<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; sperimentazione</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/sperimentazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Il pescatore di suoni &#8211; Marco Cecotto</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/02/13/il-pescatore-di-suoni-marco-cecotto/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/02/13/il-pescatore-di-suoni-marco-cecotto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 14:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[andrea valle]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[david tudor]]></category>
		<category><![CDATA[francisco lopez]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[la salute di livenza]]></category>
		<category><![CDATA[marco cecotto]]></category>
		<category><![CDATA[metal noisecore]]></category>
		<category><![CDATA[no title gallery]]></category>
		<category><![CDATA[rainforest IV]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[rumentarium]]></category>
		<category><![CDATA[sound art]]></category>
		<category><![CDATA[spazio pelodrilli]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[suoni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2596</guid>
		<description><![CDATA[Quando ci sentiamo la sua stanza è illuminata da una fioca luce artificiale. Non è colpa di particolari fusi orari. Sono le undici del mattino sia da me che da lui. Se deve esserci un responsabile quello semmai è il vento. Certo a Trieste si è abituati alla bora, ma quella di questi giorni è di particolare intensità, tanto da far abbassare le persiane di casa ed attendere che Eolo plachi il suo soffio per un po’.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/marco_cecotto.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/marco_cecotto.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Quando ci sentiamo la sua stanza è illuminata da una fioca luce artificiale. Non è colpa di particolari fusi orari. Sono le undici del mattino sia da me che da lui. Se deve esserci un responsabile quello semmai è il vento. Certo a Trieste si è abituati alla bora, ma quella di questi giorni è di particolare intensità, tanto da far abbassare le persiane di casa ed attendere che Eolo plachi il suo soffio per un po’.</p>
<p>Per <strong><a href="http://vimeo.com/marcocecotto" target="_blank">Marco Cecotto</a></strong> la situazione ambientale è certamente cambiata. Passare dalla tranquillità della campagna di una piccola frazione dell’entroterra veneziano dal nome <a href="http://maps.google.it/maps?q=la+salute+di+livenza&#038;hl=it&#038;ll=45.656948,12.809286&#038;spn=0.033835,0.077076&#038;sll=41.442726,12.392578&#038;sspn=18.560562,39.462891&#038;hnear=La+Salute+di+Livenza,+Caorle+Venezia,+Veneto&#038;t=m&#038;z=14&#038;iwloc=A" target="_blank">La Salute di Livenza</a> alla città mitteleuropea per eccellenza, il salto è notevole, ma le passioni portano anche a questo. Perché c’è un elemento che è al centro degli interessi del ventinovenne Marco: <strong><a href="http://soundcloud.com/marcocecotto" target="_blank">il suono</a></strong>.<br />
<a href="http://soundcloud.com/marcocecotto" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/marco_1.jpg" alt="" title="Marco Cecotto - Il pescatore di suoni" width="161" height="184" class="alignleft size-full wp-image-2608" /></a><br />
E’ proprio quando inizia a parlarmi di questo suo amore che anche il vento triestino sembra calmarsi quasi a voler curiosamente ascoltare la storia del giovane Cecotto. Tutto sembra essere iniziato con la visione di un video musicale quand’era bambino. Sullo schermo un musicista rock impugnava una chitarra. Nemmeno il tempo che la canzone terminasse e Marco implora la madre a portarlo a suonare quello strumento a corde. Il primo vero contatto con la musica. Non entusiasmante però, perché al di là di lunghi momenti di solfeggio, viene meno quel trasporto completo che si aspettava. Passano gli anni e a sedici il basso elettrico prende il sopravvento ed insieme ad amici mette insieme un gruppo di musica metal noisecore. Un passaggio fondamentale, ma non ancora una svolta definitiva.</p>
<p>“<em>Cominciai a concentrarmi sempre di più sull&#8217;improvvisazione &#8220;noise&#8221;, sul rapporto diretto, non mediato da strutture, con il suono… suoni che poi diventavano irripetibili però…</em>” mi racconta Marco in un crescendo di emozioni. Ed è proprio per cercare di memorizzare queste improvvisazioni che Marco Cecotto si rivolge per la prima volta all&#8217;informatica e, nel corso degli anni, capisce che la sua strada non è quella del musicista, ma quella della <strong>Sound Art</strong>.<br />
<div id="attachment_2610" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://vimeo.com/marcocecotto" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/This-Is-Not-an-Object-1b-Found-Object-interactive-sound-installation-e1329143676453.jpg" alt="" title="This Is Not an Object #1b (Found Object) - interactive sound installation" width="435" height="271" class="size-full wp-image-2610" /></a><p class="wp-caption-text">This Is Not an Object #1b (Found Object) - interactive sound installation by Marco Cecotto</p></div></p>
<p>E’ qui che Marco inizia la realizzazione delle sue installazioni sonore. “<em>Sentivo l’esigenza di trasformare il computer in uno strumento che riproducesse i suoni, ma non in modo seriale…</em>” – è così che arriva alla produzione di opere dove l’interazione diventa l’elemento caratterizzante.  “<em>Ciò che faccio è costruire un sistema a partire dal quale ciò che andrà ad accadere sia non la semplice espressione del mio gusto personale, ma il risultato di una situazione complessa… il prodotto dell’azione dello spettatore da un lato e dell’ambiente dove l’installazione si trova dall’altro</em>”. Questo ultimo aspetto non è indifferente nel processo creativo di Marco: “<em>E’ fondamentale sapere dove l’installazione andrà a finire… se sarà possibile accedervi di giorno o di sera… se sarà in uno spazio pubblico o meno… la durata e quant’altro…</em>”.</p>
<p>Sono diverse le anime che caratterizzano Marco Cecotto. Con una laurea in filosofia e una specializzazione in estetica, ora si trova a confrontarsi in prima persona con questo suo grande amore che ha per il suono. Sono tre le componenti inscindibili della sua persona. L’elemento informatico, che gli permette di realizzare da solo le applicazioni alla base delle sue installazioni. L’elemento sonoro, da intendersi come l’aria che si respira e che ci circonda, perciò vitale. Infine l’elemento artistico, quello che gli permette attraverso il suo estro di creare un’opera attraverso l’utilizzo della sua materia prima, il suono appunto.</p>
<p>Tendenzialmente Marco registra suoni della strada. Seppur non esista un suono preferito ci sono dei luoghi che predilige, come le stazioni, habitat naturali di una molteplicità di stimoli sonori e informazioni. Ma come mi spiega lui, poi può essere l’inaspettato, il suono che fornisce notevoli soddisfazioni, questo come quando si è trovato ad immortalare il suono prodotto da un pneumatico interposto tra due imbarcazioni ancorate vicine tra loro, al momento del loro momentaneo contatto sulla spinta del moto ondoso. E’ su questo aspetto che bisogna avere una spiccata sensibilità legata al senso uditivo – “<em>… chiudere gli occhi ed ascoltare è una delle esperienze più intense che si possa fare… ricordo ancora l&#8217;esperimento di &#8220;blind listening&#8221; durante un live di <a href="http://www.franciscolopez.net/" target="_blank">Francisco Lopez</a> (un nome di assoluta importanza nel panorama della sound art): privati della prospettiva propria della visione, nell&#8217;esperienza acusmatica ci si trova immersi in una dimensione che porta con se un&#8217;esperienza radicalmente differente dello spazio e del tempo</em>”.</p>
<div id="attachment_2613" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://vimeo.com/marcocecotto" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/This-Is-Not-an-Object-2b-Sound-Object-interactive-sound-installation-e1329143795704.jpg" alt="" title="This Is Not an Object #2b (Sound Object) - interactive sound installation" width="435" height="271" class="size-full wp-image-2613" /></a><p class="wp-caption-text">This Is Not an Object #2b (Sound Object) - interactive sound installation by Marco Cecotto</p></div>
<p>Ma la sperimentazione per Marco Cecotto non ha mai termine. La sua ricerca nell&#8217;ultimo periodo si è concentrata sulla tenuta dei limiti di varie tipologie di &#8220;oggetto&#8221;, esplorate, decostruite e trasformate attraverso il medium del suono e la strategia dell&#8217;interazione. I primi tre risultati di questa indagine  (Found Object, Sound Object e Art Object), raccolti sotto il titolo <strong>This Is Not an Object</strong>, rimarranno disponibili al pubblico fino al 21 febbraio allo Spazio Pelodrilli di Treviso, nell&#8217;ambito di un&#8217;esposizione organizzata dalla giovane <a href="http://www.notitlegallery.com/" target="_blank">No Title Gallery</a> che lo vede coinvolto insieme all&#8217;artista 108.  Quello che gli piacerebbe fare ora, la sua ambizione, sarebbe invece quella di &#8220;<em>uscire dall&#8217;idea di speaker</em>&#8220;, nel senso di “<em>trasformare il comune concetto di diffusore audio facendo coincidere le due estremità della catena elettroacustica: la sorgente sonora e il dispositivo predisposto a diffonderne il suono amplificato… in altre parole, trasformare gli speaker in oggetti/strumento, facendo in modo che essi non amplifichino altro che sé stessi… su questo sono stato molto influenzato dalla visionaria e pionieristica &#8220;orchestra di altoparlanti&#8221; sviluppata negli anni &#8217;70 <a href="http://davidtudor.org/" target="_blank">David Tudor</a>, e culminata in &#8220;Rainforest IV&#8221;, ma anche dai recentissimi esperimenti di <a href="http://www.fonurgia.unito.it/" target="_blank">Andrea Valle</a> e dal suo &#8220;Rumentarium&#8221;</em>”.</p>
<p>Prima di lasciarci chiedo a Marco se esca sempre in compagnia del suo registratore e lui simpaticamente mi risponde così: “<em>non sempre, ma spesso… anche se devi sapere che registrare i suoni è un po’ come andare a pesca… può capitare di rimanere del tempo ad aspettare che il giusto suono si presenti… ma è anche questo il bello della pesca… l’attesa</em>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/02/13/il-pescatore-di-suoni-marco-cecotto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/02/marco_cecotto.mp3" length="6814848" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Cinema e Musica – Giovanni Venosta</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/04/07/cinema-e-musica-giovanni-venosta/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/04/07/cinema-e-musica-giovanni-venosta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 23:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[afrobeat]]></category>
		<category><![CDATA[ciak d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[colonne sonore]]></category>
		<category><![CDATA[david di donatello]]></category>
		<category><![CDATA[fela kuti]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni venosta]]></category>
		<category><![CDATA[mamud band]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pane e tulipani]]></category>
		<category><![CDATA[silvio soldini]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=1958</guid>
		<description><![CDATA[Iniziamo parlando di Fela Kuti. Un musicista nigeriano. Qualcosa di più, visto che ai suoi funerali, nell’agosto del ‘97, c’era più di un milione di persone ad assistervi. “The Black President, questo era il suo soprannome… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilmecenatedanime_giovannivenosta.mp3"" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilmecenatedanime_giovannivenosta.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Iniziamo parlando di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fela_Kuti" target="_blank">Fela Kuti</a>. Un musicista nigeriano. Qualcosa di più, visto che ai suoi funerali, nell’agosto del ‘97, c’era più di un milione di persone ad assistervi. “<em>The Black President, questo era il suo soprannome… era un’attivista dei diritti umani… a Lagos aveva costituito una piccola repubblica indipendente… era un vero e proprio rivoluzionario… ce l’aveva con i colonialisti, ma pure con gli africani che, nonostante l’indipendenza acquisita, non riuscivano… non riescono a liberarsi dalla mentalità coloniale… anche nella musica è stato rivoluzionario, si può dire che è stato il fondatore dell’afrobeat… noi oggi con la Mamud Band abbiamo ripreso in mano questa musica… l’abbiamo rivisitata… cerchiamo di diffonderne la verve strumentale, scegliendo di usare la voce solo in un paio di brani (</em>ndr nel CD il cantante degli <a href="http://www.africaunite.com/" target="_blank">Africa Unite</a>, Bunna<em>)… per non cadere nel rischio di scimmiottare il grande Fela </em>”.<br />
<div id="attachment_1963" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.mamudband.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/Mamud-band-e1302207027333.jpg" alt="" title="Giovanni Venosta e la Mamud Band" width="450" height="300" class="size-full wp-image-1963" /></a><p class="wp-caption-text">MAMUD BAND (foto di Fabio D'Ambrosio ©2011)</p></div></p>
<p>A parlare è <strong><a href="http://www.giovannivenosta.it/" target="_blank">Giovanni Venosta</a></strong> e la <strong><a href="http://www.mamudband.com/" target="_blank">Mamud Band</a></strong> di cui lui fa parte è un ensemble di musicisti professionisti a livello nazionale ed internazionale, con origini musicali lontane tra loro. Nasce nel 1990, da un’idea del percussionista <a href="http://www.lorenzogasperoni.it/" target="_blank">Lorenzo Gasperoni</a>. Ha all’attivo tre pubblicazioni che spaziano dal jazz (“La Vendetta di Grog”) al balcanico (“Amore Pirata”, con Lester Bowie) all’afrobeat.</p>
<p>Mentre Giovanni parla, noto alle sue spalle diversi oggetti riconducibili alla tradizione africana. “<em>Sono un viaggiatore… lo sono in maniera sistematica da quando avevo ventanni… il primo viaggio negli Stati Uniti… poi Perù, Bolivia, Ecuador, India e Indonesia&#8230; e poi l’Africa, l’Africa Nera, l’amore assoluto anche se non l’ultimo… l’ho girata (quasi) tutta… se dovessi sommare i giorni dei miei viaggi in Africa, tranquillamente posso dire di averci trascorso almeno un anno della mia vita… per me l’Africa è energia… è musica, l’origine della musica… ma in ogni luogo, in ogni viaggio cerco di estrapolare queste pulsioni vitali… anche con l’Oriente o il continente Latino-Americano… l’importante è partire con un piccolo bagaglio indispensabile e tornare poi con la testa colma di stimoli ed emozioni</em>”.</p>
<p>Mi soffermo sull’attualità per un momento, per capire dal suo avamposto di viaggiatore come vede la situazione nord africana. <em>“… da un certo punto di vista, la presenza di un regime forte in questi Paesi è quello che ci ha permesso di fare gli spacconi in occidente fino ad oggi… quello che ho notato nei miei viaggi è il rapporto straordinario che hanno con lo straniero… una semplicità disarmante legata alla soddisfazione di bisogni limitati… poi io che mi soffermo sulle tradizioni, sui modi locali di vivere… hanno una salvaguardia dell’identità del Paese molto forte… paradossalmente verrebbe da dire che in molti Paesi del “Sud del mondo” il passaggio dal colonialismo ad un sistema dittatoriale se da un lato gli ha impedito di crescere economicamente dall’altro però ha permesso loro di conservare elementi culturali importanti… ecco mi chiedo questo oggi, al di là della necessità di procedere in loco con progetti specifici, che cosa succederà a livello di identità culturale?</em>”</p>
<p>Già perché la sensibilità di Giovanni verso gli aspetti culturali dei diversi Paesi è molto forte. Per un momento ci fermiamo di parlare di viaggi. O per meglio dire ne iniziamo uno diverso. Riguarda il percorso professionale di Giovanni Venosta. Lui che ha composto una ventina di musiche da film. Lui che ha dato la musica ai film di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0812862/" target="_blank">Silvio Soldini</a>. Proprio lui che, dopo avare ottenuto il diploma di pianoforte in conservatorio con un alto punteggio, quasi ironicamente era stato respinto quando aveva tentato di iscriversi al corso di composizione. Da lì inizia un suo percorso da autodidatta. Quindici anni di sperimentazione. Musica d’avanguardia con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Musci" target="_blank">Roberto Musci</a> e <a href="http://www.massimomariani.eu/" target="_blank">Massimo Mariani</a>. Due gloriose etichette indipendenti come l’inglese <a href="http://www.rermegacorp.com/" target="_blank">Recommended Records</a> e la canadese <a href="http://www.victo.qc.ca/" target="_blank">Les Disques Victo</a> con le quali collaborare.</p>
<div id="attachment_1969" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.giovannivenosta.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/in-Duomo-con-Silvio1-e1302208488322.jpg" alt="" title="Giovanni Venosta e Silvio Soldini" width="450" height="339" class="size-full wp-image-1969" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Venosta e Silvio Soldini davanti al Duomo di Milano (foto di Alexander Laurenzo ©1993)</p></div>
<p>Tutto questo fino al 1999, quando l’amore incondizionato per il cinema e quel rifiuto dell’Accademia – rifiuto a posteriori condiviso da entrambi – portano Giovanni a concentrarsi quasi esclusivamente sulla musica da film. Come spesso succede in questi casi, l’ingresso come compositore nel mondo del cinema lo si deve a una situazione fortuita: un ex compagno di banco delle elementari, <a href="http://www.docume.org/page/schedautore.asp?id=89" target="_blank">Giorgio Garini</a>, a metà degli anni ’80 diventa aiuto regista di Silvio Soldini&#8230; ecco che si presenta l’occasione per proporre le sue musiche per <a href="http://www.imdb.it/title/tt0138299/" target="_blank">L’Aria Serena dell’Ovest</a>. E’ l’anno 1989. Da allora tutte le colonne sonore per i lungometraggi (e un corto) di Silvio Soldini sono firmate da Giovanni Venosta, ottenendo un “CIAK D&#8217;ORO” per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pane_e_tulipani" target="_blank">Pane e Tulipani</a> e le nominations ai David di Donatello per i tre film successivi.</p>
<p>Per Giovanni questo non è un punto di arrivo, ma di partenza. Il suo modo di scrivere “<em>poeticamente bizzarro</em>” trova forma e vitalità in nuove produzioni cinematografiche. Tra cui: anno 2002, <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33740" target="_blank">Brucio nel Vento</a>, film firmato sempre da Silvio Soldini e dove Giovanni trova ampio spazio interpretativo. 2006, <a href="http://www.cinemaitaliano.info/promisedland" target="_blank">Promised Land</a> di <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=17987" target="_blank">Michael Beltrami</a>, con Giovanni che torna a sperimentare, questa volta per le musiche da film. 2007, il sodalizio con Soldini si perfeziona con l’uscita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorni_e_nuvole" target="_blank">Giorni e Nuvole</a> interpretato da <a href="http://www.imdb.it/name/nm0125540/" target="_blank">Margherita Buy</a> e <a href="http://www.imdb.it/name/nm0016263/" target="_blank">Antonio Albanese</a>. 2008, <a href="http://www.imdb.com/title/tt1039960/" target="_blank">Estomago</a> film di <a href="http://www.imdb.com/name/nm2293201/" target="_blank">Marcos Jorge</a>,<a href="http://www.imdb.com/title/tt1039960/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/cover-Estômago-300x300.jpg" alt="" title="Estômago" width="300" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1972" /></a> per le cui musiche Giovanni Venosta viene candidato all’oscar brasiliano. Inoltre è stato due volte autore delle &#8220;sigle&#8221; del <a href="http://www.pardo.ch/" target="_blank">Festival di Locarno</a>, inclusa quella attuale.</p>
<p>Giovanni mi spiega le difficoltà di comporre le musiche per un film: <em>“… la cosa più difficile è trovare la giusta comunicazione con il regista… non sempre si può usare un linguaggio musicale… spesso i registi non ne sono dotati… quindi ecco che bisogna preparare una tavolozza di presentazione… questo per delimitare il campo su cui lavorare”.</em></p>
<p>Dopodichè mi spiega la magia della composizione sonora: <em>“… nella maggior parte dei casi lavoro su delle immagini… su un montato… comunque dopo aver visto le prime registrazioni… questo è un momento fantastico dove il mio amore per il cinema e per la musica trovano il più grande appagamento… è un periodo che può andare dai due ai sei mesi al massimo… e in quel frangente io sono completamente immerso nelle atmosfere del film</em>”.</p>
<p>Gli chiedo quali film non suoi gli sarebbe piaciuto musicare e ironicamente mi risponde: <em>“… è un po’ difficile rispondere a questo quesito… perché i film per i quali mi sarebbe piaciuto comporre le musiche hanno già delle ottime colonne sonore… ti faccio un esempio… i film di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Lynch" target="_blank">David Lynch</a> mi sarebbero piaciuti, ma <a href="http://www.angelobadalamenti.com/" target="_blank">Angelo Badalamenti</a> fa già un ottimo lavoro… oppure una colonna sonora che mi è piaciuta tantissimo è quella del film <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44616" target="_blank">Il Petroliere</a>… e ancora <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=11367" target="_blank">Heimat 2</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Reitz" target="_blank">Edgar Reitz</a>, ambientato nella Germania tra gli anni ’60 e ’70, ha una colonna sonora geniale</em>”.</p>
<p>Prima di concludere chiedo a Giovanni quali siano i suoi prossimi progetti e lui sorridendo mi risponde: “<em>Innanzitutto non mi sposo… a parte gli scherzi sono un grande amante delle donne… e avere una compagna di viaggio al proprio fianco è meraviglioso… a pensarci bene talvolta al ritorno poi mi lasciano, ma questo deve essere una pura coincidenza… a parte ciò ho intenzione di portare avanti la <strong><a href="http://www.mamudband.com/" target="_blank">Mamud Band</a></strong></em><em>, perché è un progetto musicale nel quale credo molto e mi diverto pure molto… per il cinema è un periodo di crisi assoluta… tralasciamo i discorsi su come viene trattata la cultura nel nostro Paese… tanto per darti un’idea di come stanno le cose, la <a href="http://www.camoriginalsoundtracks.com/" target="_blank">CAM</a>, storica casa editrice con un catalogo prestigioso di colonne sonore ha chiuso dopo 50 anni di fiorente attività… quindi vedremo dove andremo a finire… nel frattempo da qualche mese ho un agente americano che è sicuro che mi farà lavorare presto a Hollywood… incrociamo le dita&#8230;”</em></p>
<p>E noi caro Giovanni saremo ad incrociare le dita insieme a te, per sentire ancora una volta la magia della tua musica accompagnare lo spettacolo dei sogni del cinema.</p>
<p>In bocca al lupo Giovanni!</p>
<div id="attachment_1966" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.giovannivenosta.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/Rio-de-Janeiro-e1302210456582.jpg" alt="" title="Giovanni Venosta" width="450" height="298" class="size-full wp-image-1966" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Venosta in volo su Rio de Janeiro</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/04/07/cinema-e-musica-giovanni-venosta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/04/ilmecenatedanime_giovannivenosta.mp3" length="9295872" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
