<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; pilota</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/pilota/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Il volo a vela di Giancarlo Grinza</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/03/06/il-volo-a-vela-di-giancarlo-grinza/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/03/06/il-volo-a-vela-di-giancarlo-grinza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 08:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[aliante]]></category>
		<category><![CDATA[Briançon]]></category>
		<category><![CDATA[Cervino]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gare]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Grinza]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pilota]]></category>
		<category><![CDATA[ragionamento]]></category>
		<category><![CDATA[volare]]></category>
		<category><![CDATA[volo a vela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3127</guid>
		<description><![CDATA[Un desiderio da molti condiviso. Un sogno almeno una volta fatto. Un traguardo da alcuni raggiunto. Ma è anche poesia, magnificenza, realtà ed immaginazione messe insieme. È lo sguardo rivolto verso il cielo. Lo sbattere delle ali di un gabbiano. L’aereo di carta da poco lanciato. La curiosità di sapere com’è il mondo da lassù.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/il_mecenate_danime_giancarlo_grinza.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/il_mecenate_danime_giancarlo_grinza.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Un desiderio da molti condiviso. Un sogno almeno una volta fatto. Un traguardo da alcuni raggiunto. Ma è anche poesia, magnificenza, realtà ed immaginazione messe insieme. È lo sguardo rivolto verso il cielo. Lo sbattere delle ali di un gabbiano. L’aereo di carta da poco lanciato. La curiosità di sapere com’è il mondo da lassù.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/P1000275mod-e1362556036199.jpg" alt="" title="Il volo a vela di Giancarlo Grinza" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-3132" /></p>
<p><strong>Giancarlo Grinza</strong> era bambino quando vedeva gli altri volare. Accompagnava il padre istruttore di aliante nei campi di volo e con l’innocenza della giovane età ammirava quei silenziosi velivoli galleggiare nell’aria. Fin da subito è per lui naturale la componente del volo. Naturale, ma non priva di fascino. Lo stupore perpetua. La passione prima s’innesca e poi si alimenta. È così che a dodici anni compie il suo primo volo. In compagnia proprio del padre trasferisce la soggettiva da terra all’infinito del cielo. Per Giancarlo è amore. Un amore verso un elemento, quella dell’aria, che non potrà più abbandonare.</p>
<p>A sedici di anni fa il corso. Fa sue le regole di volo. Da inizio ad un percorso dove non si finisce mai d’imparare. È un percorso di crescita, sicuramente sul pilotaggio, aspetto non banale e poi una crescita mentale, quella che ti porta a diventare uomo senza mai perdere però l’entusiasmo. Per ciò che si fa. Per ciò che si è.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/P1060062-e1362556264680.jpg" alt="" title="Il volo a vela di Giancarlo Grinza" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-3134" /></p>
<p>Giancarlo Grinza oggi è un pilota affermato. Fa gare di velocità. Fa parte della squadra nazionale di volo a vela. E’ prossimo alle pre-selezioni per i campionati mondiali ed europei. Ma soprattutto Giancarlo è una persona che ha trovato quel giusto equilibrio tra il lavoro, la famiglia e il volo. È non è tutto. Se il suo spirito di competizione lo porta a gareggiare in giro per l’Europa, è la sua curiosità a confrontarsi con culture diverse e la voglia di continuare ad imparare che vengono premiate attraverso questa sua passione legata al volo.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/L1040919-300x225.jpg" alt="" title="Il volo a vela di Giancarlo Grinza" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-3136" />“<em>Sei tu da solo. Sei tu che entri nel mondo della natura. Voli sopra le montagne. Il Monte Bianco, il Cervino, Briançon, è emozionante vederli da lassù</em>” mi racconta Giancarlo, scandendo le parole, quasi se rallentando il fluire potesse riprodurre e condividere con me quelle sensazioni e continua: “<em>… oppure fare una termica ed incrociare lo sguardo di un’aquila che ti guarda come fossi un extraterreste, ti rendi veramente conto di quanto sei piccolo</em>”.</p>
<p>Momenti di completo benessere. Dove non ci sono le giuste parole per descrivere l’estasi di una situazione straordinaria divenuta ordinaria. Ma il volo a vela non è solo componente emozionale. Il ragionamento è sempre presente ed è fondamentale. Ogni azione che si vuole fare deve essere pensata prima. Capacità di analisi. Capire quale sia la scelta giusta. In anticipo rispetto ad un avversario se si tratta di vincere una gara. In anticipo rispetto alle correnti ascensionali, se si è a duecento chilometri da casa e si deve tornare indietro. È il ragionamento che fa la differenza. Sia nella continua ricerca dell’eccellenza di una prestazione sportiva. Sia nella gestione delle complessità legate al volo a vela.</p>
<p><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/IMG_6733-m.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/IMG_6733-m-200x300.jpg" alt="" title="Il volo a vela di Giancarlo Grinza" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3138" /></a>Creatività e ragionamento. Ecco le due anime di questo slancio nel cielo. Ecco le due anime insite anche in Giancarlo. In una disciplina dove è ancora l’uomo che fa la differenza, poter vivere due aspetti così diversi è proprio come gestire le due anime di un uomo, la maturità e la spensieratezza. Tutto ciò traspare dalle parole di Giancarlo: “<em>… quando sei atterrato e cala la tensione fisica e psicologica, ti rendi solo in quel momento conto di quello che hai fatto… rivivi il volo e capita pure di vedere cose che mentre eri lassù non avevi completamente messo a fuoco</em>”.</p>
<p>Certamente le differenze tra un volo legato ad una gara di velocità e un volo di piacere esistono. Nel primo caso c’è da applicare una strategia legata ad un risultato competitivo. Sono emozioni differenti. Forse complementari. Comunque sia in entrambe le situazioni rimane la magia di qualcosa per il quale l’uomo si sente istintivamente attratto. E’ il cosiddetto cambio di prospettiva. Non solo altitudinale. Ma mentale.</p>
<p>Vola Giancarlo, continua a volare, portando lassù con te anche qualche nostro pensiero.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC01840-e1362557000950.jpg" alt="" title="Il volo a vela di Giancarlo Grinza" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-3140" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/03/06/il-volo-a-vela-di-giancarlo-grinza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/il_mecenate_danime_giancarlo_grinza.mp3" length="5301888" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo delle stelle &#8211; Fabrizio Tamburini</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/11/05/luomo-delle-stelle-fabrizio-tamburini/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/11/05/luomo-delle-stelle-fabrizio-tamburini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 09:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisico]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ayrton senna]]></category>
		<category><![CDATA[Bo Thidé]]></category>
		<category><![CDATA[collaudatore]]></category>
		<category><![CDATA[Elettra Marconi]]></category>
		<category><![CDATA[erede]]></category>
		<category><![CDATA[esperimento]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[fisica quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Premio di Montecarlo]]></category>
		<category><![CDATA[onde elettromaghetiche]]></category>
		<category><![CDATA[pilota]]></category>
		<category><![CDATA[radiofrequenze]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatore]]></category>
		<category><![CDATA[San Marco]]></category>
		<category><![CDATA[sognare]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>
		<category><![CDATA[università di padova]]></category>
		<category><![CDATA[University of Portsmouth]]></category>
		<category><![CDATA[Uppsala University]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2957</guid>
		<description><![CDATA[Era il 1984 quando un giovane Ayrton Senna con la sua Toleman affrontava per la prima volta l’atipico circuito di Monaco. Partito tredicesimo, sotto una pioggia torrenziale, salì sul podio secondo. Solo i commissari di gara non gli permisero di vincere. La competizione venne interrotta e la rincorsa su Alain Prost, sul quale Senna stava guadagnando più di tre secondi al giro, si concluse. La corsa rimase nella storia e avrebbe segnato l’inizio della folgorante carriera del migliore pilota di tutti di tempi in Formula 1.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ilmecenatedanime_Fabrizio_Tamburini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ilmecenatedanime_Fabrizio_Tamburini.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Era il 1984 quando un giovane Ayrton Senna con la sua Toleman affrontava per la prima volta l’atipico circuito di Monaco. Partito tredicesimo, sotto una pioggia torrenziale, salì sul podio secondo. Solo i commissari di gara non gli permisero di vincere. La competizione venne interrotta e la rincorsa su Alain Prost, sul quale Senna stava guadagnando più di tre secondi al giro, si concluse. La corsa rimase nella storia e avrebbe segnato l’inizio della folgorante carriera del migliore pilota di tutti di tempi in Formula 1.</p>
<p>Ci sono ben due motivi per i quali <strong>Fabrizio Tamburini</strong> quel Gran Premio di Montecarlo lo ricordi così bene. Il primo perché avendo fatto per un periodo il pilota e il collaudatore, ha una passione per i motori. Secondo perché forse proprio quella gara, l’atteggiamento mentale di Ayrton Senna nell’affrontare la pista, ma in particolar modo la vita trova in Fabrizio molte affinità.</p>
<p>“<em>Se una persona non ha più sogni, non ha alcuna più ragione di vita. Sognare è necessario anche se nel sogno va intravista la realtà</em>” diceva Senna. Bene, Fabrizio non ha mai smesso di sognare concretamente. A partire da quella sera che sulle spalle del padre contemplava il cielo stellato. Proprio quelle stelle sono state e sono tutt’ora, la sua materia di studio. Una folgorazione forse. O molto più semplicemente l’esternazione di un naturale talento. Già perché Fabrizio Tamburini è un talento. Nonostante possa essere inserito in quella lunga lista dei precari dell’Università italiana, Fabrizio è un astrofisico di portata mondiale.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/FabrizioTamb-e1352105352461.jpg" alt="" title="Fabrizio Tamburini" width="435" height="289" class="aligncenter size-full wp-image-2963" /></p>
<p>Laureato con lode in Astronomia presso l’<a href="http://www.unipd.it/" target="_blank">Università di Padova</a> e un Ph.D in Relatività e Fisica Quantistica nel Regno Unito all’<a href="http://www.port.ac.uk/" target="_blank">University of Portsmouth</a>, da anni ormai collabora proprio con l’Università Patavina nell’ambito della ricerca legata alla fisica quantistica, alla relatività generale e all’astrofisica degli oggetti compatti. Delle sue capacità ne sa qualcosa il Prof. <a href="http://www.physics.irfu.se/~bt/" target="_blank">Bo Thidé</a>, dell’<a href="http://www.uu.se/" target="_blank">Università svedese di Uppsala</a> (considerata una delle Università migliori al mondo ndr), con il quale collabora nel campo dell’elettromagnetica legata all’astronomia e all’astrofisica.</p>
<p>Ma la cosa che lascia meravigliati di Fabrizio Tamburini è la sua caparbietà nell’affrontare le difficoltà legate al fare ricerca in Italia. Parla del suo lavoro come della sua vita. Un fiume di passione travolgente. Acutezza di pensiero e vibrazione di sentimento. Parla di come supera le difficoltà quotidiane del suo lavoro, come se descrivesse il modo perfetto per affrontare una curva in un circuito automobilistico. E’ propria questa sua duplice anima di pilota e scienziato che ancora una volta emerge. La velocità. Il frenare all’ultimo istante per poi uscire dalla curva con il piede ben premuto sull’acceleratore. Fabrizio è anche questo. Fabrizio è soprattutto questo. Preparazione, sacrificio ed impegno per qualcosa in cui crede. Una sfida dove gli avversari sono i limiti della conoscenza e purtroppo gli inghippi burocratici di una società che non sempre premia l’eccellenza.</p>
<p>Fabrizio ha dimostrato la sua determinazione anche poco tempo fa, il <a href="http://youtu.be/KLe5Qj5LyKI" target="_blank">24 giugno del 2011</a>. Lo scenario era quello di Piazza San Marco a Venezia e sulla facciata di Palazzo Ducale per la prima volta al mondo due canali radio vengono trasmessi sulla stessa frequenza utilizzando una proprietà del campo magnetico fino ad allora sconosciuta: la vorticità del campo elettromagnetico. Una vorticità che permette l’implementazione di più canali sulla stessa frequenza. Un esperimento eccezionale. La dimostrazione che ci sono altre proprietà del campo magnetico, delle onde radio, della luce, che non sono mai state sfruttate. Una vera e propria scoperta per il futuro della scienza, che potrebbe avere importanti applicazioni sia in campo biomedico e nell’astrofisica, nonché rivoluzionare il campo delle telecomunicazioni e della telefonia mobile. Forse anche per questo la stessa Elettra Marconi ha definito Fabrizio Tamburini erede del padre.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Fabrizio_Tamburini-225x300.jpg" alt="" title="Fabrizio Tamburini" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2965" />Fabrizio descrive tutto ciò con aria di normalità, senza nessun atteggiamento saccente. Semmai piuttosto con un pizzico di umiltà, nonostante ciò che abbia fatto sia qualcosa di straordinario. Ma lui non è una persona che viene gratificata dai complimenti. Per carità ben vengano, ma sono i risultati a contare. Risultati che sono il suggello di una preparazione e di un lavoro continuo da parte sua e del suo team di ricerca. Il perfezionamento di ciò che si fa. Perché ancora una volta, rapportandoci all’automobilismo, non ci sono margini di errore in una gara. Ed ora la gara più importante che sta affrontando Fabrizio Tamburini è quella legata al connubio ricerca ed Università. Non si lamenta del suo stato di precario. Sorvola ironizzando sul suo stipendio da ricercatore. Lui agisce. E lo fa come lo farebbe un fuoriclasse. Un numero uno. Affrontando ogni gara per vincere.</p>
<p>Fabrizio, anche se forse non vuole esserlo, è un esempio. E’ un esempio di fiducia. Di positività. Di guardare avanti. Di credere che il lavoro ben fatto premi. E mai più che oggi abbiamo bisogno di essere sollecitati da figure come la sua. Passione, talento e voglia di fare.</p>
<p>Prima di lasciarci gli chiedo quale sia il suo sogno. E lui sorridendo mi dice: “<em>Una Ferrari 308 GTS. Come quella di Magnum P.I. per intenderci. Chissà magari un giorno potrò permettermela</em>”. Poi guarda in cielo e con lo sguardo fissa una delle tante stelle che brillano lassù.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/11/05/luomo-delle-stelle-fabrizio-tamburini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ilmecenatedanime_Fabrizio_Tamburini.mp3" length="5854080" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
