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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; mare</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Luca Bressan: l&#8217;italiano che venderà le tavole da surf agli americani</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/lucabressan.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “<em>I Got You</em>”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. Più ripercorro quanto mi ha detto, più mi pervade uno stato di naturale serenità. Sarà merito delle sue parole. Sarà merito della sua storia. Sarà merito del suo essere padre da qualche mese, stato di beatitudine in grado di rimettere al centro la straordinarietà della vita. Comunque sia, <strong><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank">Luca Bressan</a></strong>, ha qualcosa di magico da condividere.</p>
<div id="attachment_3372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/furgone-e1392280955882.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3372" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Siamo a Fuerteventura. È lì che Luca, insieme alla compagna e al loro piccolo da poco arrivato, stanno vivendo. Ma la storia di Luca inizia molto prima e addirittura in luoghi che poco hanno a che vedere con il mare. Il contesto è quello alpino, e sulla fresca neve, Luca scivola con la sua tavola da snowboard insieme agli amici. Si diverte. Si entusiasma. Ma nell’animo di Luca c’è anche una parte più razionale, forse meglio dire progettuale. Infatti lui è un designer. È un designer di progetti industriali articolati. Perché non abbinare queste sue competenze alla sua passione per lo snow? Detto fatto. Realizza una prima tavola per sé, poi per qualche amico ed ancora per qualche amico di un suo amico. C’è una particolarità però nelle tavole che Luca realizza. Lui che soffre d’asma capisce subito che ciò che costruisce deve essere il più naturale possibile. Niente resine che inquinino. Niente poliuretano che emani polveri di vetro.</p>
<div id="attachment_3375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/surfboards_generiche_01-e1392281144117.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="205" class="size-full wp-image-3375" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (Ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>È un successo. È a questo punto che Luca decide di provarci anche con il mare. Inizia la sua sfida con le onde e il vento. Parte da Jesolo e da lì fa un po’ il giro del mondo. Portogallo, Spagna, Francia, Brasile e Maldive. Fisicamente il mare è più impegnativo dell’altitudine delle montagne. Ma la vera sfida di Luca è un’altra. È quella di realizzare una tavola da surf tutta al naturale. Luca mette insieme la tecnologia e la precisione delle macchine a controllo numerico con l’artigianalità del lavorare il legno. Individua un metodo unico, dove il legno è la materia prima e dove non c’è spazio per le fibre di vetro. Affina la tecnica che aveva utilizzato per le tavole da snow. Inizia a farle provare a diversi surfisti. Le risposte sono entusiasmanti. Le sue tavole non si deformano con l’acqua. Raggiungono elevati livelli di stabilità. Allo stesso tempo con il passare del tempo “prendono carattere”. È come se acquisissero una propria personalità, data dal suo utilizzatore e dai dialoghi scambiati con il mare.</p>
<div id="attachment_3376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/solo_slider_03-e1392281245917.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3376" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Sport, design e natura. In queste parole si racchiude ciò che Luca Bressan sta portando avanti. C’è la passione per discipline sportive impegnative e dove non si smette mai d’imparare. C’è una progettazione applicata a qualcosa che sente suo. C’è soprattutto un’etica ed un rispetto per ciò che di maggior valore abbiamo: la salute, quella nostra e quella dell’ambiente che ci circonda. Cose mai scontate. Anzi aspetti che vanno ripetutamente sottolineati.</p>
<p>I risultati ottenuti da Luca sono il frutto di un percorso lungo e tortuoso, dove nulla è lasciato al caso. Ci sono delle scelte ben precise. Ci sono dei rischi d’affrontare. Il parallelismo tra ciò che fa e proprio il surf, è notevole. Le onde sono il suo entusiasmo. Il vento il suo talento. Concentrazione per ciò che si fa e allo stesso tempo gioia per ciò che si riesce ad ottenere. Forse per tutto questo e per quello che è Luca, nella sua interezza, il suo sogno può diventare realtà. Nato a Milano, approdato a Roma e vissuto in quella Valdobbiadene, terra del Prosecco che sta facendo innamorare gli stranieri, Luca è pronto per un nuovo capitolo della sua storia. La prossima tappa potrebbe essere proprio la California e una volta oltrepassato l’oceano le sue tavole da surf avrebbero un nuovo mercato. Insomma, Luca ha tutte le carte in regola. Potrebbe essere proprio lui l’italiano che vende le tavole da surf agli americani, magari partendo da Jack Johnson, perché no?</p>
<div id="attachment_3379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/luca-e1392281555659.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3379" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
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		<title>Love the Sea, Save the Sea &#8211; Camilla Morelli</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 06:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Valtellina non c’è il mare. In Valtellina non dovrebbe esserci il mare. Può capitare però di vederlo se si chiudono gli occhi. Di sentirne il movimento delle onde se si ascolta con il cuore e di avvertirne i venti, che ne gestiscono le correnti, se si alza una mano nell’aria, così, come farebbe il direttore di un’orchestra per dare il la ai suoi musicisti.

Tutto ciò lo ha capito molto bene Camilla Morelli. Fin da subito. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Camilla-Morelli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>In Valtellina non c’è il mare. In Valtellina non dovrebbe esserci il mare. Può capitare però di vederlo se si chiudono gli occhi. Di sentirne il movimento delle onde se si ascolta con il cuore e di avvertirne i venti, che ne gestiscono le correnti, se si alza una mano nell’aria, così, come farebbe il direttore di un’orchestra per dare il la ai suoi musicisti.</p>
<p>Tutto ciò lo ha capito molto bene <strong>Camilla Morelli</strong>. Fin da subito. Fin da quando guardando il cielo ne vedeva il mare e nelle nuvole intravedeva le forme di tante e diverse imbarcazioni a vela.</p>
<p>La storia di Camilla è la storia di una ragazza che ha inseguito questa sua passione. Una passione che l’ha portata a spostarsi là, dove il mare realmente c’era e le vele si gonfiavano al sussurrare dei venti. In Istria da bambina a trascorrere le vacanze in barca. A Venezia per iniziare il suo percorso universitario. Proprio l’approdo presso l’antica grande Serenissima rappresenta per Camilla una tappa fondamentale di partenza. Arrivata per studiare le lingue straniere, proprio nella laguna, trova ulteriori suggestioni che le fanno intendere che la sua vita deve essere legata al mare. Il tragitto da percorrere non è ancora molto chiaro, però sa che avrà a che fare con quell’elemento naturale. Già perché comunque è la navigazione che alimenta Camilla. E’ in mare dove ritrova se stessa e la sua dimensione di vedere il mondo.</p>
<p><a href="http://www.camoz.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Camilla-Morelli-e1350223147514.jpg" alt="" title="Camilla Morelli" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-2892" /></a></p>
<p>Terminati gli studi, fa quello che forse tutti gli antichi mercanti veneziani sentivano di fare: viaggiare. Ed è così che come in un tempo circolare fatto di sei mesi in sei mesi, inizia un andare e rivieni che la porta alla ricerca del suo modo di vivere con il mare. Ogni occasione è buona per salpare. Poco importa se il tragitto è lungo o meno. L’importante è salire a bordo e trasportare i suoi pensieri al largo. Per capire meglio. Per capirsi meglio.</p>
<p>La sua propensione alla navigazione non viene mai interrotta, anche quando rientrata da un viaggio, ha l’occasione di conoscere un mestiere che le fa scoprire un altro aspetto dell’andare in barca: la cucitura delle vele. Un percorso di formazione che la porta a diventare velaia. Ma non è ancora un punto d’arrivo. Certo la rotta è segnata, ma non è il momento di gettare l’ancora. L’occasione per fare un altro passo verso la sua innata direzione c’è l’ha puntualmente sei mesi dopo. L’opportunità di evolvere nel suo percorso, arriva con un’importante azienda che realizza vele in Francia, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, nella città de La Rochelle.</p>
<p><a href="http://www.camoz.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Camilla-Morelli-la-velaia-e1350223343965.jpg" alt="" title="Camilla Morelli - la velaia" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-2894" /></a></p>
<p>L’esperienza inizia bene, continua meglio, fino al giungere di un evento dai tragici connotati. L’arrivo di una tempesta perfetta sulle coste occidentali francesi provoca alluvioni e inondazioni. Vittime e distruzioni. Tutto ciò che sembrava normale nel quotidiano vivere viene interrotto. L’azienda dove lavora Camilla è un ammasso di fango.</p>
<p>Proprio da un accadimento così drammatico, la forza e la solidarietà delle persone permettono di ripartire, di riaccendere la fiamma che alimenta la vitalità. Poche settimane di duro lavoro, al quale Camilla non si risparmia, tant’è che questa sua prova di umanità viene ripagata con l’assunzione al lavoro. Ma da quella terribile esperienza, Camilla ha un’intuizione. Sono troppe le vele che ha visto buttare perché sporche dal fango. Sono ugualmente tanti gli scarti che vengono fatti durante la realizzazione di una vela. Il pensiero di Camilla torna alla sua forma originale legato ad un mare pulito, dove si debba fare il più possibile per non inquinare e comunque quanto di necessario per riciclare i materiali in disuso. Inizia così a sperimentare come dare nuova vita a queste tele solo in parte utilizzate. Sono prove tecniche quelle che Camilla fa realizzando dei portafogli e qualche altro accessorio moda.</p>
<p><a href="http://www.camoz.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Camilla-Morelli-Comez-300x225.jpg" alt="" title="Camilla Morelli - Camoz" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-2896" /></a></p>
<p>Questa sua idea però trova concretezza da lì a poco. Nonostante la situazione a La Rochelle sia tornata alla sua normalità e anzi Camilla può contare su un lavoro sicuro, questa volta è l’Italia ad invocare il suo nome. Torna a Venezia e nell’entroterra lagunare, in quel di Caorle, Camilla trova una nuova collaborazione con un’altra veleria.</p>
<p><a href="http://www.camoz.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/10/Camoz-Camilla-Morelli-300x225.jpg" alt="" title="Camoz - Camilla Morelli" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2898" /></a>E’ l’azienda dove attualmente Camilla Morelli lavora. E’ l’azienda dove Camilla ha la possibilità di aumentare la propria professionalità. In tutto ciò lei ha un’altra possibilità, portare avanti la sua linea di accessori con i materiali di scarto delle vele. Borse, portafogli e altro ancora prendono forma dalla creatività di Camilla e dal suo senso di riciclo. E’ così che nasce <a href="http://www.camoz.it/" target="_blank">Camoz</a>. Un marchio che caratterizza questa produzione artigianale di accessori alternativi attraverso il riciclo di vele e tagli di tessuto provenienti da diverse velerie europee. La parola d’ordine è proprio questa: <em>recycled sail design</em>.</p>
<p>Oggi Camilla ha ventisei anni. Sembra passata una vita da quando ha lasciato la Valtellina. Sembrano essere trascorsi lunghissimi anni dopo la sua laurea in lingue. Comunque sia Camilla ama sempre di più il mare e forse per questo è così attenta alla sua salvaguardia. Il suo impegno in veleria è costante e il suo progetto Camoz è in costante crescita. Nonostante tutto ciò il viaggio di Camilla è solamente al suo inizio.</p>
<p>Che si issino le vele e… avanti tutta Camilla!</p>
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