<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; il gazzettino</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/il-gazzettino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Gli Italiani di Frontiera di Roberto Bonzio</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/11/30/gli-italiani-di-frontiera-di-roberto-bonzio/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/11/30/gli-italiani-di-frontiera-di-roberto-bonzio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 17:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[dal west al web]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[federico faggin]]></category>
		<category><![CDATA[gibo]]></category>
		<category><![CDATA[il gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[italiani di frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[marco marinucci]]></category>
		<category><![CDATA[paolo privitera]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[reuters]]></category>
		<category><![CDATA[roberto bonzio]]></category>
		<category><![CDATA[roberto crea]]></category>
		<category><![CDATA[spirito d'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=953</guid>
		<description><![CDATA[La prima volta che incontro Roberto Bonzio è a Milano. A due passi dal Duomo ci prendiamo un caffè insieme. L’autunno è arrivato, ma un premuroso sole diffonde energia sulla città. Sui presenti. Seduti sul plateatico esterno di un bar, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che incontro <strong><a href="http://www.italianidifrontiera.com/chi-sono/" target="_blank">Roberto Bonzio</a></strong> è a Milano. A due passi dal Duomo ci prendiamo un caffè insieme. L’autunno è arrivato, ma un premuroso sole diffonde energia sulla città. Sui presenti.</p>
<div id="attachment_954" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-954" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Roberto_Bonzio_Family-e1298049221261.jpg" alt="" width="435" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Bonzio con la sua famiglia prima della partenza per gli States - l&#39;inizio della grande avventura di Italiani di Frontiera</p></div>
<p>Seduti sul plateatico esterno di un bar, Roberto inizia a raccontarmi del suo progetto. Per lui raccontare è la normalità. Non solo perché è un cronista, ma proprio perché negli ultimi anni ha raccontato diverse storie. Federico, Paolo, Enrico, Marcello e così via. La lista è molto lunga. Ma chi sono tutte queste persone di cui Roberto Bonzio parla? Sono “Italiani” o per meglio dire “<a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank"><strong>Italiani di Frontiera</strong></a>”. Persone che oltreoceano, nella terra del sogno americano, hanno seguito il loro spirito d’impresa, le loro intuizioni.</p>
<p>Per far questo Roberto nel gennaio del 2008, lascia gli uffici della redazione <a href="http://it.reuters.com/" target="_blank">Reuters</a> per la quale lavora e si trasferisce con l’intera famiglia per sei mesi negli States. Roberto ha una missione. Non vuole raccontare la storia di cervelli in fuga. Roberto vuole raccontare la storia di talenti italiani, che nel nuovo mondo, grazie alle loro capacità, al loro modo di pensare, sono naturalmente emersi. Hanno potuto emergere perché erano privi di impedimenti sociali e culturali, che in patria gli avrebbero rallentato se non impedito questa loro crescita.</p>
<p>“<em>Per capire meglio l’Italia è stato necessario guardarla da fuori… solo così ho avuto conferma del patrimonio intellettuale immenso del quale siamo a disposizione… la forza degli italiani è quella di ragionare fuori degli schemi, modalità questa che in Italia spesso si vuole ingabbiare, mentre all’estero trova l’humus naturale per evolvere</em>” mi dice Roberto guardandomi negli occhi. Poi continua “<em>… ci sono dei meccanismi maledetti in Italia, come l’invidia ad esempio, che non permettono di innescare il circolo virtuoso del talento… talento che in Italia è ben presente</em>”.</p>
<p>Queste storie raccontate da Roberto, questi modelli positivi da lui narrati, ora costituiscono un blog, una web tv, un libro a breve, una rappresentazione teatrale in un prossimo futuro e una serie di conferenze multimediali.</p>
<p>Ed è proprio in una di queste conferenze che lo ritrovo&#8230;</p>
<div id="attachment_956" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-956" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Paolo_Privitera_e_Roberto_Bonzio-e1298049570456.jpg" alt="" width="435" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo Privitera introduce Roberto Bonzio durante la presentazione di Italiani di Frontiera alla serata La filiera dell&#39;Idea - Ph. by Alfredo Montresor</p></div>
<p>Siamo a Venezia. L’area è quello del parco scientifico VEGA. L’occasione il lancio di un <a href="http://www.lifestylentrepreneur.org/" target="_blank">magazine online</a> dedicato all’imprenditoria innovativa e mentre in laguna c’è l’acqua alta, al di qua del Ponte della Libertà c’è l’adrenalina alta.</p>
<p>Già al suo arrivo, capisco che l’entusiasmo di quella giornata meneghina è intatto. Addirittura noto anche un po’ d’emozione in <a href="http://www.italianidifrontiera.com/chi-sono/" target="_blank">Roberto Bonzio</a>. D’altronde per lui stasera significa anche ritornare a casa. Mestrino d’origine, figlio d’arte, visto che il padre <a href="http://www.culturaspettacolovenezia.it/eventi.asp?id=1549" target="_blank">Gibo</a> è stato un grande cronista per il quotidiano <a href="http://www.ilgazzettino.it/" target="_blank">Il Gazzettino</a>, ove Roberto stesso ha esordito. Ad accoglierlo ci sono molti ospiti, ma anche tanti amici.</p>
<p>Il suo abbigliamento informale e lo zaino che lo accompagna, lo rendono un personaggio ancor più curioso. A metà strada tra un moderno Indiana Jones e un giovane avventuriero raccontato da Mark Twain.</p>
<p>Un veloce saluto e un caloroso benvenuto, poi lo lascio raggiungere la postazione dalla quale questa sera ci presenterà i suoi <a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank">Italiani di Frontiera</a>.</p>
<p>Sono le 22.30 circa quando dagli altoparlanti del locale sento partire una voce. E’ quella di <a href="http://www.linkedin.com/in/paoloprivitera" target="_blank">Paolo Privitera</a>, poco più trentenne talento imprenditoriale, che dopo aver vissuto per anni in Silicon Valley ora fa da ponte tra il modello start-up americano e la creatività italiana. E’ lui ad introdurre Roberto Bonzio.</p>
<div id="attachment_959" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.italianidifrontiera.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-959" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Roberto_Bonzio_IdF-e1298050015942.jpg" alt="" width="250" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Bonzio durante una delle sue presentazione di Italiani di Frontiera</p></div>
<p>E’ giunto il suo momento. Le sue parole sono sincopate. Sembrano quasi tenere il tempo del rullante di una batteria. La carica energetica di Roberto Bonzio è pazzesca. Quella che riesce a trasmettere è ancor maggiore. Non ci sono pause. Ci sono intervalli, quelli dei video che vengono proiettati, che alternano la voce di Roberto a quella dei protagonisti di Italiani di Frontiera.</p>
<p>Mi immergo nella storia di <a href="http://www.italianidifrontiera.com/2008/11/federico-faggin-padre-del-microchip/" target="_blank">Federico Faggin</a> e <a href="http://www.italianidifrontiera.com/2008/04/roberto-crea-pioniere-del-biotech/" target="_blank">Roberto Crea</a>, padri del microchip e dell’insulina sintetica. Sobbalzo ai racconti di <a href="http://www.italianidifrontiera.com/2008/03/fnambol-funmbol-o-funambl/" target="_blank">Fabrizio Capobianco</a>, fondatore di <a href="http://www.funambol.com/">Funambol</a> e <a href="http://www.italianidifrontiera.com/2008/04/marco-marinucci-da-google-per-favorire/" target="_blank">Marco Marinucci</a>, manager di Google. Mi appassiono alle divagazioni apparenti che fa Roberto. Cose diverse, ma alla fine non più di tanto.</p>
<p>Un racconto come lo stesso Roberto ha intitolato dal West al Web. E’ fantastica questa parafrasi per comprendere cosa gli italiani di ieri e quelli di oggi in America siano riusciti a fare.</p>
<p>Una presentazione immersiva. Suggestiva. Stimolante.<br />
Da questi racconti si evince che ce la si può fare. Che è nostro dovere sradicare certi luoghi comuni, certi retaggi culturali, per dare spazio alle nostre capacità intellettive.</p>
<p>A presentazione conclusa ne approfitto per fare altre due parole con Roberto. Alla mia domanda su quale possa essere il possibile sviluppo, la prossima sfida di Italiani di Frontiera, lui mi risponde sorridendo, ma con la convinzione di chi ha già fatto il primo passo – “<em>… lavorare su gli italiani di frontiera in Patria! E’ già da un po’ che ci lavoro e ho visto che si possono raccontare delle belle storie anche da qui…</em>”.</p>
<p>A questo punto non mi rimane che salutarlo, non prima di avergli fatto l’imbocca al lupo per questo suo (nostro) nuovo cammino.</p>
<p>Poi lascio lo spazio che ha ospitato questo “giornalista curioso”. Nel lasciarlo però prima mi soffermo sugli sguardi dei presenti. Cerco di carpirne i pensieri dopo che anch’essi hanno assistito alla presentazione di Roberto Bonzio. Forse anche per qualcuno di loro qualcosa è scattato questa sera. Forse qualche remora mentale è stata superata. Domani che è un altro giorno, potrebbe essere veramente un nuovo giorno.</p>
<p>Continuo le mie riflessioni in questa umida notte veneziana. Al prossimo appuntamento con Roberto, perché so che ci sarà, voglio essere pronto. Pronto per raccontare che le cose possono cambiare. Se lo si vuole.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/11/30/gli-italiani-di-frontiera-di-roberto-bonzio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Barnaba Ungaro: storia di una persona</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/09/21/barnaba-ungaro-storia-di-una-persona/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/09/21/barnaba-ungaro-storia-di-una-persona/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 10:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[barnaba ungaro]]></category>
		<category><![CDATA[buongiorno regione]]></category>
		<category><![CDATA[federazione italiana di pattinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[il gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[lega nazionale hockey]]></category>
		<category><![CDATA[marco mantegani]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[radio uno]]></category>
		<category><![CDATA[raisport]]></category>
		<category><![CDATA[roller time]]></category>
		<category><![CDATA[tg regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>
		<category><![CDATA[zona cesarini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=872</guid>
		<description><![CDATA[La storia è fatta di persone e di personaggi. L’incontro che vi sto per raccontare oggi rientra a tutti gli effetti nella prima categoria. E’ l’incontro con un essere reale. Un uomo costituito da interessi, passioni e pronto al confronto. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia è fatta di persone e di personaggi. L’incontro che vi sto per raccontare oggi rientra a tutti gli effetti nella prima categoria. E’ l’incontro con un essere reale. Un uomo costituito da interessi, passioni e pronto al confronto. Un uomo che ha una sua personalità. Pregi e difetti compresi. Un uomo che non ha bisogno di stereotipi e di modelli. Questa è la storia di un uomo libero.</p>
<div id="attachment_873" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Barnaba_Ungaro_Zona_Cesarini-e1298025591444.jpg" alt="" width="435" height="326" class="size-full wp-image-873" /><p class="wp-caption-text">Barnaba Ungaro nello studio Radio Rai Uno di Roma, a Saxa Lubra, durante la conduzione della trasmissione sportiva Zona Cesarini</p></div>
<p>E’ libero perché non ha bisogno di fingere. Non ha bisogno di filtri per modificare l’intensità della sua anima. Non potrebbe fare la pubblicità per nessun brand. Lui è testimonial di se stesso. Lui è <strong>Barnaba Ungaro</strong>.</p>
<p>Per capire tutto ciò non ci vuole molto. Basta vederlo arrivare all’incontro. In sella alla sua graziella, in pantaloncino corto e t-shirt, ma soprattutto con un grande sorriso.</p>
<p>Sono le undici qui al Lido di Venezia e nella frenesia dei giorni della Mostra del Cinema, troviamo un angolo di tranquillità per bere un caffè e chiacchierare un po’ insieme.</p>
<p>E’ strano intervistare un giornalista. Ho sempre paura di essere un po’ sotto esame. Ma con Barnaba non c’è questo pericolo. E’ proprio lui a togliermi da ogni eventuale situazione di disagio, complimentandosi per il lavoro che sto facendo con <strong>Il Mecenate d’Anime</strong>.</p>
<p>“Tra le ultime letture che sto facendo con <a href="http://www.gianricocarofiglio.com/" target="_blank">Carofiglio</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gilberto_Squizzato" target="_blank">Gilberto Squizzato</a>, ho letto anche alcune delle interviste che hai realizzato e devo dire che riesci a cogliere l’essenza delle persone che incontri” – mi dice prima di parlare delle sue passioni. Passioni nelle quali rientra a pieno titolo la lettura. “Per me leggere ha un suo preciso momento. Leggere è prima di andare a letto, ma non per addormentarmi, ma per viaggiare con la testa. Pensare. Analizzare”.</p>
<p>Ed è proprio per questa funzione che innesca piacevolmente il pensiero, che Barnaba ama anche il mare. “Un elemento naturale che trasmette tranquillità e permette di pensare” – così lo descrive passando la mano nell’aria a riprodurre il movimento delle onde.</p>
<p>A far da collante a tutto ciò c’è lo sport. Che non è solo una passione, ma anche (e felicemente, ndr) il suo lavoro. E’ a partire dal terzo anno di Liceo Classico che Barnaba Ungaro inizia a scrivere di sport. E’ il 1987 quando escono i suoi primi articoli su <a href="http://www.ilgazzettino.it/" target="_blank">Il Gazzettino</a> dedicati alle partite di calcio a livello dilettantistico. Mi racconta di ciò con l’entusiasmo di un bambino che descrive i regali ricevuti al compleanno. Ma questo è solo l’inizio.</p>
<p>Dal calcio si sposta poi al pattinaggio. Realizza dei servizi per la trasmissione “Roller Time”, prodotta dalla <a href="http://www.fihp.org/main/index.php" target="_blank">Federazione Italiana di Pattinaggio</a>. In un certo qual senso questa rappresenterà la svolta per Barnaba. Proprio per la passione con la quale porta avanti il suo lavoro, la Federazione di Pattinaggio gli offre la possibilità di diventare responsabile dell’ufficio stampa.</p>
<p>E’ il 1995 e per Barnaba inizia una grande avventura. Un’avventura che lo porta a girare per il mondo, ma non solo. In questa sua nuova veste lavorativa ha un primo contatto con la RAI. Concorda con loro le migliori manifestazioni di pattinaggio da inserire nel palinsesto televisivo. Organizza le riprese televisive. Diventa pure Responsabile della <a href="http://www.legahockeypista.it/" target="_blank">Lega Nazionale di Hockey</a>. E’ il commentatore tecnico di questi eventi sportivi. Nonché cura i contatti con tutte le testate giornalistiche.</p>
<p>In quegli anni Barnaba vive a Roma, ma a metà del 2005, complice da un lato la crisi del CONI che non gli può garantire una continuità lavorativa, e dall’altro la nostalgia per il mare, Barnaba torna a Venezia.</p>
<p>Ma il bello deve ancora arrivare, grazie al mezzo di comunicazione che Barnaba predilige: la radio. Questo sempre perché in radio non c’è bisogno di apparire. In radio è necessario avere qualcosa da dire e saperlo raccontare. Ed è Radio Rai, nelle vesti di Marco Martegani ad offrire a Barnaba questa opportunità. La trasmissione è “Poveri ma belli” e per due anni e mezzo, ogni sabato pomeriggio la voce di Barnaba Ungaro fuoriesce dalle onde medie di questa emittente radiofonica: un collegamento di cinque minuti dedicato agli sport minori.</p>
<p>L’unione Barnaba Ungaro, sport e radio diventa sempre più forte, tanto che a marzo del 2007 ritorna a Roma con <a href="http://www.rai.it/dl/portale/radio.html" target="_blank">Radio Rai</a>: ancora <strong>Marco Martegani</strong> gli affida un’intera trasmissione sportiva, “Zona Cesarini”, in onda dal lunedì al giovedì dalle 21 alle 23. Il riconoscimento della sua professionalità.</p>
<p>Ma la mancanza di Venezia torna a farsi sentire e nel giugno dell’anno successivo, Barnaba torna in laguna per lavorare al <a href="http://www.tgr.rai.it/" target="_blank">Tg Regionale Veneto</a> della RAI. Qui inizia ad occuparsi non solo di sport, ma anche di tutto il resto. Ricomincia da zero, ma con il suo animo sportivo accetta con entusiasmo la nuova sfida. Sfida che lo porta anche alla conduzione di “Buongiorno Regione”.</p>
<p>Quest’estate mi confida però che ha realizzato un altro sogno. E’ stato un mese e mezzo a Milano per collaborare con <a href="http://www.raisport.rai.it/" target="_blank">RaiSport</a>. Chissà se il dna sportivo di Barnaba lo porterà a seguire ciò che naturalmente ama.</p>
<p>Intanto abbiamo finito di sorseggiare il caffè insieme. Lui riprende la sua graziella e riparte, non prima di avermi regalato ancora una volta un suo sorriso. Il sorriso di una persona.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/09/21/barnaba-ungaro-storia-di-una-persona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
