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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; linguaggio</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Il linguaggio del corpo &#8211; Isabella Moro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci diamo appuntamento davanti alla scuola. Non è ancora orario di uscita, ma il suo corso si conclude prima. Ragion per cui il giardino antistante l’edificio è di un insolita tranquillità. Manca il chiacchiericcio dei genitori in attesa. Mancano le grida e le corse degli alunni in uscita. A muoversi ci sono solo le piante, sospinte da un leggero vento e i pensieri, che non trovano motivo per rimanere immobili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/ilmecenatedanime_isabellamoro.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Ci diamo appuntamento davanti alla scuola. Non è ancora orario di uscita, ma il suo corso si conclude prima. Ragion per cui il giardino antistante l’edificio è di un&#8217;insolita tranquillità. Manca il chiacchiericcio dei genitori in attesa. Mancano le grida e le corse degli alunni in uscita. A muoversi ci sono solo le piante, sospinte da un leggero vento e i pensieri, che non trovano motivo per rimanere immobili.</p>
<p>Alle 15 in punto si apre la porta. Avvolta da un arancione giaccone e con uno zaino sulle spalle, <strong>Isabella Moro</strong> s’incammina verso di me. Il suo passo è armonioso. Il portamento è quasi regale, ma una cosa risalta più di tutte. Il suo sorriso. Con esso elimina ogni imbarazzo e trasmette un forte senso di serenità. Un saluto veloce e poi insieme riprendiamo a camminare come se dovessimo riprendere un discorso in sospeso. Pochi metri e non trattiene la gioia nel raccontarmi le emozioni che ha provato pure oggi.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Isa-Lab.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="320" height="214" class="aligncenter size-full wp-image-2671" /></p>
<p>“<em>Non manca una volta che non esca con qualcosa in più da quelle aule… dovrebbe essere rivisto il termine insegnante o almeno redistribuito tra i bambini e il docente</em>” mi dice mantenendo il suo sorriso e poi conclude: “<em>lasciare la libertà di esprimersi attraverso la danza, la gestualità del corpo, il linguaggio non verbale dovrebbe essere una forma di educazione personale mantenuta per l’intero cammino dell’esistenza di una persona…</em>”.</p>
<p>Isabella entra subito sul tema di quello che sta facendo (molto bene, ndr) oramai da un po’ di anni. Questi suoi progetti di danza educativa che sta portando avanti nelle scuole stanno ricevendo il plauso da parti diverse. Scuola e famiglie si ritrovano di comune accordo nel capire il valore di un approccio comportamentale che non fa leva sulle regole, ma sulla libertà d’espressione del singolo.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Trenino-e1331627214484.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="250" height="167" class="alignright size-full wp-image-2669" />“<em>Io non insegno coreografie… non c’è una sequenza di passi da rispettare… l’unica cosa da rispettare è la diversa personalità che ogni bambino ha… metterlo nelle condizioni di comunicare con il proprio corpo senza sentirsi minimamente giudicato</em>”, mi dice Isabella. E’ proprio dalle sue parole, da come parla di ciò che sta facendo, che si capisce l’amore che mette in tutto ciò. Poi alzando il tono della voce quasi a voler sottolineare l’importanza del concetto aggiunge: “<em>non ci sono movimenti corretti e movimenti sbagliati… quello che fanno è intrinsecamente giusto nel momento stesso che decidono di farlo… non esiste il commento bravo è giusto così nei corsi che faccio</em>”.</p>
<p>Arriviamo davanti ad un bar. Ci sediamo a prendere un caffè e un po’ di quel sole che fa ben sperare in una primavera anticipata. Isabella ha ancora una manciata di minuti da dedicarmi prima di tornare a casa dal suo pargolo. Da più di un anno e mezzo è diventata madre pure lei e questo nuovo ruolo sociale non ha fatto altro che amplificare la sua già elevata sensibilità d’ascolto nei confronti degli altri. A partire proprio dai bambini.</p>
<p>“<em>Certi giorni mi metto lì a guardarlo… rimango rapita da quello che fa… come comunica… i suoni emessi dalla sua bocca… i flessibili movimenti di un corpo completamento elastico… gli sguardi attenti di un occhio mai sazio di scoprire</em>”. Si capisce che proprio questa maternità è un grande regalo per Isabella. E’ come se ora avesse la possibilità di toccare con mano i risultati di ciò che cerca di trasmettere durante i suoi corsi. Certo si avverte anche l’impegno di cosa significhi lavorare e al tempo stesso essere madre. Però anche su questo Isabella sembra aver trovato un suo equilibrio: “<em>non credo di essere una madre apprensiva, ma concentrata sì… nel senso che avendo dei tempi da gestire tra casa e lavoro, quando sono con mio figlio, decido di essere con lui, voglio esserlo al 100%&#8230; è per questo che non dico che mi isolo, ma nemmeno voglio farmi distrarre da continui stimoli che contraddistinguono la vita di tutti noi…</em>”.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Isa-Sorpresi-dallAcqua.jpg" alt="" title="Isabella Moro - Il linguaggio del corpo" width="320" height="214" class="aligncenter size-full wp-image-2675" /></p>
<p>Poi inizia a parlarmi del suo amore per la danza. Amore che è andato oltre alle difficoltà incontrate. Amore che è durato anche quando sembrava che non ci fosse più spazio per lei in quel mondo. Quando un differente lavoro sembrava volergli strappare di dosso la sua passione. Quando le circostanze della vita portano a compiere scelte spesso non semplici da fare. Lei che ha potuto ballare generi diversi di danza, lei che con il suo corpo ha dato forma a ritmi anche lontani tra loro, proprio lei, le sue parole, il suo modo di fare, il suo modo di essere sembra avvicinarsi ad una danza contemporanea dove la regola predominante porta il nome di libertà. Spariscono le conseguenze anche estreme di una competizione sfrenata legate al dover emergere a tutti i costi attraverso la danza. Parlando con Isabella Moro viene meno anche il concetto di prima ballerina. Quello che primeggia sono altri valori. Ad esempio l’unicità di ogni singola persona.</p>
<p>Mi racconta anche di quali sono i suoi progetti. Parte prima ricordando l’esperienza umana fatta anche con un gruppo di anziani. Dove ha dovuto imparare nuove regole di approccio. Dove ha imparato il significato della parola rispetto. Dopodichè invece mi spiega sempre con il suo modo coinvolgente, dato da chi ama ciò che fa, come si vorrebbe anche specializzare su quella fascia di età che attualmente le manca, quella dai zero ai tre anni, periodo della vita che ritiene fondamentale per veicolare una consapevolezza legata alla linguaggio del corpo.</p>
<p>Prima di concludere le chiedo maniera più puntuale di descrivermi in cosa consiste una lezione di danza educativa. Per la prima volta la vedo incerta nel rispondermi. Mi fissa per qualche istante e poi rivolge lo sguardo al cielo e mi dice: “<em>sarebbe come se dovessi descriverti un sogno… risulterebbe qualcosa di incompleto… nei miei corsi c’è musica, ma non rumore… spesso c’è un tema, ma può essere anche accessorio… c’è movimento, ma è privo da costrizione… ci sono dialoghi, ma non è detto parole… c’è un’unica costante… ci sono bambini… tanti… diversi… persone con una differente identità… ognuna  meravigliosa…</em>”.</p>
<p>Alzandosi si congeda e riprende il suo cammino, regalandomi prima un altro suo sorriso. Anch’io riprendo la mia strada con una certezza in più. La bellezza di una persona che ha fatto di una sua passione un modo per comunicare meglio con gli altri.</p>
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		<title>L’approccio di vitalità di Franco Bolelli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[cultura pop]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive. Bene questo libro c’è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive.</p>
<p>Bene questo libro c’è.</p>
<p>Ha un titolo esplicativo <strong><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a></strong> scritto da due autori particolari: <strong><a href="http://www.soleluna.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Lorenzo “Jovanotti” Cherubini</span></a></strong> e <strong>Franco Bolelli</strong>. Il primo non ha bisogno di presentazioni. Il secondo nemmeno. Già perché se forse ha meno popolarità del primo, è come il primo una vera e propria anima pop.</p>
<div id="attachment_1812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1812" title="Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/lorodue-e1298988796598.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini, autori del libro VIVA TUTTO!</p></div>
<p>Dopo essermi alimentato dell’energia di questo libro proprio con Franco Bolelli mi congratulo.</p>
<p>“<em>Bravi! Era da un po’ che non leggevo un libro così vitale. Mi sono sentito parte di questo percorso che avete costruito, ma non solo. Con questo libro ho sorriso, ho pregato, ho sognato e soprattutto mi è venuta ‘una grande fame’ di fare. Fare cose che ho sempre desiderato, ma che per motivi diversi, per banali giustificazioni, ho spesso lasciato perdere</em>”.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1823" title="VIVA TUTTO! di Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/copertina.jpg" alt="" width="202" height="244" /></a>“<em>Bene mi fa piacere che ti sia capitato ciò… in maniera non tanto celata è quello che speriamo che capiti a tutti dopo averlo letto</em>”, mi risponde Franco e poi aggiunge: “<em>sai questo libro è iniziato con uno scambio di mail, tra me e Lorenzo e doveva raccontare la costruzione del suo nuovo disco… così ha fatto, ma è andato oltre… ne è venuto fuori un viaggio culturale… innovativo</em>”.</p>
<p>Questo è vero. In queste pagine si possono raccogliere gli spunti, i motivi che hanno portato alla nascita di <a href="http://itunes.apple.com/it/album/ora-deluxe-version/id414215120" target="_blank">ORA</a>. Un disco già di per sé straordinario e che acquisisce un valore aggiunto proprio dalla lettura di VIVA TUTTO! . VIVA TUTTO! non è un manuale d’istruzione dell’album, però permette di aggiungerne delle nuove chiavi di lettura.</p>
<p>“<em>… c’è una cosa fondamentale  in questo libro… è il linguaggio… quello che Lorenzo ed io abbiamo fatto è stata proprio un’operazione di linguaggio straordinario</em>” mi dice entusiasta Franco.</p>
<p>Capisco benissimo a cosa fa riferimento. In questo libro non c’è una trama narrativa, bensì è presente una trama evolutiva. Evolutiva perché è un diario che ha una posizione vitale sulla vita. Evolutiva perché è propositivo. Nonostante ci sia una consequenzialità temporale negli accadimenti, il lettore può tranquillamente aprire il libro a caso, leggerne uno scambio e trarne giovamento. Questo perché, anche nei passaggi magari più intensi del libro, dove si parla anche delle difficoltà di realizzare un progetto completamente nuovo, c’è alla base proprio l’approccio VIVA TUTTO!: “<em>anche le cose che non ti piacciono arricchiscono”</em>.<br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1814" title="Franco Bolelli" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli-e1298989439686.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p>E’ difficile descrivere chi è Franco Bolelli. Scrittore. Filosofo. Ogni tentativo potrebbe essere riduttivo. Mi parla dei festival che ha organizzato in passato legati alla creatività <em>“… il festival Frontiere aveva il senso di mettere insieme le persone migliori provenienti da discipline diverse… voleva far emergere il talento, la creatività su piani diversi, sociali, economici ed altro ancora…”.</em></p>
<p>Poi però è lui stesso a darmi la migliore definizione di sé. Lo fa, riprendendo in mano un suo precedente libro, <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788811740681/bolelli-franco/cartesio-non-balla.html" target="_blank">Cartesio non balla</a></strong>. E proprio da quello mi enuncia: <em>“</em><em>… sono cresciuto occupandomi di cose estremamente adolescenziali come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante… sono passati tanti anni e ora mi occupo di cose estremamente evolute come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante. Perché quelle stesse cose così creative ed eccitanti mi si sono anche svelate come le più avanzate</em>”.</p>
<p>E’ questo il modello filosofico di Franco. Un Franco che sottolinea che il problema del nostro Paese, fonte di creatività, sta nella sua continuità. Un Paese imprigionato nel proprio passato.  “<em>… il passato non deve essere un totem intoccabile… il passato è energia, però è necessario buttare via ciò che non è tale… solo così si possono avere degli slanci da un Paese… solo così una nazione può innovare</em>”.</p>
<p>Poi aggiunge un’altra cosa “<em>…  prima c’è sempre stato un motivo trainante che riepilogava lo spirito di un’epoca… gli anni ’60 la musica, i ’70 il cinema, gli ’80 il design, i ’90 ancora la musica… poi però siamo passati al globale… ecco da lì in poi possiamo parlare di coevoluzione… le cose imparano una dall’altra</em>”.</p>
<p>E’ piacevole ascoltare Franco. Senza eccessiva enfasi trasmette positività. Si capisce che è una persona che ama la vita. Che ama tutto ciò che è vita, che pulsa, che respira, che rigenera. Franco non è solo un osservatore dell’evoluzione umana. Franco ne è uno stimolatore. Lui stesso mi conferma quanto sia affascinato dalle persone. La direzione antropologica che ha intrapreso.</p>
<p>Tutto ciò si percepisce. Quando parla di innovazione non fa riferimento a qualcosa di stravagante.  Si riferisce ad un percorso naturale di vita. Quando parla di creatività, non si limita alla visualizzazione di un gesto artistico. Parla di una concreta applicazione di un processo creativo alla nostra esistenza.</p>
<p>Provocatoriamente cerco di spostare il discorso sul futuro. Gli chiedo come si immagini il mondo tra venticinque anni. La sua risposta supera l’ostacolo di una semplice visione. Mi risponde di futuro parlando di presente. D’altronde non poteva che rispondermi così. Il futuro è adesso.</p>
<p>Certo si capisce che l’esplorazione della vita, le biotecnologie, sono aspetti che lo attraggono, lo incuriosiscono. Forse è da questi elementi che pensa al futuro. Che vede al presente.</p>
<p>Nel libro lancia due sfide. Realizzare due progetti. Un festival dedicato a cosa sono riusciti a fare gli italiani all’estero, grazie al proprio talento. E poi un altro grande festival dedicato all’innovazione. Talento e innovazione, due elementi che conosco bene pure io. Ora ripensandoci più che sfide, sono programmi che si realizzeranno. Perché l’importante è crederci.</p>
<p>Ho una sensazione. Questo primo incontro che ho avuto con Franco non sarà l’ultimo. Per una straordinaria coincidenza siamo venuti in contatto. Ma come ben sapete per me le coincidenze sono solo dei segnali. E in questo caso l’indicazione è particolarmente chiara. Dare un’accelerazione alla concretizzazione dei sogni.</p>
<p>Insomma in qualunque modo la pensiate leggetevi <a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a> . Sono certo che anche in voi accenderà l’interruttore della vostra voglia di evolvere.</p>
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