<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; passioni</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/passioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Il futuro non sono in grado di prevederlo. So solo che voglio farlo&#8221; Cesare Cacitti</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 10:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Cacitti]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Dueville]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Zocche]]></category>
		<category><![CDATA[maker]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Gaetano Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[stampante 3D]]></category>
		<category><![CDATA[startupper]]></category>
		<category><![CDATA[studente]]></category>
		<category><![CDATA[TedxLecce]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3504</guid>
		<description><![CDATA[Un giorno è sul palco del TedxLecce a parlare di futuro. Il giorno prima è su i banchi di scuola. Il giorno dopo, a capire come dare concretezza e sostanza ai suoi sogni.

Cesare Cacitti, quindici anni, ha diverse passioni. Gli piace la musica. Suona il pianoforte e ha scoperto pure il clarinetto. Gli piace lo sport. Due volte alla settimana la piscina diventa la sua palestra. Gli piace stare all’aria aperta, per questo è facile incontrarlo in sella alla sua bicicletta per le strade di Dueville, il paese dove vive a pochi chilometri da Vicenza. Ma Cesare ha anche altre passioni e queste si chiamano: informatica, elettronica e stampa 3D. Per capire da dove arrivino queste ultime passioni occorre andare indietro di qualche anno.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_con_la-sua_prima_stampante_3D-copy-e1414578020575.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti con la sua prima stampante 3D" width="450" height="299" class="aligncenter size-full wp-image-3509" /></a></p>
<p>Un giorno è sul palco del <a href="http://www.tedxlecce.it/" target="_blank">TedxLecce</a> a parlare di futuro. Il giorno prima è su i banchi di scuola. Il giorno dopo, a capire come dare concretezza e sostanza ai suoi sogni.</p>
<p><strong><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank">Cesare Cacitti</a></strong>, quindici anni, ha diverse passioni. Gli piace la musica. Suona il pianoforte e ha scoperto pure il clarinetto. Gli piace lo sport. Due volte alla settimana la piscina diventa la sua palestra. Gli piace stare all’aria aperta, per questo è facile incontrarlo in sella alla sua bicicletta per le strade di Dueville, il paese dove vive a pochi chilometri da Vicenza. Ma Cesare ha anche altre passioni e queste si chiamano: informatica, elettronica e stampa 3D. Per capire da dove arrivino queste ultime passioni occorre andare indietro di qualche anno.</p>
<p>È il 2005 e durante la festa per il suo settimo compleanno tra palloni, giochi e t-shirt, riceve pure un piccolo kit di elettronica. Per Cesare è un’immediata attrazione. Durante i festeggiamenti si apparta ed inizia subito ad appassionarsi a quello che apparentemente doveva essere un gioco in scatola, come tanti altri. Inizia a sperimentare. Soddisfa le sue curiosità studiando. Stimola il suo pensiero ragionando.  Ma soprattutto fa. Costruisce, mette in pratica le cose che ha appreso. Questa sua modalità sintetizzabile in curiosità/studio/sperimentazione continuerà ad accompagnarlo anche in seguito. Tant’è che qualche anno dopo ad attirare la sua curiosità sono altri due elementi: la tecnologia open-source e i primi articoli che parlano delle stampa in 3D.</p>
<p>Cesare capisce che per approfondire questi temi ha bisogno di prendere maggiore dimestichezza con l’inglese. Vai su YouTube e segue i tutorial per apprendere al meglio questa lingua. Fatto questo arriva il momento del grande confronto. La nuova sfida si chiama <a href="http://www.arduino.cc/" target="_blank">Arduino</a>. Si fa spedire a casa  una scheda elettronica, dopodiché inizia a “giocare” come piace fare a lui con la progettazione di circuiti elettrici. Si costruisce il suo primo cubo led e poi un tavolo da lavoro, un mini CNC attraverso il quale si costruisce i pezzi per costruire la sua prima stampante 3D. È agosto del 2013. È l’inizio di un nuovo sogno.</p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_stampante_nuova-300x224.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti stampante 3D nuova" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-3512" /></a></p>
<p>Di questo ne parla anche in un tema a scuola, dove scrive delle sue stampanti 3D e di cosa vuole fare, la maestra gli sottolinea che questo potrà accadere solo nei suoi sogni, inconsapevole però che per Cesare i sogni sono sinonimo di progetti concreti da realizzare. Inizia a stampare porta penne, robottini, braccialetti e cover per telefonini personalizzate per gli amici. Un giorno stampa anche un piccolo pezzo di ricambio per la tenda elettrica della nonna che si era rotta. Ma soprattutto con quella prima stampante ora ne sta stampando un’altra. Perché è questo quello che vuole fare Cesare Cacitti: costruire e vendere stampanti 3D low cost in tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_TedxLecce-214x300.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti sul palco del TedxLecce" width="214" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3514" /></a>Questo suo progetto oggi ha vinto un percorso di incubazione messo in palio dal <a href="http://www.premiogaetanomarzotto.it/" target="_blank">Premio Gaetano Marzotto</a>. Mettere a disposizione di ogni famiglia una stampante 3D a basso prezzo è qualcosa di più che una semplice idea. Cesare Cacitti è probabilmente il più giovane startupper italiano. Cesare Cacitti è probabilmente pure anche il più giovane maker italiano. Ma soprattutto Cesare Cacitti è un ragazzo di quindici anni che ha le idee molto chiare.</p>
<p>La madre di Cesare, Lidia Zocche, mi dice: “<em>Con lui in casa ho il futuro che diventa presente</em>”. Sarà per questo che quando chiedo a Cesare cosa vuole fare da grande mi risponde: “<em>Il futuro non sono in grado di prevederlo. So solo che voglio farlo</em>”.</p>
<p>Intanto è un altro pomeriggio di un autunno soleggiato nella provincia di Vicenza. Cesare prende la sua bicicletta e va a farsi un bel giro. Farà tappa anche in un’azienda di filamenti per stampa 3D, ma questo fa parte del suo quotidiano lavoro di costruzione del proprio futuro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3" length="4533504" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Dalla Russia con passione &#8211; Elena Cadic</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/05/dalla-russia-con-passione-elena-cadic/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/05/dalla-russia-con-passione-elena-cadic/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 13:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[citizen journalist]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Cadic]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion Forchetta]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[galleria d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Mességué]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[stylist]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3014</guid>
		<description><![CDATA[Se non me l’avesse detto con quel suo tono pacato, ma intrigante, difficilmente le avrei creduto. Però alla fine tutto quadrava. Perciò anche quella corsa fatta sui colli berici con Putin non solo ci stava, ma era una conferma che tutto può accadere se la costruzione del proprio percorso di vita è ben sostenuta da determinazione, preparazione ed elasticità mentale. Se a ciò si aggiungono delle passioni coltivate e una buona dose di curiosità, le parole di Elena Cadic non sono altro che la testimonianza che “si può fare”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Elena_Cadic_FashionForchetta.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Elena_Cadic_FashionForchetta.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Se non me l’avesse detto con quel suo tono pacato, ma intrigante, difficilmente le avrei creduto. Però alla fine tutto quadrava. Perciò anche quella corsa fatta sui colli berici con Putin non solo ci stava, ma era una conferma che tutto può accadere se la costruzione del proprio percorso di vita è ben sostenuta da determinazione, preparazione ed elasticità mentale. Se a ciò si aggiungono delle passioni coltivate e una buona dose di curiosità, le parole di <strong><a href="http://www.fashionforchetta.it/" target="_blank">Elena Cadic</a></strong> non sono altro che la testimonianza che “si può fare”.</p>
<div id="attachment_3017" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.fashionforchetta.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Elena-Cadic-Fashion-Forchetta-e1354715374567.jpg" alt="" title="Elena Cadic - Fashion Forchetta" width="250" height="250" class="size-full wp-image-3017" /></a><p class="wp-caption-text">Elena Cadic, autrice e curatrice del magazine online Fashion Forchetta</p></div>
<p>Nonostante la giovane età Elena non perde un istante per costruire il proprio futuro. A diciottoanni arriva in Italia. Le sue origini russe non si disperdono però. Piuttosto si arricchiscono. Come una spugna s’immerge in una nuova cultura. Con lo stupore di chi non è assuefatto alla bellezza delle cose o più semplicemente è in grado di apprezzarne i contenuti, coglie pienamente quanto di meraviglioso possa esserci nell’arte, nel design, nella moda, nel cibo, nella storia che hanno fatto grande un paese come il nostro.</p>
<p>Per Elena tutto ciò non può che essere un grande punto di partenza. Intraprende il corso di laurea in Storia dell’Arte. Porta rapidamente a compimento il suo percorso di studi ed inizia immediatamente a confrontarsi con il mondo del lavoro. La prima occasione apparentemente sembra lontana da ciò che le sta più a cuore. Diventa assistente ed interprete presso il centro Mességué. E’ pure questa un’esperienza. La possibilità di parlare più lingue le permette di essere elemento prezioso, soprattutto quando gli ospiti di queste strutture sono per lo più stranieri. Poi comunque è l’occasione per fare quella corsa con Putin, che forse non le sarebbe mai accaduta in altre situazioni.</p>
<p>Ma è solo l’inizio. Un passo importante nella direzione che più interessa ad Elena arriva con la collaborazione con un’importante galleria d’arte. E’ qui che inizia a respirare ciò che magari fino a poco tempo prima aveva studiato sui libri di scuola. Opere, artisti, vernissage, la vita di Elena prende un’accelerazione completa. Un anno mezzo, quasi due, dove Elena sette giorni su sette mette a disposizione le proprie competenze e allo stesso tempo non smette il suo continuo apprendimento.</p>
<p>Ed ecco il momento di mettersi in gioco. E’ qui che l’inventiva si sposa con le sue passioni e soprattutto l’intuizione trova sostegno nelle opportunità messe a disposizione da un nuovo modo di comunicare. Internet è lo strumento. <strong><a href="http://www.fashionforchetta.it/" target="_blank">Fashion Forchetta</a></strong> il progetto. Elena Cadic l’ideatrice. A sentirlo raccontare dalle sue parole dopo averla conosciuta, non si può dire altro che doveva finire così. Un nuovo percorso per Elena, che altro non è che l’insieme dei suoi interessi, visti, corretti ed interpretati dalla sua soggettiva. Una soggettiva che è il risultato di un continuo aggiornamento su tematiche di suo interesse. Anche se con Elena non è possibile porre dei confini al suo desiderio di conoscere in una visione globale.</p>
<div id="attachment_3025" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.fashionforchetta.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/fashion-forchetta-e1354715109466.jpg" alt="" title="Fashion Forchetta | Luxury Lifestyle Magazine di Elena Cadic" width="435" height="230" class="size-full wp-image-3025" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di Fashion Forchetta, il magazine online di Elena Cadic</p></div>
<p>Moda e cibo. Sono questi i due elementi iniziali di questo suo progetto. Lei che fin da subito ha colto che cosa ci contraddistingue per il nostro made in Italy nel mondo. Il suo è un approccio da citizen journalist, dove alla base c’è prima di tutto l’essere lettrice. Essere informati, approfondire con letture, scendere in profondità su alcune tematiche prima ancora di iniziare a redigere dei propri contenuti. E’ così che attraverso Fashion Forchetta inizia a pubblicare i suoi primi articoli, le sue prime interviste. Chef e stylist parlano del proprio lavoro, spesso e volentieri anche in termini molto analoghi, forse perché comunque la base creativa è comune. Elena incontra questi protagonisti. Elena prova nuovi ristoranti. Elena partecipa alla presentazione di nuove collezioni.</p>
<p><div id="attachment_3030" class="wp-caption alignleft" style="width: 255px"><a href="http://www.fashionforchetta.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Attachment-2-245x300.jpg" alt="" title="Fashion Forchetta" width="245" height="300" class="size-medium wp-image-3030" /></a><p class="wp-caption-text">La creatività di Elena Cadic è anche nel fare. Ecco un esempio di una collana da lei realizzata</p></div>Fashion Forchetta</a> sta crescendo sempre più. Sia in termini  quantitativi con nuovi articoli, sia in termini qualitativi, frutto della sensibilità e preparazione di Elena nel selezionare oltre che redigere. E’ così che a fianco di moda, cibo e vini, in maniera del tutto naturale, così come deve essere, si affiancano arte, design e fotografia, tutto ciò che può più correttamente esprimere il lifestyle italiano.</p>
<p>Quel giorno che Elena quasi timidamente ad un mio incontro alzò la mano per dirmi che forse anche la sua storia poteva essere d’interesse aveva perfettamente ragione. Elena Cadic non solo racchiude talento e passione, ma trasforma in azione ciò che può far sì che un’idea diventi qualcosa di concreto. Lei stessa è alimentata dalla creatività che caratterizza i prestigiosi designer, chef e stilisti che intervista. Quella creatività applicata che le permetterà di fare grandi cose. Fashion Forchetta è l’inizio. L’arrivo è lontano. Ma nel perseguire la sua destinazione, Elena ne avrà di soddisfazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/12/05/dalla-russia-con-passione-elena-cadic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/12/Elena_Cadic_FashionForchetta.mp3" length="5857152" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Un incontro (tanto) atteso &#8211; Guido Harari</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/25/un-incontro-tanto-atteso-guido-harari/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/25/un-incontro-tanto-atteso-guido-harari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[annie leibovitz]]></category>
		<category><![CDATA[chiarelettere]]></category>
		<category><![CDATA[elvis presley]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andré]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[franz di cioccio]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio gaber]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe pino]]></category>
		<category><![CDATA[guido harari]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[jean-pierre leloir]]></category>
		<category><![CDATA[jim marshall]]></category>
		<category><![CDATA[l'illogica utopia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[quando parla gaber]]></category>
		<category><![CDATA[sandro luporini]]></category>
		<category><![CDATA[signor g]]></category>
		<category><![CDATA[the beatles]]></category>
		<category><![CDATA[wall of sound]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2560</guid>
		<description><![CDATA[Era da un po’ che lo rincorrevo. Come un metallo attratto da un magnete, sapevo che prima o poi ci saremo inesorabilmente incontrati. Il tutto accade quando un anno sta per finire e il suo compleanno è trascorso da appena un giorno. “E’ un eterno presente…” dice rispondendomi sul trascorrere dell’esistenza. “E’ una storia in continua evoluzione” mi verrebbe da rispondergli ripercorrendo il suo cammino professionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_GuidoHarari.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_GuidoHarari.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>29 dicembre 2011.</p>
<p>Era da un po’ che lo rincorrevo. Come un metallo attratto da un magnete, sapevo che prima o poi ci saremo inesorabilmente incontrati. Il tutto accade quando un anno sta per finire e il suo compleanno è trascorso da appena un giorno. “<em>E’ un eterno presente…</em>” dice rispondendomi sul trascorrere dell’esistenza. “<em>E’ una storia in continua evoluzione</em>” mi verrebbe da rispondergli ripercorrendo il suo cammino professionale.</p>
<p>Fotografia e musica sono gli ingredienti del suo lavoro. Parti integranti della sua persona forse è più corretto dire. Approfittandone dell’informalità di quei giorni di festa, gli chiedo quale potrebbe essere un ritratto fotografico che ben lo rappresenti e lui, <strong><a href="http://www.guidoharari.it/" target="_blank">Guido Harari</a></strong>, mi risponde così: “<em>Un tempo, quand’ero soprattutto fotografo, mi sentivo un “dilettante ispirato”. Oggi, dopo avere realizzato, libri, mostre, e aver aperto la mia galleria fotografica, <a href="http://www.wallofsoundgallery.com/" target="_blank"><strong>Wall Of Sound</strong></a>, credo di portare avanti a più livelli e con strumenti diversi un’opera di divulgazione non solo sull’immagine della musica, ma sulla musica stessa e sulla realtà di cui è, o è stata, espressione</em>”.</p>
<p>E’ un uomo che non solo ben sa cosa significhi il termine passioni, ma anche ha capito l’importanza di alimentarsi di esse – “<em>…vuol dire tenere sempre accesa la propria scintilla interiore. È qualcosa di molto intimo, impresso da sempre nel proprio Dna. Quando il mondo intorno muore, si può sempre riconnettersi con la propria scintilla interiore per guardare avanti e “credere”. Non ci sono alternative</em>”.</p>
<p>Guido Harari è colui che ha fatto talmente tante cose da poter essere soddisfatto di aver realizzato così tanti sogni, ma che ugualmente parlando di cosa ha ancora rinchiuso nel cassetto, risponde che per quello avrebbe bisogno di una macchina del tempo e di un’altra vita a disposizione.</p>
<p>Quando parla del suo lavoro sono le emozioni ad emergere dalle parole – “<em>Mi emozionano il contatto con l’altro, le potenzialità di approfondimento, di conoscenza. Per un timido cronico come me, il lavoro di fotografo obbliga a saltare tutta una serie di impacci e ad esporti per quello che sei. Non è ammessa finzione. Dunque il mio è un lavoro veramente auto terapeutico e, come tale, irrinunciabile</em>”.</p>
<p>Ma è sugli incontri che irrompono gli elementi distintivi che hanno caratterizzato la sua vita. Come quando mi racconta di come sia avvenuto il suo incontro con la fotografia – “<em>Ho amato la fotografia fin da piccolo, osservando mio padre (che non era certo un professionista) fissare con la sua macchina fotografica i momenti salienti che scandivano la vita della nostra famiglia. Ho imparato ad apprezzare di più le piccole e grandi sorprese della vita proprio per la possibilità di fissarle su pellicola. Questa passione si è presto intrecciata con quella per la musica e ad un certo punto, prima ancora che compissi vent’anni, ha prodotto quello che è diventato il mio ‘lavoro’ </em>”.</p>
<p>Già la musica, un altro incontro incantevole, come lui stesso mi racconta: “<em>Ho scoperto la magia della musica da bambino, infilando 45 giri nel mangiadischi dell’auto di alcuni amici di famiglia. Una specie di primitivo car stereo. Quando sono arrivati i <a href="http://www.beatles.com/" target="_blank">Beatles</a>, compravo già dischi con la mia paghetta, e non c’è voluto molto per capire che quella sarebbe stata la passione di una vita intera. Ho cominciato a ritagliare giornali, collezionare dischi e memorabilia e, più tardi, a fotografare e a scrivere</em>”.</p>
<p><div id="attachment_2564" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.guidoharari.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/GUIDO-HARARI__FRANZ-DI-CIOCCIO-e1327482648463.jpg" alt="" title="GUIDO HARARI &amp; FRANZ DI CIOCCIO" width="435" height="348" class="size-full wp-image-2564" /></a><p class="wp-caption-text">Guido Harari (sulla dx) con Franz Di Cioccio</p></div>Ma la vita di Guido Harari è stata forgiata anche da un altro tipo d’incontri. Quegli incontri che ti possono cambiare la vita – “<em>La mia vita è cambiata quando per la prima volta ho sentito <a href="http://www.elvis.com/" target="_blank">Elvis Presley</a> in un juke-box durante una vacanza in montagna. Avevo otto anni. E poi quando il mio sguardo si è posato sulle fotografie di <a href="http://www.jimmarshallphotographyllc.com/" target="_blank">Jim Marshall</a>, di <a href="http://www.photo-leloir.net/" target="_blank">Jean-Pierre Leloir</a>, di <a href="http://www.nital.it/sguardi/9/news_mostre3.php" target="_blank">Giuseppe Pino</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Annie_Leibovitz" target="_blank">Annie Leibovitz</a>. Avevo diciotto anni. Ogni incontro mi ha segnato, confermandomi nel percorso intrapreso</em>”.</p>
<p>Infine arriviamo a quell’incontro che forse ha dato quell’accelerazione finale affinché mi mettessi in contatto con lui: <a href="http://www.giorgiogaber.it/" target="_blank">Giorgio Gaber</a>. “Ho apprezzato Gaber fin dai primi dischi “dei Navigli”, ma l’ho incontrato tardi, grazie a <a href="http://www.alabianca.it/" target="_blank">Enzo Jannacci</a>, quando insieme riformarono il loro adrenalinico duo, ribattezzandolo Ja.Ga. Bros. Come se non più di <a href="http://www.fondazionedeandre.it/" target="_blank">De André</a>, Gaber è stato la coscienza di più di una generazione. Impossibile non farsi contagiare e travolgere dall’irruenza delle sue performance, dalla corrosività delle argomentazioni, dalle instancabili provocazioni. Gaber resta a tutt’oggi, insieme a <a href="http://www.pasolini.net/" target="_blank">Pasolini</a>, un esempio di serietà, di coerenza, di infaticabile ricerca. Colpiva di lui la dialettica, la sua smania di confrontarsi col pubblico in estenuanti dibattiti, il suo rimettere tutto in discussione – valori, idee, rituali. Ascoltare Gaber significava riaprire piaghe dolorose e gettare lo sguardo nell’abisso delle proprie contraddizioni. Dopo di lui, nessuno, purtroppo”.</p>
<p><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/fuori-collana/gaber-lillogica-utopia.php" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Lillogica_Utopia_Guido_Harari-235x300.jpg" alt="" title="L&#039;illogica Utopia di Guido Harari (ed. Chiarelettere)" width="235" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2566" /></a>Un anno fa proprio Guido, aveva pubblicato un meraviglioso libro fotografico su Gaber dal titolo <strong><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/fuori-collana/gaber-lillogica-utopia.php" target="_blank">L’illogica utopia</a></strong>. – “Era tempo che si restituisse la parola a Gaber a quasi dieci anni dalla sua scomparsa. Per colmare un vuoto troppo ingombrante, per riascoltare la voce dell’intelligenza, per rilanciare nuovi quesiti in un’epoca di finte certezze e di sgradevolissima cosmesi.  Un libro come L’illogica utopia ha significato per me anche il lusso di poter approfondire il percorso e la poetica di Gaber (senza dimenticare l’apporto fondamentale del suo partner <a href="http://www.luporini.it/" target="_blank">Sandro Luporini</a>) attraverso i suoi appunti, le sue interviste e una messe di materiali messi generosamente a disposizione dagli amici della <a href="http://www.giorgiogaber.it/" target="_blank">Fondazione Giorgio Gaber</a>. Di questo non potrò mai ringraziarli abbastanza”.</p>
<p><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/quando-parla-gaber-7.php" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/QUANDO-PARLA-GABER-193x300.jpg" alt="" title="QUANDO PARLA GABER a cura di Guido Harari (ed. Chiarelettere)" width="193" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2568" /></a>Oggi un suo nuovo libro <strong><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/quando-parla-gaber-7.php" target="_blank">Quando parla Gaber</a></strong>. – “… doveva intitolarsi, ben più significativamente, Io non mi sento italiano. È nato dall’esigenza di uscire dall’autobiografismo dell’Illogica utopia per zoomare sugli anni del Teatro Canzone e dell’impegno civile. Di fatto il libro riprende una serie di materiali contenuti nell’Illogica utopia con l’aggiunta di alcuni inediti che si rendevano indispensabili in questa nuova veste. È un piccolo libro Zen da tenere sul comodino o in tasca, pronto in qualunque momento a regalare stimoli e, soprattutto, conforto”.</p>
<p>Prima di concludere questa nostra chiacchierata gli chiedo se secondo lui, nell’ambito artistico, esiste oggi un nuovo Signor G e lui senza esitare mi risponde: “Non potrà mai esserci un nuovo Signor G, come non potrà mai esserci un nuovo De André. La storia avanza e richiede nuovi testimoni, persino nuovi linguaggi. Siamo qui ad attendere chi saprà raccontare questi tempi bui con parole nuove. È già molto che, in questa attesa che si fa sempre più lunga e preoccupante, artisti con una visione come Gaber e De André possano aiutarci a decifrarli e a indovinarne gli sviluppi futuri”.</p>
<p>Finisce così questo nostro primo incontro. Ma sono sicuro che ora che ci siamo conosciuti, ci saranno altre occasioni per parlare, per condividere oppure semplicemente per solo sognare.</p>
<p>A presto Guido.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2012/01/25/un-incontro-tanto-atteso-guido-harari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_GuidoHarari.mp3" length="8426112" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>I pensieri fatti a mano di Maria Cristina Pizzato</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/12/12/i-pensieri-fatti-a-mano-di-maria-cristina-pizzato/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/12/12/i-pensieri-fatti-a-mano-di-maria-cristina-pizzato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[abilità]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[ferri]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[knit cafè]]></category>
		<category><![CDATA[lana]]></category>
		<category><![CDATA[maglia]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina pizzato]]></category>
		<category><![CDATA[mestieri]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri fatti a mano]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2486</guid>
		<description><![CDATA[Mentre sono al telefono con lei mi viene in mente una canzone. Non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Anzi, le sue parole si stampano nella mia memoria. Riesco pure a vederle. Eppure quelle note sono lì presenti. Quasi a voler accompagnare il suo discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Ilmecenatedanime_Maria_Cristina_Pizzato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Ilmecenatedanime_Maria_Cristina_Pizzato.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Cristina_lordBrett-e1323679818672.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - Pensieri fatti a mano" width="435" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-2490" /></a></p>
<p>Mentre sono al telefono con lei mi viene in mente una canzone. Non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Anzi, le sue parole si stampano nella mia memoria. Riesco pure a vederle. Eppure quelle note sono lì presenti. Quasi a voler accompagnare il suo discorso.</p>
<p>E’ un riff di chitarra la musica che ho in testa. Non riesco a ricondurla ad un motivo preciso, ma è qualcosa di rock. Di molto rock. Tutto ciò è strano, dal momento che <strong>Maria Cristina Pizzato</strong>, mi sta raccontando della sua passione per la lana. Più lei mi descrive i suoi lavori a maglia e più il suono della chitarra si fa forte.</p>
<p>Terminata la conversazione, cerco di capire il motivo di tale strana associazione. La risposta mi viene ripensando ad una frase di Maria Cristina &#8211;  “<em>… la maglia è sempre stata una costante, a quattro anni mi ha insegnato mia nonna… poi io mi sono evoluta, leggendo le riviste, lavorando in ufficio durante le pause, organizzando dei piccoli seminari con le mie colleghe, con le amiche…</em>”.</p>
<p>Ma è sul termine “<em>evoluta</em>” che mi soffermo. E’ quella parola che mi ha fatto scardinare uno dei tanti stereotipi. Che il lavoro a maglia appartenga ad una generazione passata. Che sia esclusivamente di padronanza femminile. Che sia un’attività di secondo piano, in un certo qual modo, che non vada oltre il sorriso ironico iniziale che può strappare.</p>
<p>Tutto questo Maria Cristina Pizzato lo sa bene. E’ per questo che mi ha parlato dei suoi lavori fatti a mano, alternando l’entusiasmo che può avere un tifoso parlando della propria squadra e l’arguzia di un dirigente d’azienda nel presentare un suo piano di lavoro. Maria Cristina mi ha piacevolmente spiazzato e non mi è rimasto che applaudire a quanto da lei descrittomi.</p>
<p>Da poco superato i quarant’anni. Da molto impegnata in aziende dall’alto contenuto tecnologico come responsabile <a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Knit-Cafe_16-11-11_9-300x300.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato Knit Cafe" width="300" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2493" /></a>Marketing. Maria Cristina è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante per questa sua passione. Il suo blog “<a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank">Pensieri Fatti a Mano</a>”, in meno di un anno è diventato uno spazio di riferimento sul web, per quanto riguarda l’arte del lavoro a maglia. I Knit Cafè, gli incontri che organizza periodicamente per tutti gli appassionati del tema, stanno diventando un appuntamento tanto atteso, quanto partecipato. E per sfatare ulteriormente i preconcetti iniziali, l’età media dei presenti è inferiore ai trent’anni.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Gilet_mantellina-300x225.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato Gilet mantellina" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2495" /></a>“<em>Serenità!</em>”. Mi risponde così Maria Cristina, alla domanda cosa rappresenti per lei la lana, aggiungendo poi: “<em>Ha qualcosa di terapeutico… ho imparato a togliermi dei blocchi… lavorando la lana i pensieri della mente assumono un ritmo diverso… come un gomitolo attorcigliato che tu piano piano riesci a sbrogliare, così anche il pensiero diventa più fluido, più lineare…</em>”.</p>
<p>Ma non solo il lavorare la lana ha un effetto positivo in chi lo esegue &#8211; si potrebbe dire che aumenti anche la concentrazione e la consapevolezza in ciò che si fa &#8211; ma c’è pure “il tocco”. Il toccare un filato che trasmette sicurezza, rassicura e allo stesso tempo regala un momento di piacevole relax.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/abilmente_borsa-300x231.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - Abilmente borsa" width="300" height="231" class="alignright size-medium wp-image-2497" /></a>Il lavorare a maglia è un gesto creativo, forse anche per questo i colori incidono. Come quelli naturali, preferiti da Maria Cristina. Il lavorare a maglia può essere anche l’intreccio di più elementi. Come la borsa realizzata da Maria Cristina per la fiera Abilmente, che prevedeva delle applicazioni in legno fatte dal padre. L’unione di due materiali. L’unione di due abilità. L’unione.</p>
<p>Che Maria Cristina sia portata per le cose “d’avanguardia” lo si capisce. Sperimentare. Apprendere nuovi tecniche di lavorazione. Attenzione verso l’abbigliamento e la cura dei particolari. Poi comunque ha questo approccio di condivisione. Nonostante la maggior parte delle cose che realizzi le regali, cerca spesso di fronte ad una richiesta di rilanciare – “<em>… perché non lo fai tu che t’insegno?</em>”.</p>
<p>Intanto si vanno sempre più a delineare alcune idee. Un cappotto russo, stile zarina, che vorrebbe realizzare utilizzando la sua amata lana e poi nell’ambito dell’arte, arrivare alla realizzazione di quadri attraverso la maglia. Sono sogni o forse solo dei nuovi punti di partenza per far continuare ad evolvere questa sua passione.</p>
<p>Quindi la prossima volta che vedete Maria Cristina Pizzato all’opera, fate pure il solito sorrisino iniziale, ma poi rimanete ad osservare quanto di meraviglioso possa uscire dal suo sapiente utilizzo dei ferri. I ferri del mestiere.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/OniricaLab_KnitCafè_7-e1323680575478.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - OniricaLab KnitCafè" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-2500" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/12/12/i-pensieri-fatti-a-mano-di-maria-cristina-pizzato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Ilmecenatedanime_Maria_Cristina_Pizzato.mp3" length="5097984" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>E se fosse stata tutta &#8220;colpa&#8221; del camper? &#8211; Elisa Loriato</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/05/13/e-se-fosse-stata-tutta-colpa-del-camper-elisa-loriato/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/05/13/e-se-fosse-stata-tutta-colpa-del-camper-elisa-loriato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[camper]]></category>
		<category><![CDATA[consulente per viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[elisa loriato]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[scelte]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=2057</guid>
		<description><![CDATA[Il camper è molto di più di una semplice scelta di vacanza. Forse si avvicina ad una forma di nomadismo. Con una particolarità però, ci si sposta alla scoperta del mondo portandosi con sé un pezzo di casa. Già perché comunque il camper è un’estensione della propria residenza fisica. Meglio ancora il camper è una seconda casa viaggiante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/ilmecenatedanime_elisa_loriato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/ilmecenatedanime_elisa_loriato.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Il camper è molto di più di una semplice scelta di vacanza. Forse si avvicina ad una forma di nomadismo. Con una particolarità però, ci si sposta alla scoperta del mondo portandosi con sé un pezzo di casa. Già perché comunque il camper è un’estensione della propria residenza fisica. Meglio ancora il camper è una seconda casa viaggiante. I veri camperesti hanno sempre il camper pronto per partire. Stoviglie apposite. Lenzuola su misura. Carte da gioco, forse quelle sì, rubate al soggiorno di casa. L’atmosfera che si respira è quella familiare, tipica di una casa in perfetta armonia.</p>
<p>Cosa succede se una persona fin da bambina trascorre parte del suo tempo viaggiando su questa casa in movimento? Può succedere che si innamori. Si innamori dei viaggi. Si innamori della scoperta. Si innamori di un approccio dinamico del pensiero. Aprire gli occhi. Abbattere confini fisici e mentali di barriere geografiche, pur mantenendo ben presente le proprie origini.<br />
<div id="attachment_2061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.cartorange.com/elisaloriato/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/famiglia-114-e1305272220502.jpg" alt="" title="Elisa Loriato - E se fosse stata tutta colpa del camper?" width="450" height="317" class="size-full wp-image-2061" /></a><p class="wp-caption-text">Elisa Loriato con la sorella durante i primi viaggi in camper</p></div></p>
<p>Forse deve essere successo proprio questo a <strong><a href="http://www.cartorange.com/elisaloriato/" target="_blank">Elisa Loriato</a></strong>. Figlia di camperesti. In viaggio già all’età di cinque anni. Innumerevoli Paesi visitati. Diverse culture conosciute. Il suo imprinting non poteva essere diverso. Il viaggio era e rimane la sua passione.</p>
<p>E’ per questo che la storia di Elisa diventa nella sua semplicità un racconto emblematico. Si laurea velocemente in lingue e culture per il management turistico. Entra presto a far parte del mondo del lavoro. Ma se esser giovani dovrebbe rappresentare un vantaggio, questo elemento nelle aziende troppo spesso viene limitato ad un aspetto contributivo. Per il resto l’indice anagrafico rimane una sorta di ordine gerarchico. Il più piccolo taccia e faccia solo ciò che gli venga richiesto.</p>
<p>In parte a questo supplizio di camuffata gavetta, Elisa viene risparmiata. Viene assunta all’interno dell’ufficio legale di una fashion company internazionale. Certo non ci sono i viaggi, ma c’è una nuova lingua da parlare e ancor di più uno straordinario rapporto con i colleghi da coltivare.</p>
<p>Ed è proprio da questo ufficio che Elisa riceve nuova linfa. In particolar modo dai due diretti responsabili di madrelingua inglese, Elisa ha la possibilità di amplificare la sua già dinamica impostazione mentale – <em>“… un’impostazione che ti aiuta ad essere quello che sei… un percorso che ti mette ripetutamente alla prova, che però è ricco di soddisfazioni” </em>mi dice.</p>
<p><a href="http://www.cartorange.com/elisaloriato/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/P1000454-40-e1305272627639.jpg" alt="" title="Elisa Loriato" width="450" height="337" class="aligncenter size-full wp-image-2063" /></a></p>
<p>E’ così che Elisa piano piano prende sempre più coscienza di sé. Dei propri limiti <em>“… non potevo trattare direttamente un contratto perché comunque non potevo giustamente cogliere quelle chiamiamole sfumature date da una lingua diversa dalla mia…</em>”. Delle proprie passioni <em>“… in parte ero soddisfatta perché potevo finalmente parlare in inglese, però più passava il tempo più mi rendevo conto che soffrivo d’intolleranza nei confronti della scrivania…”</em>.</p>
<p>A tutto a ciò si devono aggiungere alcuni aspetti. Gratificazioni. Dall’ufficio non mancavano. Dalla Direzione non sempre giungevano. Poi, il contatto con la gente. Certo in azienda non scarseggiava, ma nel suo ruolo forse era un po’ limitato. Infine, la capacità organizzativa. Elisa prendeva sempre più coscienza di esserne dotata.</p>
<p>Gli ingredienti ormai c’erano tutti. Viaggi, lingue, persone e organizzazione. Mancavano solo le istruzioni di come ben amalgamarli tutti insieme.</p>
<p>Nel frattempo Elisa si avvicinava sempre di più verso quella manovra che porta il nome di cambiamento.</p>
<p>Prende il patentino di accompagnatore turistico. Si diletta a dispensare consigli agli amici che devono andare in viaggio. Il dado è tratto. Nella sua mente si fa largo tra sistematici dubbi, una risposta. Con questa certezza quasi raggiunta, Elisa fa un altro passo. Personale. Anche se non sempre è possibile scindere quello che si fa da quello che si è. C’è un matrimonio e un lungo viaggio in Australia. Il coronamento di un sogno per una viaggiatrice come lei.</p>
<p><a href="http://www.cartorange.com/elisaloriato/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/P1010397-e1305272798266.jpg" alt="" title="Elisa Loriato" width="450" height="337" class="aligncenter size-full wp-image-2065" /></a></p>
<p>Di ritorno in azienda la comunicazione delle dimissioni. L’atto finale di una scelta meditata da tempo. Sono trascorsi cinque anni da quando aveva varcato per la prima volta il cancello di quella sua prima formante esperienza lavorativa. E’ il 23 dicembre del 2010 quando per l’ultima volta si lascia la facciata alle spalle, prima di salire in auto. Il tragitto fino a casa è un interrotto pianto. Poi arriva il sorriso. Quel sorriso dato dalla consapevolezza di aver fatto la scelta giusta.</p>
<p>Elisa Loriato si ritrova all’inizio del nuovo anno con un futuro tutto da scrivere. Riprende in mano i tasselli delle sue passioni e allo stesso tempo la sua vita. Una frase le gira per la testa <em>“&#8230; rendere felice chi viaggia…</em>”. Infatti mi dice: <em>“…. io che avevo sempre la valigia in mano… che avevo ricordi bellissimi legati ai miei viaggi… non potevo capire chi non desiderava fare altrettanto… forse si trattava solo di fargli vivere la giusta esperienza… quella più adatta… fargli vivere un’esperienza unica</em>”.</p>
<p>E così che Elisa diventa <a href="http://www.cartorange.com/elisaloriato/" target="_blank">consulente per viaggiare</a>. Trova una struttura che le mette a disposizione le informazioni e nel giro di poco ciò che prima faceva in modo naturale, dispensare consigli sui viaggi, lo fa diventare un’attività. Ed ecco che Elisa tra un passa parola ed un altro si ritrova non solo con gli amici, ma anche con “<em>coloro che non hanno tempo o chi non ha l’abilità nell’utilizzo di Internet”</em> a fare ciò che ha sempre fatto.</p>
<p>Ma questo è solo l’inizio. Il sogno di Elisa è qualcosa di più articolato. Il passo successivo innanzitutto sarebbe quello di accompagnare chi va in viaggio – <em>“… fargli conoscere i posti dove sono stata io… valorizzare anche il territorio dove vivo…</em>”. Poi c’è un progetto molto più ambizioso. E’ ancora in fase embrionale. E’ legato ai camper, d’altronde non poteva essere diversamente. Si tratta di ridare una valenza culturale oltre che economica a questo modo di viaggiare.</p>
<p>Tutto è pronto. Il camper è acceso. La traiettoria è segnata. Non rimane che partire con Elisa.</p>
<p>Buon viaggio a tutti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2011/05/13/e-se-fosse-stata-tutta-colpa-del-camper-elisa-loriato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/05/ilmecenatedanime_elisa_loriato.mp3" length="6837888" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>La casualità d’essere Renzo Di Renzo</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/19/la-casualita-dessere-renzo-di-renzo/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/19/la-casualita-dessere-renzo-di-renzo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[affissioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[essere]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione claudio buziol]]></category>
		<category><![CDATA[heads collective]]></category>
		<category><![CDATA[la musica è il mio radar]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano nuzzolo]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[oliviero toscani]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[renzo di renzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[università di san marino]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=902</guid>
		<description><![CDATA[Spesso abbiamo una visione parziale e riduttiva delle persone. “Ah, tu fai questo, quindi sei questo”. Dimentichiamo che un individuo è costituito da un insieme di passioni, interessi e predisposizioni che ne fanno un soggetto piacevolmente variegato. Se poi si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso abbiamo una visione parziale e riduttiva delle persone.<br />
“Ah, tu fai questo, quindi sei questo”. Dimentichiamo che un individuo è costituito da un insieme di passioni, interessi e predisposizioni che ne fanno un soggetto piacevolmente variegato.</p>
<p>Se poi si ha la fortuna d’incontrare qualcuno che di natura è poliedrico, si ha la certezza che le etichette hanno diritto di esistere solo sui faldoni di un archivio.</p>
<p><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Renzo_di_Renzo.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Renzo_di_Renzo-e1298029150792.jpg" alt="" width="435" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-904" /></a></p>
<p>Sono le 9.30 a Venezia. Ho appena attraversato una Piazza San Marco ancora non troppo gremita di turisti e con il sole che illuminando le calli, porge il suo buongiorno ad una Serenissima ancora assonnata.</p>
<p>All’inizio di Strada Nuova si affaccia sul Canal Grande uno dei tanti e meravigliosi palazzi di questa città. Al secondo piano di esso vi è un luogo magico. Un luogo che vuole ricordare <a href="http://www.ibs.it/code/9788831791496/donazzan-beppe/forza-del-sogno.html" target="_blank">La Forza del Sogno</a> di un imprenditore illuminato. Un luogo che vuole promuovere i sogni di tanti giovani artisti e talenti. Si tratta della <a href="http://www.fondazioneclaudiobuziol.org/" target="_blank">Fondazione Claudio Buziol</a> e ad accogliermi c’è il suo direttore artistico: <strong>Renzo Di Renzo</strong>. E’ con lui che andremo a testare le tante sfaccettature di un essere umano.</p>
<p>Ci accomodiamo in una stanza che accoglie molti degli avvenimenti ed incontri della Fondazione. Osservo Renzo in questa sala settecentesca. Il contesto gli si addice. Con abiti d’epoca, potrebbe tranquillamente impersonificare un nobile del passato.</p>
<p>Iniziamo a conversare. Partiamo dalla fine in termini temporali. Un libro. <a href="http://www.ibs.it/code/9788842543893/zzz99-nuzzolo-m/musica-egrave-il-mio.html" target="_blank">La Musica è il mio radar</a>. <a href="http://www.myspace.com/massimilianonuzzolo" target="_blank">Massimiliano Nuzzolo</a> ne è il curatore. Renzo Di Renzo uno degli autori con un suo racconto.</p>
<p>“Questo è un progetto che premia la passione di chi l’ha portato avanti, Massimiliano Nuzzolo. Già fautore di altre interessanti iniziative, è un ragazzo in gamba, che stimo. Avevo un racconto rimasto fuori dal mio precedente libro (<a href="http://www.ibs.it/code/9788831791519/di-renzo-renzo/motivo-privato.html" target="_blank">Motivo Privato</a> edito da Marsilio, ndr) legato alla musica. A questo aggiungiamo che l’intero ricavato sarà devoluto alla <a href="http://www.amref.it/" target="_blank">AMREF</a> per finanziare dei progetti in Africa, diciamo è stato un piacere parteciparvi.”</p>
<p><strong>Ma che rapporto ha Renzo Di Renzo con la scrittura?</strong><br />
“Per fortuna non è il mio mestiere” mi dice sorridendo. “Anche se ho pubblicato quattro libri, non mi considero uno scrittore. Scrittore è colui che fa solo ed esclusivamente questo, vivendo di ciò. Io non ho i tempi e la loro costanza. Mi sono ritrovato, come per tante altre cose, un po’ per caso a pubblicare un primo libro. Sollecitato dalle persone che mi stanno attorno. E’ andata bene. Però la scrittura rimane una passione. Una delle modalità per esprimermi”.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788879266864/di-renzo-renzo/nero.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Nero_Renzo_Di_Renzo-174x300.jpg" alt="" width="174" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-908" /></a></p>
<p><strong>Direi che è andata più che bene, visto che <a href="http://www.ibs.it/code/9788879266864/di-renzo-renzo/nero.html" target="_blank">Nero</a> ha vinto il premio Grinzane Junior?</strong><br />
“Certo. Però anche quel libro è nato più che altro da una mia esigenza personale. Volevo attraverso dei racconti per bambini comunicare agli amici, alle persone che mi conoscono, che da lì a breve mi avrebbero visto in un contesto personale diverso. Attraverso la scrittura volevo fargli capire in un certo qual modo cosa sarebbe accaduto. La finalità che diventasse un libro commercializzabile era secondaria. E’ per questo che la proposta editoriale l’ho inviata solo a due case editrici e con una delle due è andata a buon fine.”</p>
<p><strong>Renzo, quindi per te la scrittura è una passione. Ma cosa vuol dire portare avanti una passione?</strong><br />
“Partiamo dal presupposto che spesso la passione deve essere gratuita. E’ per questo motivo che molti giovani creativi e talentuosi, purtroppo si riducono a fare il surrogato di quello che vorrebbero fare. Ottimi fotografi che si ritrovano a scattare foto per dei matrimoni. Promettenti musicisti a suonare in feste di piazza. Bravi fumettisti a fare le caricature ai turisti. Questo è un sistema che non sempre premia il talento delle persone, le quali appunto si ritrovano disilluse a fare qualcosa di diverso per guadagnare.”</p>
<p>Mentre Renzo parla, si capisce dal tono di disappunto con il quale esprime queste parole, che non gli va bene una situazione contingente di questo tipo. Anche perché parte del suo tempo lo dedica alle speranze dei giovani. Ne percepisce le loro potenzialità e allo stesso tempo le loro insoddisfazioni nel non poter seguire un loro amato cammino.</p>
<p><a href="http://www.fondazioneclaudiobuziol.org/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Fondazione_Claudio_Buziol-e1298029611839.jpg" alt="" width="200" height="119" class="alignright size-full wp-image-910" /></a></p>
<p><strong>Com’è nata la collaborazione con la <a href="http://www.fondazioneclaudiobuziol.org/" target="_blank">Fondazione Claudio Buziol</a>?</strong><br />
“Arrivavo da un’entusiasmante esperienza in <a href="http://fabrica.it/" target="_blank">Fabrica</a>. Erano gli anni di <a href="http://www.olivierotoscani.it/" target="_blank">Oliviero Toscani</a>. Gli anni in cui c’era la possibilità di lavorare insieme con tanti giovani in gamba. Vederli arrivare. Vederli crescere per poi lasciarli andare per le loro strade. Una ciclicità di gruppi di lavoro che teneva costantemente  alto il livello di creatività presente. Poi però la necessità dopo sette anni di cambiare. Ripartire da zero per rimettermi in discussione. Ed ecco arrivare la possibilità di collaborare con la <a href="http://www.fondazioneclaudiobuziol.org/" target="_blank">Fondazione Claudio Buziol</a>. Ancora una volta, quasi per caso, ma nel momento ideale per me di cambiare.<br />
Oggi a distanza di tre anni, possiamo contare su un numero cospicuo di attività portate avanti, una serie di collaborazioni di rilievo oltre ad essere considerati a Venezia tra i principali interlocutori culturali.”</p>
<p><a href="http://www.headscollective.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/HEADS_Collective.gif" alt="" width="240" height="80" class="alignleft size-full wp-image-912" /></a></p>
<p><strong>Tu sei fondatore anche di <a href="http://www.headscollective.com/" target="_blank">HEADS Collective</a>. Che periodo è per le agenzie di comunicazione?</strong><br />
“Abbiamo la fortuna per lavorare per grandi marchi. E’ indubbio però che con la crisi economica si siano verificati nelle aziende dei tagli di budget alla comunicazione notevoli. Quindi capita che ci siano richieste importanti da parte dei clienti che non trovano il giusto corrispettivo economico. Il rischio è che si radichi l’abitudine a sottopagare un lavoro spesso articolato.”</p>
<p><strong>A proposito di comunicazione, cosa ne pensi della polemica legata alle affissioni pubblicitarie a Venezia?</strong><br />
“Credo che ci siano cose più brutte delle affissioni. La gente dovrebbe scandalizzarsi di più per i tagli alla cultura. L’intervento dei privati è necessario. Come diceva uno degli ultimi ospiti che abbiamo avuto in Fondazione, il rischio altrimenti è che il pubblico diventi privato. Che la gente venga privata delle immense bellezze artistiche che vengono parcheggiate in stanze inadatte perché non ci sono i soldi per ristrutturare importanti spazi espositivi.<br />
Per quanto riguarda le affissioni a Venezia, si tratta solo di adottare una modalità di linguaggio conforme alla città. Le aziende devono contestualizzare il loro messaggio pubblicitario e questo se non raggiunge determinati criteri qualitativi prestabiliti non può essere affisso.”</p>
<p><strong>Veniamo all’insegnamento. Cosa rappresenta per te?</strong><br />
“E’ un modo per stare attaccato ai giovani. Insegnando <a href="http://www.unirsm.sm/" target="_blank">all’Università</a> da un lato apporto agli studenti la mia esperienza, quello che ho maturato sul campo del mondo del lavoro. Dall’altro ricevo da loro entusiasmo, energia, voglia di fare e poi non ti nascondo, che durante le ore di laboratorio del corso di design/management e comunicazione d’impresa, i ragazzi mi hanno presentato delle proposte che tranquillamente potrebbero trovare commercializzazione da parte di qualche azienda”.</p>
<p><strong>Ma tra scrittura, la Fondazione Claudio Buziol, il tuo studio e l’insegnamento all’Università di San Marino, trovi il tempo per qualcos’altro?</strong><br />
“Oltre la famiglia e le uscite in mountain bike, ci sono altri progetti in cantiere. Il prossimo in uscita sarà Treviso Design. Ufficialmente sarà inaugurato il 2 dicembre e rappresenta la volontà di raggruppare varie situazioni ed iniziative di design presenti nella provincia, sotto un unico modello di sviluppo, in modo tale da non aver dispersioni in un settore in forte fermento.”</p>
<p><strong>Prima di lasciarci non posso non farti questa domanda. Ma sotto sotto, cosa ti senti di essere?</strong><br />
“Un editore. Cerco di presentare contenuti di qualità attraverso modalità diverse e gran parte del merito va ai giovani brillanti che incontro.”</p>
<p>Lascio Renzo e la Fondazione. Me ne torno a camminare per le calli. Me ne torno a viaggiare con i pensieri. Quasi per caso Renzo DI Renzo si è ritrovato ad essere quello che è. Quasi per caso io mi ritrovo a raccontare la sua storia. Quasi per caso qualcuno oggi troverà la propria strada. E questo è un augurio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/10/19/la-casualita-dessere-renzo-di-renzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’amore secondo Daniela</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/12/15/lamore-secondo-daniela/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/12/15/lamore-secondo-daniela/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 15:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[daniela venturelli]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=718</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono diversi modi per parlare di amore. Leggero, ironico, passionale, filosofico ed altri ancora. E’ un tema che tanto è ricorrente nella nostra vita, tanto è imbarazzante nella sua esternazione essenziale. Scrivere qualcosa legato ai sentimenti è una sfida ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono diversi modi per parlare di amore. Leggero, ironico, passionale, filosofico ed altri ancora. E’ un tema che tanto è ricorrente nella nostra vita, tanto è imbarazzante nella sua esternazione essenziale. Scrivere qualcosa legato ai sentimenti è una sfida non da poco (ne so qualcosa pure io). Se non viene contestualizzato, il messaggio può essere mal interpretato o addirittura banalizzato.<br />
Dalla lettura di <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">Mi presento… Amore</a> di <a href="http://blog.libero.it/Penelope750/" target="_blank"><strong>Daniela Venturelli</strong></a> queste insidie sono state pienamente superate.</p>
<p>Originalità, coinvolgimento emotivo e pulsante stile narrativo, fanno di questo scritto una lettura che non può lasciare indifferenti. Prima di sentire dalle parole di Daniela com’è nata quest’opera, trascrivo fedelmente la nota presente in prima pagina: </p>
<p>“<em>Questa è la storia di un dialogo, di un incontro e di un sogno.<br />
E’ la storia di un viaggiatore e di un viaggio;<br />
di una vita e di tutte le sue domande.<br />
E’ la storia di una ricerca ma è soprattutto la storia di Amore.</em>”</p>
<p><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Mi_presento_amore_daniela_venturelli.png" alt="" title="Mi_presento_amore_daniela_venturelli" width="120" height="180" class="alignleft size-full wp-image-721" /></a></p>
<p><strong>“Ciao Daniela, al di là che non esista miglior spiegazione di questo libro se non la sua lettura, ci puoi raccontare com’è nato Mi presento… Amore?”</strong><br />
“Ciao Andrea, innanzitutto grazie per le belle parole. Uno dei motivi per cui questo libro ci ha messo tanto a venire alla luce è stato il dubbio che potesse sembrare banale visto che tutti parlano o scrivono dell’Amore…<br />
Ma rispondo alla Tua domanda. E’ nato spontaneamente, come nasce ognuna delle cose che scrivo. Non c’è stato un momento cosciente in cui mi son detta: ora scrivo un libro; non è mai così per me.<br />
Scrivere è come un bisogno fisico e quando è nato questo libro stavo vivendo un momento particolare. Diciamo, per riprendere l’introduzione che hai citato, che avevo smarrito la bussola del mio viaggio e le domande erano più ancora delle risposte che riuscivo a darmi. Ed è così che è nato Mi presento…Amore, per aiutarmi a trovare le risposte ed andare avanti.”</p>
<p><strong>“Mi considero un discreto lettore, ma è la prima volta che mi capita di leggere un’interpretazione così originale sul tema dell’amore. Come ti è nata l’idea di “materializzare” questo sentimento?”</strong><br />
“Per me l’Amore è materiale, è personificato, non mi piacciono i discorsi filosofici e generici su un sentimento, un’emozione così importante della nostra vita. Come Ti dicevo prima, non è stata una premeditazione o una scelta stilistica, ma una situazione naturale: visto che avevo delle domande da porre, era molto più naturale rivolgerle ad un qualcuno piuttosto che ad un’entità indefinita.. anche se so che gli scrittori seri preferirebbero leggere che invece si tratta di un artificio letterario ma mentirei! E poi il sogno che descrivo all’inizio io l’ho fatto sul serio quindi… Amore io l’ho visto!&#8221;</p>
<p><strong>“C’è un passaggio sul tuo romanzo che mi ha fatto sorridere, ma allo stesso tempo fortemente emozionare. E’ quando parli dell’entusiasmo elemento a mio parere, e chi mi conosce può testimoniare, fondamentale nell’amore e in tutto ciò che facciamo e siamo. Cosa mi dici a riguardo?”</strong><br />
“E’ stata anche la parte più difficile da scrivere; forse la sola che ha visto più di una riscrittura. Mi sono accorta che nessun dizionario mi soddisfaceva abbastanza nella sua definizione di Entusiasmo, per lo più tendevano a banalizzare, a riportare l’Emozione ad un mutamento quasi ormonale&#8230; finchè non ho trovato l’etimologia&#8230; En Theos&#8230; Dio Dentro&#8230; allora ho capito che avevo trovato la giusta definizione. Altrettanto difficile è stato raccontare come questo sentimento, che spesso si associa ai bambini, non certo agli adulti, fosse per me il centro, il nucleo pulsante dell’Amore”</p>
<p><strong>“Facciamo per un attimo un passo indietro. Ho visto che anche tu ti diletti come blogger, gestendo il tuo Circo della Vita. Ma quando è nata la tua passione per la scrittura?”</strong><br />
“Mia madre Ti direbbe che è nata con me! Devi sapere che io sono mancina ma da bambina scrivevo al contrario: usando la sinistra ma da destra a sinistra sul foglio. Impazzivano tutti. Han dovuto correggermi, tant’è che ora scrivo con la destra. Fin da bambina scrivevo temi lunghissimi e tante poesie. Il Circo della Vita invece è stata la mia prima esperienza web; ormai ha 4 anni e mezzo e si è trasformato molto negli anni. Ora non riesco più a seguirlo come vorrei&#8230;”</p>
<p><strong>“Dalla scrittura sul <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">blog</a> a quella di racconti su carta, com’è stato il passaggio?”</strong><br />
“Credo si tratti di due modi di scrivere molto diversi, soprattutto perché il blog è interattivo, ti consente di confrontarti. E poi il web è molto più “transitorio”; ciò che scrivi oggi, domani è già vecchio. Sulla carta invece tutto resta… Ti confesso che il mio amore è e resta la carta… e la penna potendo&#8230;”</p>
<p><a href="http://www.gruppoedicom.it/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=232" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/junior_londa_più_bella_daniela_venturelli.jpg" alt="" title="junior_l&#039;onda_più_bella_daniela_venturelli" width="104" height="151" class="alignright size-full wp-image-724" /></a><strong>“E’ in questo modo che è nato il tuo primo libro dal titolo <a href="http://www.gruppoedicom.it/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=232" target="_blank">Junior L’onda più bella?</a>”</strong><br />
“Junior è nato forse un anno prima di “suo fratello”. Lui è stato impetuoso, uno scoppio che non sono riuscita a trattenere. Come dico anche in Mi presento…Amore, è stato il mio modo per non impazzire. Ci hai mai pensato Andrea che è quasi sempre il dolore, più ancora della felicità a tirar fuori le emozioni e trasformarle sotto forma di canzoni, dipinti, libri? Ecco, Junior è la testimonianza di un brusco risveglio da un sogno ma è anche la testimonianza che i sogni vanno protetti al di là di quello che la realtà ti presenta..”</p>
<p><strong>“Sai la mia curiosità mi spingerebbe a farti delle domande che porterebbero troppo sul personale, è per questo che mi limito a chiederti, sempre che tu abbia voglia di rispondere, a che punto ti trovi nel viaggio della tua esistenza?”</strong><br />
“Beh, visto che scrivo di me e delle mie emozioni, sul blog come nei miei libri, il minimo che possa fare è accettare tutte le domande che mi si pongono.<br />
E’ una domanda difficile. Ora sono serena, ho smesso di tormentarmi ma non ho smesso di sognare anche se i sogni di un adulto, adulto non nel senso anagrafico ma nel senso di esperienze di vita, sono diversi, forse meno innocenti, forse meno brillanti, sicuramente più concreti. Non ho perso la capacità di credere che solo i sentimenti forti siano reali, che tutto quello che ci arriva filtrato, tutto quello che non ti coinvolge fin dentro l’anima… non è vero Amore.”<br />
<div id="attachment_719" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/panorama_napoli-e1298215897290.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/panorama_napoli-e1298216052559.jpg" alt="" title="panorama di napoli" width="450" height="117" class="size-full wp-image-719" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scorcio di Napoli visto dalla finestra dell'abitazione partenopea di Daniela Venturelli</p></div></p>
<p><strong>“Dai prima di lasciarti permettimi una domanda retorica e stereotipata. Ma come fa una ragazza di Napoli vivere a Milano?</strong>”<br />
“E come fa…si nutre di ricordi…il ricordo del colore del cielo, del profumo del mare, della solarità della gente che ti attacca bottone come qui al nord non è educato fare, del profumo di ragù (e potremmo aprire un dibattito tra cosa si intende a Napoli per ragù e cosa si intende a Milano per ragù) che si espande nelle scale, la domenica… Sento molto la nostalgia di Casa, anche se qui ho costruito un’altra Casa, un’altra famiglia. Credo che però allontanarmi dal tetto materno, dall’unica città in cui avevo vissuto, studiato, amato, lavorato, mi abbia aiutato a diventare donna”</p>
<p>Bene. Questa è una piccola parte del mondo di Daniela. Visto che siamo in prossimità del Natale e della frenetica rincorsa ai regali, mi sento sinceramente di proporvi d’inserire nella vostra lettera a Babbo Natale <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">Mi presento… Amore</a> di Daniela Venturelli. Fidatevi, sarà una piacevole sorpresa per chi lo riceverà. Merry Christmas to You.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/12/15/lamore-secondo-daniela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Kebab con Fabiato</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 08:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[fabio guzzano]]></category>
		<category><![CDATA[le prime tre pagine]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[sognatori]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[web agency]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=605</guid>
		<description><![CDATA[Mancano dieci minuti alle 20. Il sole è ancora alto in queste prime giornate d’estate. L’appuntamento con Fabio Guzzano (per me Fabiato) è davanti al Kebab in fondo a via XX settembre. Sono un po’ emozionato. Anche se ormai ci conosciamo da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano dieci minuti alle 20. Il sole è ancora alto in queste prime giornate d’estate. L’appuntamento con Fabio Guzzano (per me Fabiato) è davanti al Kebab in fondo a via XX settembre.<br />
Sono un po’ emozionato. Anche se ormai ci conosciamo da anni e c’è un profondo legame di stima ed amicizia che ci lega, è la prima volta che mi ritrovo nel ruolo di intervistatore io ed intervistato lui.</p>
<p><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=264102" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Fab.jpg" alt="" width="180" height="180" class="alignright size-full wp-image-607" /></a>Proprio con lui oggi darò inizio ad una serie d’incontri. Incontri che mi porteranno a fare un fantastico viaggio tra amici e sicuramente faranno conoscere a voi delle straordinarie persone.</p>
<p>Inizio con Fabiato perché al di là appunto del forte legame che ci unisce, è sicuramente tra le persone più indicate per dare il via ad una simile avventura.<br />
42 anni, direttore creativo di un’importante <a href="http://www.upgrade4.it/" target="_blank">web agency</a>, fortemente orientato alla scrittura e a tutte le diverse forme di espressione e di comunicazione dell’essere umano. E’ la cosiddetta giusta partenza.</p>
<p>Avrei tante cose da chiedergli, ma alla fine decido di concentrarmi sulle passioni. Un cammino alle radici dell’uomo per capire un po’ meglio con lui qual è l’humus, l’energia che fa muovere il mondo e tramutare i sogni in realtà.</p>
<p>Eccolo arrivare a piedi. Riconosco la sagoma, nonostante sia in completa controluce.<br />
Alto, longilineo, con una falcata veloce, ma allo stesso tempo rilassata.<br />
Tralasciamo i convenevoli. Una stretta di mano e un grosso saluto sono più che sufficienti.<br />
Decidiamo di mettere sotto i denti qualcosa prima di iniziare la nostra chiacchierata.</p>
<p>Con un saporito kebab tra le mani, riprendiamo la passeggiata nella Verona romanica, da Veronetta fino ad arrivare a Ponte Pietra. Lì prendo coraggio e dopo un profondo respiro gli pongo il mio primo quesito.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_611" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=264102" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-611" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/le_prime_tre_pagine-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del romanzo &quot;Le prime tre pagine&quot; di Fabio Guzzano</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>“Fabiato, ma secondo te si può vivere attraverso le proprie passioni oppure nel momento stesso che si cerca di trasformarle in una professione, perdono di per sé la propria essenza?”</strong><br />
“L’unico modo per vivere attraverso le proprie passioni è ascoltarle fino in fondo. La passione è irrazionale, ti prende di petto, fino in fondo. Quando cerchi di farla diventare un lavoro devi avere molto rispetto per lei e per te perché non sarà mai responsabile di un tuo successo o di un tuo insuccesso, il vero responsabile sei tu. In equilibrio su un filo teso basta una distrazione per cadere, basta un niente per distruggere tutto. La passione è quel filo, il bilanciere sei tu. Se è di vera passione che vuoi parlare allora la professione deve essere una conseguenza naturale, mai una forzatura o un mezzuccio, altrimenti si rischia d diventare schiavi bugiardi di uno stile libero.&#8221;</p>
<p><strong>“Se non sbaglio tu stai sperimentando strade diverse, contingenti, ma diverse dalla tua professione ufficiale. Con che spirito le stai portando avanti e che aspettative hai?”</strong><br />
Fabiato: “Quando sperimenti non hai quasi mai aspettative tranne il desiderio di condividere. Voglio condividere tutto quello che sento e che diventa oggetto della mia arte. Senza condivisione nulla ha senso. Mi piacerebbe parlare di quello che faccio, ascoltare esperienze e sensazioni così come le provano gli altri che leggono i miei lavori. Queste sono le aspettative.”</p>
<p><strong>“Ma che cosa manca, quali sono i limiti di questa società che non permette a dei “sognatori” di diventare “creatori”?”<br />
</strong>“La velocità e il falso palcoscenico che ha creato davanti a noi. Oggi sembra tutto possibile. Possibile parlare e vedere contemporaneamente un amico in Australia, ma possibile anche arrivare in tv solo perché sei bello. E ‘ questa velocità il rischio maggiore. Veloce l’ascesa, istantanea la discesa. Ormai chi consuma con questa velocità rimane al passo, mentre chi consuma ogni cosa “masticando bene” rischia di sparire ingoiato da tutti gli altri. Il sogno ha dei tempi suoi, va coltivato e colto nel momento giusto, quando ci si sente pronti. Senza sacrificio e senza attesa tutto diventa insapore e si tende sempre ad alzare l’asticella fino ad un’altezza impossibile da raggiungere. Anche i sogni più piccoli diventano irrealizzabili se non si godono a pieno. E’ parte del sogno anche il piacere che provoca nel raggiungerlo. In definitiva ‘Quando hai fretta cammina lentamente’ questa è l’India di <a href="http://www.easwaran.org/page/191" target="_blank">Easwaran Eknath</a> e forse è anche il modo giusto di pensare alla creatività.”</p>
<p>Sono le 21.30 precise. Dall’adiacente Teatro Romano parte un forte applauso. E’ l’inizio di uno spettacolo oggi in cartellone. Forse no. Magari qualcuno ha colto le parole di Fabiato. Chissà. Intanto si apre il sipario e una nuova rappresentazione sta per cominciare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/07/kebab-con-fabiato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
