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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; artigiano</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Il timbro sonoro di Ermanno Pasqualato</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.

Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Ermanno_Pasqualato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/Ilmecenatedanime_Ermanno_Pasqualato.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>“<em>Tutti cerchiamo di imitare gli altri e perdiamo di vista per cosa siamo veramente portati</em>”. A parlare è un chitarrista mancato. A parlare è un liutaio che ha conquistato il mondo.</p>
<p>Potrebbe essere una favola. C’è un falegname. C’è un garage trasformato in laboratorio. C’è pure qualcosa di magico, com’è la musica. Invece è una splendida realtà. Una di quelle che ti fa star bene quando la senti raccontare. Una di quelle che ti trasmettono la voglia di provarci. Perché ognuno ha un suo talento. Ognuno ha un suo progetto di vita da realizzare.</p>
<p>A San Pietro Viminario sono poco più di tremila gli abitanti e meno di trenta i chilometri che lo distanziano da Padova. Proprio in questa dimensione sicuramente a misura d’uomo, <strong><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a></strong> sta lavorando alle sue chitarre. Chitarre particolari, che quasi hanno rischiato di estinguersi, se non fosse che, un “certo” Ben Harper, qualche anno fa, seduto su una sedia appoggia la sua lap steel sulle gambe ed inizia ad incantare il pubblico presente.</p>
<p>Ermanno che aveva già capito che aveva più orecchio timbrico che tecnica strumentale, rimane rapito da quel suono. È così che decide di mettere in secondo piano l’essere musicista per indirizzare tutta la sua passione per la musica (tanta), verso la realizzazione di questi strumenti. Il passaggio per lui è quasi naturale. Figlio di un falegname, lui stesso da sempre artigiano del legno, si compra una electric lap steel guitar e prova a riprodurla. Il risultato è più che soddisfacente, ma Ermanno non è completamente soddisfatto. Navigando sul web trova il progetto, un disegno di una wiessenborn acoustic guitar. Ne studia le misure. Inizia a lavorarci ed infine ne ascolta il suono. Ci siamo quella timbrica tanto ricercata, quella perfezione sonora che affianca la melodia regalandone colore, è raggiunta. Ora non rimane che venderle.<br />
<div id="attachment_3149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC00280-e1363074589773.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3149" /></a><p class="wp-caption-text">Ermanno Pasqualato, il liutaio che dalla provincia di Padova realizza e vende weissenborn e lap steel guitars in tutto il mondo</p></div><br />
Anche questo passo sembra un’impresa.  Apre un <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">sito internet</a>. Arrivano le prime richieste. Francia, Svizzera e Germania. Poi Australia e Stati Uniti. Sono solo alcune delle aree geografiche dove le chitarre di Ermanno Pasqualato giungono a destinazione. Arrivano anche richiesta dall’Italia. Si innesca un virtuoso passaparola. Chitarristi di artisti famosi come Fossati, De Gregori richiedono le chitarre di Ermanno. E poi tanti appassionati. Musicisti in erba. Talenti in crescita.</p>
<div id="attachment_3154" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/03/DSC000691-e1363075269724.jpg" alt="" title="Ermanno Pasqualato, il liutaio che realizza weissenborn e lap steel guitars" width="435" height="326" class="size-full wp-image-3154" /></a><p class="wp-caption-text">Le weissenborn e lap steel guitars di Ermanno Pasqualato</p></div>
<p>Ad Ermanno oltre agli ordini per la produzione di nuovi strumenti arrivano anche le prime email dove i chitarristi si complimentano con lui. Il liutaio, che prima di tutti, ha saputo applicare la sua sartorialità alla realizzazione di strumenti così particolari. Per Ermanno la soddisfazione è totale. Per lui amante delle musica, che ha sempre suonato la chitarra partendo da Neil Young, il suo idolo, per poi passare al country, al country/rock, al blues e fino a giungere al jazz, è una straordinaria gratificazione. Le sue mani ora non solo suonano, ma permettono di far suonare anche altri. Tanti altri, anche coloro proprio con problemi alle mani si sono rivolti a lui e hanno potuto continuare a suonare, dal momento che lo slide si suona con una barra metallica che si fa scivolare sulle corde.</p>
<p>È quasi sera nel suo piccolo laboratorio sotto casa. Sono già diverse ore che sta lavorando alla sua ultima chitarra. In sottofondo c’è la radio accesa. Gli occhi di Ermanno sono sul quel legno che sta prendendo forma. Le sue orecchie invece sono su quella melodia che esce da quel apparecchio sonoro. Ermanno ancora una volta ne ricerca la sonorità e come per incanto si immagina quella musica. Chissà magari a creare quei suoni c’è pure una chitarra da lui realizzata. Potrebbe essere.</p>
<p>Quasi fosse un rito si toglie il grembiule da lavoro. Spegne la radio. Poi la luce. Si reca in casa a preparare la cena. Ogni suo gesto però riproduce un suono. È una musica. È la musica che accompagna l’esistenza di <a href="http://www.lapsteelguitar.net/" target="_blank">Ermanno Pasqualato</a>.</p>
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		<title>L&#8217;architetto artigiano &#8211; Gianfranco Guarise</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era bambino quando si appoggiava a quella vetrata. Lasciava le impronte dei suoi piccoli polpastrelli. Da lì guardava fuori cosa succedeva. Il traffico della statale. Le auto che facevano manovra. Quelle che sostavano davanti a lui per entrare nel suo negozio. In quel luogo aveva passato la sua infanzia. La sua adolescenza e la sua maturità. Ora da lì ripartiva. Per costruire il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/Ilmecenatedanime_Gianfranco_Guarise.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Era bambino quando si appoggiava a quella vetrata. Lasciava le impronte dei suoi piccoli polpastrelli. Da lì guardava fuori cosa succedeva. Il traffico della statale. Le auto che facevano manovra. Quelle che sostavano davanti a lui per entrare nel suo negozio. In quel luogo aveva passato la sua infanzia. La sua adolescenza e la sua maturità. Ora da lì ripartiva. Per costruire il futuro.</p>
<p>Siamo a <a href="http://maps.google.it/maps?q=cerea,+verona&#038;hl=it&#038;sll=41.442726,12.392578&#038;sspn=18.560562,39.462891&#038;hnear=Cerea+Verona,+Veneto&#038;t=m&#038;z=11" target="_blank">Cerea</a>, a trenta chilometri a sud di Verona, in quel che era e dovrebbe tuttora essere il distretto del Mobile d’Arte in Italia. <strong>Gianfranco Guarise</strong> è colui che dopo essere cresciuto respirando la tradizione di un antico mestiere, cerca di capire come si possa non farlo scomparire. Alla guida di una <a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra espositiva</a> e di un laboratorio artigianale protagonisti della storia di questo distretto, Gianfranco s’interroga su uno scenario di sviluppo caratterizzato da notevoli incertezze.<br />
<a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/francuzzo_1-199x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="199" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2581" /></a><br />
La storia di Gianfranco è piuttosto singolare. E’ la storia di una passione ereditata. Di un lavoro non casuale. Di una mansione fortemente scelta. Poco è stato lasciato al caso. Niente alla fortuna. Impegno, sacrificio e dedizione i capisaldi. Nemmeno l’Università lo ha strappato a ciò che più che un senso di dovere, era un senso di vita per lui. Dopo una settimana di studi, tornava a casa e l’intero week end lo dedicava a lavorare nella “<a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra</a>”. E terminati gli studi, ha fatto una scelta emblematica, far sì che quanto appreso come studente di architettura fosse messo a disposizione per la crescita della sua azienda artigianale. Eccolo lì, l’architetto artigiano che applica il suo sapere al suo amato mondo. Cuore e intelletto messi insieme. La bilancia dei suoi valori.</p>
<p><a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/P1040030-225x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2585" /></a>Ma non è tutto. Gianfranco Guarise capisce che è il momento di provare anche nuove strade. E’ così che affianca all’arredo privato il potenziamento di ciò che prima veniva fatto in maniera più contenuta: il contract alberghiero. Nuovi mercati, nuovi modi di lavorare, ma sempre quella attenzione ad un lavoro artigianale, discriminante per una qualità di risultati. Il successo non tarda ad arrivare. Il biglietto da visita di quanto realizzato nelle prime strutture ricettive, innesca un meccanismo di virtuoso passaparola. Arrivano nuovi incarichi. Si realizzano nuovi arredi.</p>
<p>Però le contingenze economiche generali rallentano il cammino di un giovane imprenditore ispirato. Un lento declino di ciò che doveva essere il volano di un’italica economia, rappresentata da distretti d’eccellenza come questo, paventano preoccupanti nubi nere sul futuro di chi ci lavora. Chiusura di laboratori. Serrande nei punti vendita. Dismissione di un sapere. Impossibile risalire a tutte le cause. Oltre alla crisi, ci sono implicazioni diverse. Cambiamenti di gusto nei consumatori. Mancata opportunità di fare rete tra le singole realtà produttive. Cambi generazionali all’interno delle aziende non sempre andati a buon fine. Ma poco importa. Ora è necessario guardare avanti. Rilanciare un settore. Tramandare una tradizione.</p>
<p><a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2012/01/P1040029-225x300.jpg" alt="" title="L&#039;architetto artigiano - Gianfranco Guarise" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2584" /></a>Mentre Gianfranco ne parla, dai suoi occhi s’intravede il dispiacere e il malessere per quanto sta accadendo. Ma allo stesso tempo è ancora ben accesa la speranza e la passione. La soluzione non sarà facile da trovare, ma Gianfranco ci proverà. Si rimetterà in gioco ancora una volta per inseguire qualcosa che è molto di più di un lavoro. Ancora una volta sarà in grado di dare sostanza alle sue idee. Concretezza ai suoi sogni.</p>
<p>Prima di lasciarci mi accompagna alla porta della sua <a href="http://www.guarisemobili.it/" target="_blank">mostra</a> di via Calcara numero 1. Scendo dai gradini per raggiungere la mia auto. Nel mentre di salire un ultimo sguardo. Gianfranco Guarise è ancora la, quasi appoggiato alla vetrata del suo negozio come faceva da bambino. Come allora vedo un sorriso. Capisco che ce la farà.</p>
<p>Avanti tutta architetto artigiano.</p>
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