<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; coach</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/tag/coach/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Correre per star bene &#8211; Fulvio Massini</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 May 2014 09:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[andiamo a correre]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Massini]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[podismo]]></category>
		<category><![CDATA[preparatore]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3488</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso.</p>
<p><a href="www.fulviomassini.com" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/fulvio-stramilano-1-200x300.jpg" alt="" title="Fulvio Massini - Correre per star bene" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3493" /></a>Era la metà degli anni ’70 quando <strong><a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">Fulvio Massini</a></strong> iniziava a correre. E da allora non ha più smesso. Dice di essere stato un atleta scarso. Sarà. Comunque sia, il suo contributo per questa disciplina sportiva è stato ed è tutt’oggi importante. Un contributo concreto che ha trovato modalità differenti di espressione. La scrittura. L’insegnamento. La passione. Aspetti diversi di una professione che lo ha portato a diventare uno dei consulenti per l’allenamento più ricercati, con un suo approccio allo sport, che lo rende unico. “Insegnare a correre è la mia professione, aiutarti a “star bene” è il mio obiettivo”, con questa frase accoglie i visitatori del suo <a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">sito Internet</a>. Non è una frase a caso, ma la sintesi del suo essere.</p>
<p><a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini_Andiamo_a_Correre-201x300.png" alt="" title="Fulvio Massini - Andiamo a Correre" width="201" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3497" /></a>Fulvio Massini ha iniziato a scrivere di corsa, quando la corsa non era ancora un fenomeno sociale come oggi. “<a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank">Andiamo a correre</a>” (edito Rizzoli) è solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei libri che lui ha dedicato alla corsa. Tecniche, allenamento, preparazione, alimentazione, ma soprattutto amore e rispetto per il proprio corpo. “<em>Nei miei libri cerco di trasmettere ciò che la corsa ha dato a me</em>” mi dice con tono gioioso. Ed è forse proprio questa gioia che Fulvio vuole diffondere. Una gioia frutto di una ricerca di uno stato di benessere fisico e psicologico, oltre che un’acquisizione di fiducia nelle proprie possibilità.</p>
<p>Il desiderio di trasferire i suoi valori legati alla corsa ad altre persone, portano Fulvio a diplomarsi all’ISEF e ad iniziare un suo percorso d’insegnamento. In diverse scuole medie di Firenze. Alla cattedra dell’Università di Firenze nel corso di laurea in Scienze Motorie della Facoltà di Medicina. Situazioni differenti. Difficoltà differenti. Da un lato la presa di coscienza che purtroppo l’attività fisica non è materia fondamentale nelle scuole. Dall’altro il tentativo di far capire che molte malattie possono essere prevenuto con lo sport, invece che curate poi con le medicine. Aspetti differenti di una visione culturale limitata, dove l’attività fisica viene relegata al tempo libero e non parte integrante della quotidianità di un individuo alla ricerca di uno stato di benessere.</p>
<p>Ma forse il pregio maggiore di Fulvio Massini è quello di essere sé stesso. La sua passione per ciò che fa emerge nelle persone che entrano in contatto con lui. È per questo che non impone rigide regole sportive, ma suggerisce buone abitudini comportamentali. Correre in modo rilassato. L’ascolto del proprio corpo. L’attenzione alla sonorità del proprio respiro. Sono solo alcune delle basi dalle quali partire per iniziare un percorso legato alla corsa, mirato a stare meglio. La poesia di gesti che ripetuti nel tempo portano ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità del proprio essere in un’ottica di benessere continuo. Non esistono limiti anagrafici o fisici. Ma solo la volontà del singolo di iniziare un percorso graduale di miglioramento del proprio stile di vita.</p>
<p>Fulvio mi racconta di tutto ciò con la stessa passione ed entusiasmo di quando si accorse a sedici anni di avere il “morbo della corsa”. È straordinario sentirlo parlare dei prossimi camp che sta organizzando. Altrettanto straordinario è la lucida visione che ha della sua professione “correre per star bene”. Continua a ripeterlo questo che non è solo un motto, ma fatti che si concretizzano con la sua modalità di lavoro. Sarà anche per questo che le sue parole non appaiono mai scontate, anche quando mi racconta di aneddoti legati alle sue esperienze lavorative. “<em>Vedere una persona raggiungere obiettivi che a lei sembravano impossibili è ogni volta una grande conquista</em>”, mi dice. Ritorna quella sua forma altruistica nel divulgare insegnamenti appresi con l’esperienza.</p>
<p>“<em>Cercare di dare agli altri, ciò che io ho ricevuto con la corsa… è giusto che sia così</em>”. Ci lasciamo con queste sue parole. È il perfetto finale di un incontro che vuole essere l’inizio di una nuova scoperta. Una scoperta che ha alla base lo sport e come fine ultimo il benessere. Fulvio ora va a fare la sua corsa quotidiana. Ci vado pure io. Lontani nello spazio, vicini nel pensiero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" length="6013824" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Non si vive di solo calcio. C&#8217;è anche il football&#8230; quello americano &#8211; Michele De Martin</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 08:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[campionato italiano]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[Denver Broncos]]></category>
		<category><![CDATA[football americano]]></category>
		<category><![CDATA[John Elway]]></category>
		<category><![CDATA[Mastini Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Michele De Martin]]></category>
		<category><![CDATA[NFL]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[quarterback]]></category>
		<category><![CDATA[Redskins]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[talento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3384</guid>
		<description><![CDATA[Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. Ad attrarre l’attenzione di Michele quella mattina però non sono cartoni animati. È una trasmissione sportiva. Si tratta di football, di football americano e a commentare quella prima partita trasmessa in Italia del campionato <a href="http://www.nfl.com/" target="_blank">NFL</a> è un certo Dan Peterson.</p>
<p>Per Michele è subito amore. Certo per i bambini è facile appassionarsi ad uno sport. È altrettanto facile e naturale per loro allontanarsene, per ripiegare su un altro. Ma non è così per <strong><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Michele De Martin</a></strong>. Passa poco tempo, l’anno è il 1982 e Michele, assiste dal vivo alla sua prima partita di football americano. La città è la sua Verona e la squadra in azione è proprio quella di casa i <a href="http://www.redskinsverona.it/" target="_blank">Redskins</a> in un incontro valevole per il campionato italiano. Il coinvolgimento per Michele è totale. Un’emozione mai provata. Guarda la perfezione dei lanci che vengono eseguiti. Le corse irrefrenabili verso l’ultima yard. Le collisioni dei corpi dei giocatori durante le mischie.</p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/quarterback-7-mastini-e1393260967204.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="315" class="size-full wp-image-3386" /></a><p class="wp-caption-text">Michele De Martin #7 quarterback per tre stagioni (2006/2008) dei Mastini Verona (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Da quel giorno anche Michele inizia a fare i suoi primi lanci nel campetto vicino a casa. Con lui il fratello e qualche amico. I loro coetanei si soffermano incuriositi, poi proseguono il loro cammino con il tondo pallone verso il campo da calcio, mentre Michele e compagni fanno vibrare nell’area quella palla ovale. È un divertimento totale in grado di attutire anche i dolori dovuti a qualche escoriazione da caduta a terra.</p>
<p>Negli anni successivi Michele continua ad andare a vedere i suoi Redskins. Incontri epici con tanto di finale a San Pellegrino e nell’87 entra a far parte delle giovanili di quella squadra. Allenamento dopo allenamento, Michele affina la tecnica, gestisce le tensioni, aumenta la passione per questa disciplina sportiva. Due anni dopo è in prima squadra. Il suo ruolo è quello del quarterback, non potrebbe essere diversamente. D’altronde Michele ha come idolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Elway" target="_blank">John Elway</a>, uno dei più grandi quarterback della storia del football americano, una vera e propria bandiera dei <a href="http://www.denverbroncos.com/" target="_blank">Denver Broncos</a> e un esempio sportivo per tutta la NFL. Ma non è solo per questo. La scelta di questo ruolo è un po’ la presa di coscienza per l’amore che ha nei confronti di questo sport. Un ruolo delicato, dove l’essere il regista di una squadra, comporta la gestione della strategia d’attacco, dei lanci perfetti, il prendere decisioni in pochi secondi mentre ti si stanno dirigendo contro avversari come fossero automezzi asfaltatori. È una sfida quella di Michele. Con sé stesso in primis, con la gestione della paura. Che lo porta ad essere proclamato miglior quarterback nell’edizione 2002 del campionato italiano di Silver League. Questa componente agonistica sembra essere ben presente nella famiglia De Martin, visto che anche il fratello più giovane di Michele raggiunge nel 1995 e nel 1997 la nazionale italiana, conquistando una medaglia d’argento ed un bronzo negli europei per nazioni.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/head-coach-mastini-e1393261485142.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="404" class="size-full wp-image-3388" /></a><p class="wp-caption-text">L'entrata in campo dei Mastini Verona, capitanati dell'head coach Michele De Martin (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Intanto gli anni passano, Michele si rende conto che è giunto il momento di aggiungere un nuovo tassello nella sua passione verso il football americano. Lo fa nella maniera più originale, naturalmente più difficile e forse più pazza. Dal campo Michele vuole passare alla panchina. Da giocatore vuole essere allenatore. L’idea si concretizza un giorno di ritorno con il fratello e un amico da una partita di Coppa Campioni a Bergamo. “<em>Perché non costituiamo una nostra squadra?</em>”. L’interrogativo trova subito risposta. Si chiama <a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Mastini Verona</a>, in onore a Cangrande della Scala e alla dinastia scaligera, ed è la nuova squadra della città veronese, che combatterà nel campionato di A2. Capo allenatore proprio il buon Michele De Martin e presidente, suo fratello.</p>
<div id="attachment_3390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Mastini-A2-2013-e1393261679948.jpg" alt="" title="Mastini Verona stagione 2013" width="435" height="243" class="size-full wp-image-3390" /></a><p class="wp-caption-text">La squadra dei Mastini Verona nella scorsa stagione 2013 del campionato di A2 che dopo aver vinto otto partite consecutive hanno raggiunto i play-off per la prima volta nella loro storia e sono stati sconfitti dai futuri campioni d’Italia dei Grizzlies Roma ai quarti di finale</p></div>
<p>È l’inizio di una nuova avventura. Se giocare le emozioni erano uniche, trasmettere ciò che si sa non è da meno. Impegno, determinazione e tanta voglia di sognare, sono questi gli elementi che hanno caratterizzato Michele prima come giocatore ed ora come allenatore. Il football americano è l’espressione di cosa vuol dire avere una passione per Michele, ma allo stesso tempo è la chiave di lettura metaforica di come affronta la vita.</p>
<p>I Mastini Verona rappresentano l’espressione di chi ama il football americano qui da noi in Italia e allo stesso tempo è uno straordinario luogo di scambio di culture. Già proprio così visto che più che mai i Mastini sono una squadra multi-etnica, dove sono presenti moldavi, brasiliani, nord-africani e albanesi, oltre che un gruppo ben assortito d’italiani. Tutto ciò aspettando gli americani, che possono essere presenti solo nel campionato di serie A1. Ma non ci sono dubbi che arriveranno anche loro.</p>
<p>Michele De Martin ha ancora due sogni. Uno di questi è di portare i suoi Mastini nella massima serie. Il prossimo 2 marzo inizia un nuovo campionato e potrebbe essere la giusta annata. L’altro invece si chiama Mile High Stadium a Denver, per poter vivere da vicino le emozioni della sua squadra del cuore, quella di quel John Elway, in campo negli anni ’90 con la sua maglia numero 7 (numero indossato naturalmente anche da Michele) ancor oggi in giacca e cravatta bandiera dei suoi Broncos.</p>
<p>Vai Michele vai, lancia ancora una volta quella palla alla perfezione come solo tu sai fare.</p>
<div id="attachment_3395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/700_6738-e1393334757180.jpg" alt="" title="Mastini Verona" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3395" /></a><p class="wp-caption-text">I Mastini Verona visti dall'obiettivo del fotografo Alfredo Montresor</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3" length="6640128" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Basket, uomini e altri pianeti &#8211; Ettore Messina</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/01/24/basket-uomini-e-altri-pianeti-ettore-messina/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/01/24/basket-uomini-e-altri-pianeti-ettore-messina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[add editore]]></category>
		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[CSKA Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Messina]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Kobe Bryant]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles Lakers]]></category>
		<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Vianello]]></category>
		<category><![CDATA[Reyer]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tonino Zorzi]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[trofei]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3070</guid>
		<description><![CDATA[“Un lavoro che non è un mezzo, ma un fine”. Nel suo caso si potrebbe aggiungere una missione. Una di quelle che raccontata ad un ragazzo appare un sogno. Una di quelle che spiegata ad un adulto rimane ai più incompresa. Protagonista di questa missione è un uomo. Ad accompagnarlo sacrificio e determinazione. Perché seppure sia un gioco, è la perfetta metafora di quello che deve essere la vita. Senza impegno non si va da nessuna parte. A completamento di tutto ciò c’è la sua panchina. Luogo privilegiato per assistere a straordinarie gesta sportive di altrettanti straordinari atleti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Ilmecenatedanime_Ettore_Messina.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Ilmecenatedanime_Ettore_Messina.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>“<em>Un lavoro che non è un mezzo, ma un fine</em>”. Nel suo caso si potrebbe aggiungere una missione. Una di quelle che raccontata ad un ragazzo appare un sogno. Una di quelle che spiegata ad un adulto rimane ai più incompresa. Protagonista di questa missione è un uomo. Ad accompagnarlo sacrificio e determinazione. Perché seppure sia un gioco, è la perfetta metafora di quello che deve essere la vita. Senza impegno non si va da nessuna parte. A completamento di tutto ciò c’è la sua panchina. Luogo privilegiato per assistere a straordinarie gesta sportive di altrettanti straordinari atleti.</p>
<p>Il lui in questione è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Messina" target="_blank">Ettore Messina</a></a></strong>. Coach Messina. Per chi ama il basket non ci sarebbe altro da aggiungere. Per chi ne è a digiuno merita una certa attenzione. La scusa per parlarne è la pubblicazione di un libro. L’effettiva motivazione è la possibilità di condividere una bella storia.</p>
<div id="attachment_3078" class="wp-caption alignleft" style="width: 244px"><a href="http://www.addeditore.it/messina.html" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Ettore_Messina_Basket_uomini_e_altri_pianeti-234x300.jpg" alt="" title="Basket, uomini e altri pianeti - Ettore Messina" width="234" height="300" class="size-medium wp-image-3078" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro di Ettore Messina - Basket, uomini e altri pianeti (Ed. Add Editore)</p></div><strong><a href="http://www.addeditore.it/messina.html" target="_blank">Basket, uomini e altri pianeti</a></strong> di cui lui è l’autore insieme a <a href="http://www.flaviotranquillo.com/" target="_blank">Flavio Tranquillo</a> (pensieri, parole e voce del basket nazionale ed internazionale, ndr), è il racconto di una stagione esaltante da assistent coach, che Ettore Messina ha avuto modo di vivere sulla panchina di una leggendaria squadra, i <a href="http://www.nba.com/lakers/" target="_blank">Los Angeles Lakers</a>. Ma non solo. Oltre ad essere un diario di un’esperienza sportiva straordinaria è un taccuino sui quali sono stati ben trascritti i sentimenti umani. Euforia. Gioia. Tensioni. Slanci, ma anche paure. Tutto questo avendo tra le mani quel pallone arancione a spicchi e da gestire extraterresti come un certo <a href="http://kb24.com/" target="_blank">Kobe Bryant</a>.</p>
<p>Ma la storia di coach Messina inizia molto prima. In un tessuto socio-sportivo come poteva essere quello di una  Venezia e terraferma degli anni ’70, dove sport era sinonimo di basket e l’atmosfera che si respirava era paragonabile a quella dei campus americani. E’ proprio in questo fermento che il giovane Messina appassionato di pallacanestro ha la fortuna di fare quegli incontri che ti possono cambiare la vita. Come nel suo caso. Allenatori come Renato Vianello prima, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tonino_Zorzi" target="_blank">Tonino Zorzi</a> dopo lo incoraggiano ad intraprendere un percorso, che forse era già segnato. Ettore Messina è il traghettatore delle varie categorie giovanili di un’epica <a href="http://www.reyer.it/" target="_blank">Reyer</a>. Dopodichè è un susseguirsi di successi. Scudetti, coppe nazionali ed Eurolega.  Città come Treviso, Bologna, fino ad arrivare a Mosca, coach Messina lascia un segno per le sue imprese sportive e per la sua dimensione umana.</p>
<p><div id="attachment_3081" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Ettore_Messina-e1359035086298.jpg" alt="" title="Ettore Messina" width="435" height="257" class="size-full wp-image-3081" /><p class="wp-caption-text">Ettore Messina durante una seduta di allenamento del CSKA di Mosca</p></div>
<p>E’ parlando con lui che si possono apprezzare principi che vanno oltre i confini sportivi. Quando cita termini come equità e correttezza, si capisce che ne parla come valori da applicare universalmente. Quando sottolinea l’importanza di lavorare con persone che si stimano, non è un’affermazione fine a sé stessa. E’ una filosofia comportamentale. Quando parla di meritocrazia, rida concretezza al suo significato.</p>
<p>Con coach Messina non si enunciano solo i nomi dei grandi giocatori internazionali. Si ha la possibilità di confrontarsi sullo scenario di cosa significhi allenare dei bambini. Per un momento rivestendo i suoi panni di padre, racconta di quanto sia difficile allenare le categorie giovanili. Dove si è alla ricerca di bilanciare il desiderio di raggiungere i risultati, del tutto legittimo, con la necessità di far crescere questi ragazzi. Come sportivi. Come uomini.</p>
<p>E non può mancare una disamina sull’attuale stato del basket in Italia. “<em>Fase cruciale</em>”, ma che lascia ben sperare in un positivo destino, vedendo anche i risultati che stanno dando giovani atleti italiani sui parquet più prestigiosi  come quello NBA. Ma occorre lavorare incessantemente. Per migliorare. Per attivare quei virtuosi circoli che portano all’eccellenza dell’essere.</p>
<p>Il tema dominante torna ad essere quello. Cercare di dare il massimo come sportivo. Come persona. Nella gioia di condividere i risultati raggiunti.</p>
<p>Sono quasi le 13 ore italiane. Le 16 a Mosca. Coach Messina torna ad allenare il suo <a href="http://www.cskabasket.com/" target="_blank">CSKA</a>. Gloriosa compagine, con la quale aveva già raccolto importanti risultati prima della parentesi a stelle e strisce. Qui sembra lontano il sole di Los Angeles. Ugualmente però si percepisce un forte calore. E’ quello dell’anima di coach Messina. Dell’uomo Ettore Messina.</p>
<div id="attachment_3083" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.flickr.com/photos/53853330@N02/7361193114" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Coach_Ettore_Messina-e1359035424541.jpg" alt="" title="Ettore Messina" width="435" height="291" class="size-full wp-image-3083" /></a><p class="wp-caption-text">Ettore Messina (ph. by Guadalupe de la Vallina)</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/01/24/basket-uomini-e-altri-pianeti-ettore-messina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/01/Ilmecenatedanime_Ettore_Messina.mp3" length="5418240" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
