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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; determinazione</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Come realizzare i sogni di uno sportivo &#8211; Marco Galiazzo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 09:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I piedi sono ben ancorati a terra. Appaiono come radici di una grande quercia. Il perfetto equilibrio, quello da tutti ricercato, ma da pochi raggiunto. Le dita della mano sembrano una pinza di precisione. I muscoli delle braccia prendono forma in fase di trazione, mentre spalle, schiena e addominali assumono le sembianze statuarie di un’opera greca. In tutto ciò il respiro è fluido e la mente si svuota di ogni pensiero per concentrarsi su un unico obiettivo. Quel numero 10, racchiuso in un diametro di pochi centimetri e distante settanta metri. ]]></description>
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<p>I piedi sono ben ancorati a terra. Appaiono come radici di una grande quercia. Il perfetto equilibrio, quello da tutti ricercato, ma da pochi raggiunto. Le dita della mano sembrano una pinza di precisione. I muscoli delle braccia prendono forma in fase di trazione, mentre spalle, schiena e addominali assumono le sembianze statuarie di un’opera greca. In tutto ciò il respiro è fluido e la mente si svuota di ogni pensiero per concentrarsi su un unico obiettivo. Quel numero 10, racchiuso in un diametro di pochi centimetri e distante settanta metri. La freccia parte. Il bersaglio è colpito. E’ oro olimpico e a salire sul gradino più alto del podio di una calda Atene del 2004 è proprio lui, il poco più che ventenne <strong>Marco Galiazzo</strong>. Un risultato sul quale in pochi avrebbero scommesso, se non quelli che quel ragazzo lo hanno visto crescere con l’arco in mano e fin da subito hanno capito il talento presente in lui. Un risultato che ha segnato il coronamento di grandi prestazioni passate, ma che allo stesso tempo gli ha aperto le porte a nuove sfide sportive, dove ad oggi è tuttora protagonista.</p>
<div id="attachment_2779" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Marco_Galiazzo_ORO_Atene_2004_Large.jpg"><img class="size-full wp-image-2779" title="Marco Galiazzo ORO Atene 2004" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Marco_Galiazzo_ORO_Atene_2004_Large-e1338971841801.jpg" alt="" width="435" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Galiazzo - Olimpiadi di Atene 2004 - Medaglia d&#39;oro</p></div>
<p>E pensare che tutto è iniziato con un regalo. Lui bambino riceve dagli zii un arco. Pochi tiri e amore a prima vista. L’immediata ricerca di una società sportiva. L’incontro con gli Arcieri Padovani. Le prime lezioni e l’immediata consapevolezza che è lo sport adatto a lui. “<em>Mi sono subito reso conto che era uno sport nel quale devi contare solo su te stesso e il tuo arco. Sfidare se stessi e i propri limiti ti aiuta a conoscerti in profondità. Questo aspetto del tiro con l’arco mi ha subito colpito</em>”, mi racconta Marco parlando delle sensazioni provate la prima volta che ha tirato con l’arco. E’ così che Marco mentre i suoi compagni rincorrono una palla per tirare in porta, cosa che comunque anche lui ha fatto, mira il 10 del bersaglio. “<em>L’ambiente che ho trovato nella società era ottimo, ho fatto subito tante amicizie, quindi non ho mai invidiato i compagni di scuola che giocavano a pallone. È vero che il tiro con l’arco è uno sport individuale, ma ci si allena insieme ai compagni di squadra, quindi si è sempre in gruppo. Il calcio è certamente lo sport più conosciuto, ma basta avvicinarsi e provare altre discipline per appassionarsi e praticare un altro sport</em>”, aggiunge sorridendo.</p>
<p>Certamente il luogo dove è nato e cresciuto, quel Ponte San Nicolò, dislocato a sud-est di Padova, lo ha aiutato. Etica, serietà, caparbietà e determinazione. Aspetti di un giovane all’apparenza riservato, ma che gli piace condividere e stare in compagnia. Ma oltre al territorio ci sono anche le persone che lo hanno sostenuto in questo suo percorso di crescita sportiva e umana allo stesso tempo. Come i genitori con i quali nutre un forte legame e che da sempre lo hanno sostenuto in questo suo cammino, tant’è che il padre è pure il suo allenatore.</p>
<div id="attachment_2781" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/MarcoGaliazzo_LasVegas2012_Large.jpg"><img class="size-full wp-image-2781" title="Marco Galiazzo Las Vegas 2012" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/MarcoGaliazzo_LasVegas2012_Large-e1338972161978.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Galiazzo - Las Vegas 2012</p></div>
<p>Allenamento, che aggiunto al talento di Marco, diventa l’elemento fondamentale per raggiungere determinati risultati come lui stesso mi racconta: “<em>Sono entrambi importanti, ma se sei predisposto per praticare il tiro con l’arco e non ti alleni non potrai mai raggiungere alcun risultato prestigioso. Ci sono atleti di alto livello che quando hanno cominciato non era fortissimi, ma attraverso tante ore di allenamento e tantissime frecce tirate sono arrivati a gareggiare in ambito internazionale. Nel mio caso l’inclinazione verso questa disciplina ha certamente un peso rilevante, perché ripetere il gesto tecnico del tiro cercando la perfezione dei movimenti mi sembra quasi un gesto naturale, ma se in questi anni non mi fossi allenato intensamente di certo non sarei rimasto protagonista fino ad oggi</em>”.</p>
<div id="attachment_2784" class="wp-caption alignright" style="width: 225px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/galiazzo_ORO_Atene_2004_Large.jpg"><img class="size-medium wp-image-2784" title="Marco Galiazzo ORO Atene 2004" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/galiazzo_ORO_Atene_2004_Large-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Galiazzo ORO Atene 2004</p></div>
<p>Il passaggio da essere bravi a diventare campioni non è facile. Alcune volte nemmeno avviene, però è fondamentale la convinzione. Crederci fino in fondo. Impegnarsi totalmente con la gioia che si sta facendo qualcosa di grande. “<em>Fin da bambino ho ottenuto buoni risultati ed ho proseguito l’attività arcieristica con convinzione. Il primo trofeo che mi ha spinto a proseguire sono stati i Giochi della Gioventù, ai tempi si chiamava Trofeo Topolino. Dopo pochi anni ho ottenuto i primi risultati internazionali con la Nazionale Giovanile e quando ho vestito per la prima volta la maglia Azzurra ho capito che, se mi fossi impegnato a fondo, avrei potuto ottenere grandi risultati. In effetti quando ho vinto i Giochi Olimpici di Atene 2004 avevo solo 23 anni…</em>”, scandisce Marco con un pizzico di emozione.</p>
<p>Un percorso quello di Marco che sembra uno straordinario sogno realizzato, ma nel quale ci sono ancora entusiasmanti tappe da aggiungere. Infatti è proprio sulla domanda di quale sia il suo sogno odierno che Marco si sofferma: “<em>Sul versante sportivo vincere l’oro a squadre con l’Italia ai Giochi Olimpici di Londra. Quello individuale l’ho già conquistato e quello a squadre ancora ci manca, visto che finora abbiamo vinto un bronzo e due argenti</em> (l’ultimo ai giochi di Pechino 2008 con Di Buò e Nespoli n.d.r.). <em>Sul lato personale vorrei crearmi una famiglia e, se possibile, continuare a stare nell’ambiente arcieristico, visto che anche la mia fidanzata, Gloria, è un’arciera</em>”.</p>
<div id="attachment_2787" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/IlarioDiBuò_MauroNespoli_MarcoGaliazzo_argento_Pechino200.jpeg"><img class="size-full wp-image-2787" title="Ilario Di Buò Mauro Nespoli Marco Galiazzo - argento Pechino 2008" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/IlarioDiBuò_MauroNespoli_MarcoGaliazzo_argento_Pechino200-e1338972557387.jpeg" alt="" width="435" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">Ilario Di Buò Mauro Nespoli Marco Galiazzo - argento Pechino 2008</p></div>
<p>La vita di Marco è costellata di traguardi molti già raggiunti e altri ancora da raggiungere. L’oro a squadre alle Olimpiadi che appare una priorità, ma senza distogliere l’attenzione anche dal Mondiale Targa (all’aperto) sia a livello individuale sia a squadre. Risultati prossimi a breve, senza mai accontentarsi come Marco stesso mi dice: “<em>Lo scorso anno a Torino abbiamo vinto il bronzo, ma per uno sportivo è importante raggiungere sempre il risultato migliore, senza accontentarsi</em>”.</p>
<p>Un Marco al quale comunque non manca uno sano spirito di competizione, forse anche per questo se non avesse fatto l’arciere, sarebbe sulle piste a gareggiare per un primo posto, vista la sua passione anche per i motori. Ma soprattutto un Marco che prima di addormentarsi dopo un’importante gara, si congratula con se stesso per avere dato il massimo e si proietta immediatamente verso il prossimo impegno.</p>
<div id="attachment_2790" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Galiazzo_oro_CoppadelMondo_Copenaghen2009_Large.jpg"><img class="size-medium wp-image-2790" title="Marco Galiazzo oro Coppa del Mondo Copenaghen 2009" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/06/Galiazzo_oro_CoppadelMondo_Copenaghen2009_Large-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Galiazzo oro Coppa del Mondo Copenaghen 2009</p></div>
<p>Il tiro con l’arco una disciplina che Marco inesorabilmente ama. Uno sport che consiglia a tutti i ragazzi di avvicinarsi – “<em>Invito tutti i giovani a trovare attraverso <a href="http://www.fitarco-italia.org/" target="_blank">il sito della Federazione</a> la società più vicina a casa, contattarla ed andare a fare qualche lezione. Sono sicuro che la passione per l’arco crescerà dopo aver scoccato le prime frecce”. Uno sport che meriterebbe più visibilità come Marco stesso mi dice: “Le sfide che valgono il podio alle Olimpiadi o ai Mondiali sono appassionanti da vedere in tv, come dimostrano gli ottimi ascolti che sono stati registrati durante la finale di Atene 2004. Forse servirebbe qualche testimonial famoso per far avvicinare la gente a questo sport. La Federazione si sta impegnando per incrementare il numero di praticanti che, se fosse maggiore degli attuali 20.000, ci permetterebbe di avere delle sponsorizzazioni e degli spazi maggiori sui media. Noi azzurri ci impegniamo, perché sono soprattutto i nostri risultati a veicolare il nostro sport verso chi non lo conosce, ma a volte le medaglie internazionali che vinciamo non vengono valorizzate dai mezzi di comunicazione, mentre per altre discipline si fa molto di più. Forse ha un peso anche la scarsa conoscenza che hanno del nostro sport i direttori delle testate e i giornalisti stessi</em>”.</p>
<p>Intanto Marco si prepara a lanciare la sua prossima freccia. E mentre il suo sguardo si fissa sul bersaglio, non ci rimane che assaporare questo gesto tecnico proprio a partire dalle prossime Olimpiadi di Londra.</p>
<p>In bocca al lupo Marco.</p>
<p>- Per la realizzazione di questo articolo un ringraziamento va a Guido Lo Giudice, Ufficio Stampa <a href="http://www.fitarco-italia.org/" target="_blank">FITARCO</a>, per la disponibilità e collaborazione dimostrata. &#8211; </p>
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		<title>Perché la vita è un grande parco divertimenti &#8211; Bruno Lancetti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che vi sto per raccontare potrebbe tranquillamente iniziare con un “C’era una volta…”. In questa storia sono presenti i sogni. E’ pregna di passione e il contesto lungo il quale si sviluppa è caratterizzato da luci, suoni e colori. Proprio quelli di un Luna Park.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Quello che vi sto per raccontare potrebbe tranquillamente iniziare con un “C’era una volta…”. In questa storia sono presenti i sogni. E’ pregna di passione e il contesto lungo il quale si sviluppa è caratterizzato da luci, suoni e colori. Proprio quelli di un Luna Park.</p>
<p>Ma la cosa ancor più bella di questo racconto è che è vero o per meglio dire il protagonista è riuscito a trasformarlo in realtà. Niente bacchette magiche però. Solo amore per quello che si fa; una forte determinazione; ed infine una capacità di cogliere le opportunità che la vita gli ha messo a disposizione.</p>
<p>Il tutto inizia in maniera piuttosto tradizionale. Come capita alla maggior parte dei bambini. C’è una sagra in paese e arrivano anche le giostre. Ma la cosa sarebbe potuta nascere e finire lì, al massimo durare qualche anno, per poi farsi trasportare dai formalismi della non più giovane età. Invece <strong>Bruno Lancetti</strong>, quel giorno non solo si diverte, ma immortala nella sua anima lo stupore e la gioia di quel momento. Un momento di gioco che andrà ad alimentare la sua vita.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Bruno_Lancetti_000-e1331110423617.jpg" alt="" title="Bruno Lancetti" width="435" height="289" class="aligncenter size-full wp-image-2651" /></p>
<p>Rapito da questo mondo, il giovane Bruno non si lascia sfuggire di tornare in luoghi per lui dal grande fascino. Altre sagre, altri luna park, altri parchi divertimento. Ma è talmente forte la sua curiosità nel capire anche il funzionamento di queste giostre, che la visita ad un’azienda che produce queste attrazioni, gli fa rendere ancora più bello il risultato finale che già aveva ben apprezzato.</p>
<p>Bruno Lancetti cresce e la passione per i parchi divertimento cresce con lui. Inizia a prendere appunti. Scrive delle prime recensioni. Partecipa attivamente ad una <a href="http://www.parksmania.it/" target="_blank">community online</a> dedicata al tema. Parallelamente a ciò porta avanti la sua “normale” vita. Gli amici, la scuola e tutto ciò che fa un ragazzo della sua età. C’è però un elemento che caratterizza Bruno. Si chiama entusiasmo e proprio questo è la discriminante in tutto ciò che fa. Dalla musica, coltivando la sua passione per il basso prima e per la batteria dopo. Allo sport, dove con gli sci ai piedi sembra dare il meglio di sé. Per concludere con le lingue straniere, un apprendimento che tanto gli viene facile quanto utile nel suo immediato percorso.</p>
<p>Bruno, non perde l’entusiasmo nemmeno quando il suo percorso scolastico da ragioniere sembra andargli stretto. Tant’è che con molta umiltà e ancor più voglia di imparare, i suoi primi nove mesi di lavoro per un’azienda di riscaldamento che esulava dal suo magico mondo dei parchi divertimento, si trasforma in un’esperienza che gli tornerà utile in futuro, apprendendo tutto ciò che poteva. A prescindere dalla singola mansione.</p>
<p>Dopodiché giunge l’onere del servizio militare. Una parentesi che avrebbe potuto assopire le sue energie, che invece ancora una volta riesce a convertire in qualcosa di positivo. La predisposizione per lo sport, lo porta a gareggiare nel biathlon con il gruppo sportivo degli alpini, ma soprattutto una sera accade ciò che gli permetterà di fare un ulteriore passo in avanti nel disegno del suo destino. La luce del faretto di un commilitone non solo illumina i libri sui quali sta studiando il compagno per la preparazione di un esame universitario, ma fa ritornare a Bruno la voglia dei studiare. Detto fatto, tornato dal militare si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio Internazionale, mantenendosi agli studi lavorando.</p>
<p>Questo nuovo percorso, riempie Bruno di nuovi stimoli, nuovi incontri e naturalmente nuove opportunità. Ed è proprio con uno stage all’interno dell’ufficio marketing di un grande operatore satellitare, al tempo sponsor dei giochi olimpici invernali di Torino 2006, che Bruno capisce quanto sia bello interagire con persone le più differenti possibili.</p>
<p>Nel frattempo però il suo primo amore, la suo vera passione per i parchi divertimento continua fortemente a pulsare. Le visite ai più importanti parchi si moltiplicano. Le sue recensioni diventano sempre più dettagliate e di valore. I contatti con chi lavora in quell’ambiente non mancano. Ed è così che il pensiero di trasformare in lavoro una passione si fa concreta. Per Bruno nato nella regione d’Italia nella quale si producono la maggior parte delle attrazioni mondiali, il Veneto, ecco spalancarsi le porte della <a href="http://www.zamperla.com/" target="_blank">Antonio Zamperla S.p.A.</a>, storica azienda vicentina costruttrice di giostre meccaniche.</p>
<p>Per Bruno è l’apoteosi. Per la prima volta lavora a contatto con i suoi sogni. Com’è tipico del suo modo di fare entra in punta di piedi. S’immerge completamente nei diversi aspetti dell’azienda. Apporta la propria esperienza e come una spugna apprende tutto ciò che di nuovo c’è da imparare. Gli vengono affidati i primi incarichi, cose semplici come i giochi a monetine per i centri commerciali, ma sufficiente per svegliarsi al mattino con l’entusiasmo di fare qualcosa che gli piace. Fino ad arrivare ad un’altra grande opportunità per Bruno.</p>
<p>All’azienda per la quale lavora, già fornitrice di attrazioni per i parchi Disney, viene affidato l’incarico di co/gestione per un prodotto su Saetta McQueen, protagonista dell’ultimo film della premiata ditta Disney/Pixar dal titolo Cars. A Bruno il compito di seguire la gestione di questo prodotto. Ed è lì che si ritrova a dialogare con i creativi Disney, ad operare un gran lavoro di P.R., a seguire l’intero sviluppo dell’attrazione. Con tanto di manualistica, test e tempistica inderogabile da rispettare.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Bruno_Lancetti_003-e1331110751503.jpg" alt="" title="Bruno Lancetti " width="435" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-2653" /></p>
<p>E’ un successo. Per Bruno è il coronamento di un sogno. Ma proprio all’apice dell’euforia avverte che è il momento di porre un altro tassello nella sua evoluzione. Marzo 2008, per il giovane vicentino, si schiudono i cancelli di <a href="http://www.gardaland.it/" target="_blank">Gardaland</a>. Torna in quel parco che da bambino aveva suscitato tante emozioni. Questa volta per lavorare. Per mettere alla prova le sue conoscenze. Anche qui un veloce periodo di adattamento, nuove mansioni, nuovi colleghi, ma soprattutto nuove opportunità che non si fanno attendere. Questa volta ha il nome di Ramses (dark ride interattiva) e Bruno Lancetti ne sarà il project manager. Passa poco tempo e poi un altro importante incarico. Questa volta c’è da seguire Raptor, e le nuove montagne russe di Gardaland rappresentano anche la nuova sfida per Bruno. Seguire la realizzazione di un’attrazione “da solo” dall’inizio alla fine. Le giornate non hanno termine. La gioia per quello che sta facendo nemmeno. E’ un impegno totale, che Bruno riesce a portare avanti nei migliori dei modi. Pure la soddisfazione è totale, da parte di tutti. Ma ancora una volta nel momento di massimo entusiasmo, forse dalla paura di sentirsi completamente appagato, Bruno si rimette in gioco.</p>
<div id="attachment_2655" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Bruno_Lancetti_002-e1331111692144.jpg" alt="" title="Bruno Lancetti" width="435" height="289" class="size-full wp-image-2655" /><p class="wp-caption-text">Bruno Lancetti insieme al maestro Vice Tempera davanti all'attrazione Ramses a Gardaland</p></div>
<p>La <a href="http://www.bolliger-mabillard.com/" target="_blank">Bolliger &amp; Mabillard</a> leader nella costruzione di montagne russe, con la quale aveva collaborato per il progetto Raptor a Gardaland si dimostra interessata al talento di Bruno. A lui non rimane che fare le valigie e dal lago di Garda si trasferisce sul lago di Losanna. E’ l’ottobre 2011 e per Bruno Lancetti non rimane che iniziare un nuovo capitolo del suo meraviglioso libro. Un libro dove la vita è un fantastico ed immenso parco divertimenti, ma soprattutto dove ogni cosa che viene fatta è portata avanti con tanta passione ed entusiasmo.</p>
<p>Forse Bruno Lancetti oggi quando guarda una giostra, la guarda più con l’occhio tecnico che non quello sognante di un bambino, però è ancora il premio più grande quando gli fanno provare le nuove attrazioni per primo.</p>
<p>Bravo Bruno!</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/03/Bruno_Lancetti_001-e1331111806429.jpg" alt="" title="Bruno Lancetti" width="435" height="289" class="aligncenter size-full wp-image-2656" /></p>
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		<title>Il Social Network di Matteo Girardi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 08:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci saremo incontrati tre volte. Ora ripensandoci, in tre momenti ben precisi della sua vita. Professionalmente lo conoscevo abbastanza. Personalmente sentivo di conoscerlo ancora di più.

Di più rispetto alle occasioni di parlare di aspetti extralavorativi. Era come se certe cose non dette, fossero emerse ugualmente dalla sua persona. Sicuramente alla base una buona dose di empatia, ma non solo. Il suo modo di fare, la sua modalità nell’esprimersi, lasciavano trapelare quanto entusiasmo e determinazione, ci fossero in lui nel perseguire i propri progetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
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<p>Ci saremo incontrati tre volte. Ora ripensandoci, in tre momenti ben precisi della sua vita. Professionalmente lo conoscevo abbastanza. Personalmente sentivo di conoscerlo ancora di più.</p>
<p>Di più rispetto alle occasioni di parlare di aspetti extralavorativi. Era come se certe cose non dette, fossero emerse ugualmente dalla sua persona. Sicuramente alla base una buona dose di empatia, ma non solo. Il suo modo di fare, la sua modalità nell’esprimersi, lasciavano trapelare quanto entusiasmo e determinazione, ci fossero in lui nel perseguire i propri progetti.</p>
<p>All’inizio del nuovo anno ci sentiamo. Tra le varie novità che ci raccontiamo, mi fa intendere che dietro a quelle mie positive impressioni, ci fosse qualcosa di concretamente provabile.</p>
<p><em>“… non ti ho mai detto che anch’io ho una passione per la scrittura? Sai da poco ho pubblicato un libro che racconta un po’ le mie vicissitudini lavorative e di vita di questi ultimi anni</em>” quasi sottovoce mi dice <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788874244447/girardi-matteo/social-network-una-serie.html" target="_blank">Matteo Girardi</a></strong>.</p>
<p>Recupero il libro. Leggo. Sorrido. Non c’è niente da fare l’istinto mi aveva ben indirizzato. Su quelle pagine trovo tutte quelle parole non dette. Trovo conferme e qualche piacevole sorpresa.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788874244447/girardi-matteo/social-network-una-serie.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_1254-e1300262105819.jpg" alt="" title="Matteo Girardi" width="180" height="208" class="alignright size-full wp-image-1894" /></a>La storia di Matteo forse è simile a quella di tanti altri. Forse no. Sta di fatto che questo ragazzo di Bologna dal lavoro precario, si ritrova (e non per caso) nel pieno vortice della new economy. Si ritrova a lavorare per realtà legate al mondo Internet e delle nuove frontiere della comunicazione, proprio nei momenti topici. Da Yahoo! a FaceBook, passando per MySpace. Nomi noti ai più ora. Vere sfide nel momento in cui Matteo si è ritrovato a farne parte.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788874244447/girardi-matteo/social-network-una-serie.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/socialnetwork-189x300.jpg" alt="" title="Social Network - Matteo Girardi" width="189" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1887" /></a>Nel libro di Matteo c’è un altro elemento caratterizzante e lo si può capire dal titolo: <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788874244447/girardi-matteo/social-network-una-serie.html" target="_blank">Social Network – una serie di incredibili (in)successi</a></strong>. Già perché se lo scenario lavorativo è stato inquadrato, manca ancora di capire la modalità con la quale Matteo lo ha affrontato.</p>
<p>E’ proprio su questo aspetto che ho ottenuto le risposte che apparentemente mi mancavano. In queste pagine ho ritrovato quella determinazione che Matteo mi aveva sempre ispirato.</p>
<p>Non voglio soffermarmi sui singoli episodi del libro. Meritano di essere letti. Vissuti ed immaginati. Anche perché Matteo è riuscito a mettere su carta, in modo semplice ed avvincente la sua storia. Mentre vorrei ripercorrere i motivi che fanno questa storia interessante e mi permetto di dire anche da prendere ad esempio.</p>
<p>Questo perché Matteo è riuscito ad andare oltre. Oltre ad un sistema scolastico che lo voleva mediocre. Oltre ad un primo impiego che ne voleva soffocare il talento. Oltre alle barriere linguistiche. Oltre soprattutto alle paure, che tutti abbiamo, quando dobbiamo fare delle scelte, quando capiamo quale sarebbe la nostra strada, ma non abbiamo sufficienti forze e coraggio per intraprenderla.</p>
<p>E’ un po’ il tema ricorrenti dei sogni che ritorna. Sogni concreti, realizzabili, ma che abdichiamo perché altri ci dicono non adatti a noi, oppure perché noi stessi non ci crediamo abbastanza.</p>
<p>Certo il cammino di Matteo non è stato semplice. Lui stesso mette in discussione quello che gli è capitato. Successi ed insuccessi. E’ in questo binomio che si possono inquadrare i suoi accadimenti. Però Matteo ha sempre reagito alle delusioni, con la sua caparbietà, con la convinzione che nonostante tutto bisogna andare avanti. Rimboccarsi le maniche e continuare.</p>
<p>La storia di Matteo è una storia di speranza e allo stesso tempo una storia che fa capire che certe volte non si deve dare eccessivo peso agli errori. Anzi proprio da questi, proprio dalle situazioni che sembrano essersi rovinosamente compromesse, si deve ripartire.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788874244447/girardi-matteo/social-network-una-serie.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/03/IMG_7887-e1300262289959.jpg" alt="" title="Matteo Girardi" width="450" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-1897" /></a></p>
<p>Se Matteo avesse aspettato, non avesse osato, sicuramente avrebbe qualche ferita in meno. E’ più facile assistere. Rimanere con la flebile gioia dell’attesa. Ma è agendo che Matteo ha ottenuto le più grandi soddisfazioni. Non è riuscito a realizzare tutto ciò che voleva. Ma poco importa. Nel frattempo in questo suo cammino si sono verificate altre occasioni.</p>
<p>Nel libro di Matteo ogni capitolo è aperto da una citazione. Sono tutte perfette per il momento che si appresta a raccontare. C’è né una in particolar modo che è esplicativa del suo approccio alle cose. Non per niente, infatti, si trova ancor prima della prefazione. Si tratta di una citazione di Winston Churchill che fa così “<em>Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo</em>”.</p>
<p>Ecco la parola magica. Entusiasmo. E quand’è che una persona è entusiasta? Quando fa ciò che ama. Ciò che sente proprio.</p>
<p>Mi sa che con Matteo dovrò scambiare altre quattro chiacchiere. Questa cosa dell’entusiasmo ci accomuna troppo. Chissà magari tra le varie idee e progetti potremo fare qualcosa insieme. Potrebbe essere anche qualcosa di esplosivo, vista la carica di adrenalina di entrambi.</p>
<p>La considerazione che ho fatto dopo aver terminato il libro è che Matteo non si è mai fermato di scrivere. Ancora una volta ho una sensazione. Ho la sensazione che quotidianamente scriva un nuovo capitolo della sua vita. Non su carta, ma attraverso le sue azioni.</p>
<p>Bravo Matteo, continua così!</p>
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