<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; verona</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/verona/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;architetto artigiano &#8211; Gianfranco Guarise</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/30/larchitetto-artigiano-gianfranco-guarise/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/30/larchitetto-artigiano-gianfranco-guarise/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[cerea]]></category>
		<category><![CDATA[contract]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[distretto del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco guarise]]></category>
		<category><![CDATA[guarise mobili]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[via calcara 1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2576</guid>
		<description><![CDATA[Era bambino quando si appoggiava a quella vetrata. Lasciava le impronte dei suoi piccoli polpastrelli. Da lì guardava fuori cosa succedeva. Il traffico della statale. Le auto che facevano manovra. Quelle che sostavano davanti a lui per entrare nel suo negozio. In quel luogo aveva passato la sua infanzia. La sua adolescenza e la sua maturità. Ora da lì ripartiva. Per costruire il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Gianfranco_Guarise.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Gianfranco_Guarise.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Era bambino quando si appoggiava a quella vetrata. Lasciava le impronte dei suoi piccoli polpastrelli. Da lì guardava fuori cosa succedeva. Il traffico della statale. Le auto che facevano manovra. Quelle che sostavano davanti a lui per entrare nel suo negozio. In quel luogo aveva passato la sua infanzia. La sua adolescenza e la sua maturità. Ora da lì ripartiva. Per costruire il futuro.</p>
<p>Siamo a <a href="http://maps.google.it/maps?q=cerea,+verona&#038;hl=it&#038;sll=41.442726,12.392578&#038;sspn=18.560562,39.462891&#038;hnear=Cerea+Verona,+Veneto&#038;t=m&#038;z=11" target="_blank">Cerea</a>, a trenta chilometri a sud di Verona, in quel che era e dovrebbe tuttora essere il distretto del Mobile d’Arte in Italia. <strong>Gianfranco Guarise</strong> è colui che dopo essere cresciuto respirando la tradizione di un antico mestiere, cerca di capire come si possa non farlo scomparire. Alla guida di una <a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra espositiva</a> e di un laboratorio artigianale protagonisti della storia di questo distretto, Gianfranco s’interroga su uno scenario di sviluppo caratterizzato da notevoli incertezze.<br />
<a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/francuzzo_1-199x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="199" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2581" /></a><br />
La storia di Gianfranco è piuttosto singolare. E’ la storia di una passione ereditata. Di un lavoro non casuale. Di una mansione fortemente scelta. Poco è stato lasciato al caso. Niente alla fortuna. Impegno, sacrificio e dedizione i capisaldi. Nemmeno l’Università lo ha strappato a ciò che più che un senso di dovere, era un senso di vita per lui. Dopo una settimana di studi, tornava a casa e l’intero week end lo dedicava a lavorare nella “<a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra</a>”. E terminati gli studi, ha fatto una scelta emblematica, far sì che quanto appreso come studente di architettura fosse messo a disposizione per la crescita della sua azienda artigianale. Eccolo lì, l’architetto artigiano che applica il suo sapere al suo amato mondo. Cuore e intelletto messi insieme. La bilancia dei suoi valori.</p>
<p><a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/P1040030-225x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2585" /></a>Ma non è tutto. Gianfranco Guarise capisce che è il momento di provare anche nuove strade. E’ così che affianca all’arredo privato il potenziamento di ciò che prima veniva fatto in maniera più contenuta: il contract alberghiero. Nuovi mercati, nuovi modi di lavorare, ma sempre quella attenzione ad un lavoro artigianale, discriminante per una qualità di risultati. Il successo non tarda ad arrivare. Il biglietto da visita di quanto realizzato nelle prime strutture ricettive, innesca un meccanismo di virtuoso passaparola. Arrivano nuovi incarichi. Si realizzano nuovi arredi.</p>
<p>Però le contingenze economiche generali rallentano il cammino di un giovane imprenditore ispirato. Un lento declino di ciò che doveva essere il volano di un’italica economia, rappresentata da distretti d’eccellenza come questo, paventano preoccupanti nubi nere sul futuro di chi ci lavora. Chiusura di laboratori. Serrande nei punti vendita. Dismissione di un sapere. Impossibile risalire a tutte le cause. Oltre alla crisi, ci sono implicazioni diverse. Cambiamenti di gusto nei consumatori. Mancata opportunità di fare rete tra le singole realtà produttive. Cambi generazionali all’interno delle aziende non sempre andati a buon fine. Ma poco importa. Ora è necessario guardare avanti. Rilanciare un settore. Tramandare una tradizione.</p>
<p><a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/P1040029-225x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2584" /></a>Mentre Gianfranco ne parla, dai suoi occhi s’intravede il dispiacere e il malessere per quanto sta accadendo. Ma allo stesso tempo è ancora ben accesa la speranza e la passione. La soluzione non sarà facile da trovare, ma Gianfranco ci proverà. Si rimetterà in gioco ancora una volta per inseguire qualcosa che è molto di più di un lavoro. Ancora una volta sarà in grado di dare sostanza alle sue idee. Concretezza ai suoi sogni.</p>
<p>Prima di lasciarci mi accompagna alla porta della sua <a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra</a> di via Calcara numero 1. Scendo dai gradini per raggiungere la mia auto. Nel mentre di salire un ultimo sguardo. Gianfranco Guarise è ancora la, quasi appoggiato alla vetrata del suo negozio come faceva da bambino. Come allora vedo un sorriso. Capisco che ce la farà.</p>
<p>Avanti tutta architetto artigiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/30/larchitetto-artigiano-gianfranco-guarise/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Gianfranco_Guarise.mp3" length="4980096" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>La lista dei desideri di Alessio Albano</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/16/la-lista-dei-desideri-di-alessio-albano/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/16/la-lista-dei-desideri-di-alessio-albano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alessio albano]]></category>
		<category><![CDATA[applicazione]]></category>
		<category><![CDATA[desideri]]></category>
		<category><![CDATA[fnac]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lista]]></category>
		<category><![CDATA[mybucketlist]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2546</guid>
		<description><![CDATA[Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Alessio_Albano.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Alessio_Albano.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.</p>
<p>Avevamo parlato di tante cose in quel tragitto. Di lavoro, certamente. Eravamo lì per quello. Ma alla fine avevano preso il sopravvento da un lato le passioni &#8211; musica in primis &#8211; dall’altro i desideri. Cosa effettivamente avremmo voluto fare nella vita. Quale sarebbe stata la traccia indelebile lasciata ai posteri come testimonianza della nostra esistenza.</p>
<p>Quel viaggio comunque aveva sancito una cosa. Un collega nella maggior parte dei casi non si sceglie. Un amico sì. Fu così che da allora nonostante le strade professionali si siano separate, il legame di amicizia perdura. Si accresce.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessio_Albano-e1326720001160.jpg" alt="" title="Alessio Albano - Ideatore di MyBucketLi.st" width="450" height="298" class="aligncenter size-full wp-image-2549" /></a><br />
Con <strong>Alessio Albano</strong> mi ritrovo proprio qualche giorno fa. Il luogo d’incontro non può essere che uno. Quella Fnac di Via Cappello, che in molte pause pranzo ci ha visti perderci tra i suoi scaffali. Dopo aver fatto il nostro consueto sopralluogo tra le novità di musica e libri, eccoci a fare sosta al piano superiore per un caffè. E’ lì che tra bilanci di fine anno e buoni propositi per quello a venire, mi racconta di ciò che oramai è diventata la sua priorità.</p>
<p>“<em>… si chiama <strong><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a></strong>… non è altro che il sunto di tante cose che ci siamo detti in passato…</em>”, mi dice con quell’espressione di gioia, che gli è sempre appartenuta, aggiungendo poi: “<em>… non ho fatto altro che mettere insieme i diversi tasselli… il web, la materia su cui lavoro… le relazioni umane, ciò in cui credo e infine… i desideri, ciò che alimentano la nostra vita…</em>”. Alessio potrebbe non aggiungere nient’altro. Tutto mi è chiaro. Non occorrono spiegazioni, solo il plauso per l’intuizione che ha avuto.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/mybucketli.st_-e1326720351189.png" alt="" title="mybucketli.st" width="450" height="166" class="aligncenter size-full wp-image-2551" /></a><br />
“<em>… fare una bucket list… compilare una lista delle cose da fare nella vita è una cosa frequente… nel Paese a stelle e strisce è quasi una consuetudine… la differenza qui è che si sfruttano le potenzialità relazionali di un social network affinché tu possa essere aiutato a realizzare un tuo desiderio o aiutare qualcun altro nel realizzarlo…</em>”, conclude Alessio alzando la tazzina al cielo quasi in un segno di brindisi, prima di assaporarne il contenuto.</p>
<p>Quello che mi sta dicendo non mi coglie sorpreso. E’ un progetto che da una persona dinamica come lui mi potevo aspettare. Semmai la cosa mi lascia entusiasta. E’ come se alcuni di quei discorsi fatti anni prima su quel treno, avessero trovato una loro concretizzazione.</p>
<p>Uscendo dal negozio iniziamo una passeggiata senza una meta fissa. Alessio mi racconta in maniera più dettagliata gli sforzi per portare avanti questa idea. Lo stato dell’arte, ma soprattutto in maniera pragmatica quali saranno i passi immediatamente successivi, affinché questa iniziativa possa non solo decollare, cosa che ha già ben fatto, ma spiccare il volo nel cielo delle grandi iniziative di Internet.</p>
<p>Ci fermiamo in continuazione, quasi a voler mettere dei punti nelle nostre frasi. Alcune volte interrogativi, altre esclamativi, altre ancora di sospensione. Dubbi, certezze e speranze, che caratterizzano un dialogo. La vita.</p>
<p>Ad un certo punto addirittura ci fermiamo e in silenzio guardiamo le persone che freneticamente passeggiano durante quei giorni di festa. Quasi a volerne carpire i pensieri. Quasi a voler condividere con altri un sogno. Gridare che se siamo lì non è un caso.</p>
<p>Intanto lentamente arriviamo al parcheggio. Ancora una volta dovremmo separarci. Prima di lasciarci una stretta di mano ci accompagna nel saluto. Entrambi guardiamo quel gesto riflesso nel finestrino dell’auto. A fianco a noi questa volta l’Adige. Un fiume che scorre, come i pensieri che ci hanno accompagnato in questo incontro.</p>
<p>Torno a casa. Accendo il computer e mi collego a <a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a>. Con il sorriso di Alessio Albano stampato nella mente, compilo la mia lista dei desideri. Chissà quanti desideri ho in comune con Alessio. Molti presumo.</p>
<p><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/In_fondo_al_tunnel-e1326720495872.jpg" alt="" title="Fuori dal tunnel - Alessio Albano" width="450" height="299" class="aligncenter size-full wp-image-2553" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/16/la-lista-dei-desideri-di-alessio-albano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Alessio_Albano.mp3" length="5262720" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Kebab con Fabiato</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 08:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[fabio guzzano]]></category>
		<category><![CDATA[le prime tre pagine]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[sognatori]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[web agency]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=605</guid>
		<description><![CDATA[Mancano dieci minuti alle 20. Il sole è ancora alto in queste prime giornate d’estate. L’appuntamento con Fabio Guzzano (per me Fabiato) è davanti al Kebab in fondo a via XX settembre. Sono un po’ emozionato. Anche se ormai ci conosciamo da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano dieci minuti alle 20. Il sole è ancora alto in queste prime giornate d’estate. L’appuntamento con Fabio Guzzano (per me Fabiato) è davanti al Kebab in fondo a via XX settembre.<br />
Sono un po’ emozionato. Anche se ormai ci conosciamo da anni e c’è un profondo legame di stima ed amicizia che ci lega, è la prima volta che mi ritrovo nel ruolo di intervistatore io ed intervistato lui.</p>
<p><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=264102" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Fab.jpg" alt="" width="180" height="180" class="alignright size-full wp-image-607" /></a>Proprio con lui oggi darò inizio ad una serie d’incontri. Incontri che mi porteranno a fare un fantastico viaggio tra amici e sicuramente faranno conoscere a voi delle straordinarie persone.</p>
<p>Inizio con Fabiato perché al di là appunto del forte legame che ci unisce, è sicuramente tra le persone più indicate per dare il via ad una simile avventura.<br />
42 anni, direttore creativo di un’importante <a href="http://www.upgrade4.it/" target="_blank">web agency</a>, fortemente orientato alla scrittura e a tutte le diverse forme di espressione e di comunicazione dell’essere umano. E’ la cosiddetta giusta partenza.</p>
<p>Avrei tante cose da chiedergli, ma alla fine decido di concentrarmi sulle passioni. Un cammino alle radici dell’uomo per capire un po’ meglio con lui qual è l’humus, l’energia che fa muovere il mondo e tramutare i sogni in realtà.</p>
<p>Eccolo arrivare a piedi. Riconosco la sagoma, nonostante sia in completa controluce.<br />
Alto, longilineo, con una falcata veloce, ma allo stesso tempo rilassata.<br />
Tralasciamo i convenevoli. Una stretta di mano e un grosso saluto sono più che sufficienti.<br />
Decidiamo di mettere sotto i denti qualcosa prima di iniziare la nostra chiacchierata.</p>
<p>Con un saporito kebab tra le mani, riprendiamo la passeggiata nella Verona romanica, da Veronetta fino ad arrivare a Ponte Pietra. Lì prendo coraggio e dopo un profondo respiro gli pongo il mio primo quesito.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_611" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=264102" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-611" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/le_prime_tre_pagine-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del romanzo &quot;Le prime tre pagine&quot; di Fabio Guzzano</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>“Fabiato, ma secondo te si può vivere attraverso le proprie passioni oppure nel momento stesso che si cerca di trasformarle in una professione, perdono di per sé la propria essenza?”</strong><br />
“L’unico modo per vivere attraverso le proprie passioni è ascoltarle fino in fondo. La passione è irrazionale, ti prende di petto, fino in fondo. Quando cerchi di farla diventare un lavoro devi avere molto rispetto per lei e per te perché non sarà mai responsabile di un tuo successo o di un tuo insuccesso, il vero responsabile sei tu. In equilibrio su un filo teso basta una distrazione per cadere, basta un niente per distruggere tutto. La passione è quel filo, il bilanciere sei tu. Se è di vera passione che vuoi parlare allora la professione deve essere una conseguenza naturale, mai una forzatura o un mezzuccio, altrimenti si rischia d diventare schiavi bugiardi di uno stile libero.&#8221;</p>
<p><strong>“Se non sbaglio tu stai sperimentando strade diverse, contingenti, ma diverse dalla tua professione ufficiale. Con che spirito le stai portando avanti e che aspettative hai?”</strong><br />
Fabiato: “Quando sperimenti non hai quasi mai aspettative tranne il desiderio di condividere. Voglio condividere tutto quello che sento e che diventa oggetto della mia arte. Senza condivisione nulla ha senso. Mi piacerebbe parlare di quello che faccio, ascoltare esperienze e sensazioni così come le provano gli altri che leggono i miei lavori. Queste sono le aspettative.”</p>
<p><strong>“Ma che cosa manca, quali sono i limiti di questa società che non permette a dei “sognatori” di diventare “creatori”?”<br />
</strong>“La velocità e il falso palcoscenico che ha creato davanti a noi. Oggi sembra tutto possibile. Possibile parlare e vedere contemporaneamente un amico in Australia, ma possibile anche arrivare in tv solo perché sei bello. E ‘ questa velocità il rischio maggiore. Veloce l’ascesa, istantanea la discesa. Ormai chi consuma con questa velocità rimane al passo, mentre chi consuma ogni cosa “masticando bene” rischia di sparire ingoiato da tutti gli altri. Il sogno ha dei tempi suoi, va coltivato e colto nel momento giusto, quando ci si sente pronti. Senza sacrificio e senza attesa tutto diventa insapore e si tende sempre ad alzare l’asticella fino ad un’altezza impossibile da raggiungere. Anche i sogni più piccoli diventano irrealizzabili se non si godono a pieno. E’ parte del sogno anche il piacere che provoca nel raggiungerlo. In definitiva ‘Quando hai fretta cammina lentamente’ questa è l’India di <a href="http://www.easwaran.org/page/191" target="_blank">Easwaran Eknath</a> e forse è anche il modo giusto di pensare alla creatività.”</p>
<p>Sono le 21.30 precise. Dall’adiacente Teatro Romano parte un forte applauso. E’ l’inizio di uno spettacolo oggi in cartellone. Forse no. Magari qualcuno ha colto le parole di Fabiato. Chissà. Intanto si apre il sipario e una nuova rappresentazione sta per cominciare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
