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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; internet</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>La lista dei desideri di Alessio Albano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Alessio_Albano.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Alessio_Albano.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.</p>
<p>Avevamo parlato di tante cose in quel tragitto. Di lavoro, certamente. Eravamo lì per quello. Ma alla fine avevano preso il sopravvento da un lato le passioni &#8211; musica in primis &#8211; dall’altro i desideri. Cosa effettivamente avremmo voluto fare nella vita. Quale sarebbe stata la traccia indelebile lasciata ai posteri come testimonianza della nostra esistenza.</p>
<p>Quel viaggio comunque aveva sancito una cosa. Un collega nella maggior parte dei casi non si sceglie. Un amico sì. Fu così che da allora nonostante le strade professionali si siano separate, il legame di amicizia perdura. Si accresce.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessio_Albano-e1326720001160.jpg" alt="" title="Alessio Albano - Ideatore di MyBucketLi.st" width="450" height="298" class="aligncenter size-full wp-image-2549" /></a><br />
Con <strong>Alessio Albano</strong> mi ritrovo proprio qualche giorno fa. Il luogo d’incontro non può essere che uno. Quella Fnac di Via Cappello, che in molte pause pranzo ci ha visti perderci tra i suoi scaffali. Dopo aver fatto il nostro consueto sopralluogo tra le novità di musica e libri, eccoci a fare sosta al piano superiore per un caffè. E’ lì che tra bilanci di fine anno e buoni propositi per quello a venire, mi racconta di ciò che oramai è diventata la sua priorità.</p>
<p>“<em>… si chiama <strong><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a></strong>… non è altro che il sunto di tante cose che ci siamo detti in passato…</em>”, mi dice con quell’espressione di gioia, che gli è sempre appartenuta, aggiungendo poi: “<em>… non ho fatto altro che mettere insieme i diversi tasselli… il web, la materia su cui lavoro… le relazioni umane, ciò in cui credo e infine… i desideri, ciò che alimentano la nostra vita…</em>”. Alessio potrebbe non aggiungere nient’altro. Tutto mi è chiaro. Non occorrono spiegazioni, solo il plauso per l’intuizione che ha avuto.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/mybucketli.st_-e1326720351189.png" alt="" title="mybucketli.st" width="450" height="166" class="aligncenter size-full wp-image-2551" /></a><br />
“<em>… fare una bucket list… compilare una lista delle cose da fare nella vita è una cosa frequente… nel Paese a stelle e strisce è quasi una consuetudine… la differenza qui è che si sfruttano le potenzialità relazionali di un social network affinché tu possa essere aiutato a realizzare un tuo desiderio o aiutare qualcun altro nel realizzarlo…</em>”, conclude Alessio alzando la tazzina al cielo quasi in un segno di brindisi, prima di assaporarne il contenuto.</p>
<p>Quello che mi sta dicendo non mi coglie sorpreso. E’ un progetto che da una persona dinamica come lui mi potevo aspettare. Semmai la cosa mi lascia entusiasta. E’ come se alcuni di quei discorsi fatti anni prima su quel treno, avessero trovato una loro concretizzazione.</p>
<p>Uscendo dal negozio iniziamo una passeggiata senza una meta fissa. Alessio mi racconta in maniera più dettagliata gli sforzi per portare avanti questa idea. Lo stato dell’arte, ma soprattutto in maniera pragmatica quali saranno i passi immediatamente successivi, affinché questa iniziativa possa non solo decollare, cosa che ha già ben fatto, ma spiccare il volo nel cielo delle grandi iniziative di Internet.</p>
<p>Ci fermiamo in continuazione, quasi a voler mettere dei punti nelle nostre frasi. Alcune volte interrogativi, altre esclamativi, altre ancora di sospensione. Dubbi, certezze e speranze, che caratterizzano un dialogo. La vita.</p>
<p>Ad un certo punto addirittura ci fermiamo e in silenzio guardiamo le persone che freneticamente passeggiano durante quei giorni di festa. Quasi a volerne carpire i pensieri. Quasi a voler condividere con altri un sogno. Gridare che se siamo lì non è un caso.</p>
<p>Intanto lentamente arriviamo al parcheggio. Ancora una volta dovremmo separarci. Prima di lasciarci una stretta di mano ci accompagna nel saluto. Entrambi guardiamo quel gesto riflesso nel finestrino dell’auto. A fianco a noi questa volta l’Adige. Un fiume che scorre, come i pensieri che ci hanno accompagnato in questo incontro.</p>
<p>Torno a casa. Accendo il computer e mi collego a <a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a>. Con il sorriso di Alessio Albano stampato nella mente, compilo la mia lista dei desideri. Chissà quanti desideri ho in comune con Alessio. Molti presumo.</p>
<p><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/In_fondo_al_tunnel-e1326720495872.jpg" alt="" title="Fuori dal tunnel - Alessio Albano" width="450" height="299" class="aligncenter size-full wp-image-2553" /></a></p>
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		<title>La rete salverà la musica &#8211; Matteo Negrin</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 09:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[matteo negrin]]></category>
		<category><![CDATA[music painting]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Un amico condivide un video su un social network. Capita quotidianamente. E’ la forza delle rete. Questa volta però mi soffermo maggiormente sulla visione. Lo guardo una prima volta. Lo riguardo tre, quattro volte. Ha qualcosa di catartico. Nella sua semplicità riesce a rapire vista, udito e anima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Matteo_Negrin.mp3"" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Matteo_Negrin.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Un amico condivide un video su un social network. Capita quotidianamente. E’ la forza delle rete. Questa volta però mi soffermo maggiormente sulla visione. Lo guardo una prima volta. Lo riguardo tre, quattro volte. Ha qualcosa di catartico. Nella sua semplicità riesce a rapire vista, udito e anima.</p>
<p><div id="attachment_1846" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><a href="http://www.myspace.com/matteonegrin" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Negrin-Foto-di-Alessandro-Bosio-197x300.jpg" alt="" title="Matteo Negrin" width="197" height="300" class="size-medium wp-image-1846" /></a><p class="wp-caption-text">MATTEO NEGRIN (ph. by Alessandro Bosio)</p></div>Mi metto in contatto con l’autore <strong><a href="http://www.myspace.com/matteonegrin" target="_blank">Matteo Negrin</a></strong>, musicista e compositore torinese. Ne nasce un interessante dialogo sullo stato di salute della musica e di come si possa innovare in questo settore.</p>
<p>“<em>La musica non si ascolta più e basta! Ma si guarda, si legge come un messaggio, ci si pone di fronte come un’opera di videoarte</em>” esordisce Matteo quasi provocatoriamente. E poi continua “<em>catturare l’attenzione di qualcuno è la nuova sfida</em>”.</p>
<p>E di questo, Matteo con il suo progetto di <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/album/glocal-sound/id417942341" target="_blank">Music Painting</a></strong> ha colpito nel segno. Immagini e musica messe insieme in un’esplosione di vera poesia che sta spopolando sul web. Fare questo richiede certi accorgimenti e come lo stesso Matteo dice <em>“… è necessario recuperare il modello di storytelling che tanto per darti un’idea era presente nei vecchi caroselli in bianco e nero… solo così si ribalta la situazione, i social network promuovono l’idea, che non è solo bella e ben fatta, ma deve mettere in atto un processo virtuoso”</em>.</p>
<p>Un nodo focale. Nella musica, come nella comunicazione in generale, è drasticamente cambiato il modo di veicolare il proprio lavoro. Si è spostato tutto sulla rete. Capirne le potenzialità e le dinamiche, significa vedere Internet non più come “il mostro” che ha annientato il mercato discografico, ma come il più grande alleato per migliorare il proprio lavoro.</p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/album/glocal-sound/id417942341" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/glocal-sound-web-grande-e1299747325463.jpg" alt="" title="glocal sound matteo negrin" width="200" height="200" class="alignright size-full wp-image-1851" /></a>“<em>Ho il privilegio, avendo lavorato diversi anni per il teatro e per il cinema, che ho sempre pensato alla musica introdotta in un altro schema</em>”, poi sorridendo Matteo mi lancia un’altra provocazione. “<em>Quest’anno ho pubblicato il mio ultimo CD… perché non ha più ragione d’essere. La vera sfida sarà quella di lavorare su un orizzonte multitematico. In un momento storico dove si parla di musica liquida, priva di ogni supporto, vengono meno anche gli obblighi, imposti dalle case discografiche, di produrre album dove spesso e volentieri ci sono solo due o tre canzoni degne di merito. Credo proprio che la rete salverà la musica</em>”.</p>
<p>In questa visione salvifica di Matteo, cerco di capire anche com’è possibile superare quelle problematiche oggettive legate al download “selvaggio” che calpesta comunque i diritti e il lavoro che c’è dietro ad un’opera musicale.</p>
<p>“<em>Una regolamentazione della rete è necessaria ai fini della tutela del copyright… tutti siamo stati contagiati da questa forma di bulimia da possesso di musica… forse perché è gratis, forse perché prima si pagava molto, troppo… quindi ci ritroviamo con hard disk pieni di file musicali, che poi quasi mai vengono ascoltati… però credo che la vera innovazione sarà quella di mettere a disposizione dei privati i concept realizzati… insomma si dovrà ritornare ad una nuova forma di mecenatismo, dove il musicista trova nel privato i finanziamenti per produrre il proprio lavoro… questo lo dico anche con beneficio d’inventario, visto che essendomi trovato a scrivere opere per il <a href="http://www.teatrostabiletorino.it/" target="_blank">Teatro Stabile di Torino</a>… conosco bene la questione dei fondi pubblici e dei tagli che sono stati apportati</em>”.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/matteonegrin" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/irish-negrin-200x300.jpg" alt="" title="matteo negrin" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1854" /></a>Con Matteo Negrin affronto anche un altro tema sempre comunque collegato a questo discorso. Si tratta delle opportunità che ha un musicista oggi in Italia di promuovere il proprio lavoro.</p>
<p>“<em>Occorre puntare sulla semplicità, che non deve significare banalità. Lasciamo perdere i talent show… creano solo artisti pop a scadenza, nel senso che vanno bene per una stagione o due, finché comunque non arriva il vincitore della nuova edizione… dovremo investire sulla qualità e sulle idee, cercare d’invertire la tendenza, invece di comprare format e prodotti pre-confezionati, capire quali sono le nostre peculiarità e potenzialità</em>”.</p>
<p>Sarà che è da poco padre per la seconda volta, ma Matteo Negrin da decisamente una carica positiva nell’esporre le proprie idee di cambiamento legate ad un settore culturale fondamentale, come quello della musica.</p>
<p>Prima di concludere sorridendo mi dice: “<em>E’ fondamentale trasmettere il messaggio che dobbiamo promuovere le nostre idee… non fermarsi di fronte a fantomatici ostacoli. Sai qual è stato il costo per la produzione del video di Music Painting? Pennarelli e carta! … mai fermarsi quando si ritiene di avere una buona idea tra le mani, mai</em>”.</p>
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