<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; cucina</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/cucina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Dario Bressanini: Pane e Bugie</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/06/22/dario-bressanini-pane-e-bugie/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/06/22/dario-bressanini-pane-e-bugie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 08:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dario bressanini]]></category>
		<category><![CDATA[hervé this]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[pane e bugie]]></category>
		<category><![CDATA[pentole e provette]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=849</guid>
		<description><![CDATA[Poco tempo fa avevo accennato al fatto che ormai c’è una grande confusione riguardo a cosa e a come mangiamo. Tra diete più o meno attendibili, integratori di ogni genere e natura, intolleranze presunte o diagnosticate con pressappochismo, cibi sponsorizzati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco tempo fa <a href="http://ilbetta.blogspot.com/2010/05/segno-dei-tempi.html" target="_blank">avevo accennato</a> al fatto che ormai c’è una grande confusione riguardo a cosa e a come mangiamo. Tra diete più o meno attendibili, integratori di ogni genere e natura, intolleranze presunte o diagnosticate con pressappochismo, cibi sponsorizzati come miracolosi e altri etichettati frettolosamente come non buoni. Se a tutto questo aggiungiamo le mode alimentari da un lato e i retaggi informativi tramandati da generazione in generazione dall’altro, il cerchio tristemente si chiude con un grosso punto interrogativo: “ma cosa dobbiamo mangiare allora?”.</p>
<div id="attachment_850" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Dario_Bressanini-e1298020079819.jpg" alt="" width="435" height="326" class="size-full wp-image-850" /></a><p class="wp-caption-text">Dario Bressanini, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze chimiche e ambientali dell'Università dell'Insubria, curatore del blog Scienza in cucina e autore del libro PANE E BUGIE</p></div>
<p>E proprio durante l’ora di pranzo, mentre stavo addentando una parmigiana trasportato dal solo piacere del gusto, in televisione vedo Corrado Augias con in mano un libro dal titolo alquanto a tema con i miei pensieri: <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php" target="_blank"><strong>PANE E BUGIE</strong></a>.</p>
<p>In studio c’è pure l’autore – <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank"><strong>Dario Bressanini</strong></a> – una persona piacevole, a modo, che con un tono professionale senza rinunciare alla simpatia, parla di questo suo lavoro letterario legato ai pregiudizi, agli interessi, ai miti e alle paure su ciò che mangiamo.</p>
<p>Non posso perdere questa occasione. Incuriosito e stimolato dal volerne sapere di più, prendo il libro, lo leggo e chiamo l’autore per approfondire meglio questo suo lavoro.</p>
<p>Dario Bressanini sta tornando dal supermercato quando lo rintraccio telefonicamente. Quale momento più opportuno per conoscerlo meglio. Ecco cosa Dario mi ha raccontato mentre sistemava la spesa a casa.</p>
<p><strong>“Allora Dario, sono curioso di sapere che prodotti mette nel suo carrello l’autore di <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php" target="_blank">PANE E BUGIE</a>?”</strong></p>
<p>“Ho comprato del pesce spada fresco, dei pomodorini (di Pachino), delle tagliatelle fresche, e poi latte e frutta”</p>
<p><strong>“Voglio testare se sei un bravo cuoco. Con questi prodotti che cosa mi prepareresti?”</strong></p>
<p>“Avevo intenzione di preparare un ragout di pesce spada, con del finocchietto selvatico, che ho nell’orto, per condirci le tagliatelle”</p>
<p><strong>“Bene, appurato che posso accettare un invito per una cena da te preparata, come insegnante di chimica ti capita di parlare anche agli studenti di cucina?”</strong></p>
<p>“Certamente. Anzi, il mio approccio scientifico al cibo e alla gastronomia è nato proprio dai miei corsi di Chimica. Insegno da tempo al primo anno di Chimica all’<a href="http://www.uninsubria.it/uninsubria/dipartimenti/dsca.html" target="_blank">Università dell’Insubria</a>, a Como. Negli anni ho notato come usare degli esempi tratti dalla vita reale, e specialmente dalla cucina, per illustrare concetti scientifici sia un potente strumento didattico. E così quando parlo ai miei studenti dell’osmosi gli spiego perché si mette il sale sulle melanzane per preparare la parmigiana di melanzane, o spiego come si fa una macedonia sugosa. Gli studenti così riescono a vedere immediatamente una applicazione dei concetti teorici che gli ho illustrato. Solo successivamente ho avuto l’occasione di scrivere di questi temi su <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/" target="_blank">Le Scienze</a>, e poi sul <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blog</a>”</p>
<p><strong>“E la tua attività di ricercatore presso il <a href="http://www.uninsubria.it/uninsubria/dipartimenti/dsca.html" target="_blank">Dipartimento di Scienze chimiche e ambientali dell’Università dell’Insubria</a>, in cosa consiste?”</strong></p>
<p>&#8220;Non mi occupo, nella mia attività di ricerca, di cibo. Quello è un hobby. Io sono un Chimico-Fisico teorico e mi occupo di meccanica quantistica. Gli “esperimenti” culinari li faccio nella cucina di casa”</p>
<p><strong>“Invece la scrittura è arrivata con la collaborazione con il mensile Le Scienze?”</strong></p>
<p>“Sì. Come ti dicevo già da tempo raccontavo queste cose ai miei studenti. Avevo anche iniziato una collaborazione con il mensile di divulgazione scientifica Le Scienze, dove scrivevo piccoli articoli di storia della chimica o della matematica. Un giorno il direttore, sapendo del mio interesse gastroscientifico, mi diede da recensire il libro di <a href="http://hervethis.blogspot.com/" target="_blank">Hervé This</a> <a href="http://www.ibs.it/code/9788887180633/this-herve/pentole-provette-nuovi.html" target="_blank">Pentole &amp; Provette</a>. This è uno dei fondatori della gastronomia molecolare. Il libro è molto bello e illustra come un approccio scientifico ai processi gastronomici possa portare a ricette migliori e innovative. Nella recensione pubblicata su Le Scienze, alla fine mi lamentavo della visione un po’ troppo “francofona” del libro, tutto incentrato sulla cucina francese. Chiudevo il mio pezzo con l’auspicio che qualcuno, prima o poi, potesse scrivere in quel modo anche di ricette italiane, e ci raccontasse tutto sulla chimica del pesto o sulla termodinamica della pizza. Detto fatto. Il direttore mi dice “perché non lo fai tu?” e così mi affida, prima in tandem con Hervè This e poi da solo, la rubrica mensile sulla scienza in cucina.”</p>
<p><strong>“Poi però dalla scrittura su carta sei arrivato anche a quella online. Sono circa tre anni che curi il fortunato blog <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">Scienza in cucina</a>. Come sei diventato un blogger?”</strong></p>
<p>“I pezzi che preparavo per la rivista erano sempre molto, troppo lunghi per la piccola paginetta (3800-4000 battute) e quindi molto materiale rimaneva fuori. Dopo un po’ di tempo Marco Cattaneo, il Direttore, mi suggerisce che avrei potuto tenere un blog, accanto a quelli già esistenti della redazione di Le Scienze, dove avrei potuto mettere tutto il materiale, e anche delle foto. Ed ecco che è nato il blog.”</p>
<p><strong>“Che tipo di esperienza è stata ed è tuttora quella di gestire un blog?”</strong></p>
<p>“E’ stato sicuramente gratificante vederne il successo, ma è anche abbastanza faticoso in termini di tempo perché cerco di leggere tutti i commenti, anche se non sempre riesco a rispondere. Alcuni articoli hanno raggiungo più di mille commenti.”</p>
<p><strong>“Dai commenti che ti lasciano, ti sei fatto un’idea di che tipo di persone ti seguono su Scienza in cucina?”</strong></p>
<p>“Dipende molto dalla tipologia degli articoli. Quando scrivo di argomenti più strettamente gastronomici commentano molte persone, soprattutto donne, che cucinano e spesso hanno anche un loro blog di cucina. Commentano anche cuochi e Chef professionisti. Quando invece tratto argomenti più legati all’agricoltura o più “politici”, come gli OGM, il km 0, ecco che intervengono anche ricercatori, agricoltori, semplici interessati e così via. Un pubblico molto eterogeneo ma, devo dire, solitamente ben informato e ben disposto al dialogo. Solo rarissimamente si sono scatenate risse (virtuali).”</p>
<p><div id="attachment_852" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Dario_Bressanini_Pane_e_Bugie-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" class="size-medium wp-image-852" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro PANE E BUGIE di Dario Bressanini edito da Chiarelettere</p></div><strong>“Veniamo a <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php" target="_blank">PANE E BUGIE</a>. Com’è nato? In un certo qual senso si può dire figlio del tuo blog?”</strong></p>
<p>“E’ sicuramente figlio del <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blog</a>. Alcuni degli argomenti trattati nel libro sono il frutto dei post scritti sul blog (ad esempio il km 0 o l’articolo sul latte crudo). Ho quindi deciso di mettere in ordine, per dare un filo logico conduttore, agli argomenti trattati e quindi ho scritto appositamente dei capitoli con argomenti che ritenevo non potessero mancare, come tutti quelli sull’agricoltura biologica e sui pesticidi”</p>
<p><strong>“Sai l’aspetto che mi ha maggiormente colto dalla lettura del tuo libro è il tono che hai utilizzato. Scrivere sul cibo, affrontando certe tematiche alimentari, si sarebbe prestato a creare allarmismo. Invece PANE E BUGIE secondo me, incuriosisce e stimola il lettore a porsi delle domande e a riflettere su tutta l’informazione legata all’alimentazione. Ti è stato naturale scrivere in questo modo o hai dovuto importi delle regole?”</strong></p>
<p>“E’ stato tutto molto naturale perché questo è il modo solito con cui si scrivono (o si dovrebbero scrivere) gli articoli scientifici: si guardano i fatti, senza preclusioni ideologiche, e si discutono i pro e i contro. Non troverai mai un articolo scientifico sul pesto intitolato “Il pesto fa venire il cancro”. Quello casomai lo leggi sui giornali. Troverai invece articoli che misurano le quantità di sostanze potenzialmente tossiche nel basilico, che ci sono, ma che cercano di contestualizzare questi rischi rispetto all’alimentazione quotidiana.</p>
<p>Quindi nello scrivere il libro non ho fatto altro che usare la stessa tecnica di scrittura: prima i fatti e poi le discussioni, tralasciando i catastrofismi non dimostrati o gli eccessivi trionfalismi”</p>
<p><strong>“Qual è stato il capitolo che hai trovato più difficile scrivere e perché?”</strong></p>
<p>“Quelli sull’agricoltura biologica. Ad una prima lettura possono sembrare critici verso questo tipo di coltivazioni. E questo perché dico cose che contrastano con l’immaginario popolare, sostenuto negli anni anche da un sapiente marketing. In realtà non ho fatto altro che raccontare il punto di vista attuale della scienza verso questo tipo di coltivazioni molto di moda. E si scopre che la scienza non supporta molte delle affermazioni che invece spesso si sentono sui giornali. Scrivere questi capitoli è stato più difficile perché si rischia sempre di passare per “negazionisti totali” e di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Ho più volte cambiato gli aggettivi e il tono usato per far capire che non stavo “attaccando” nessuno, ma semplicemente raccontando i fatti, e che il problema semmai era come l’agricoltura biologica è stata presentata in questi anni dai media. Io compro cibi biologici, se il sapore è migliore di quelli convenzionali, anche se costano un po’ di più&#8221;.</p>
<p><strong>“Invece, in quale ti sei maggiormente divertito?”</strong></p>
<p>“Sicuramente quello sul Monossido di idrogeno, sostanza chimica responsabile di migliaia di morti l’anno in tutto il mondo e ampiamente utilizzata nelle bevande gassate di note multinazionali ma che per ora non ha ancora attratto l’attenzione dei politici. Ma non sveliamo ai tuoi lettori di che cosa si tratta … J”</p>
<p><strong>“Nel tuo libro c’è tutta una prima parte dedicata all’informazione che non informa. Emblematica la vicenda legale Monsanto contro Schmeiser. Ma secondo te esiste un antidoto per filtrare il bombardamento mediatico al quale i consumatori sono sottoposti?”</strong></p>
<p>“Il consumatore purtroppo può fare ben poco, se non sviluppare un sano scetticismo per qualsiasi affermazione trionfalistica o, al contrario, allarmistica. Il minimo che si può fare è chiedersi se chi mi sta raccontando qualche cosa ha un qualche conflitto di interesse. Se, ad esempio, non devo necessariamente credere a scatola chiusa ad una multinazionale che produce degli OGM, quando ne decanta le lodi, allo stesso modo non ha senso che creda sulla parola a chi ha come obiettivo la promozione dell’agricoltura biologica quando ne decanta le lodi. E infatti nel mio libro ho raccontato il punto di vista degli scienziati, che hanno sicuramente meno conflitti di interesse delle parti in causa”</p>
<p><strong>“Cosa vuol dire per te mangiar sano e giusto? Mi ha fatto riflettere l’idea di mettere in discussione che tutto ciò che è naturale equivalga ad essere sano.”</strong></p>
<p>“Certamente, l’equazione naturale=sano è priva di senso, e i ragionamenti su questi costituiscono l’ossatura portante del libro. L’esempio che faccio è quello stranoto del basilico. Il basilico, così come molte altre piante, contiene una sostanza, il metileugenolo, che è risultata cancerogena e genotossica in test condotti sui ratti. Non ci deve stupire che le piante contengano sostanze tossiche: devono produrre dei “pesticidi naturali” per tenere lontani i loro parassiti e un pesticida, che sia naturale o meno, fa quello per cui è preposto: uccidere gli esseri viventi parassiti. La questione quindi, abbandonata la visione idilliaca della natura benefica, è capire, caso per caso, quando un prodotto naturale può essere tossico o cancerogeno per l’uomo. Nel corso degli anni sono stati ritirati, ad esempio, prodotti da erboristeria, in america, perché risultati potenzialmente cancerogeni.</p>
<p>Per il pesto invece, pare che le dosi per cui il metileugenolo risulta potenzialmente cancerogeno per l’uomo siano molto ma molto più alte delle dosi normalmente assunte in una normale dieta. Per cui continuo a mangiarmi il pesto senza preoccuparmi troppo: i rischi che corro non sono molto diversi da quelli che mi assumo mangiando altri alimenti.”</p>
<p><strong>“Ci sono dei prodotti alimentari che dal tuo punto di vista di chimico non sono presenti sulla tua tavola?”</strong></p>
<p>“Cerco, se possibile, di evitare i grassi idrogenati, che sono ormai ritenuti corresponsabili di una serie di patologie cardiovascolari. Sono presenti spesso ad esempio nella cosiddetta panna vegetale. Se voglio della panna mi compero la panna fresca e la monto da me. E’ facilissimo ed è più buona. Cerco di evitare poi, per quanto possibile, alimenti dove sono presenti coloranti non necessari. In realtà i coloranti sono sempre inutili, ma alcune volte non è possibile evitarli e li accetto, ad esempio nei ghiaccioli. Sono un goloso del ghiacciolo azzurro, lo confesso J”</p>
<p><strong>“E del caffè cosa mi dici, posso continuare a berlo?”</strong></p>
<p>“Anche il caffè contiene sostanze potenzialmente cancerogene, ad alte dosi. Il discorso è simile a quello del pesto. I rischi (in questo caso di contrarre il cancro alla vescica) sono molto piccoli, e spesso inferiori ad altri rischi che ci assumiamo costantemente e volontariamente durante la nostra vita. Se fumi forse è meglio che smetti di fumare invece che preoccuparti di smettere di bere il caffè”</p>
<p>La chiacchierata con Dario Bressanini per il momento si conclude, anche se credo che nuovi spunti di discussione continueranno ad arrivare dal suo <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" target="_blank">blog</a>. Oggi Dario, al di là di tutto ciò che ha scritto sul suo <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php" target="_blank">libro</a>, mi ha dato un importante elemento da cui ripartire. Riguarda la verifica. La verifica delle informazioni. Elemento che dovrebbe essere preso sempre in considerazione al di là del contesto, alimentare o meno, ma qui si apre un altro capitolo e visti i tempi che corrono, forse è il caso di affrettarsi nell’adozione di questo criterio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/06/22/dario-bressanini-pane-e-bugie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ragazzi a tavola&#8230; ha cucinato Natalia!</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/05/25/ragazzi-a-tavola-ha-cucinato-natalia/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/05/25/ragazzi-a-tavola-ha-cucinato-natalia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 14:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[natalia cattelani]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[tempodicottura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/blog.php/?p=821</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei momenti di sconforto dell’essere genitori si presenta durante il pasto. Quello che si è preparato con tanto amore e passione viene sistematicamente bocciato. I bambini scalpitano per tornarsene a giocare e tutti i buoni propositi di far mangiare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei momenti di sconforto dell’essere genitori si presenta durante il pasto. Quello che si è preparato con tanto amore e passione viene sistematicamente bocciato. I bambini scalpitano per tornarsene a giocare e tutti i buoni propositi di far mangiare qualcosa di buono e sano vanno a scemare. Le verdure non vengono minimamente prese in considerazione, nonostante l’utilizzo di un testimonial d’eccezione come Braccio di Ferro per gli spinaci. La frutta sostituita dai succhi o da yogurt aromatizzati. Insomma, se fate disegnare una pera o un’albicocca ad un bambino, c’è il rischio che la rappresenti attraverso i mini tetra brik con tanto di cannuccia inserita nell’angolo in alto a destra.</p>
<p>In questo scenario tutt’altro che idilliaco, però c’è qualcuno che ci tende una mano… forse anche due.</p>
<div id="attachment_822" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.tempodicottura.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Natalia_Cattelani_and_family-e1297952431557.jpg" alt="" width="435" height="291" class="size-full wp-image-822" /></a><p class="wp-caption-text">Natalia Cattelani in azione con uno staff d'eccezione: le sue quattro figlie</p></div>Pochi giorni fa vedo mia moglie entusiasta nel leggere un sito di ricette, apparentemente uguale a tanti altri – “… vedrai, vedrai, che sorpresa ai ragazzi questa sera…” – commenta ad alta voce, prima di riprendere a leggere con attenzione. Dopo qualche minuto un’altra esternazione intrisa di un senso di vittoria – “… Monica è una sua seguace da diverso tempo… e i risultati si vedono!” – a questo punto la spia della mia curiosità si accende. Conosco Monica e le sue capacità artistiche in cucina e la sua passione nel preparare piatti sempre nuovi alle figlie.</p>
<p>Appena mia moglie si allontana dal computer, vado a sbirciare in cosa consiste l’origine di tanta euforia.</p>
<p>La finestra del browser è aperta su un blog dal nome <a href="http://www.tempodicottura.it/" target="_blank">tempodicottura</a>. Inizio a navigarlo. Vengo subito colpito da foto ricche di colore e molto allegre. E’ raro vedere delle immagini di pietanze così belle. Poi per deformazione personale mi soffermo sui titoli dei post. Non sono semplici nomi di ricette, hanno qualcosa in più, sembrano incipit di poesie. Saltando dagli antipasti, ai piatti unici, dai senza latte a colazione e merenda, fino ad approdare alle idee allegre e agli stuzzichini, leggo, guardo e rileggo.</p>
<p>Vado a vedere chi è l’autore di queste cose. Si chiama <strong>Natalia Cattelani</strong>. E’ un’occasione troppo “ghiotta”, una collega blogger ed inoltre un’artista nella cucina per bambini e ragazzi. Non esito due volte le scrivo una mail per intervistarla. Il giorno dopo siamo già al telefono a fare una simpatica chiacchierata.</p>
<p><strong>“Grazie Natalia per la disponibilità. Era da un po’ che cercavo un’anima da promuovere che parlasse di cucina. In passato ero stato tentato di raccontare la storia di qualche grande chef, poi però mi sono accorto che alcuni di loro hanno degli atteggiamenti un po’ troppo da star e poi spesso hanno una visione “eterea” del cibo. Invece quello che emerge da <a href="http://www.tempodicottura.it/" target="_blank">tempodicottura</a> è una forte passione e gioia. Ma come ti sei avvicinata al mondo della cucina e in particolar modo a quella dedicata ai bambini e ai ragazzi?”</strong></p>
<p>“Quattro figlie bastano? A parte la risposta simpatica (almeno spero), io la passione nei confronti della cucina ce l&#8217;ho da sempre. A nove anni scrissi un tema a scuola, la traccia era libera, ed io l&#8217;intitolai “Domenica ho fatto il gnocco fritto” me lo ricordo ancora come se fosse adesso, presi come voto un bel 10 e lode e il tema fece il giro di lettura in tutte le classi.”</p>
<p><strong>“Praticamente hai fatto un percorso per certi aspetti analogo a tanti altri tuoi colleghi/colleghe, però poi hai iniziato con questo blog che secondo me è stata una fantastica intuizione, anche perché con tutto rispetto, forse ci si poteva aspettare che qualche tua figlia aprisse una sua finestra su Internet e non la madre. Com’è nata l’idea di tempodicottura ?</strong></p>
<p>“Per questo sono molto orgogliosa e alla faccia del mito delle madri casalinghe quarantenni imbranate ho dimostrato alle mie ragazze che la loro mamma vuole andare avanti coi tempi. Pensa che loro hanno anche ricevuto i complimenti dai compagni di scuola che sono diventati miei lettori, fortissimo no? Per quanto riguarda tempodicottura, navigando su Internet, avevo notato la presenza di bellissimi blog e siti di cucina, ma quando cercavo una ricetta per le mia famiglia, una di quelle che devono mangiare tutti per intenderci, c&#8217;era un po&#8217; di difficoltà. Così mi sono detta, perché non provarci? Avevo nel frattempo raccolto le idee per un libro di cucina per bambini uno di quelli che mi sarebbe sempre piaciuto comprare ma che non ho mai trovato in libreria, allora ho pensato, metto tutto su internet, faccio una prova per vedere se sono sulla buona strada, qualcuno che mi leggerà ci sarà pure. Ed ecco che, con l&#8217;aiuto della mia art-director (la ormai famosa Mannu che leggete nei commenti del blog, ovvero mia sorella, senza il cui parere artistico, lo confesso, non riesco più a muovere un passo) è nato tempodicottura”.</p>
<p><div id="attachment_825" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.tempodicottura.it/2009/12/16/oggi-sono-felice/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/hamburger-di-pollo-pn.jpg" alt="" width="400" height="533" class="size-full wp-image-825" /></a><p class="wp-caption-text">Hamburger di pollo con zucchine by Natalia Cattelani Tempodicottura</p></div>
<p><strong>“Tra i vari pregi che ha il tuo blog, un posto di merito lo hanno le immagini. Parlando anche con amici fotografi, tutti mi raccontano di quanto sia difficile fotografare il cibo, ma gli scatti presenti su <a href="http://www.tempodicottura.it/" target="_blank">Tempodicottura</a> sono tuoi?”</strong></p>
<p>“Sì e ne sono molto fiera! Io non sono una fotografa e, sembrerà strano, ma non ho nemmeno la passione per la fotografia, infatti lo scatto del piatto continua ad essere il passaggio da fare più difficile nei miei post. La cosa che mi diverte di più è immaginare la situazione, quello si che mi piace, ma quando prendo in mano la macchina , incrocio sempre le dita!”</p>
<p><strong>“Ora ti faccio la domanda fatidica che viene posta agli artisti. Ma Natalia Cattelani da dove prende ispirazione per le sue ricette?”</strong></p>
<p>“Cosa ti rispondono gli altri? Posso copiare? Va bene dai non scherzo più. Penso che l&#8217;ispirazione venga dalla mia vita, dal mio passato, presente e a volte anche quando mi immagino dal mio futuro. Nella mia testa girano sempre in continuazione, in ogni momento, in ogni situazione pensieri ed idee. Penso che ci voglia comunque una buona dose di fantasia e creatività, ma queste doti si devono coltivare bene attraverso ogni forma di cultura e interesse. Bisogna essere curiosi, non lasciare da parte niente di quello che ti capita sott&#8217;occhio, una pagina di giornale, una camicia di un ragazzo che passa per strada, una pubblicità, un piatto di un grande chef e avere la fortuna di fare una cosa che ti piace tantissimo”.</p>
<p><strong>“Ma il tuo pensiero della buonanotte è rivolto alla ricetta che devi preparare all’indomani?”</strong></p>
<p>“Certo e non solo, l&#8217;altro giorno ero sulla poltrona del dentista e pensavo a come costruire la ricetta da postare per il giorno dopo, che buffo eh?</p>
<p><strong>“Ho visto che indicativamente pubblichi tre ricette alla settimana. Mi confermi che quello che scrivi e vediamo nei tuoi post è quello che mangiate a casa vostra?”</strong></p>
<p>“Si te lo confermo, assolutamente! E&#8217; un modo anche per fare stare tranquilla la mia mamma che non abita a Roma, anche lei, da nonna sprint, va su Tempodicottura, è una questione di famiglia!&#8230;”</p>
<p><strong>“Tu sei una giovane mamma di quattro donne, com’è accolta la tua cucina dalle tue figlie? E in generale come viene vista questa tua attività e passione per la cucina?”</strong></p>
<p>“Non se ne rendono nemmeno conto che in questa casa si mangia bene, per loro è così naturale, ci sono cresciute con queste attenzioni . E&#8217; tutto un po&#8217; scontato, peccato però perché a volte sentirsi dire &#8211; wow mamma che buono -, oppure &#8211; che bel piatto mamma -, non ti nascondo che farebbe anche piacere. Speriamo che comunque “respirino” quest&#8217;aria e si ricordino di me in futuro anche dagli odori che venivano dalla cucina. Per i complimenti per fortuna che c&#8217;è mio marito, il mio eterno adulatore”.<br />
<div id="attachment_827" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.tempodicottura.it/2010/04/06/“mamma-da-dove-escono-gli-spaghetti”/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/trafila-di-spaghettipn.jpg" alt="" width="400" height="533" class="size-full wp-image-827" /></a><p class="wp-caption-text">Spaghetti wurstel e zucchine by Natalia Cattelani - Tempodicottura</p></div></p>
<p><strong>“… è vero che all’inizio ti facevi correggere i post dalle figlie più grandi che fanno il classico?”</strong></p>
<p>“Uhmm, chi ti ha fatto questa confidenza? Una vergogna ed un&#8217;umiliazione pazzesca, me ne dicevano di tutti i colori, che non sapevo scrivere, che facevo frasi contorte che mi ripetevo. Erano anni che non scrivevo, tra l&#8217;altro farlo non è mai stata la mia passione anche a scuola. Non potevo buttarmi senza rete, mi sentivo troppo insicura , così la sera le supplicavo di correggermi le bozze, le ho anche pagate! Poi un giorno mi sono sentita rifiutare il lavoro, allora ho pensato beh, adesso basta vado avanti da sola, ne ho fatta di strada eh?”</p>
<p><strong>“Cosa hai pensato quando hai ricevuto la mail dalla redazione de <a href="http://www.laprovadelcuoco.rai.it/" target="_blank">La Prova del Cuoco</a> che ti proponeva un tuo spazio all’interno della trasmissione nell’edizione del sabato?”</strong></p>
<p>“All&#8217;inizio ad uno scherzo, poi dopo la prima chiacchierata al telefono, ho detto &#8211; E adesso? &#8211; E&#8217; stata (a maggio finirà il contratto) una bella esperienza, nuova, interessante, che mi ha vista coinvolta in un&#8217;attività che amo fare, cucinare con i bambini, trasmettere la gioia di stare in cucina, approfittare di questi momenti per stare con loro e parlare, discutere, imparare e con lo scambio di queste esperienze volersi bene”.</p>
<p><strong>“Quindi non c’è il rischio che devo intervistarti di nuovo tra qualche mese… in veste di star televisiva?”</strong></p>
<p>“Mi sei simpatico, l&#8217;intervista te la concederò ugualmente”.</p>
<p><strong>“Invece quali sono i tuoi prossimi progetti?”</strong></p>
<p>“Devi sapere che il mio motto è e sarà sempre quello di vivere alla giornata, lo so che non si addice molto ad una mamma, ma la mia visione ottimistica della vita, godere di quello che hai mentre ce l&#8217;hai, mi porta a ragionare così. Quindi non ci sono progetti che a tutti i costi devo portare a termine, diciamo che sto lavorando per la pubblicazione del meglio di Tempodicottura che se tutto va bene potrebbe già essere in vendita on-line ai primi di giugno, sarai di sicuro tra i primi a saperlo. Poi chissà la vita è bella per le sue sorprese!”</p>
<p><strong>“Natalia Cattelani prima di essere cuoca, blogger e scrittrice ha una laurea in giurisprudenza. Nessun rimpianto per non aver mai esercitato nell’ambito dell’avvocatura?”</strong></p>
<p>“Assolutamente no! Cosa avrei fatto io dietro i banchi di un tribunale davanti a un giudice, la torta allegra?”</p>
<p><strong>“E invece dei tuoi luoghi d’origine? Sei a Roma dal ’90, qualche nostalgia per Sassuolo e la provincia modenese?”</strong></p>
<p>“Certo, ma porto tutto nel mio cuore, cominciando dalla mia bella famiglia, piena di zii (mio padre aveva nove fratelli e di mia madre ne ho conosciuti sei su undici) e cugini (più di trenta) che hanno riempito la mia valigia delle cose necessarie per la vita, tanto da non dovere quasi quasi più avere il bisogno di portarmi dietro nulla. La mia infanzia serena e piena, la grande famiglia scout che mi ha tenuta con se fino a 25 anni, i miei studi e la mia città che allora mi calzava perfettamente, e che quando mi cominciava a stringere un po&#8217; sostituivo con Modena, allora si era così, semplicemente, contenti!”.</p>
<p>Lascio Natalia, dopo tre quarti d’ora di telefonata. Il tempo di cottura ideale per alcuni dei suoi piatti. Prima di riagganciare però mi faccio suggerire qualche ricetta per i momenti di festa. I compleanni e non solo quelli a casa nostra sono di ricorrente frequenza. Ed ora corro in cucina a sperimentare le sue ricette sicuro che sapranno sicuramente suscitare la curiosità e non solo quella, dei miei bimbi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2010/05/25/ragazzi-a-tavola-ha-cucinato-natalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
