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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; incontro</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>In viaggio con Riccardo Luna</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 08:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È da quando siamo partiti da Roma che lo sto osservando. Non ha mai alzato lo sguardo da quel portatile. Solo in un paio di occasioni le sue dita hanno fatto sosta su quei tasti. La prima per agevolare la sistemazione del bagaglio da parte di un turista. La seconda, quando un raggio di sole atterrato sul monitor gli impediva di vedere cosa stava componendo. Perché si trattava di un componimento. Lo si capiva bene questo. Dai sorrisi che ogni tanto gli sfuggivano. Dai sospiri che andavano a scandire uno stato d’animo sereno e compiaciuto. Intanto il Frecciarossa continuava la sua risalita dell’Italia e con sé portava sicuramente anche i pensieri di quell’uomo in azione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Ilmecenatedanime_incontra_RiccardoLuna.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Ilmecenatedanime_incontra_RiccardoLuna.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>È da quando siamo partiti da Roma che lo sto osservando. Non ha mai alzato lo sguardo da quel portatile. Solo in un paio di occasioni le sue dita hanno fatto sosta su quei tasti. La prima per agevolare la sistemazione del bagaglio da parte di un turista. La seconda, quando un raggio di sole atterrato sul monitor gli impediva di vedere cosa stava componendo. Perché si trattava di un componimento. Lo si capiva bene questo. Dai sorrisi che ogni tanto gli sfuggivano. Dai sospiri che andavano a scandire uno stato d’animo sereno e compiaciuto. Intanto il Frecciarossa continuava la sua risalita dell’Italia e con sé portava sicuramente anche i pensieri di quell’uomo in azione.</p>
<p><a href="http://www.wired.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/1copertina_wired-224x300.jpg" alt="" title="Wired Italia - Primo numero" width="224" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3197" /></a>Mentre tutto ciò accadeva ripercorrevo il momento in cui avevo sentito parlare di lui. Inizi 2009 e dispacci di agenzia davano l’annuncio dello sbarco della versione italiana di <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a>, citando proprio lui come fondatore e direttore: <strong><a href="http://www.cambiamotutto.it/#et_page_2" target="_blank">Riccardo Luna</a></strong>. Non mi diceva molto quel nome. Come poche erano le aspettative per una rivista, la cui prima versione originale americana conoscevo molto bene. Partivo prevenuto – “<em>ecco faranno la solita rivista patinata, snaturando l’anima di questa bibbia dell’innovazione</em>”, commentavo tra me e me. Mi ricredetti subito. Vedendo la copertina, dove troneggiava Rita Levi Montalcini. Leggendo il suo editoriale. Studiando i diversi articoli presenti. Da allora lui era per me il Direttore. Lo sarebbe sempre stato, come nel gergo calcistico esiste solo ed un unico capitano.</p>
<p>Quanta strada da quel momento. A sua insaputa insieme. Perché allo scandire di ogni nuovo mese l’uscita di un nuovo numero di Wired rappresentava un viaggio. “<em>Storie, idee e persone che cambiano il mondo</em>”. Quella frase ben impressa sulla parte superiore della copertina era una vera e propria dichiarazione d’intenti. Erano le destinazioni che si sarebbero potute raggiungere sfogliando quelle pagine.</p>
<p>La sua energia, il suo entusiasmo, la sua curiosità condivisa poi ebbero modo di esprimersi anche in altre forme. Il <a href="http://www.ilpost.it/riccardoluna/" target="_blank">suo blog su Il Post</a>. La direzione del magazine online “<a href="http://www.chefuturo.it/" target="_blank">che futuro! Il lunario dell’innovazione</a>”. Il coordinamento di <a href="http://www.italia2013.me/" target="_blank">italia2013.me</a> e la guida di <a href="http://startupitalia.eu/" target="_blank">StartupItalia!</a>. Modalità diverse dove la sua capacità divulgativa sul tema innovazione trovava naturale sfogo.</p>
<div id="attachment_3202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.cambiamotutto.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/Riccardo_Luna_foto-300x300.jpg" alt="" title="Riccardo Luna" width="300" height="300" class="size-medium wp-image-3202" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo Luna, fondatore e primo direttore di Wired Italia</p></div>Per un attimo torno a guardarlo. Lo faccio rapidamente. Un po’ per non apparire invadente. Un po’ nella purezza del pensiero che quel mio avvistamento rubato possa disturbare il suo processo creativo. Fortunatamente così non è. Continuano a volare le sue mani su quel computer. Tornano a volare anche i miei ricordi. Riposiziono il viso nella traiettoria del paesaggio in movimento fuori dal finestrino. In quel sovrapporsi di luoghi differenti, ripenso anche le dirette streaming delle conferenze di cui lui è stato curatore nonché conduttore. <a href="http://www.happybirthdayweb.it/" target="_blank">Happy Birthday Web</a>, Makers, <a href="http://ischool.worldwiderome.it/" target="_blank">iSchool</a> e il <a href="http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/anteprima-bari2013/" target="_blank">Next della Repubblica delle Idee</a>. Lui era lo straordinario padrone di casa di ospiti le cui storie erano simbolo di trasparenza, partecipazione e collaborazione. Erano storie che tracciavano un cambiamento. Un cambiamento dove l’interruttore andava sotto il nome di innovazione.</p>
<p><a href="http://www.cambiamotutto.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/cambiamotutto_copertina_libro-200x300.jpg" alt="" title="cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori - Riccardo Luna" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3201" /></a>Proprio mentre mi soffermo su questo termine, vengo riportato alla realtà da un interrogativo postomi. “<em>Cosa ne pensi se lo intitolassi <a href="http://www.cambiamotutto.it/" target="_blank">cambiamo tutto</a>?</em>”. A pormi la domanda è proprio lui e aggiunge poi: “<em>Credo di essere ormai giunto alla conclusione di questo libro… è un libro che parla della rivoluzione degli innovatori… quelli che fanno, quelli che hanno già iniziato, quelli che stanno cambiando e cambieranno sempre più le nostra vite… il modo di fare scienza, di condividere la conoscenza, di fa impresa, di creare posti di lavoro, di produrre, di amministrare la cosa pubblica</em>” e conclude: “<em>si vorrei chiamarlo <a href="http://www.cambiamotutto.it/" target="_blank">cambiamo tutto</a>… con il punto esclamativo… perché non è una supposizione… è una realtà già in atto</em>”.</p>
<p>Intanto il treno sta per giungere alla Stazione di S. Lucia. Questo viaggio si sta per concludere in una Venezia, città simbolo di un seppur storico cambiamento ai tempi della gloriosa Serenissima.</p>
<p>Non trovo le parole adatte per rispondere affermativamente alla sua domanda, se non un sintetico “<em>mi piace</em>”. Ripresomi da quella inaspettata richiesta aggiungo però: “<em>Ti andrebbe di continuare a parlarmi di questa rivoluzione degli innovatori facendo un pezzo di strada tra calli e campielli?</em>”. E lui sorridendomi mi risponde: “<em>Certo che sì. Andiamo!</em>”</p>
<p><div id="attachment_3211" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.523611717686003.1073741825.169688859744959"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/04/700_7847-e1368540396274.jpg" alt="" title="Riccardo Luna e Andrea Bettini" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3211" /></a><p class="wp-caption-text">Riccardo Luna con Il mecenate d'anime durante l'incontro del 10 maggio 2013 presso l'Auditorium Santa Margherita di Venezia, all'interno della Ca' Foscari Digital Week (ph. by Alfredo Montresor)</p></div>
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		<title>La lista dei desideri di Alessio Albano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Seduti all’incirca a metà carrozza. Uno di fronte all’altro. Mentre i pensieri prendevano la forma di parole, le nostre immagini si rispecchiavano nel finestrino. Era quasi un collage. Per quei chilometri che dividevano Verona a Milano, eravamo consapevolmente o meno appartenuti a una scenografia in continuo mutamento. Campagne, capannoni, case, paesi e città, si erano alternati e in quel alternarsi pure i nostri discorsi erano cambiati.</p>
<p>Avevamo parlato di tante cose in quel tragitto. Di lavoro, certamente. Eravamo lì per quello. Ma alla fine avevano preso il sopravvento da un lato le passioni &#8211; musica in primis &#8211; dall’altro i desideri. Cosa effettivamente avremmo voluto fare nella vita. Quale sarebbe stata la traccia indelebile lasciata ai posteri come testimonianza della nostra esistenza.</p>
<p>Quel viaggio comunque aveva sancito una cosa. Un collega nella maggior parte dei casi non si sceglie. Un amico sì. Fu così che da allora nonostante le strade professionali si siano separate, il legame di amicizia perdura. Si accresce.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessio_Albano-e1326720001160.jpg" alt="" title="Alessio Albano - Ideatore di MyBucketLi.st" width="450" height="298" class="aligncenter size-full wp-image-2549" /></a><br />
Con <strong>Alessio Albano</strong> mi ritrovo proprio qualche giorno fa. Il luogo d’incontro non può essere che uno. Quella Fnac di Via Cappello, che in molte pause pranzo ci ha visti perderci tra i suoi scaffali. Dopo aver fatto il nostro consueto sopralluogo tra le novità di musica e libri, eccoci a fare sosta al piano superiore per un caffè. E’ lì che tra bilanci di fine anno e buoni propositi per quello a venire, mi racconta di ciò che oramai è diventata la sua priorità.</p>
<p>“<em>… si chiama <strong><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a></strong>… non è altro che il sunto di tante cose che ci siamo detti in passato…</em>”, mi dice con quell’espressione di gioia, che gli è sempre appartenuta, aggiungendo poi: “<em>… non ho fatto altro che mettere insieme i diversi tasselli… il web, la materia su cui lavoro… le relazioni umane, ciò in cui credo e infine… i desideri, ciò che alimentano la nostra vita…</em>”. Alessio potrebbe non aggiungere nient’altro. Tutto mi è chiaro. Non occorrono spiegazioni, solo il plauso per l’intuizione che ha avuto.<br />
<a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/mybucketli.st_-e1326720351189.png" alt="" title="mybucketli.st" width="450" height="166" class="aligncenter size-full wp-image-2551" /></a><br />
“<em>… fare una bucket list… compilare una lista delle cose da fare nella vita è una cosa frequente… nel Paese a stelle e strisce è quasi una consuetudine… la differenza qui è che si sfruttano le potenzialità relazionali di un social network affinché tu possa essere aiutato a realizzare un tuo desiderio o aiutare qualcun altro nel realizzarlo…</em>”, conclude Alessio alzando la tazzina al cielo quasi in un segno di brindisi, prima di assaporarne il contenuto.</p>
<p>Quello che mi sta dicendo non mi coglie sorpreso. E’ un progetto che da una persona dinamica come lui mi potevo aspettare. Semmai la cosa mi lascia entusiasta. E’ come se alcuni di quei discorsi fatti anni prima su quel treno, avessero trovato una loro concretizzazione.</p>
<p>Uscendo dal negozio iniziamo una passeggiata senza una meta fissa. Alessio mi racconta in maniera più dettagliata gli sforzi per portare avanti questa idea. Lo stato dell’arte, ma soprattutto in maniera pragmatica quali saranno i passi immediatamente successivi, affinché questa iniziativa possa non solo decollare, cosa che ha già ben fatto, ma spiccare il volo nel cielo delle grandi iniziative di Internet.</p>
<p>Ci fermiamo in continuazione, quasi a voler mettere dei punti nelle nostre frasi. Alcune volte interrogativi, altre esclamativi, altre ancora di sospensione. Dubbi, certezze e speranze, che caratterizzano un dialogo. La vita.</p>
<p>Ad un certo punto addirittura ci fermiamo e in silenzio guardiamo le persone che freneticamente passeggiano durante quei giorni di festa. Quasi a volerne carpire i pensieri. Quasi a voler condividere con altri un sogno. Gridare che se siamo lì non è un caso.</p>
<p>Intanto lentamente arriviamo al parcheggio. Ancora una volta dovremmo separarci. Prima di lasciarci una stretta di mano ci accompagna nel saluto. Entrambi guardiamo quel gesto riflesso nel finestrino dell’auto. A fianco a noi questa volta l’Adige. Un fiume che scorre, come i pensieri che ci hanno accompagnato in questo incontro.</p>
<p>Torno a casa. Accendo il computer e mi collego a <a href="http://mybucketli.st/" target="_blank">MyBucketLi.st</a>. Con il sorriso di Alessio Albano stampato nella mente, compilo la mia lista dei desideri. Chissà quanti desideri ho in comune con Alessio. Molti presumo.</p>
<p><a href="http://mybucketli.st/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/In_fondo_al_tunnel-e1326720495872.jpg" alt="" title="Fuori dal tunnel - Alessio Albano" width="450" height="299" class="aligncenter size-full wp-image-2553" /></a></p>
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		<title>Questione di talento &#8211; Sebastiano Zanolli</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica sera. Cucina di casa mia. La pizza è stata appena infornata. Nello stesso momento sulla statale che collega Bassano a Marostica lui sta andando in pizzeria. Coincidenza? No, per il momento diciamo solo fame.

Siamo al telefono, lui in auto e io a regolare il mio forno che inizia il countdown ad una temperatura di 220°. E’ da un po’ che ci cerchiamo. E’ da un po’ che dobbiamo parlarci. Quindi questa occasione va più che bene.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Domenica sera. Cucina di casa mia. La pizza è stata appena infornata. Nello stesso momento sulla statale che collega Bassano a Marostica lui sta andando in pizzeria. Coincidenza? No, per il momento diciamo solo fame.</p>
<p>Siamo al telefono, lui in auto e io a regolare il mio forno che inizia il countdown ad una temperatura di 220°. E’ da un po’ che ci cerchiamo. E’ da un po’ che dobbiamo parlarci. Quindi questa occasione va più che bene.</p>
<p><a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/11/dovresti_tornare_a_guidare_il_camion_elvis.jpg" alt="" title="Sebastiano Zanolli - Dovresti tornare a guidare il camion Elvis" width="200" height="345" class="alignright size-full wp-image-2423" /></a>Forse il tutto è nato da degli applausi. Quelli che io ho fatto una notte, non in preda ad impattanti sogni, ma dopo essere arrivato ad una conclusione. Avevo appena terminato il suo libro. A dire il vero gli applausi erano iniziati molto prima. Forse dalla lettura del titolo stesso: “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis/" target="_blank"><strong>Dovresti tornare a guidare il camion Elvis</strong></a>”. Non era niente male, troneggiava in copertina. Ma come in un rispettoso ascolto concertistico, non mi ero permesso di interrompere la magia di quella lettura.</p>
<p>Il talento. Che cos’è il talento? Cosa vuol dire inseguirlo? Che significa non avere paura di fare ciò per cui si è portati? Domande che spesso mi rivolgo. Domande che ritrovavo tra quelle pagine. Risposte condivise e condivisibili.</p>
<p>Era per questo che dovevamo sentirci e non sarebbe stata una pizza che ci attendeva, a fermarci. Le prime parole sono accompagnate da sorrisi. Non si vedono, ma si sentono partire dal profondo dell’anima. Quasi di compiacimento. Come essersi ritrovati dopo tanto tempo, anche se in questo caso si tratta di trovarsi. E’ una delle prime volte che dedichiamo del tempo a noi due.</p>
<p>Si ripercorrono gli studi fatti, simili. E quelli che si sarebbero voluto fare. Pure questi analoghi. C’è un’isola che ci accomuna. Lui ci ha vissuto, io ci vivo. Ma c’è soprattutto una sintonia, quella fatta di fiducia, ottimismo e forza di volontà.</p>
<p>Dagli studi al lavoro di strada ne ha fatta. E’ un venditore lui. Uno di quelli che tante aziende vorrebbero. Uno di quelli che tanti colleghi desidererebbero. Già perché se è il commerciale la sua indole è pure vero che ha un’innata capacità di trovarsi bene in mezzo a tutte le persone. Sarà il suo modo di trattare con i clienti. Sarà ancor più la sua mancanza di preconcetti.</p>
<p>C’è un altro pilastro che lo contraddistingue. La sua passione per la lettura. Quella lettura trascendentalista americana, dove la positività è sovrana e il migliorarsi è una possibilità a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/11/LGDYorik-200x300.jpg" alt="" title="Sebastiano Zanolli" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2427" /></a><strong><a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a></strong> questo è il suo nome, il suo percorso l’ha dovuto costruire. Ancor prima ha dovuto capire quale fosse la sua strada. Come tutti spesso è stato vittima di mortificazioni “non ce la farai mai”, “non fa per te”, “è questo che devi fare”. Intimidazioni che arrivano affettuosamente o meno dalla famiglia, dalla scuola, dalla società.</p>
<p>Forse per questo lo spartiacque nella sua vita è stato un incontro. Era ragazzo quando frequentava le spiagge di Bibione durante l’estate. E quel giorno come tanti altri che stava per sistemare il campetto per giocare a calcio, la sua attenzione venne attirata da un altro ragazzo poco più grande di lui. Capelli lunghi che passava la notte in auto, elementi sufficienti per affascinare un giovane ricolmo di libertà nello spirito come Sebastiano. Ma furono le parole a fare la differenza, mentre si apprestavano a sistemare il campo dopo un acquazzone – “… tu sei uno che si muoverà sempre bene nella vita… perché fai quello che c’è da fare quando bisogna farlo…”.</p>
<p>Effettivamente basta poco per invertire l’interruttore della propria autostima. Soprattutto se avviene in modo inaspettato e da una persona estranea, almeno apparentemente.</p>
<p>E’ così che il suo modo di vedere le cose diventa orientato al crederci. Credere in sé stessi. Credere nelle proprie potenzialità. Credere che si debba agire, per perseguire il proprio cammino.</p>
<p>Sebastiano inizia dei corsi di comunicazione e di motivazione. Alcuni interessanti. Altri meno. Però tutti elementi di spunto che collegati alle sue letture di autori americani di inizio secolo, dove la possibilità è un mantra, fanno ipotizzare che anche lui avesse qualcosa da dire. Inizia così lui stesso a tenere dei corsi, dopodichè visto il suo amore per la scrittura mette su carta quello che ha imparato.</p>
<p><a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/la-grande-differenza/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/11/LGD-300x201.jpg" alt="" title="Sebastiano Zanolli - La grande differenza" width="300" height="201" class="alignright size-medium wp-image-2429" /></a>Pubblica un suo primo libro “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/la-grande-differenza/" target="_blank">La grande differenza</a>”. Un successo. Inizia così a cadenza quasi biennale la sua gestazione letteraria. Segue infatti “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/?page_id=164&#038;preview=true&#038;preview_id=164" target="_blank">Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane</a>”, che mette in evidenza l’importanza di raggiungere gli obiettivi attraverso la cooperazione. “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/paura-a-parte/" target="_blank">Paura a parte</a>”, invece è una riflessione che si può fare di più se non ci fosse la paura a limitarci. Poi è la volta di “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/io-societa-a-responsabilita-illimitata-strumenti-per-fare-la-grande-differenza/" target="_blank">Io, società responsabilità illmitata</a>”, prima di giungere all’attuale “<a href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/libri/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis/" target="_blank">Dovresti tornare a guidare il camion Elvis</a>”.</p>
<p>Il suono di un campanello interrompe la nostra chiacchierata. E’ il timer del mio forno. La mia pizza è pronta. Pochi minuti e anche lui si siederà a tavola per questo momento conviviale. Terminiamo la conversazione augurandoci buon appetito. Mai augurio fu più azzeccato. Io e Sebastiano abbiamo fame, ma non solo di cibo. Di vita.</p>
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