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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; amore</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Pizza, amore e fantasia &#8211; Maurizio Toffoli</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/puntopizza.damaury" target="_blank">Maurizio Toffoli</a></strong> non è stanco però. Nemmeno le ore precedenti trascorse a preparare l’impasto lo hanno affaticato. Semmai lo hanno ulteriormente galvanizzato. Le sue mani hanno creato. Gli ingredienti erano tutti ben bilanciati, fino a trovare la loro massima espressione con quel componente che non è segreto, ma assai raro e personale che va sotto il nome di amore. Amore per quello che Maurizio sta facendo. Amore per ciò che vuole trasferire. “<em>A chi mangia la mia pizza dovrebbero sparire tutti i pensieri e lo stress di un’intera giornata</em>”, mi dice puntando gli occhi al cielo.  Una pozione magica? Forse più semplicemente la convinzione che facendo bene e con amore il proprio lavoro si possa trasferire delle positive vibrazioni.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/27790_1384712231950_3204465_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3262" />Questo atteggiamento fa parte del modo di vivere di Maurizio. “<em>Ogni lavoro ha dignità</em>” e mentre mi dice ciò con la memoria mi riporta ai suoni inizi. Lui giovane lavapiatti in una pizzeria, che una sera gli si presenta una grande occasione. Fino ad allora aveva solo ammirato le gesta di quei pizzaioli. Ma proprio quella sera, di oramai tanti anni fa, il pizzaiolo gli si avvicina proponendogli di imparare quella professione, visto che il suo aiutante se ne era andato. Maurizio accetta. Per i primi sei mesi praticamente solo guarda. Inforna e sforna. Apprende le basi della cottura. Poi arriva l’impasto e la lievitazione. Maurizio capisce ben presto che quello che sta facendo non è solo un semplice lavoro. Fa sua la tecnica. Mette passione in ciò che fa. È l’inizio. Un inizio che però deve momentaneamente interrompersi o per meglio dire vivere d’altre esperienze. Giunge l’ora del servizio militare ed a Maurizio balena un’altra idea. Lui che è uomo di montagna, di quel immaginifico Cadore, ha pure un’innata attrazione per il mare. Sogna la divisa bianca da marinaio. Forse perché gli ricorda quella del pizzaiolo. Forse no. Comunque sia chiede di essere imbarcato e la sua richiesta trova conferma.</p>
<p>Fa un anno e mezzo a La Spezia. È felice di essere lì. Riesce pure a fare un corso da cuoco, allietando i palati dei suoi colleghi. Cucina e pizza in un ambiente da lui cercato contraddistinto dall’acqua. Gli ultimi mesi li trascorre a Venezia, città che più avanti gli tornerà familiare, dove apprende anche l’arte del fare il pane, prima di congedarsi e tornare ai suoi luoghi d’origine. L’esperienza della marina risulta un tassello di completamento del carattere di Maurizio. Ha fatto diverse amicizie e ha avuto modo di soddisfare un suo desiderio com’è quello del mare, per lui ragazzo d’alta quota.</p>
<p>Torna in quel di Calalzo e torna in quella che è la pizzeria che lo ha visto nascere: il Gringo. Dopo un paio di anni però, complice una storia amorosa non andata a buon fine, entra in una crisi motivazionale che gli strappa, momentaneamente, l’entusiasmo in ciò che fa. Molla il lavoro di pizzaiolo e va a lavorare in una fabbrica d’occhiali. Ma proprio quell’amore che lo aveva ferito lo fa rinascere con un nuovo incontro. Una ragazza veneziana che è lì in vacanza con la famiglia lo riporta alla sua naturale propensione: fare ciò che gli piace e farlo con tutta la sua passione. Dopodiché questa musa ispiratrice sarebbe diventata sua moglie.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/427376_3174163047102_1706354458_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3264" />Maurizio ritorna con le mani in pasta, prima con il pane e poi con la sua amata pizza. Apporta la propria professionalità in diversi locali, fino ad approdare ad una pizzeria storica in quel lembo di terra che divide l’Adriatico dalla laguna, l’isola del Lido di Venezia. Sembra il coronamento di un lungo percorso cercato e voluto, se non fosse che la vita lo mette di fronte ad una prova impegnativa. È il 2001 e quello che doveva essere un esame di routine riporta un esito imprevisto. È qui che il carattere di Maurizio unito alla sua fede, lo fanno non solo uscire da una situazione difficile, ma addirittura rinascere.  Lui che per sua indole comunque è sempre stato positivo, trova nuove energie e rinnovati entusiasmi. In lui la smania di continuare ad imparare. La voglia di realizzare qualcosa che possa soddisfare lo stomaco , ma anche la mente dei suoi consumatori. Inizia ad approfondire il tema della pizza, fa corsi di aggiornamento, fino ad arrivare all’<a href="http://www.universitadellapizza.com/" target="_blank">Università della Pizza</a>. Per Maurizio si apre un nuovo mondo, fatto di conoscenza di tecniche diverse e d’incontri con straordinarie persone. <a href="http://www.consultapizza.com/" target="_blank">Cristian Zaghini</a> è uno di questi. Un maestro. Un mentore. Maurizio vola. Non solo nel suo pensiero positivo, ma applicando ciò che di nuovo continua ad imparare. Inizia pure a fare delle gare di pizza, seppur titubante all’inizio. Anche qui arrivano risultati, riconoscimenti e nuovi incontri. Lo chef stellato Antonio Bedini, lo fa entrare nell’<a href="http://www.cucinaprofessionale.com/" target="_blank">Associazione Italiana Chef Italiani</a>. Sempre più il percorso di Maurizio assume i connotati di un trionfo. In tutto ciò lui non perde la sua naturale umiltà, quello che fa essere grandi persone e non semplici personaggi.</p>
<p>Ma la strada è ancora lunga. Maurizio ne è consapevole ed entusiasta. E mentre prepara la sua biga con acqua, farina, lievito e tanto del suo amore, mi confida un suo sogno: “<em>… m’immagino una pizzeria tutta mia, dove posso rendere felici le persone che vengono a degustare ciò che faccio</em>”. Maurizio questo non è un sogno è un concreto progetto che non può che trovare realizzo.</p>
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		<title>L’amore secondo Daniela</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 15:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono diversi modi per parlare di amore. Leggero, ironico, passionale, filosofico ed altri ancora. E’ un tema che tanto è ricorrente nella nostra vita, tanto è imbarazzante nella sua esternazione essenziale. Scrivere qualcosa legato ai sentimenti è una sfida ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono diversi modi per parlare di amore. Leggero, ironico, passionale, filosofico ed altri ancora. E’ un tema che tanto è ricorrente nella nostra vita, tanto è imbarazzante nella sua esternazione essenziale. Scrivere qualcosa legato ai sentimenti è una sfida non da poco (ne so qualcosa pure io). Se non viene contestualizzato, il messaggio può essere mal interpretato o addirittura banalizzato.<br />
Dalla lettura di <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">Mi presento… Amore</a> di <a href="http://blog.libero.it/Penelope750/" target="_blank"><strong>Daniela Venturelli</strong></a> queste insidie sono state pienamente superate.</p>
<p>Originalità, coinvolgimento emotivo e pulsante stile narrativo, fanno di questo scritto una lettura che non può lasciare indifferenti. Prima di sentire dalle parole di Daniela com’è nata quest’opera, trascrivo fedelmente la nota presente in prima pagina: </p>
<p>“<em>Questa è la storia di un dialogo, di un incontro e di un sogno.<br />
E’ la storia di un viaggiatore e di un viaggio;<br />
di una vita e di tutte le sue domande.<br />
E’ la storia di una ricerca ma è soprattutto la storia di Amore.</em>”</p>
<p><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/Mi_presento_amore_daniela_venturelli.png" alt="" title="Mi_presento_amore_daniela_venturelli" width="120" height="180" class="alignleft size-full wp-image-721" /></a></p>
<p><strong>“Ciao Daniela, al di là che non esista miglior spiegazione di questo libro se non la sua lettura, ci puoi raccontare com’è nato Mi presento… Amore?”</strong><br />
“Ciao Andrea, innanzitutto grazie per le belle parole. Uno dei motivi per cui questo libro ci ha messo tanto a venire alla luce è stato il dubbio che potesse sembrare banale visto che tutti parlano o scrivono dell’Amore…<br />
Ma rispondo alla Tua domanda. E’ nato spontaneamente, come nasce ognuna delle cose che scrivo. Non c’è stato un momento cosciente in cui mi son detta: ora scrivo un libro; non è mai così per me.<br />
Scrivere è come un bisogno fisico e quando è nato questo libro stavo vivendo un momento particolare. Diciamo, per riprendere l’introduzione che hai citato, che avevo smarrito la bussola del mio viaggio e le domande erano più ancora delle risposte che riuscivo a darmi. Ed è così che è nato Mi presento…Amore, per aiutarmi a trovare le risposte ed andare avanti.”</p>
<p><strong>“Mi considero un discreto lettore, ma è la prima volta che mi capita di leggere un’interpretazione così originale sul tema dell’amore. Come ti è nata l’idea di “materializzare” questo sentimento?”</strong><br />
“Per me l’Amore è materiale, è personificato, non mi piacciono i discorsi filosofici e generici su un sentimento, un’emozione così importante della nostra vita. Come Ti dicevo prima, non è stata una premeditazione o una scelta stilistica, ma una situazione naturale: visto che avevo delle domande da porre, era molto più naturale rivolgerle ad un qualcuno piuttosto che ad un’entità indefinita.. anche se so che gli scrittori seri preferirebbero leggere che invece si tratta di un artificio letterario ma mentirei! E poi il sogno che descrivo all’inizio io l’ho fatto sul serio quindi… Amore io l’ho visto!&#8221;</p>
<p><strong>“C’è un passaggio sul tuo romanzo che mi ha fatto sorridere, ma allo stesso tempo fortemente emozionare. E’ quando parli dell’entusiasmo elemento a mio parere, e chi mi conosce può testimoniare, fondamentale nell’amore e in tutto ciò che facciamo e siamo. Cosa mi dici a riguardo?”</strong><br />
“E’ stata anche la parte più difficile da scrivere; forse la sola che ha visto più di una riscrittura. Mi sono accorta che nessun dizionario mi soddisfaceva abbastanza nella sua definizione di Entusiasmo, per lo più tendevano a banalizzare, a riportare l’Emozione ad un mutamento quasi ormonale&#8230; finchè non ho trovato l’etimologia&#8230; En Theos&#8230; Dio Dentro&#8230; allora ho capito che avevo trovato la giusta definizione. Altrettanto difficile è stato raccontare come questo sentimento, che spesso si associa ai bambini, non certo agli adulti, fosse per me il centro, il nucleo pulsante dell’Amore”</p>
<p><strong>“Facciamo per un attimo un passo indietro. Ho visto che anche tu ti diletti come blogger, gestendo il tuo Circo della Vita. Ma quando è nata la tua passione per la scrittura?”</strong><br />
“Mia madre Ti direbbe che è nata con me! Devi sapere che io sono mancina ma da bambina scrivevo al contrario: usando la sinistra ma da destra a sinistra sul foglio. Impazzivano tutti. Han dovuto correggermi, tant’è che ora scrivo con la destra. Fin da bambina scrivevo temi lunghissimi e tante poesie. Il Circo della Vita invece è stata la mia prima esperienza web; ormai ha 4 anni e mezzo e si è trasformato molto negli anni. Ora non riesco più a seguirlo come vorrei&#8230;”</p>
<p><strong>“Dalla scrittura sul <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">blog</a> a quella di racconti su carta, com’è stato il passaggio?”</strong><br />
“Credo si tratti di due modi di scrivere molto diversi, soprattutto perché il blog è interattivo, ti consente di confrontarti. E poi il web è molto più “transitorio”; ciò che scrivi oggi, domani è già vecchio. Sulla carta invece tutto resta… Ti confesso che il mio amore è e resta la carta… e la penna potendo&#8230;”</p>
<p><a href="http://www.gruppoedicom.it/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=232" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/junior_londa_più_bella_daniela_venturelli.jpg" alt="" title="junior_l&#039;onda_più_bella_daniela_venturelli" width="104" height="151" class="alignright size-full wp-image-724" /></a><strong>“E’ in questo modo che è nato il tuo primo libro dal titolo <a href="http://www.gruppoedicom.it/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=232" target="_blank">Junior L’onda più bella?</a>”</strong><br />
“Junior è nato forse un anno prima di “suo fratello”. Lui è stato impetuoso, uno scoppio che non sono riuscita a trattenere. Come dico anche in Mi presento…Amore, è stato il mio modo per non impazzire. Ci hai mai pensato Andrea che è quasi sempre il dolore, più ancora della felicità a tirar fuori le emozioni e trasformarle sotto forma di canzoni, dipinti, libri? Ecco, Junior è la testimonianza di un brusco risveglio da un sogno ma è anche la testimonianza che i sogni vanno protetti al di là di quello che la realtà ti presenta..”</p>
<p><strong>“Sai la mia curiosità mi spingerebbe a farti delle domande che porterebbero troppo sul personale, è per questo che mi limito a chiederti, sempre che tu abbia voglia di rispondere, a che punto ti trovi nel viaggio della tua esistenza?”</strong><br />
“Beh, visto che scrivo di me e delle mie emozioni, sul blog come nei miei libri, il minimo che possa fare è accettare tutte le domande che mi si pongono.<br />
E’ una domanda difficile. Ora sono serena, ho smesso di tormentarmi ma non ho smesso di sognare anche se i sogni di un adulto, adulto non nel senso anagrafico ma nel senso di esperienze di vita, sono diversi, forse meno innocenti, forse meno brillanti, sicuramente più concreti. Non ho perso la capacità di credere che solo i sentimenti forti siano reali, che tutto quello che ci arriva filtrato, tutto quello che non ti coinvolge fin dentro l’anima… non è vero Amore.”<br />
<div id="attachment_719" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/panorama_napoli-e1298215897290.jpg"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2011/02/panorama_napoli-e1298216052559.jpg" alt="" title="panorama di napoli" width="450" height="117" class="size-full wp-image-719" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scorcio di Napoli visto dalla finestra dell'abitazione partenopea di Daniela Venturelli</p></div></p>
<p><strong>“Dai prima di lasciarti permettimi una domanda retorica e stereotipata. Ma come fa una ragazza di Napoli vivere a Milano?</strong>”<br />
“E come fa…si nutre di ricordi…il ricordo del colore del cielo, del profumo del mare, della solarità della gente che ti attacca bottone come qui al nord non è educato fare, del profumo di ragù (e potremmo aprire un dibattito tra cosa si intende a Napoli per ragù e cosa si intende a Milano per ragù) che si espande nelle scale, la domenica… Sento molto la nostalgia di Casa, anche se qui ho costruito un’altra Casa, un’altra famiglia. Credo che però allontanarmi dal tetto materno, dall’unica città in cui avevo vissuto, studiato, amato, lavorato, mi abbia aiutato a diventare donna”</p>
<p>Bene. Questa è una piccola parte del mondo di Daniela. Visto che siamo in prossimità del Natale e della frenetica rincorsa ai regali, mi sento sinceramente di proporvi d’inserire nella vostra lettera a Babbo Natale <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=316300" target="_blank">Mi presento… Amore</a> di Daniela Venturelli. Fidatevi, sarà una piacevole sorpresa per chi lo riceverà. Merry Christmas to You.</p>
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