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	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; allenamento</title>
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	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
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		<title>Correre per star bene &#8211; Fulvio Massini</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 09:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso.</p>
<p><a href="www.fulviomassini.com" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/fulvio-stramilano-1-200x300.jpg" alt="" title="Fulvio Massini - Correre per star bene" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3493" /></a>Era la metà degli anni ’70 quando <strong><a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">Fulvio Massini</a></strong> iniziava a correre. E da allora non ha più smesso. Dice di essere stato un atleta scarso. Sarà. Comunque sia, il suo contributo per questa disciplina sportiva è stato ed è tutt’oggi importante. Un contributo concreto che ha trovato modalità differenti di espressione. La scrittura. L’insegnamento. La passione. Aspetti diversi di una professione che lo ha portato a diventare uno dei consulenti per l’allenamento più ricercati, con un suo approccio allo sport, che lo rende unico. “Insegnare a correre è la mia professione, aiutarti a “star bene” è il mio obiettivo”, con questa frase accoglie i visitatori del suo <a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">sito Internet</a>. Non è una frase a caso, ma la sintesi del suo essere.</p>
<p><a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini_Andiamo_a_Correre-201x300.png" alt="" title="Fulvio Massini - Andiamo a Correre" width="201" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3497" /></a>Fulvio Massini ha iniziato a scrivere di corsa, quando la corsa non era ancora un fenomeno sociale come oggi. “<a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank">Andiamo a correre</a>” (edito Rizzoli) è solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei libri che lui ha dedicato alla corsa. Tecniche, allenamento, preparazione, alimentazione, ma soprattutto amore e rispetto per il proprio corpo. “<em>Nei miei libri cerco di trasmettere ciò che la corsa ha dato a me</em>” mi dice con tono gioioso. Ed è forse proprio questa gioia che Fulvio vuole diffondere. Una gioia frutto di una ricerca di uno stato di benessere fisico e psicologico, oltre che un’acquisizione di fiducia nelle proprie possibilità.</p>
<p>Il desiderio di trasferire i suoi valori legati alla corsa ad altre persone, portano Fulvio a diplomarsi all’ISEF e ad iniziare un suo percorso d’insegnamento. In diverse scuole medie di Firenze. Alla cattedra dell’Università di Firenze nel corso di laurea in Scienze Motorie della Facoltà di Medicina. Situazioni differenti. Difficoltà differenti. Da un lato la presa di coscienza che purtroppo l’attività fisica non è materia fondamentale nelle scuole. Dall’altro il tentativo di far capire che molte malattie possono essere prevenuto con lo sport, invece che curate poi con le medicine. Aspetti differenti di una visione culturale limitata, dove l’attività fisica viene relegata al tempo libero e non parte integrante della quotidianità di un individuo alla ricerca di uno stato di benessere.</p>
<p>Ma forse il pregio maggiore di Fulvio Massini è quello di essere sé stesso. La sua passione per ciò che fa emerge nelle persone che entrano in contatto con lui. È per questo che non impone rigide regole sportive, ma suggerisce buone abitudini comportamentali. Correre in modo rilassato. L’ascolto del proprio corpo. L’attenzione alla sonorità del proprio respiro. Sono solo alcune delle basi dalle quali partire per iniziare un percorso legato alla corsa, mirato a stare meglio. La poesia di gesti che ripetuti nel tempo portano ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità del proprio essere in un’ottica di benessere continuo. Non esistono limiti anagrafici o fisici. Ma solo la volontà del singolo di iniziare un percorso graduale di miglioramento del proprio stile di vita.</p>
<p>Fulvio mi racconta di tutto ciò con la stessa passione ed entusiasmo di quando si accorse a sedici anni di avere il “morbo della corsa”. È straordinario sentirlo parlare dei prossimi camp che sta organizzando. Altrettanto straordinario è la lucida visione che ha della sua professione “correre per star bene”. Continua a ripeterlo questo che non è solo un motto, ma fatti che si concretizzano con la sua modalità di lavoro. Sarà anche per questo che le sue parole non appaiono mai scontate, anche quando mi racconta di aneddoti legati alle sue esperienze lavorative. “<em>Vedere una persona raggiungere obiettivi che a lei sembravano impossibili è ogni volta una grande conquista</em>”, mi dice. Ritorna quella sua forma altruistica nel divulgare insegnamenti appresi con l’esperienza.</p>
<p>“<em>Cercare di dare agli altri, ciò che io ho ricevuto con la corsa… è giusto che sia così</em>”. Ci lasciamo con queste sue parole. È il perfetto finale di un incontro che vuole essere l’inizio di una nuova scoperta. Una scoperta che ha alla base lo sport e come fine ultimo il benessere. Fulvio ora va a fare la sua corsa quotidiana. Ci vado pure io. Lontani nello spazio, vicini nel pensiero.</p>
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		<title>Io sono montagna &#8211; Matteo Majer</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 09:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre guarda una sua foto da bambino è pervaso da due sensazioni. La prima è quella di desiderio di libertà. Desiderio, di essere liberato da tutto ciò che “gli altri” si aspettano da lui. La seconda è quella di compiacimento, dato dallo scorrere di una bucket list, dove le cose che aveva desiderato fare, le ha effettivamente realizzate. Su quella foto c’è un altro elemento. È una montagna. Fa da sfondo alla sua immagine di ragazzino spensierato. Quella montagna, è oggi un elemento caratterizzante il suo approccio alla vita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/Ilmecenatedanime_Matteo_Majer.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
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<p>Mentre guarda una sua foto da bambino è pervaso da due sensazioni. La prima è quella di desiderio di libertà. Desiderio, di essere liberato da tutto ciò che “gli altri” si aspettano da lui. La seconda è quella di compiacimento, dato dallo scorrere di una bucket list, dove le cose che aveva desiderato fare, le ha effettivamente realizzate. Su quella foto c’è un altro elemento. È una montagna. Fa da sfondo alla sua immagine di ragazzino spensierato. Quella montagna, è oggi un elemento caratterizzante il suo approccio alla vita.</p>
<p>Spesso Il mecenate d’anime, ha raccontato di <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2009/10/14/simone-perotti-adesso-basta/" target="_blank">cambiamento</a>, del significato d’<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/29/paolo-la-luna-e-con-te/" target="_blank">inseguire un proprio sogno</a>, dell’importanza di <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2011/10/19/lafrica-bella-di-simone-mura/" target="_blank">riappropriarsi della propria esistenza</a>. La storia di <strong><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank">Matteo Majer</a></strong> rientra a pieno titolo in questo percorso di ricerca personale.</p>
<p>Matteo, si laurea in psicologia del lavoro in quegli anni dove lo studio abbinato ad esperienze in azienda dava come risultato, un successo professionale assicurato. E così in parte è stato. Il “Dottor” Majer fa le sue prime esperienze come consulente nell’ambito risorse umane, finché come prassi vuole, si confronta dall’interno di un’impresa. A dire il vero più di una ed attraverso questa esperienza come responsabile del personale vive dal di dentro il significato del suo ruolo. Aziende diverse, dinamiche differenti, un’unica costante, Matteo Majer si schiera sempre dalla parte degli onesti, i quali non sempre poi trovavano vita facile in un ambiente relazionale aziendale poco armonico.</p>
<p>Matteo, sempre stimolato dal cambiamento e orientato all’innovazione, decide che è giunta l’ora di continuare con questo lavoro che lo appassiona, ma allo stesso tempo di rallentare i ritmi, per porsi delle domande e soprattutto trovare delle risposte ai motivi del suo passaggio terreno. È così che inizia un percorso professionale e personale che gli permette di raggiungere quel giusto equilibrio tra impegni lavorativi e tempo che dedica a sé. Fa il temporary manager, scegliendo di essere presente in azienda due, tre giorni a settimana. Si dedica alla libera professione, sempre nell’ambito risorse umane, affinando tecniche formative, di valutazione del personale e di ricerca intervento sull’analisi e la gestione dello stress.</p>
<p>E la montagna in tutto ciò? È luogo e simbolo della sua rinascita. Luogo perché ci trascorre quasi cinque mesi all’anno, anche se non in maniera continuativa. Simbolo, perché è la perfetta metafora del suo pensiero esistenziale.</p>
<p><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_2304-e1395132963825.jpg" alt="" title="Io sono montagna - Matteo Majer" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3410" /></a></p>
<p>La montagna è preparazione. È allenamento. Ogni giorno devi fare qualcosa che ti permetta di avvicinarti alla realizzazione del tuo sogno. La soddisfazione di una personalità matura deve essere data dall’individuazione di un progetto e dal suo portarlo a compimento. Ragionare per obiettivi. Fare un percorso, dove il sacrificio ne è parte integrante.</p>
<p>La montagna è conoscenza. Conoscenza dell’ambiente nel quale ci si trova, del territorio circostante, in modo tale da poter valutare in maniera puntuale ed efficace gli obiettivi che si vogliono raggiungere.</p>
<p>La montagna è azione. Un’azione finalizzata ad un apprendimento. Un’azione dove si è concentrati su ciò che si fa e allo stesso tempo c’è gioia, divertimento nell’intraprenderla. Un’azione che prevede il sapersi arrangiare, ma anche confrontarsi e condividere con gli altri. Un’azione vista sempre in un’ottica di risultati raggiunti, anche quando si avverte di non essere arrivati alla meta prefissata.</p>
<p><div id="attachment_3413" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_3379-e1395133252320.jpg" alt="" title="Io sono Montagna - Matteo Majer" width="225" height="399" class="size-full wp-image-3413" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo Majer</p></div>Infine la montagna è essenzialità. Alcune cose sono indispensabili, altre è giusto non averle perché sono solo d’ingombro. Tornare ad un contatto con la natura, allontanandosi dai luoghi comuni. Come dice proprio Matteo “lontano dall’estetica per essere più vicini all’etica”, nella ricerca di una sobrietà che ci distacchi dalla macchina compulsiva dei consumi.</p>
<p>È questa la direzione che Matteo ha intrapreso. Una direzione che lo sta portando sempre più vicino alla sua autorealizzazione. Una direzione che Matteo mette a disposizione anche agli altri attraverso il suo lavoro. Un lavoro caratterizzato dalla passione e che vuole essere da supporto a tutti coloro che vogliono progettare il proprio futuro, partendo dal presente. Un cambiamento quello di Matteo che si basa prima di tutto sulla consapevolezza, per poi aiutare nell’individuazione dei personali obiettivi, prima di passare ai piani d’azione.</p>
<p>È una scelta quella fatta da Matteo. Sperimentare e provare su sé stesso per poi essere utile ad altri nella fase di presa delle decisioni. O forse è solo un sogno quello di Matteo. Un sogno tangibile, realizzatosi, una volta che è diventato progetto di vita.</p>
<p>Intanto rimette nel cassetto quella sua foto da bambino. Guarda fuori dalla sua baita arroccata tra le dolomiti bellunesi e poi, sorride. Sta per iniziare un nuovo giorno per Matteo Majer. Una nuova vita.<br />
<a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_2856-e1395133383418.jpg" alt="" title="Io sono montagna - Matteo Majer" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3417" /></a></p>
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