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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; evoluzione</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>La poesia in musica di Rosa Emilia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.
Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è Rosa Emilia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ilmecenatedanime_RosaEmilia.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Anche quando parla si avverte una certa musicalità. Un’alternarsi di parole che vibrano nell’aria. Le pause sembrano quelle in uso su un pentagramma. Le sillabe, note di un motivo difficile da dimenticare. Poesia e canzone sembrano ritrovarsi in quello che dice. Grammatiche diverse s’incontrano senza dar luogo ad incomprensioni.</p>
<p>Forse perché lei è nata poeta. Forse perché lei è cresciuta cantante. Forse più semplicemente perché lei è <strong><a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a></strong>.</p>
<p><a href="http://rosaemilia.com/it/"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Rosa_Emilia2-e1352726050814.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Poesia in musica" width="435" height="290" class="aligncenter size-full wp-image-2978" /></a></p>
<p>Il fascino e il carisma non si possono apprendere. Come il talento. Tutti elementi in lei ben presenti. Ma non è tutto. C’è la gioia che traspare per fare qualcosa che si ama. C’è l’impegno costante e quotidiano per migliorarsi e dare il meglio di sé.</p>
<p>La sua vita è un romanzo. La musica ne è la colonna sonora. Una musica che da sempre è presente. Fin da bambina quando a Salvador de Bahia canta, balla, suona le percussioni alle feste in onore degli orixas con la nonna Emilia, venerata mae-de-santo. Ma è la poesia la forma d’espressione nella quale si ritrova naturalmente attratta da ragazza. Un’attrazione che la porta a studiare. Un’attrazione che la porterà a fare straordinari incontri. Come quello con il poeta e compositore <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Antônio_Carlos_de_Brito" target="_blank">Cacaso</a>. Incontro che sfocerà in amore. Un matrimonio. Una figlia. Non basterà la prematura scomparsa di Cacaso, a strappare  ricordi ed emozioni condivise.</p>
<div id="attachment_2983" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Ultraleve-150x150.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Ultraleve" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2983" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Ultraleve, primo album di Rosa Emilia</p></div>Ma c’è la cultura, l’attaccamento di Rosa Emilia alle espressioni artistiche come modalità per superare anche le più dure sofferenze, che le permette di andare oltre. E’ così che la musica, mai abbandonata torna a bussarle la porta. La bellezza della sua voce viene racchiusa in un disco. Si chiama “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Ultraleve</a>” e rappresenta il suo album d’esordio. E’ l’inizio o meglio la conferma di una naturale predisposizione. Il suo stile è in continua evoluzione. La sua vita pure.</p>
<p><div id="attachment_2985" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ibs.it/disco/8013284003591/rosa-emilia-renato/rosa-emilia-encontra.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/Renato-Sellani-e-Rosa-Emilia--150x150.jpg" alt="" title="Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2985" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Sellani encontra Rosa Emilia - Poesia do Brasil</p></div>Da Rio de Janeiro dove si era trasferita arriva in Italia. A Milano prima. Un altro amore. Un’altra figlia. Un periodo di adattamento per capire una mentalità lontana dalla sua e poi costante lavoro verso quella musica che le ha donato molto. Concerti molti. Collaborazioni ancor di più. Sia in Italia sia dall’altra parte dell’oceano, a cavallo di due mondi lontani che la musica sembra avvicinare. <a href="http://www.nelsonangelo.com/" target="_blank">Nelson Angelo</a>, <a href="http://www.suelicosta.com.br/" target="_blank">Sueli Costa</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jaques_Morelenbaum" target="_blank">Jaques Morelenbaum</a> sono solo alcuni degli incontri musicali che arrivano dal Brasile. <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De André</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Sellani" target="_blank">Renato Sellani</a>, altri maturati nella nostra Penisola. Ed è proprio con il maestro Sellani che s’instaura un sodalizio che porta alla realizzazione del disco “Poesia do Brasil”.</p>
<p><div id="attachment_2989" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/BATUK-Cruzeiro-Do-Sul-150x150.jpg" alt="" title="BATUK Cruzeiro Do Sul Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2989" /></a><p class="wp-caption-text">Batuk (Rosa Emilia e Cristiano Verardo) - Cruzeiro do sul</p></div>Rosa Emilia è un’anima in costante fermento. Si trasferisce a Venezia. Nuovi incontri. Nuove sfide musicali. Dalla canzone d’autore e il jazz passa ad un progetto di musica lounge dal nome Batuk, dove con la canzone “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/cruzeiro-do-sul/id205781264" target="_blank">Cruzeiro do sul</a>” mette la sua personale interpretazione a questo genere musicale. Ma non si ferma qui. C’è spazio pure per il reggae e con l’album “<a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank">Nega Rosa</a>” fissa un ulteriore tassello nella sua eclettica capacità vocale.<div id="attachment_2992" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rosaemilia.com/it/?page_id=793" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/nega-rosa-Rosa-Emilia-150x150.jpg" alt="" title="nega rosa - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2992" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Nega Rosa</p></div>
<div id="attachment_2996" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/baiana-da-Guanabara-150x150.jpg" alt="" title="Baiana da  Guanabara - Rosa Emilia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-2996" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'album Baiana da Guanabara</p></div>Prima di andare avanti nel racconto della sua vita fa un’altra pausa. Come a voler riprendersi da tanti intensi ricordi. Come a voler guardare avanti per vedere in un futuro non poco lontano. Dopodichè mi presenta i suoi ultimi lavori in ordine di tempo. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/baiana-da-guanabara/id361958634" target="_blank">Baiana de Guanabara</a>” prima. “<a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank">Album de Retratos</a>” dopo. Lo fa con un pizzico d’orgoglio. Con un’imponente dose d’amore. Due dischi che la riportano alle origini delle sua terra. Due album in particolar modo il primo che rappresentano quasi la chiusura di un cerchio. In “Baina de Guanabara” i pezzi sono firmati Nelson Angelo/Cacaso. A distanza di vent’anni trova il coraggio, ma soprattutto la consapevolezza artistica per interpretare un’eredità musicale che le ha lasciato Cacaso, il paroliere amato.</p>
<p><div id="attachment_2998" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="https://itunes.apple.com/it/album/album-retratos-cacaso-parceiros/id358669896" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/11/capa-album-de-retratos-300x300.jpg" alt="" title="Rosa Emilia - Album de Retratos" width="300" height="300" class="size-medium wp-image-2998" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell'ultimo album di Rosa Emilia - Álbum de Retratos - Cacaso - Parceiros &#038; Canções</p></div>
<p>Infine interrompe ogni discorso per lasciare spazio ad un enorme sorriso. Un sorriso che era stato sempre presente. Fin dal momento che ci eravamo seduti in quel bar. Un elemento di rara bellezza che trova la sua massima espressività nella condivisione di una storia. Come a dire quanto di bello la vita le ha offerto. Come a gridare quanto di incantevole le offrirà ancora.</p>
<p>L’incontro è finito. La musica di <a href="http://rosaemilia.com/it/" target="_blank">Rosa Emilia</a> no. Entra nelle mie orecchie dalle cuffie del lettore. Si deposita dritta nel cuore. Per rallegrarlo. Per fargli un dono tanto gradito quanto inaspettato.</p>
<p>Obrigado Rosa Emilia.</p>
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		<title>I pensieri fatti a mano di Maria Cristina Pizzato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre sono al telefono con lei mi viene in mente una canzone. Non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Anzi, le sue parole si stampano nella mia memoria. Riesco pure a vederle. Eppure quelle note sono lì presenti. Quasi a voler accompagnare il suo discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Cristina_lordBrett-e1323679818672.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - Pensieri fatti a mano" width="435" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-2490" /></a></p>
<p>Mentre sono al telefono con lei mi viene in mente una canzone. Non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Anzi, le sue parole si stampano nella mia memoria. Riesco pure a vederle. Eppure quelle note sono lì presenti. Quasi a voler accompagnare il suo discorso.</p>
<p>E’ un riff di chitarra la musica che ho in testa. Non riesco a ricondurla ad un motivo preciso, ma è qualcosa di rock. Di molto rock. Tutto ciò è strano, dal momento che <strong>Maria Cristina Pizzato</strong>, mi sta raccontando della sua passione per la lana. Più lei mi descrive i suoi lavori a maglia e più il suono della chitarra si fa forte.</p>
<p>Terminata la conversazione, cerco di capire il motivo di tale strana associazione. La risposta mi viene ripensando ad una frase di Maria Cristina &#8211;  “<em>… la maglia è sempre stata una costante, a quattro anni mi ha insegnato mia nonna… poi io mi sono evoluta, leggendo le riviste, lavorando in ufficio durante le pause, organizzando dei piccoli seminari con le mie colleghe, con le amiche…</em>”.</p>
<p>Ma è sul termine “<em>evoluta</em>” che mi soffermo. E’ quella parola che mi ha fatto scardinare uno dei tanti stereotipi. Che il lavoro a maglia appartenga ad una generazione passata. Che sia esclusivamente di padronanza femminile. Che sia un’attività di secondo piano, in un certo qual modo, che non vada oltre il sorriso ironico iniziale che può strappare.</p>
<p>Tutto questo Maria Cristina Pizzato lo sa bene. E’ per questo che mi ha parlato dei suoi lavori fatti a mano, alternando l’entusiasmo che può avere un tifoso parlando della propria squadra e l’arguzia di un dirigente d’azienda nel presentare un suo piano di lavoro. Maria Cristina mi ha piacevolmente spiazzato e non mi è rimasto che applaudire a quanto da lei descrittomi.</p>
<p>Da poco superato i quarant’anni. Da molto impegnata in aziende dall’alto contenuto tecnologico come responsabile <a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Knit-Cafe_16-11-11_9-300x300.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato Knit Cafe" width="300" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2493" /></a>Marketing. Maria Cristina è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante per questa sua passione. Il suo blog “<a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank">Pensieri Fatti a Mano</a>”, in meno di un anno è diventato uno spazio di riferimento sul web, per quanto riguarda l’arte del lavoro a maglia. I Knit Cafè, gli incontri che organizza periodicamente per tutti gli appassionati del tema, stanno diventando un appuntamento tanto atteso, quanto partecipato. E per sfatare ulteriormente i preconcetti iniziali, l’età media dei presenti è inferiore ai trent’anni.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/Gilet_mantellina-300x225.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato Gilet mantellina" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2495" /></a>“<em>Serenità!</em>”. Mi risponde così Maria Cristina, alla domanda cosa rappresenti per lei la lana, aggiungendo poi: “<em>Ha qualcosa di terapeutico… ho imparato a togliermi dei blocchi… lavorando la lana i pensieri della mente assumono un ritmo diverso… come un gomitolo attorcigliato che tu piano piano riesci a sbrogliare, così anche il pensiero diventa più fluido, più lineare…</em>”.</p>
<p>Ma non solo il lavorare la lana ha un effetto positivo in chi lo esegue &#8211; si potrebbe dire che aumenti anche la concentrazione e la consapevolezza in ciò che si fa &#8211; ma c’è pure “il tocco”. Il toccare un filato che trasmette sicurezza, rassicura e allo stesso tempo regala un momento di piacevole relax.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/abilmente_borsa-300x231.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - Abilmente borsa" width="300" height="231" class="alignright size-medium wp-image-2497" /></a>Il lavorare a maglia è un gesto creativo, forse anche per questo i colori incidono. Come quelli naturali, preferiti da Maria Cristina. Il lavorare a maglia può essere anche l’intreccio di più elementi. Come la borsa realizzata da Maria Cristina per la fiera Abilmente, che prevedeva delle applicazioni in legno fatte dal padre. L’unione di due materiali. L’unione di due abilità. L’unione.</p>
<p>Che Maria Cristina sia portata per le cose “d’avanguardia” lo si capisce. Sperimentare. Apprendere nuovi tecniche di lavorazione. Attenzione verso l’abbigliamento e la cura dei particolari. Poi comunque ha questo approccio di condivisione. Nonostante la maggior parte delle cose che realizzi le regali, cerca spesso di fronte ad una richiesta di rilanciare – “<em>… perché non lo fai tu che t’insegno?</em>”.</p>
<p>Intanto si vanno sempre più a delineare alcune idee. Un cappotto russo, stile zarina, che vorrebbe realizzare utilizzando la sua amata lana e poi nell’ambito dell’arte, arrivare alla realizzazione di quadri attraverso la maglia. Sono sogni o forse solo dei nuovi punti di partenza per far continuare ad evolvere questa sua passione.</p>
<p>Quindi la prossima volta che vedete Maria Cristina Pizzato all’opera, fate pure il solito sorrisino iniziale, ma poi rimanete ad osservare quanto di meraviglioso possa uscire dal suo sapiente utilizzo dei ferri. I ferri del mestiere.</p>
<p><a href="http://www.pensierifattiamano.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/12/OniricaLab_KnitCafè_7-e1323680575478.jpg" alt="" title="Maria Cristina Pizzato - OniricaLab KnitCafè" width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-2500" /></a></p>
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		<title>L’approccio di vitalità di Franco Bolelli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive. Bene questo libro c’è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Pensate ad un libro che vi fa capire, mentre lo leggete,  che le cose che volete fare si possono realizzare. Pensate ad un libro, che man mano che ne sfogliate le pagine stimoli a tirare fuori le attitudini che esistono in ognuno di voi. Pensate ad un libro che accenda la consapevolezza a tutte le persone positive.</p>
<p>Bene questo libro c’è.</p>
<p>Ha un titolo esplicativo <strong><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a></strong> scritto da due autori particolari: <strong><a href="http://www.soleluna.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Lorenzo “Jovanotti” Cherubini</span></a></strong> e <strong>Franco Bolelli</strong>. Il primo non ha bisogno di presentazioni. Il secondo nemmeno. Già perché se forse ha meno popolarità del primo, è come il primo una vera e propria anima pop.</p>
<div id="attachment_1812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1812" title="Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/lorodue-e1298988796598.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini, autori del libro VIVA TUTTO!</p></div>
<p>Dopo essermi alimentato dell’energia di questo libro proprio con Franco Bolelli mi congratulo.</p>
<p>“<em>Bravi! Era da un po’ che non leggevo un libro così vitale. Mi sono sentito parte di questo percorso che avete costruito, ma non solo. Con questo libro ho sorriso, ho pregato, ho sognato e soprattutto mi è venuta ‘una grande fame’ di fare. Fare cose che ho sempre desiderato, ma che per motivi diversi, per banali giustificazioni, ho spesso lasciato perdere</em>”.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1823" title="VIVA TUTTO! di Franco Bolelli e Lorenzo Jovanotti Cherubini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/copertina.jpg" alt="" width="202" height="244" /></a>“<em>Bene mi fa piacere che ti sia capitato ciò… in maniera non tanto celata è quello che speriamo che capiti a tutti dopo averlo letto</em>”, mi risponde Franco e poi aggiunge: “<em>sai questo libro è iniziato con uno scambio di mail, tra me e Lorenzo e doveva raccontare la costruzione del suo nuovo disco… così ha fatto, ma è andato oltre… ne è venuto fuori un viaggio culturale… innovativo</em>”.</p>
<p>Questo è vero. In queste pagine si possono raccogliere gli spunti, i motivi che hanno portato alla nascita di <a href="http://itunes.apple.com/it/album/ora-deluxe-version/id414215120" target="_blank">ORA</a>. Un disco già di per sé straordinario e che acquisisce un valore aggiunto proprio dalla lettura di VIVA TUTTO! . VIVA TUTTO! non è un manuale d’istruzione dell’album, però permette di aggiungerne delle nuove chiavi di lettura.</p>
<p>“<em>… c’è una cosa fondamentale  in questo libro… è il linguaggio… quello che Lorenzo ed io abbiamo fatto è stata proprio un’operazione di linguaggio straordinario</em>” mi dice entusiasta Franco.</p>
<p>Capisco benissimo a cosa fa riferimento. In questo libro non c’è una trama narrativa, bensì è presente una trama evolutiva. Evolutiva perché è un diario che ha una posizione vitale sulla vita. Evolutiva perché è propositivo. Nonostante ci sia una consequenzialità temporale negli accadimenti, il lettore può tranquillamente aprire il libro a caso, leggerne uno scambio e trarne giovamento. Questo perché, anche nei passaggi magari più intensi del libro, dove si parla anche delle difficoltà di realizzare un progetto completamente nuovo, c’è alla base proprio l’approccio VIVA TUTTO!: “<em>anche le cose che non ti piacciono arricchiscono”</em>.<br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1814" title="Franco Bolelli" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/Franco_Bolelli-e1298989439686.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p>E’ difficile descrivere chi è Franco Bolelli. Scrittore. Filosofo. Ogni tentativo potrebbe essere riduttivo. Mi parla dei festival che ha organizzato in passato legati alla creatività <em>“… il festival Frontiere aveva il senso di mettere insieme le persone migliori provenienti da discipline diverse… voleva far emergere il talento, la creatività su piani diversi, sociali, economici ed altro ancora…”.</em></p>
<p>Poi però è lui stesso a darmi la migliore definizione di sé. Lo fa, riprendendo in mano un suo precedente libro, <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788811740681/bolelli-franco/cartesio-non-balla.html" target="_blank">Cartesio non balla</a></strong>. E proprio da quello mi enuncia: <em>“</em><em>… sono cresciuto occupandomi di cose estremamente adolescenziali come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante… sono passati tanti anni e ora mi occupo di cose estremamente evolute come il rock, il basket, i film d&#8217;azione, le storie adrenaliniche e in generale tutto ciò che è eccitante. Perché quelle stesse cose così creative ed eccitanti mi si sono anche svelate come le più avanzate</em>”.</p>
<p>E’ questo il modello filosofico di Franco. Un Franco che sottolinea che il problema del nostro Paese, fonte di creatività, sta nella sua continuità. Un Paese imprigionato nel proprio passato.  “<em>… il passato non deve essere un totem intoccabile… il passato è energia, però è necessario buttare via ciò che non è tale… solo così si possono avere degli slanci da un Paese… solo così una nazione può innovare</em>”.</p>
<p>Poi aggiunge un’altra cosa “<em>…  prima c’è sempre stato un motivo trainante che riepilogava lo spirito di un’epoca… gli anni ’60 la musica, i ’70 il cinema, gli ’80 il design, i ’90 ancora la musica… poi però siamo passati al globale… ecco da lì in poi possiamo parlare di coevoluzione… le cose imparano una dall’altra</em>”.</p>
<p>E’ piacevole ascoltare Franco. Senza eccessiva enfasi trasmette positività. Si capisce che è una persona che ama la vita. Che ama tutto ciò che è vita, che pulsa, che respira, che rigenera. Franco non è solo un osservatore dell’evoluzione umana. Franco ne è uno stimolatore. Lui stesso mi conferma quanto sia affascinato dalle persone. La direzione antropologica che ha intrapreso.</p>
<p>Tutto ciò si percepisce. Quando parla di innovazione non fa riferimento a qualcosa di stravagante.  Si riferisce ad un percorso naturale di vita. Quando parla di creatività, non si limita alla visualizzazione di un gesto artistico. Parla di una concreta applicazione di un processo creativo alla nostra esistenza.</p>
<p>Provocatoriamente cerco di spostare il discorso sul futuro. Gli chiedo come si immagini il mondo tra venticinque anni. La sua risposta supera l’ostacolo di una semplice visione. Mi risponde di futuro parlando di presente. D’altronde non poteva che rispondermi così. Il futuro è adesso.</p>
<p>Certo si capisce che l’esplorazione della vita, le biotecnologie, sono aspetti che lo attraggono, lo incuriosiscono. Forse è da questi elementi che pensa al futuro. Che vede al presente.</p>
<p>Nel libro lancia due sfide. Realizzare due progetti. Un festival dedicato a cosa sono riusciti a fare gli italiani all’estero, grazie al proprio talento. E poi un altro grande festival dedicato all’innovazione. Talento e innovazione, due elementi che conosco bene pure io. Ora ripensandoci più che sfide, sono programmi che si realizzeranno. Perché l’importante è crederci.</p>
<p>Ho una sensazione. Questo primo incontro che ho avuto con Franco non sarà l’ultimo. Per una straordinaria coincidenza siamo venuti in contatto. Ma come ben sapete per me le coincidenze sono solo dei segnali. E in questo caso l’indicazione è particolarmente chiara. Dare un’accelerazione alla concretizzazione dei sogni.</p>
<p>Insomma in qualunque modo la pensiate leggetevi <a href="http://www.amazon.it/Viva-tutto-Jovanotti/dp/8896873185" target="_blank">VIVA TUTTO!</a> . Sono certo che anche in voi accenderà l’interruttore della vostra voglia di evolvere.</p>
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