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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; Padova</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Pioggia, scelte e vite rinnovate &#8211; Silvio Barbiero</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 08:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pioggia scende, l’asfalto si bagna e il tergicristallo continua ad andare su e giù. Il tutto in forma ciclica. Gocce che ripetono la loro discesa. Pozzanghere che alimentano la loro presenza. Parabrezza delle auto sulle quali si rinnovano forme e disegni. Anche l’incontro con lui era iniziato così. Non per questo è sempre valida la sequenzialità dei fatti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Silvio_Barbiero.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Silvio_Barbiero.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La pioggia scende, l’asfalto si bagna e il tergicristallo continua ad andare su e giù. Il tutto in forma ciclica. Gocce che ripetono la loro discesa. Pozzanghere che alimentano la loro presenza. Parabrezza delle auto sulle quali si rinnovano forme e disegni. Anche l’incontro con lui era iniziato così. Non per questo è sempre valida la sequenzialità dei fatti.</p>
<p>La sua storia già la conoscevo, ma poche sue parole sono servite per darne un’altra chiave di lettura. Quell’idea di cambiamento, non è che fosse sbagliata. Era semplicemente incompleta. “<em>Silvio… quello che ha lasciato la polizia per dedicarsi al teatro</em>”, a questa affermazione occorreva aggiungere sensazioni e togliere preconcetti. E’ proprio quella pioggia che cade, mentre <strong>Silvio Barbiero</strong> parla a farmi capire tutto ciò. La sua storia non può essere descritta ad un ritmo costante. La temporalità degli accadimenti  potrebbe essere fuorviante.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Silvio-Barbiero-e1364198372550.jpg" alt="" title="Silvio Barbiero" width="435" height="289" class="aligncenter size-full wp-image-3162" /></p>
<p>La sua vita avanza come una massa di sentimenti pronti per essere plasmati qualora si abbia la sensibilità per farlo. E Silvio questa sensibilità l’ha avuta, modellando al meglio le occasioni che gli si sono presentate. E’ per questo che non si colgono parole di rammarico in lui. Parla con affetto del suo periodo nella polizia. Le relazioni umane. L’analisi costruttiva per un rinnovamento del corpo militare affinché, chi intraprenda questo percorso ne abbia la piena consapevolezza. Ne sia completamente supportato. In termini di strutture. In termini morali. Non è un lavoro comune. E’ una missione che ha le fondamenta nella sicurezza, nella giustizia e nella tutela dei diritti. Silvio ne riconosce l’estremo valore e proprio per ciò, sulla base della sua esperienza, si auspica un miglioramento che permetta ai tanti giovani coinvolti di essere preparati alle diverse necessità. Non si tratta di formare degli eroi. Chi intraprende questo percorso è una persona come tutte le altre. Con le sue forze, con le sue debolezze. Persone che si mettono in gioco, magari inizialmente non sapendo nemmeno a cosa vanno incontro. Anche per Silvio è stato così. Le pressioni di trovare un lavoro. Una laurea in filosofia che stava arrivando, ma che appariva di poche opportunità (questo almeno per gli altri) e un concorso pubblico vinto per entrare nell’arma. Un lavoro sicuro, forse. Un lavoro del quale si conosceva poco se non niente, sicuramente.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/silvio-barbiero-3-300x263.jpg" alt="" title="Silvio Barbiero" width="300" height="263" class="alignleft size-medium wp-image-3164" />Sono ricordi per Silvio ora. Senza connotazioni negative. Senza accentuazioni positive. In tutto ciò c’è l’altro l’elemento che lo identifica. C’è la passione per il teatro. L’accompagna da sempre. Prima di lasciare la sua Pesaro. A Padova durante l’Università. A Roma con il teatro “che conta” e al quale approda forse non ancora maturo. In giro per l’Italia con compagnie teatrali diverse. Passione che nemmeno durante il periodo in Polizia abbandona. Una passione che  si alimenta e si evolve, fino a far nascere in Silvio la convinzione che si possa trasformare quella passione in professione.</p>
<p>Il salto non è indifferente, ma oramai il suo piano di vita sembra chiaro e definito. Lascia l’arma. Ed insieme ad un amico regista apre un piccolo teatro-caffè. Qualcosa di tangibile, per accentuare a sé stesso la veridicità di una scelta. L’esperienza si rivela così straordinaria che poco dopo si presenta la necessità di ampliarla. Il circolo culturale si allarga, i <a href="http://www.carichisospesi.com/"><strong>Carichi Sospesi</strong></a>, questo è il suo nome, apre un nuovo spazio in un luogo simbolo della città di Padova: il Portello. Rassegne, laboratori di animazione teatrale, produzione di spettacoli, sperimentazione di nuovi linguaggi e tecniche, le idee di Silvio Barbiero si concretizzano. Ma è entrando in questo circolo che si può respirare la magia di un sogno, che forse Silvio aveva sempre pensato. Quello che potrebbe essere il retrobottega in un qualsiasi altro locale, diventa la piccola sala teatrale delle espressioni umane di artisti diversi. Si respira tutto ciò. E poi basta fissare lo sguardo, anche per pochi secondi, sul viso di Silvio per trovarne i segni di un’immensa soddisfazione.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/silvio-barbiero-2-e1364198625297.jpg" alt="" title="Silvio Barbiero" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-3166" /></p>
<p>Scelte, cambiamento e passaggi. Ma non sono pioggia. Sono movimenti sincopati di una vita in continua trasformazione. Può continuare a piovere su Padova. Anche mentre Silvio mi riaccompagna in stazione, le gocce continuano a scendere sulla sua auto. Ma è la sua esistenza che non può limitarsi ad un ritmo ripetitivo. La soddisfazione è tanta in lui, ma non abbastanza per fermarsi a guardare questa pioggia che cade.</p>
<p>Il treno riparte, noi ci lasciamo. Quando ci rivedremo potrebbero esserci anche delle altre novità. Anzi ce ne saranno sicuramente. Intanto all’orizzonte sta pure spuntando il sole.</p>
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		<title>Il timbro sonoro di Ermanno Pasqualato</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.

Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Ermanno_Pasqualato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>“<em>Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati</em>”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.</p>
<p>Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.</p>
<p>A San Pietro Viminario sono poco più di tremila gli abitanti e meno di trenta i chilometri che lo distanziano da Padova. Proprio in questa dimensione sicuramente a misura d’uomo, <strong><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a></strong> sta lavorando alle sue chitarre. Chitarre particolari, che quasi hanno rischiato di estinguersi, se non fosse che, un “certo” Ben Harper, qualche anno fa, seduto su una sedia appoggia la sua lap steel sulle gambe ed inizia ad incantare il pubblico presente.</p>
<p>Ermanno che aveva già capito che aveva più orecchio timbrico che tecnica strumentale, rimane rapito da quel suono. È così che decide di mettere in secondo piano l’essere musicista per indirizzare tutta la sua passione per la musica (tanta), verso la realizzazione di questi strumenti. Il passaggio per lui è quasi naturale. Figlio di un falegname, lui stesso da sempre artigiano del legno, si compra una electric lap steel guitar e prova a riprodurla. Il risultato è più che soddisfacente, ma Ermanno non è completamente soddisfatto. Navigando sul web trova il progetto, un disegno di una wiessenborn acoustic guitar. Ne studia le misure. Inizia a lavorarci ed infine ne ascolta il suono. Ci siamo quella timbrica tanto ricercata, quella perfezione sonora che affianca la melodia regalandone colore, è raggiunta. Ora non rimane che venderle.<br />
<div id="attachment_3149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC00280-e1363074589773.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3149" /></a><p class="wp-caption-text">Ermanno Pasqualato, il liutaio che dalla provincia di Padova realizza e vende weissenborn e lap steel guitars in tutto il mondo</p></div><br />
Anche questo passo sembra un’impresa.  Apre un <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">sito internet</a>. Arrivano le prime richieste. Francia, Svizzera e Germania. Poi Australia e Stati Uniti. Sono solo alcune delle aree geografiche dove le chitarre di Ermanno Pasqualato giungono a destinazione. Arrivano anche richiesta dall’Italia. Si innesca un virtuoso passaparola. Chitarristi di artisti famosi come Fossati, De Gregori richiedono le chitarre di Ermanno. E poi tanti appassionati. Musicisti in erba. Talenti in crescita.</p>
<div id="attachment_3154" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC000691-e1363075269724.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3154" /></a><p class="wp-caption-text">Le weissenborn e lap steel guitars di Ermanno Pasqualato</p></div>
<p>Ad Ermanno oltre agli ordini per la produzione di nuovi strumenti arrivano anche le prime email dove i chitarristi si complimentano con lui. Il liutaio, che prima di tutti, ha saputo applicare la sua sartorialità alla realizzazione di strumenti così particolari. Per Ermanno la soddisfazione è totale. Per lui amante delle musica, che ha sempre suonato la chitarra partendo da Neil Young, il suo idolo, per poi passare al country, al country/rock, al blues e fino a giungere al jazz, è una straordinaria gratificazione. Le sue mani ora non solo suonano, ma permettono di far suonare anche altri. Tanti altri, anche coloro proprio con problemi alle mani si sono rivolti a lui e hanno potuto continuare a suonare, dal momento che lo slide si suona con una barra metallica che si fa scivolare sulle corde.</p>
<p>È quasi sera nel suo piccolo laboratorio sotto casa. Sono già diverse ore che sta lavorando alla sua ultima chitarra. In sottofondo c’è la radio accesa. Gli occhi di Ermanno sono sul quel legno che sta prendendo forma. Le sue orecchie invece sono su quella melodia che esce da quel apparecchio sonoro. Ermanno ancora una volta ne ricerca la sonorità e come per incanto si immagina quella musica. Chissà magari a creare quei suoni c’è pure una chitarra da lui realizzata. Potrebbe essere.</p>
<p>Quasi fosse un rito si toglie il grembiule da lavoro. Spegne la radio. Poi la luce. Si reca in casa a preparare la cena. Ogni suo gesto però riproduce un suono. È una musica. È la musica che accompagna l’esistenza di <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a>.</p>
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