cadenza rilassata e serena.</p>
<p>Ci troviamo a <a href="http://www.tanndalen.com/" target="_blank">Tanndalen</a>, a quasi seicento chilometri dalla capitale Stoccolma, a pochi chilometri dal confine norvegese e a più di 2.500 chilometri dall’Italia.<br />
Per la precisione non siamo in un luogo qualsiasi della cittadina svedese. Siamo, seppur virtualmente, nell’appartamento di <a href="http://www.redfoxadventure.com/" target="_blank"><strong>Luisa Trojanis</strong></a>.</p>
<p>Nonostante i capelli biondi e gli occhi chiari, non è un’indigena del posto. Lei è una <em>toscanaccia</em> doc. Ma che ci fa allora una ragazza della Val d’Orcia in un luogo così geneticamente diverso dalle sue origini? Vacanza! O per meglio dire organizza la vacanza a tutti coloro che vogliono un’esperienza nordica non indifferente.</p>
<p>La storia di Luisa è emblematica per capire quante risorse umane vengono sprecate in Italia. Fino ad oggi avevo affrontato il tema solo da un punto di vista di universitari, ricercatori o giovani imprenditori legati al mondo dell’high-tech. L’incontro con Luisa mi ha permesso di allargare, purtroppo, ulteriormente il campo.</p>
<p>“<em>… non mi sentivo gratificata in Italia… facevo un lavoro che mi piaceva… il tour operator nelle mie terre, però mi scontravo sistematicamente con la chiusura burocratica e culturale del nostro Paese…</em>” con queste parole mi spiega qual è stata la molla, l’elemento scatenante della sua fuga verso il profondo Nord.</p>
<p>E poi con la sua voce dolcemente graffiante continua “<em>… la mia intenzione era quella di aprire un’agenzia tutta mia in Italia, ma da una lato un fisco opprimente dove devi pagare anche quando non guadagni e dei meccanismi ottusi da parte di chi dovrebbe agevolare la messa in pratica di idee… e se in tutto ciò mettiamo la mancanza di una leale/reale concorrenza che dovrebbe premiare il migliore… la mia scelta drastica è stata quasi necessaria</em>”.</p>
<div id="attachment_1662" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.redfoxadventure.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1662" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Luisa_Trojans_02-e1298210254976.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Luisa Trojanis, dalla Val d&#039;Orcia alla Lapponia all&#039;inseguimento del suo sogno</p></div>
<p>Nelle parole di <a href="http://www.redfoxadventure.com/" target="_blank"><strong>Luisa Trojanis</strong></a> comunque non c’è rabbia o voglia di rivalsa. C’è molta consapevolezza e lucidità critica però. Come altri incontri fatti in passato alla base di tutto comunque c’è una passione – “<em>… sono all’inseguimento di un sogno e questo mi permette di superare certi ostacoli che vorrebbero le persone insoddisfatte… non è semplice come potrebbe apparire… magari quando esprimi il tuo disappunto su come certe cose non funzionino, le persone ti dicono eh vai all’estero che ci vuole… </em>”.</p>
<p>Già che ci vuole. E’ che nel fare determinate scelte occorre innanzitutto una buona dose di spirito d’intraprendenza. Poi essere curiosi. Essere affamati di conoscere cose nuove. Ed infine rischiare. Quel pizzico d’incoscienza che ti permetta di superare paure profonde.</p>
<p>“<em>Quando sono arrivata qui nel 2004, non avevo un business plan dettagliato o una strategia commerciale perfettamente pianificata… sono quasi capitata per caso in questo posto… ero in vacanza… però ho capito che era giunto il momento di darsi da fare, di smettere di lamentarsi che le cose non funzionano… era giunto il momento di agire</em>”.</p>
<p>Mentre Luisa parla però penso se quei luoghi, seppur magici, in qualche modo non le creassero anche un senso di solitudine. Fare determinate scelte in alcuni casi è più semplice in presenza di amici, parenti o comunque altre persone che ti possono stare vicino – “<em>… io ho bisogno della dimensione dello spazio aperto, questa mi da un senso di libertà impagabile… ho una base solida data dal fare un lavoro che mi piace… ed infine comunque solitudine e malinconia non li vedo elementi di per sé negativi… anzi sono due componenti cari a me… si tratta solo di viverli con il giusto approccio</em>”.</p>
<p>Nonostante vivi in un luogo così wild, Luisa non è certo solo questo. Lei stessa mi confida che comunque quando ha voglia le piace fare vita mondana. Allo stesso tempo ama anche il caldo, il sole, il mare. L’importante è che possa scegliere. Scegliere liberamente.</p>
<div id="attachment_1664" class="wp-caption alignleft" style="width: 277px"><a href="http://www.redfoxadventure.com/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1664" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Luisa_Trojans_and_Ginger-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Luisa Trojanis con il suo fedele husky Ginger</p></div>
<p>Per Luisa è stato molto importante lavorare anche con persone straniere. In particolar modo avendo lavorato molto con inglesi – “<em>… è un trampolino di lancio, se soddisfi loro è una garanzia per tutti gli altri ospiti…</em>” – ha imparato cosa vuol dire anche la disciplina e la precisione in un lavoro dove la finalità è quella di portare contentezza alle persone.</p>
<p>Poi mi parla di alcuni aneddoti che le sono accaduti. Il primo tanto per rimanere in tema natalizio è quando si è ritrovata ad intervistare le renne di Babbo Natale – “<em>… sì ti giuro ho visto questo signore vestito da Babbo Natale sulla sua slitta… ho cercato di avvicinarlo per fare due chiacchiere con lui… allorché raggiunto di lui non c’erano tracce, nel compenso ho trovato delle renne disponibili a sopportare le mie domande impossibili…</em>”. L’accaduto è anche certificato da un video, visto che Luisa Trojanis utilizza spesso il suo canale su <a href="http://www.youtube.com/user/redfoxadventure" target="_blank">Youtube</a> per pubblicare filmati della sua vita nordica.</p>
<p>La seconda storia riguarda un ragazzo che aveva organizzato con lei la vacanza – “<em>… vado a sciare da solo, mi ha detto ad un certo punto della serata… io un po’ perplessa l’ho lasciato andare… dopo poco mi è ritornato tutto affannato gridando ‘i lupi i lupi’… incuriosita e perplessa per quanto accaduto sono uscita insieme a un mio collega per verificare la cosa… praticamente mi sono ritrovata di fronte ad un branco di daini impauriti dalla visione che avevano appena avuto… praticamente era stato il nostro ospite con la sua tuta rossa sgargiante e le strisce fosforescenti a spaventarle</em>”.</p>
<p>Capisco anche da questi racconti, dal suo modo di porsi, dal tono delle sue parole quanto Luisa in questo momento della sua vita sia felice. Sicuramente il suo sogno non si è ancora completamente realizzato. Però solo il fatto di essere riuscita a fare un primo passo importante nella sua giusta direzione, le dona una serenità contagiosa.</p>
<p>“<em>… sai un giorno mi piacerebbe fare anche il contrario… cioè portare i norvegesi a visitare l’Italia e non solo… magari trovare degli altri luoghi magici come questo dove accompagnare i miei ospiti</em>” mi dice in ottica buoni propositi per il nuovo anno.</p>
<p>Prima di lasciare Luisa mi permetto di chiederle qual è la domanda che non vorrebbe sentirsi rivolgere da chi vuole organizzare un viaggio da lei. Qui simpaticamente sorridendo mi risponde “<em>… se qualcuno mi chiede cosa c’è da vedere… io gli rispondo niente!</em>”. Capisco immediatamente la sua provocazione. Un viaggio qui inizia già a partire dall’avere il giusto spirito. Un viaggio alla scoperta del niente è un viaggio alla scoperta di sé stessi.</p>
<p>Bene Luisa Buon Natale. Ohps a proposito. Ma da te… Lui viene direttamente a piedi a consegnarti i regali?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/12/21/luisa-trojanis-allinseguimento-di-un-sogno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alberto Di Stefano &#8211; Il giro del mondo in barca-stop</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/26/alberto-di-stefano-il-giro-del-mondo-in-barca-stop/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/26/alberto-di-stefano-il-giro-del-mondo-in-barca-stop/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 13:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Di Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[barca-stop]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[giro del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[oceano atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[pausa]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=916</guid>
		<description><![CDATA[Spesso abbiamo parlato di cambiamento. Di nuovi stili di vita. Di un riappropriarsi della propria esistenza. Molti degli incontri che abbiamo fatto sono dei viaggi. Alcuni con delle mete fisiche precise e lontane. Altri apparentemente più vicini, nel profondo di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso abbiamo parlato di cambiamento. Di nuovi stili di vita. Di un riappropriarsi della propria esistenza.<br />
Molti degli incontri che abbiamo fatto sono dei viaggi. Alcuni con delle mete fisiche precise e lontane. Altri apparentemente più vicini, nel profondo di se stessi.</p>
<div id="attachment_917" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.venticinquemilamiglia.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Alberto_Di_Stefano_Barca_Stop-e1298036672972.jpg" alt="" width="435" height="271" class="size-full wp-image-917" /></a><p class="wp-caption-text">La nostra rotta era sempre per Ovest, nelle lunghe attraversate bastava seguire il tramonto... - Alberto Di Stefano</p></div>
<p>Quello di oggi è un viaggio ancor più particolare. Complice la passione per il mare e la voglia di concedersi una pausa. Voglia di avventura. Voglia di libertà. Nella consapevolezza però, che tutto ciò avrà un inizio, ma pure una fine. Ecco un altro elemento di differenziazione.  Una parentesi di un anno. Un periodo di tempo limitato per immergersi in una nuova dimensione, ma per poi ritornare con i piedi a terra. In tutti i sensi.</p>
<p>Il protagonista di questa storia ha un nome: <a href="http://www.venticinquemilamiglia.it/" target="_blank"><strong>Alberto Di Stefano</strong></a>. Ha pure un lavoro (in ambito finanza) e pure gli piace. Certo quello che fa non è certo la sua passione, però è funzionale come mi illustra dettagliatamente Alberto nella sua categorizzazione del lavoro.</p>
<p><em>“Sai secondo me ci sono due tipi di lavoro. Quelli che si possono considerare delle passioni… e senza entrare nell’arte, pensa ad un medico che salva i propri pazienti oppure ad un ingegnere che progetta e costruisce un ponte. Poi ci sono quelli, come il mio, come quelli della maggior parte delle persone che presentano aspetti dei quali si farebbe volentieri a meno, che ti fanno qualche volta odiare il lunedì, che però presentano dei vantaggi oggettivi che ti permettono di fare altre cose.”</em></p>
<p>Siamo a gennaio del 2005 quando Alberto prende il largo. Inizialmente doveva essere un anno sabbatico con l’obiettivo dell’attraversamento dell’Atlantico in barca a vela. In teoria raggiunti i Caraibi sarebbe dovuto scendere per continuare il viaggio con altri mezzi. Se non fosse che, arrivato in questo primo paradiso, si accorge di una cosa che gli cambierà radicalmente la sua modalità di spostamento. Ci sono molte persone che sarebbero contente di ospitarlo sulle proprie imbarcazioni per continuare il proprio viaggio.</p>
<div id="attachment_919" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.venticinquemilamiglia.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Alberto_Di_Sfefano_Barca_Stop-e1298036890677.jpg" alt="" width="435" height="231" class="size-full wp-image-919" /></a><p class="wp-caption-text">La prima cosa che abbiamo visto dopo 18 giorni di Oceano Pacifico: la stupenda Baia delle Vergini alle isole Marchesi - Alberto Di Stefano</p></div>
<p>Per Alberto è un’illuminazione. Il giro del mondo di Alberto Di Stefano si trasforma nel giro del mondo in barca-stop. In ogni porto che raggiunge ci sono annunci di persone che cercano compagni di viaggio. – <em>“Ho trovato tante persone che dovevano fare lunghi tratti che erano contenti di ospitare gente a bordo. Pensionati ancora fisicamente atletici che si godevano i soldi risparmiati con il lavoro. Coppie che avevano deciso di fare il giro del mondo. Oppure skipper che dovevano traghettare una barca da un porto all’altro… o ancora imbarcazioni finanziate dalle università per ricerche in ambito marino. Erano veramente diverse le persone che si potevano incontrare, anche se tutte avevano un elemento in comune. La voglia di socializzare. La curiosità. L’entusiasmo di vedere posti che altrimenti difficilmente si potrebbero vedere in modalità diverse.”</em></p>
<p>Il 60% del tempo, Alberto Di Stefano lo ha trascorso navigando. Su un anno di durata del suo viaggio, più di duecento giorni sono stati di navigazione. Questo è un dato straordinario per chi ama l’ambiente marino come lui. Un valore affascinante al solo pensiero che solo due anni prima era salito per la prima volta in barca.</p>
<p>Sono numerosi gli aneddoti nei quali Alberto è incorso durante questa avventura. Come quando è arrivato dall’altra parte del mondo. Nella piccola isola di Niue, tra Tonga e le Fiji. E’ qui che dopo essere sbarcato, si ritrova in un piccolo bar a parlare con un polinesiano. Una persona distinta, di una certa età, ben vestita. Un polinesiano che appare fin da subito ad Alberto una persona con un’ottima conoscenza della civiltà europea e della storia risorgimentale italiana. Poco ci vuole per svelare che l’interlocutore in questione era il primo ministro di quella piccola isola. S’instaura un rapporto di stima e amicizia tra i due. – “Ogni sera mi ritrovavo a bere una birra con il primo ministro”, mi dice sorridendo Alberto. Tanto che il primo ministro offre l’opportunità ad Alberto di trasferirsi a vivere sull’isola. A prenderne la cittadinanza. Una tentazione, quella di cambiare radicalmente vita. Vivere in un piccolo Eden, con tanto di ottime retribuzioni pensionistiche garantite. Però per Alberto è solo una piacevole tappa e continua la sua attraversata.</p>
<p><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788871082165/Il_giro_del_mondo_in_barcastop/Alberto_Di_Stefano.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Alberto_Di_Stefano_Il_giro_del_mondo_in_barcastop.jpg" alt="" width="143" height="200" class="alignleft size-full wp-image-921" /></a></p>
<p>Turni al timone. Pesca. Lettura. Scrittura. Questa era la giornata tipo di Alberto Di Stefano durante i lunghi trasferimenti in mare. Leggendo, Alberto si prepara dettagliatamente per conoscere le nuove tappe da raggiungere. Scrivendo, mette su carta una serie di racconti tratti da questo suo viaggio, ma non solo. Quello che scrive diventa anche una sorta di guida per fare il barca-stop. Dove si possono trovare le imbarcazioni. A cosa bisogna stare attenti durante gli spostamenti e altro ancora. Un volume che trova sostanza in un libro pubblicato da Feltrinelli una volta rientrato a casa.</p>
<p>Alberto in questo suo viaggio lungo un anno non si è fatto mancare nulla. Il lancio con il paracadute a Nadi nelle Fiji. Immersioni spettacolari, come il bagno con le megattere alle Vavau. Il rafting sul fiume Chiriqui Viejo a Panama o l’upsailling di una cascata a Efate. Solo per citare alcune.</p>
<div id="attachment_923" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.venticinquemilamiglia.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Alberto_Di_Stefano_megattere_Tonga-e1298037270753.jpg" alt="" width="435" height="288" class="size-full wp-image-923" /></a><p class="wp-caption-text">Megattera alle Tonga</p></div>
<p>Mi dice che è stato difficile una volta rientrato, dopo essere stato per un anno in giro per il mondo scalzo, per il mare, riprendere le tradizionali abitudini come la sveglia del mattino, gli impegni di lavoro, le presentazioni powerpoint da fare e la pausa pranzo da assaporare. Alberto mi confida che la voglia di fare un altro viaggio così c’è. Senza fretta però. Quando sarà il momento. Quando ci saranno le condizioni per farlo. – <em>“Intanto ora appago la mia voglia di vela facendo lo skipper, facendo l’istruttore in una <a href="http://www.horcamyseria.it/" target="_blank">scuola vela</a> di Milano”</em>, sì perché durante la nostra chiacchierata telefonica, Alberto si trova in uno dei tanti uffici del capoluogo ambrosiano, mentre io guardo le acque della laguna che mi dividono dal campanile di San Marco. Ironia della sorte. Oppure solo amore incondizionato per il mare. Non bastano quattro mura per fermare la fantasia di un uomo. Nemmeno qualche chilometro di distanza dalla costa per impedirgli di diventare un vecchio lupo di mare.<br />
<div id="attachment_925" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.venticinquemilamiglia.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Alberto_Di_Stefano-e1298037442395.jpg" alt="" width="435" height="326" class="size-full wp-image-925" /></a><p class="wp-caption-text">Sotto una cascata nella grotta sacra delle Vanuatu - Alberto Di Stefano</p></div></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/26/alberto-di-stefano-il-giro-del-mondo-in-barca-stop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
