<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il mecenate d&#039;anime &#187; Interviste</title>
	<atom:link href="http://www.ilmecenatedanime.it/categoria/inter-viste/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmecenatedanime.it</link>
	<description>Storytelling by Andrea Bettini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Oct 2014 10:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Il futuro non sono in grado di prevederlo. So solo che voglio farlo&#8221; Cesare Cacitti</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 10:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Cacitti]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Dueville]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Zocche]]></category>
		<category><![CDATA[maker]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Gaetano Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[stampante 3D]]></category>
		<category><![CDATA[startupper]]></category>
		<category><![CDATA[studente]]></category>
		<category><![CDATA[TedxLecce]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3504</guid>
		<description><![CDATA[Un giorno è sul palco del TedxLecce a parlare di futuro. Il giorno prima è su i banchi di scuola. Il giorno dopo, a capire come dare concretezza e sostanza ai suoi sogni.

Cesare Cacitti, quindici anni, ha diverse passioni. Gli piace la musica. Suona il pianoforte e ha scoperto pure il clarinetto. Gli piace lo sport. Due volte alla settimana la piscina diventa la sua palestra. Gli piace stare all’aria aperta, per questo è facile incontrarlo in sella alla sua bicicletta per le strade di Dueville, il paese dove vive a pochi chilometri da Vicenza. Ma Cesare ha anche altre passioni e queste si chiamano: informatica, elettronica e stampa 3D. Per capire da dove arrivino queste ultime passioni occorre andare indietro di qualche anno.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_con_la-sua_prima_stampante_3D-copy-e1414578020575.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti con la sua prima stampante 3D" width="450" height="299" class="aligncenter size-full wp-image-3509" /></a></p>
<p>Un giorno è sul palco del <a href="http://www.tedxlecce.it/" target="_blank">TedxLecce</a> a parlare di futuro. Il giorno prima è su i banchi di scuola. Il giorno dopo, a capire come dare concretezza e sostanza ai suoi sogni.</p>
<p><strong><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank">Cesare Cacitti</a></strong>, quindici anni, ha diverse passioni. Gli piace la musica. Suona il pianoforte e ha scoperto pure il clarinetto. Gli piace lo sport. Due volte alla settimana la piscina diventa la sua palestra. Gli piace stare all’aria aperta, per questo è facile incontrarlo in sella alla sua bicicletta per le strade di Dueville, il paese dove vive a pochi chilometri da Vicenza. Ma Cesare ha anche altre passioni e queste si chiamano: informatica, elettronica e stampa 3D. Per capire da dove arrivino queste ultime passioni occorre andare indietro di qualche anno.</p>
<p>È il 2005 e durante la festa per il suo settimo compleanno tra palloni, giochi e t-shirt, riceve pure un piccolo kit di elettronica. Per Cesare è un’immediata attrazione. Durante i festeggiamenti si apparta ed inizia subito ad appassionarsi a quello che apparentemente doveva essere un gioco in scatola, come tanti altri. Inizia a sperimentare. Soddisfa le sue curiosità studiando. Stimola il suo pensiero ragionando.  Ma soprattutto fa. Costruisce, mette in pratica le cose che ha appreso. Questa sua modalità sintetizzabile in curiosità/studio/sperimentazione continuerà ad accompagnarlo anche in seguito. Tant’è che qualche anno dopo ad attirare la sua curiosità sono altri due elementi: la tecnologia open-source e i primi articoli che parlano delle stampa in 3D.</p>
<p>Cesare capisce che per approfondire questi temi ha bisogno di prendere maggiore dimestichezza con l’inglese. Vai su YouTube e segue i tutorial per apprendere al meglio questa lingua. Fatto questo arriva il momento del grande confronto. La nuova sfida si chiama <a href="http://www.arduino.cc/" target="_blank">Arduino</a>. Si fa spedire a casa  una scheda elettronica, dopodiché inizia a “giocare” come piace fare a lui con la progettazione di circuiti elettrici. Si costruisce il suo primo cubo led e poi un tavolo da lavoro, un mini CNC attraverso il quale si costruisce i pezzi per costruire la sua prima stampante 3D. È agosto del 2013. È l’inizio di un nuovo sogno.</p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_stampante_nuova-300x224.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti stampante 3D nuova" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-3512" /></a></p>
<p>Di questo ne parla anche in un tema a scuola, dove scrive delle sue stampanti 3D e di cosa vuole fare, la maestra gli sottolinea che questo potrà accadere solo nei suoi sogni, inconsapevole però che per Cesare i sogni sono sinonimo di progetti concreti da realizzare. Inizia a stampare porta penne, robottini, braccialetti e cover per telefonini personalizzate per gli amici. Un giorno stampa anche un piccolo pezzo di ricambio per la tenda elettrica della nonna che si era rotta. Ma soprattutto con quella prima stampante ora ne sta stampando un’altra. Perché è questo quello che vuole fare Cesare Cacitti: costruire e vendere stampanti 3D low cost in tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://cesarecacitti.wordpress.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/Cesare_Cacitti_TedxLecce-214x300.jpg" alt="" title="Cesare Cacitti sul palco del TedxLecce" width="214" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3514" /></a>Questo suo progetto oggi ha vinto un percorso di incubazione messo in palio dal <a href="http://www.premiogaetanomarzotto.it/" target="_blank">Premio Gaetano Marzotto</a>. Mettere a disposizione di ogni famiglia una stampante 3D a basso prezzo è qualcosa di più che una semplice idea. Cesare Cacitti è probabilmente il più giovane startupper italiano. Cesare Cacitti è probabilmente pure anche il più giovane maker italiano. Ma soprattutto Cesare Cacitti è un ragazzo di quindici anni che ha le idee molto chiare.</p>
<p>La madre di Cesare, Lidia Zocche, mi dice: “<em>Con lui in casa ho il futuro che diventa presente</em>”. Sarà per questo che quando chiedo a Cesare cosa vuole fare da grande mi risponde: “<em>Il futuro non sono in grado di prevederlo. So solo che voglio farlo</em>”.</p>
<p>Intanto è un altro pomeriggio di un autunno soleggiato nella provincia di Vicenza. Cesare prende la sua bicicletta e va a farsi un bel giro. Farà tappa anche in un’azienda di filamenti per stampa 3D, ma questo fa parte del suo quotidiano lavoro di costruzione del proprio futuro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/10/29/il-futuro-non-sono-in-grado-di-prevederlo-so-solo-che-voglio-farlo-cesare-cacitti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/10/il_mecenate_danime_cesare_caciti.mp3" length="4533504" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Correre per star bene &#8211; Fulvio Massini</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 May 2014 09:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[andiamo a correre]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Massini]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[podismo]]></category>
		<category><![CDATA[preparatore]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3488</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Alcuni lo guardavano con curiosità. Altri si lasciavano andare a qualche sbeffeggio. Qualcuno gli suonava il clacson. E c’era chi lo osservava con attenzione nell’attesa di un semaforo verde. Tutto ciò non lo scalfiva. Lui continuava. Ascoltando il suo respiro. Guardando davanti a sé. Lasciando rullare quei piedi sull’asfalto fiorentino. Il senso di libertà era totale. Lo era allora. Lo è adesso.</p>
<p><a href="www.fulviomassini.com" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/fulvio-stramilano-1-200x300.jpg" alt="" title="Fulvio Massini - Correre per star bene" width="200" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3493" /></a>Era la metà degli anni ’70 quando <strong><a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">Fulvio Massini</a></strong> iniziava a correre. E da allora non ha più smesso. Dice di essere stato un atleta scarso. Sarà. Comunque sia, il suo contributo per questa disciplina sportiva è stato ed è tutt’oggi importante. Un contributo concreto che ha trovato modalità differenti di espressione. La scrittura. L’insegnamento. La passione. Aspetti diversi di una professione che lo ha portato a diventare uno dei consulenti per l’allenamento più ricercati, con un suo approccio allo sport, che lo rende unico. “Insegnare a correre è la mia professione, aiutarti a “star bene” è il mio obiettivo”, con questa frase accoglie i visitatori del suo <a href="http://www.fulviomassini.com/" target="_blank">sito Internet</a>. Non è una frase a caso, ma la sintesi del suo essere.</p>
<p><a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini_Andiamo_a_Correre-201x300.png" alt="" title="Fulvio Massini - Andiamo a Correre" width="201" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3497" /></a>Fulvio Massini ha iniziato a scrivere di corsa, quando la corsa non era ancora un fenomeno sociale come oggi. “<a href="http://www.rizzoli.eu/libri/andiamo-a-correre/" target="_blank">Andiamo a correre</a>” (edito Rizzoli) è solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei libri che lui ha dedicato alla corsa. Tecniche, allenamento, preparazione, alimentazione, ma soprattutto amore e rispetto per il proprio corpo. “<em>Nei miei libri cerco di trasmettere ciò che la corsa ha dato a me</em>” mi dice con tono gioioso. Ed è forse proprio questa gioia che Fulvio vuole diffondere. Una gioia frutto di una ricerca di uno stato di benessere fisico e psicologico, oltre che un’acquisizione di fiducia nelle proprie possibilità.</p>
<p>Il desiderio di trasferire i suoi valori legati alla corsa ad altre persone, portano Fulvio a diplomarsi all’ISEF e ad iniziare un suo percorso d’insegnamento. In diverse scuole medie di Firenze. Alla cattedra dell’Università di Firenze nel corso di laurea in Scienze Motorie della Facoltà di Medicina. Situazioni differenti. Difficoltà differenti. Da un lato la presa di coscienza che purtroppo l’attività fisica non è materia fondamentale nelle scuole. Dall’altro il tentativo di far capire che molte malattie possono essere prevenuto con lo sport, invece che curate poi con le medicine. Aspetti differenti di una visione culturale limitata, dove l’attività fisica viene relegata al tempo libero e non parte integrante della quotidianità di un individuo alla ricerca di uno stato di benessere.</p>
<p>Ma forse il pregio maggiore di Fulvio Massini è quello di essere sé stesso. La sua passione per ciò che fa emerge nelle persone che entrano in contatto con lui. È per questo che non impone rigide regole sportive, ma suggerisce buone abitudini comportamentali. Correre in modo rilassato. L’ascolto del proprio corpo. L’attenzione alla sonorità del proprio respiro. Sono solo alcune delle basi dalle quali partire per iniziare un percorso legato alla corsa, mirato a stare meglio. La poesia di gesti che ripetuti nel tempo portano ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità del proprio essere in un’ottica di benessere continuo. Non esistono limiti anagrafici o fisici. Ma solo la volontà del singolo di iniziare un percorso graduale di miglioramento del proprio stile di vita.</p>
<p>Fulvio mi racconta di tutto ciò con la stessa passione ed entusiasmo di quando si accorse a sedici anni di avere il “morbo della corsa”. È straordinario sentirlo parlare dei prossimi camp che sta organizzando. Altrettanto straordinario è la lucida visione che ha della sua professione “correre per star bene”. Continua a ripeterlo questo che non è solo un motto, ma fatti che si concretizzano con la sua modalità di lavoro. Sarà anche per questo che le sue parole non appaiono mai scontate, anche quando mi racconta di aneddoti legati alle sue esperienze lavorative. “<em>Vedere una persona raggiungere obiettivi che a lei sembravano impossibili è ogni volta una grande conquista</em>”, mi dice. Ritorna quella sua forma altruistica nel divulgare insegnamenti appresi con l’esperienza.</p>
<p>“<em>Cercare di dare agli altri, ciò che io ho ricevuto con la corsa… è giusto che sia così</em>”. Ci lasciamo con queste sue parole. È il perfetto finale di un incontro che vuole essere l’inizio di una nuova scoperta. Una scoperta che ha alla base lo sport e come fine ultimo il benessere. Fulvio ora va a fare la sua corsa quotidiana. Ci vado pure io. Lontani nello spazio, vicini nel pensiero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/28/correre-per-star-bene-fulvio-massini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Fulvio_Massini.mp3" length="6013824" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Ho interpretato il sogno di mio padre &#8211; Claudio Costa</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/09/ho-interpretato-il-sogno-di-mio-padre-claudio-costa/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/09/ho-interpretato-il-sogno-di-mio-padre-claudio-costa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 07:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Circuito di Imola]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Marcello Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Clinica Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[dottor Costa]]></category>
		<category><![CDATA[MARCO SIMONCELLI]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[motociclismo]]></category>
		<category><![CDATA[MOTOGP]]></category>
		<category><![CDATA[motomondiale]]></category>
		<category><![CDATA[piloti]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3472</guid>
		<description><![CDATA[“Salvare una vita umana diventa un atto d’amore sconfinato con il mondo”. Le parole sono quelle di un medico. Le emozioni sono quelle di un dottore. All’anagrafe Claudio Marcello Costa. Per gli amici e per tutti gli appassionati di motomondiale è il “dottor Costa”. Nel 1976 ha fondato la clinica mobile. Nella vita ha interpretato un sogno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/claudiocosta.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/claudiocosta.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>“<em>Salvare una vita umana diventa un atto d’amore sconfinato con il mondo</em>”. Le parole sono quelle di un medico. Le emozioni sono quelle di un dottore. All’anagrafe <strong>Claudio Marcello Costa</strong>. Per gli amici e per tutti gli appassionati di motomondiale è il “<strong>dottor Costa</strong>”. Nel 1976 ha fondato la clinica mobile. Nella vita ha interpretato un sogno.<br />
<div id="attachment_3479" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/Dottor_Claudio_Costa.jpg" alt="" title="Claudio Marcello Costa - Il dottor Costa" width="410" height="220" class="size-full wp-image-3479" /><p class="wp-caption-text">Claudio Marcello Costa, il dottor Costa, fondatore della Clinica Mobile </p></div></p>
<p>Non è facile fargli delle domande. Non perché sia ritroso nel rispondere, ma perché è un piacere, stare in silenzio ed ascoltarlo in un suo libero esternare di pensieri. L’intera telefonata è un susseguirsi di ricordi, sensazioni e vibrazioni di sentimenti. Un discorso pacato in continuo equilibrio tra la bellezza di una straordinaria vita vissuta e la profondità di alcune cicatrici ben impresse nell’anima da dolorosi episodi.</p>
<p>La figura del padre è ricorrente. Non potrebbe essere diversamente. Figlio di Francesco “Checco” Costa, che ha fatto la storia del motociclismo agonistico moderno, organizzando alcune delle gare più importanti a livello internazionale ed ideatore del Circuito di Imola, Claudio ne è l’interprete di un sogno inteso come progetto di esistenza terrena. Papà Checco, laureato in agraria, ma con la passione per i motori ben conosceva i rischi di correre su delle potenti due ruote. È così che il giovane Claudio si ritrova con due divieti. Il primo è quello di fumare. Il secondo, di andare in moto. Però gli indica una missione. Occuparsi del “salvataggio” dei piloti che corrono in pista. Claudio fa sua questa indicazione e la interpreta nel migliore dei modi. Si laurea in medicina con tre specializzazioni, Clinica ortopedica e traumatologica, Fisio-chinesiterapia ortopedica e Medicina dello Sport. Proprio al Circuito di Imola inizia a prestare i propri soccorsi come medico di pista. Mette a disposizione tutta la sua professionalità al servizio dei piloti. Competenze mediche che nel suo caso non posso scindere da quelle umane. Con la sua profondità d’animo riesce a curare sia le ferite fisiche, ma non solo.</p>
<p>Geoff Duke, Franco Uncini, Graziano Rossi, il papà di Valentino, sono solo alcuni dei piloti che sono stati da lui soccorsi. Ma ben presto Claudio Costa, il dottor Costa diventerà un riferimento per generazioni diverse di piloti del motomondiale. Mentre parla, traspare nelle sue parole una piacevole serenità. Quel gesto di far risorgere un pilota è pregno di gioia. Mentre cerca di sorvolare su alcuni degli accadimenti tragici che comunque caratterizzano uno sport come questo. Ci riesce. Fino ad un certo punto però. Quando si arriva al un passato recente come la morte di Marco Simoncelli fa una pausa. “<em>Ho cercato di darmi una risposta. Abbiamo cercato insieme alla sua famiglia di darci una risposta</em>”. È qui che mi accenna alla sacralità – “<em>Il mondo ha bisogno della sacralità. Una sacralità che va oltre la ragione. Dove  nel ricordo c’è la possibilità, l’illusione di sconfiggere quello che è l’oblio e poter decantare l’eterno</em>”.<br />
<div id="attachment_3481" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.fucinaeditore.it/it/libri/la-vittoria-di-marco" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/la_vittoria_di_Marco-198x300.jpg" alt="" title="La vittoria di Marco - dottor Claudio Costa" width="198" height="300" class="size-medium wp-image-3481" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro - LA VITTORIA DI MARCO e il folle sogno del dinosauro: eroi non estinguetevi - di Claudio Costa (Fucina Editore)</p></div></p>
<p>Questa componente di cercare con il proprio lavoro di aggiungere vita ai piloti, proprio con la clinica mobile ha trovato un importante tassello di immortalità. Un automezzo appositamente pensato e studiato per interventi medici rapidi a piloti infortunati. Era il primo maggio del 1977 quando questa idea di Claudio Costa ha trovato forma e sostanza, debuttando al GP d’Austria di Salisburgo. Da allora la clinica mobile è sempre stata presente in tutti i circuiti dove si sono tenute gare di motomondiale. Con lei, proprio il suo artefice il dottor Costa, sempre pronto a dispensare cure ed anche sorrisi.</p>
<p>Da quest’anno però Claudio Costa ha deciso di fare un passo indietro. Ha designato il suo successore. Michele Zasa, trentaquattro anni e pronto a portare avanti un progetto illuminante. Chiedo al dottor Costa cosa stia facendo ora e lui sospirando mi dice: “<em>Alla mia età mi sto guardando dentro… ripercorro ciò che ho fatto… contento di averlo fatto e sperando di averlo fatto al meglio</em>”. D’istinto mi verrebbe di rispondergli “su questo non può avere dubbi”, ma mi trattengo. Glielo dirò la prossima volta. Perché voglio risentirlo. Voglio incontrarlo. Ascoltare le sue parole è stato un piacevole regalo. È proprio vero che è un dottore. Fa stare bene chi lo ascolta.</p>
<p>Arrivederci dottor Costa!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/05/09/ho-interpretato-il-sogno-di-mio-padre-claudio-costa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/05/claudiocosta.mp3" length="5864832" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Arte e design in un&#8217;unica persona &#8211; Elena Tordini</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/04/03/arte-e-design-in-ununica-persona-elena-tordini/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/04/03/arte-e-design-in-ununica-persona-elena-tordini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 07:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Tordini]]></category>
		<category><![CDATA[Florence Design Week]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[Opificio Jm]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[tessile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3426</guid>
		<description><![CDATA[“È stato un viaggio introspettivo… per certi aspetti all’inizio anche doloroso… ma riprendendo in mano quelle matite ho ritrovato tutta quella vitalità derivante dalla consapevolezza di fare qualcosa che sentivo mio…”. Con queste parole Elena Tordini, conclude un dialogo la cui partenza sembrava infrangersi inesorabilmente su un contesto socio-economico completamente trasformatosi negli ultimi anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Ilmecenatedanime_Elena_Tordini.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Ilmecenatedanime_Elena_Tordini.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>“<em>È stato un viaggio introspettivo… per certi aspetti all’inizio anche doloroso… ma riprendendo in mano quelle matite ho ritrovato tutta quella vitalità derivante dalla consapevolezza di fare qualcosa che sentivo mio…</em>”. Con queste parole <strong><a href="https://www.facebook.com/ElenaTordini.artist.designer" target="_blank">Elena Tordini</a></strong>, conclude un dialogo la cui partenza sembrava infrangersi inesorabilmente su un contesto socio-economico completamente trasformatosi negli ultimi anni.</p>
<div id="attachment_3445" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/ElenaTordini.artist.designer" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3445" title="Elena Tordini - Arte e design in un'unica persona" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Elena_Tordini_-e1396446439485.jpg" alt="" width="435" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">Elena Tordini (ph. by Patrizia Minelli)</p></div>
<p>Siamo a Prato e il resoconto di Elena, va ben oltre a qualunque reportage o servizio giornalistico. È chiaro che non riesce a rimanere distaccata dall’analisi di ciò che è accaduto e sta tutt’ora accadendo in quella provincia. Lei è nata lì. Ha lavorato lì. È stata protagonista delle glorie di un distretto artigianale/industriale. È solo spettatrice della sua scomparsa. Analizzare le cause, individuare i responsabili, provare a fare una previsione di ciò che potrà ulteriormente accadere, non è ne semplice e forse nemmeno possibile. Sta di fatto che quella che chiamano qui “invasione cinese” e lo “scippo” dell’indotto tessile pratese, presenta delle criticità che trovano strette correlazioni con la perdita di valori. Valori legati al lavoro. Valori legati all’etica. Valori legati alla persona.</p>
<div id="attachment_3435" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.412594195509991.1073741838.218092518293494&amp;type=3" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3435" title="Details  - Elena Tordini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/D-1-finito-e-ridotto_-e1396446868712.jpg" alt="" width="435" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Opera di Elena Tordini tratta dalla collezione Details</p></div>
<p>In questo scenario la storia di Elena assume un ulteriore significato di riscatto e di volontà di rimettersi in gioco. Lei nipote di un pittore, fin da piccola voleva fare l’artista. Non era il capriccio di una bambina, ma la sua modalità innata di comunicare con gli altri. Però a Prato si lavora, mica si può “perdere tempo” a rincorrere sogni. Un compromesso sembra la scuola per disegnatrice di moda. Estro artistico finalizzato ad un lavoro concreto. Poi comunque permette seppur momentaneamente di uscire dalla propria città. Adempiuti gli studi si inizia subito a lavorare nell’ambito manifatturiero pratese. La strada di Elena sembra essere ben definita, se non fosse che, arriva una maternità e un matrimonio. Elena ha diciottanni e si ritrova subito a dover confrontarsi con responsabilità importanti e progetti sicuramente diversi da quelli programmati.</p>
<blockquote><p>&#8216;<em>Chi cade al suolo si rialza appoggiandosi ad esso</em>&#8216;</p>
<p>(Nichiren Daishonin)</p></blockquote>
<p>In questo periodo Elena però acquisisce nuove competenze. Fa suoi i primi programmi di grafica ed inizia a disegnare loghi, marchi ed altro ancora. Con queste nuove conoscenze, rientra nel mondo tessile applicando le sue capacità grafiche al tessuto. I risultati si vedono e le sue collaborazioni con le imprese locali trovano un buon riscontro. Poi però succede l’imprevisto. Arrivano i primi cinesi. La concorrenza si inasprisce. Tecnici tessili per sopravvivere si propongono come grafici, fino ad arrivare ad oggi, dopo a mala pena il 15% delle imprese pratesi sono sopravvissute.</p>
<div id="attachment_3451" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.336838526418892.1073741826.218092518293494&amp;type=3" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3451" title="Pensieri Nudi a Firenze di Elena Tordini" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Pensieri-Nudi-a-Firenze_-e1396447206808.jpg" alt="" width="435" height="621" /></a><p class="wp-caption-text">Opera di Elena Tordini tratta dalla collezione Pensieri Nudi </p></div>
<p>Elena non demorde cerca nuove strade. Disegno di prodotto. Complementi d’arredo. Adegua la sua creatività. Creatività che trova la sua realizzazione in una linea di oggetti e in un tavolo disegnato che trova il plauso della commissione del Florence Design Week, che invita Elena ad esporre la sua creazione. Ma in un andirivieni di situazioni, accade pure che Elena rimanga coinvolta in un incidente automobilistico, che gli impedisce di lavorare al completamento di quel tavolo che doveva trovare la meritata vetrina durante quell&#8217;appuntamento fiorentino.</p>
<p>Ma è proprio in una situazione come questa, dove ancora una volta, sembra di aver perduto un’importante occasione, che Elena Tordini inizia a fare ciò che non era riuscita a fare prima. Inizia a dipingere a mano. A casa ritrova un vecchio corso di pittura dello zio. Inizia a fare un ritratto. Si sofferma sugli sguardi. Sugli occhi. Riesce a riprodurre l’intensità delle espressioni delle persone. Il bianco e nero che utilizza sembra potenziare tutto ciò. Elena ha la conferma che la pittura insieme al design sono i suoi linguaggi per mettersi in contatto con il mondo. Inizia un nuovo viaggio per Elena. È il dicembre 2013 e nel suggestivo luogo com’è l’Opificio JM di Prato, approdano le prime collezioni pittoriche di Elena: <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.336838526418892.1073741826.218092518293494&amp;type=3" target="_blank">Pensieri Nudi</a> e <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.412594195509991.1073741838.218092518293494&amp;type=3" target="_blank">Details</a>.</p>
<p>Il resto? È presente. Il resto è <a href="https://www.facebook.com/ElenaTordini.artist.designer">Elena Tordini</a>, artista, designer e “spacciatrice di idee”.</p>
<div id="attachment_3453" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/ElenaTordini.artist.designer"><img class="size-full wp-image-3453" title="Elena Tordini - Arte e design in un'unica persona" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Elena-Tordini-e1396447669615.jpg" alt="" width="435" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Elena Tordini (ph. Patrizia Minelli)</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/04/03/arte-e-design-in-ununica-persona-elena-tordini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/04/Ilmecenatedanime_Elena_Tordini.mp3" length="5496192" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Io sono montagna &#8211; Matteo Majer</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/03/18/io-sono-montagna-matteo-majer/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/03/18/io-sono-montagna-matteo-majer/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 09:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[autorealizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Majer]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[piani di azione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3405</guid>
		<description><![CDATA[Mentre guarda una sua foto da bambino è pervaso da due sensazioni. La prima è quella di desiderio di libertà. Desiderio, di essere liberato da tutto ciò che “gli altri” si aspettano da lui. La seconda è quella di compiacimento, dato dallo scorrere di una bucket list, dove le cose che aveva desiderato fare, le ha effettivamente realizzate. Su quella foto c’è un altro elemento. È una montagna. Fa da sfondo alla sua immagine di ragazzino spensierato. Quella montagna, è oggi un elemento caratterizzante il suo approccio alla vita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/Ilmecenatedanime_Matteo_Majer.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/Ilmecenatedanime_Matteo_Majer.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Mentre guarda una sua foto da bambino è pervaso da due sensazioni. La prima è quella di desiderio di libertà. Desiderio, di essere liberato da tutto ciò che “gli altri” si aspettano da lui. La seconda è quella di compiacimento, dato dallo scorrere di una bucket list, dove le cose che aveva desiderato fare, le ha effettivamente realizzate. Su quella foto c’è un altro elemento. È una montagna. Fa da sfondo alla sua immagine di ragazzino spensierato. Quella montagna, è oggi un elemento caratterizzante il suo approccio alla vita.</p>
<p>Spesso Il mecenate d’anime, ha raccontato di <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2009/10/14/simone-perotti-adesso-basta/" target="_blank">cambiamento</a>, del significato d’<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2009/07/29/paolo-la-luna-e-con-te/" target="_blank">inseguire un proprio sogno</a>, dell’importanza di <a href="http://www.ilmecenatedanime.it/2011/10/19/lafrica-bella-di-simone-mura/" target="_blank">riappropriarsi della propria esistenza</a>. La storia di <strong><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank">Matteo Majer</a></strong> rientra a pieno titolo in questo percorso di ricerca personale.</p>
<p>Matteo, si laurea in psicologia del lavoro in quegli anni dove lo studio abbinato ad esperienze in azienda dava come risultato, un successo professionale assicurato. E così in parte è stato. Il “Dottor” Majer fa le sue prime esperienze come consulente nell’ambito risorse umane, finché come prassi vuole, si confronta dall’interno di un’impresa. A dire il vero più di una ed attraverso questa esperienza come responsabile del personale vive dal di dentro il significato del suo ruolo. Aziende diverse, dinamiche differenti, un’unica costante, Matteo Majer si schiera sempre dalla parte degli onesti, i quali non sempre poi trovavano vita facile in un ambiente relazionale aziendale poco armonico.</p>
<p>Matteo, sempre stimolato dal cambiamento e orientato all’innovazione, decide che è giunta l’ora di continuare con questo lavoro che lo appassiona, ma allo stesso tempo di rallentare i ritmi, per porsi delle domande e soprattutto trovare delle risposte ai motivi del suo passaggio terreno. È così che inizia un percorso professionale e personale che gli permette di raggiungere quel giusto equilibrio tra impegni lavorativi e tempo che dedica a sé. Fa il temporary manager, scegliendo di essere presente in azienda due, tre giorni a settimana. Si dedica alla libera professione, sempre nell’ambito risorse umane, affinando tecniche formative, di valutazione del personale e di ricerca intervento sull’analisi e la gestione dello stress.</p>
<p>E la montagna in tutto ciò? È luogo e simbolo della sua rinascita. Luogo perché ci trascorre quasi cinque mesi all’anno, anche se non in maniera continuativa. Simbolo, perché è la perfetta metafora del suo pensiero esistenziale.</p>
<p><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_2304-e1395132963825.jpg" alt="" title="Io sono montagna - Matteo Majer" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3410" /></a></p>
<p>La montagna è preparazione. È allenamento. Ogni giorno devi fare qualcosa che ti permetta di avvicinarti alla realizzazione del tuo sogno. La soddisfazione di una personalità matura deve essere data dall’individuazione di un progetto e dal suo portarlo a compimento. Ragionare per obiettivi. Fare un percorso, dove il sacrificio ne è parte integrante.</p>
<p>La montagna è conoscenza. Conoscenza dell’ambiente nel quale ci si trova, del territorio circostante, in modo tale da poter valutare in maniera puntuale ed efficace gli obiettivi che si vogliono raggiungere.</p>
<p>La montagna è azione. Un’azione finalizzata ad un apprendimento. Un’azione dove si è concentrati su ciò che si fa e allo stesso tempo c’è gioia, divertimento nell’intraprenderla. Un’azione che prevede il sapersi arrangiare, ma anche confrontarsi e condividere con gli altri. Un’azione vista sempre in un’ottica di risultati raggiunti, anche quando si avverte di non essere arrivati alla meta prefissata.</p>
<p><div id="attachment_3413" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_3379-e1395133252320.jpg" alt="" title="Io sono Montagna - Matteo Majer" width="225" height="399" class="size-full wp-image-3413" /></a><p class="wp-caption-text">Matteo Majer</p></div>Infine la montagna è essenzialità. Alcune cose sono indispensabili, altre è giusto non averle perché sono solo d’ingombro. Tornare ad un contatto con la natura, allontanandosi dai luoghi comuni. Come dice proprio Matteo “lontano dall’estetica per essere più vicini all’etica”, nella ricerca di una sobrietà che ci distacchi dalla macchina compulsiva dei consumi.</p>
<p>È questa la direzione che Matteo ha intrapreso. Una direzione che lo sta portando sempre più vicino alla sua autorealizzazione. Una direzione che Matteo mette a disposizione anche agli altri attraverso il suo lavoro. Un lavoro caratterizzato dalla passione e che vuole essere da supporto a tutti coloro che vogliono progettare il proprio futuro, partendo dal presente. Un cambiamento quello di Matteo che si basa prima di tutto sulla consapevolezza, per poi aiutare nell’individuazione dei personali obiettivi, prima di passare ai piani d’azione.</p>
<p>È una scelta quella fatta da Matteo. Sperimentare e provare su sé stesso per poi essere utile ad altri nella fase di presa delle decisioni. O forse è solo un sogno quello di Matteo. Un sogno tangibile, realizzatosi, una volta che è diventato progetto di vita.</p>
<p>Intanto rimette nel cassetto quella sua foto da bambino. Guarda fuori dalla sua baita arroccata tra le dolomiti bellunesi e poi, sorride. Sta per iniziare un nuovo giorno per Matteo Majer. Una nuova vita.<br />
<a href="http://www.matteomajer.it/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/PIC_2856-e1395133383418.jpg" alt="" title="Io sono montagna - Matteo Majer" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3417" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/03/18/io-sono-montagna-matteo-majer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/03/Ilmecenatedanime_Matteo_Majer.mp3" length="6275328" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Non si vive di solo calcio. C&#8217;è anche il football&#8230; quello americano &#8211; Michele De Martin</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 08:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[campionato italiano]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[Denver Broncos]]></category>
		<category><![CDATA[football americano]]></category>
		<category><![CDATA[John Elway]]></category>
		<category><![CDATA[Mastini Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Michele De Martin]]></category>
		<category><![CDATA[NFL]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[quarterback]]></category>
		<category><![CDATA[Redskins]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[talento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3384</guid>
		<description><![CDATA[Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Dalla cucina fuoriescono gli aromi della domenica. Il bollito è già da un paio d’ore sul fuoco. Dal salotto invece provengono delle parole. Il televisore è acceso su uno di quei canali da poco nati. Le chiamano reti commerciali. In quella mattina tutto sembra perfettamente incastrarsi nella ritualità di un giorno di festa. Michele ha poco più di dodici anni e seduto sul divano, ancora con il pigiama addosso, è rapito da ciò che viene trasmesso da quella scatola rettangolare appoggiata sul portatelevisore da poco lucidato. Ad attrarre l’attenzione di Michele quella mattina però non sono cartoni animati. È una trasmissione sportiva. Si tratta di football, di football americano e a commentare quella prima partita trasmessa in Italia del campionato <a href="http://www.nfl.com/" target="_blank">NFL</a> è un certo Dan Peterson.</p>
<p>Per Michele è subito amore. Certo per i bambini è facile appassionarsi ad uno sport. È altrettanto facile e naturale per loro allontanarsene, per ripiegare su un altro. Ma non è così per <strong><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Michele De Martin</a></strong>. Passa poco tempo, l’anno è il 1982 e Michele, assiste dal vivo alla sua prima partita di football americano. La città è la sua Verona e la squadra in azione è proprio quella di casa i <a href="http://www.redskinsverona.it/" target="_blank">Redskins</a> in un incontro valevole per il campionato italiano. Il coinvolgimento per Michele è totale. Un’emozione mai provata. Guarda la perfezione dei lanci che vengono eseguiti. Le corse irrefrenabili verso l’ultima yard. Le collisioni dei corpi dei giocatori durante le mischie.</p>
<div id="attachment_3386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/quarterback-7-mastini-e1393260967204.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="315" class="size-full wp-image-3386" /></a><p class="wp-caption-text">Michele De Martin #7 quarterback per tre stagioni (2006/2008) dei Mastini Verona (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Da quel giorno anche Michele inizia a fare i suoi primi lanci nel campetto vicino a casa. Con lui il fratello e qualche amico. I loro coetanei si soffermano incuriositi, poi proseguono il loro cammino con il tondo pallone verso il campo da calcio, mentre Michele e compagni fanno vibrare nell’area quella palla ovale. È un divertimento totale in grado di attutire anche i dolori dovuti a qualche escoriazione da caduta a terra.</p>
<p>Negli anni successivi Michele continua ad andare a vedere i suoi Redskins. Incontri epici con tanto di finale a San Pellegrino e nell’87 entra a far parte delle giovanili di quella squadra. Allenamento dopo allenamento, Michele affina la tecnica, gestisce le tensioni, aumenta la passione per questa disciplina sportiva. Due anni dopo è in prima squadra. Il suo ruolo è quello del quarterback, non potrebbe essere diversamente. D’altronde Michele ha come idolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Elway" target="_blank">John Elway</a>, uno dei più grandi quarterback della storia del football americano, una vera e propria bandiera dei <a href="http://www.denverbroncos.com/" target="_blank">Denver Broncos</a> e un esempio sportivo per tutta la NFL. Ma non è solo per questo. La scelta di questo ruolo è un po’ la presa di coscienza per l’amore che ha nei confronti di questo sport. Un ruolo delicato, dove l’essere il regista di una squadra, comporta la gestione della strategia d’attacco, dei lanci perfetti, il prendere decisioni in pochi secondi mentre ti si stanno dirigendo contro avversari come fossero automezzi asfaltatori. È una sfida quella di Michele. Con sé stesso in primis, con la gestione della paura. Che lo porta ad essere proclamato miglior quarterback nell’edizione 2002 del campionato italiano di Silver League. Questa componente agonistica sembra essere ben presente nella famiglia De Martin, visto che anche il fratello più giovane di Michele raggiunge nel 1995 e nel 1997 la nazionale italiana, conquistando una medaglia d’argento ed un bronzo negli europei per nazioni.</p>
<div id="attachment_3388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/head-coach-mastini-e1393261485142.jpg" alt="" title="Michele De Martin - Non si vive di solo calcio. C&#039;è anche il football, quello americano - Mastini Verona" width="435" height="404" class="size-full wp-image-3388" /></a><p class="wp-caption-text">L'entrata in campo dei Mastini Verona, capitanati dell'head coach Michele De Martin (ph. by Federico Tumicelli)</p></div>
<p>Intanto gli anni passano, Michele si rende conto che è giunto il momento di aggiungere un nuovo tassello nella sua passione verso il football americano. Lo fa nella maniera più originale, naturalmente più difficile e forse più pazza. Dal campo Michele vuole passare alla panchina. Da giocatore vuole essere allenatore. L’idea si concretizza un giorno di ritorno con il fratello e un amico da una partita di Coppa Campioni a Bergamo. “<em>Perché non costituiamo una nostra squadra?</em>”. L’interrogativo trova subito risposta. Si chiama <a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank">Mastini Verona</a>, in onore a Cangrande della Scala e alla dinastia scaligera, ed è la nuova squadra della città veronese, che combatterà nel campionato di A2. Capo allenatore proprio il buon Michele De Martin e presidente, suo fratello.</p>
<div id="attachment_3390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Mastini-A2-2013-e1393261679948.jpg" alt="" title="Mastini Verona stagione 2013" width="435" height="243" class="size-full wp-image-3390" /></a><p class="wp-caption-text">La squadra dei Mastini Verona nella scorsa stagione 2013 del campionato di A2 che dopo aver vinto otto partite consecutive hanno raggiunto i play-off per la prima volta nella loro storia e sono stati sconfitti dai futuri campioni d’Italia dei Grizzlies Roma ai quarti di finale</p></div>
<p>È l’inizio di una nuova avventura. Se giocare le emozioni erano uniche, trasmettere ciò che si sa non è da meno. Impegno, determinazione e tanta voglia di sognare, sono questi gli elementi che hanno caratterizzato Michele prima come giocatore ed ora come allenatore. Il football americano è l’espressione di cosa vuol dire avere una passione per Michele, ma allo stesso tempo è la chiave di lettura metaforica di come affronta la vita.</p>
<p>I Mastini Verona rappresentano l’espressione di chi ama il football americano qui da noi in Italia e allo stesso tempo è uno straordinario luogo di scambio di culture. Già proprio così visto che più che mai i Mastini sono una squadra multi-etnica, dove sono presenti moldavi, brasiliani, nord-africani e albanesi, oltre che un gruppo ben assortito d’italiani. Tutto ciò aspettando gli americani, che possono essere presenti solo nel campionato di serie A1. Ma non ci sono dubbi che arriveranno anche loro.</p>
<p>Michele De Martin ha ancora due sogni. Uno di questi è di portare i suoi Mastini nella massima serie. Il prossimo 2 marzo inizia un nuovo campionato e potrebbe essere la giusta annata. L’altro invece si chiama Mile High Stadium a Denver, per poter vivere da vicino le emozioni della sua squadra del cuore, quella di quel John Elway, in campo negli anni ’90 con la sua maglia numero 7 (numero indossato naturalmente anche da Michele) ancor oggi in giacca e cravatta bandiera dei suoi Broncos.</p>
<p>Vai Michele vai, lancia ancora una volta quella palla alla perfezione come solo tu sai fare.</p>
<div id="attachment_3395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.mastiniverona.net/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/700_6738-e1393334757180.jpg" alt="" title="Mastini Verona" width="435" height="289" class="size-full wp-image-3395" /></a><p class="wp-caption-text">I Mastini Verona visti dall'obiettivo del fotografo Alfredo Montresor</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/26/non-si-vive-di-solo-calcio-ce-anche-il-football-quello-americano-michele-de-martin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/Il_mecenate_d_anime_Michele_De_Martin.mp3" length="6640128" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Luca Bressan: l&#8217;italiano che venderà le tavole da surf agli americani</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/13/luca-bressan-litaliano-che-vendera-le-tavole-da-surf-agli-americani/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/13/luca-bressan-litaliano-che-vendera-le-tavole-da-surf-agli-americani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artigianalità]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
		<category><![CDATA[designer]]></category>
		<category><![CDATA[Fuerteventura]]></category>
		<category><![CDATA[jack johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Bressan]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Mucig]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[naturale]]></category>
		<category><![CDATA[onde]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[progettualità]]></category>
		<category><![CDATA[snowboard]]></category>
		<category><![CDATA[solo surfboards]]></category>
		<category><![CDATA[surf]]></category>
		<category><![CDATA[talento]]></category>
		<category><![CDATA[tavole]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[valdobbiadene]]></category>
		<category><![CDATA[vento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3369</guid>
		<description><![CDATA[Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “I Got You”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/lucabressan.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/lucabressan.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Mentre ripenso alla nostra chiacchierata, me lo immagino lì, dritto in piedi, con lo sguardo verso il mare e il vento che gli aggiusta alla sua maniera i capelli. Chiudendo gli occhi riesco ad associare anche una musica a questa visione. È un fischio. È Jack Johnson con “<em>I Got You</em>”. Non potrebbe essere diversamente, di affinità con lui ce ne sono. Più ripercorro quanto mi ha detto, più mi pervade uno stato di naturale serenità. Sarà merito delle sue parole. Sarà merito della sua storia. Sarà merito del suo essere padre da qualche mese, stato di beatitudine in grado di rimettere al centro la straordinarietà della vita. Comunque sia, <strong><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank">Luca Bressan</a></strong>, ha qualcosa di magico da condividere.</p>
<div id="attachment_3372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/furgone-e1392280955882.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3372" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Siamo a Fuerteventura. È lì che Luca, insieme alla compagna e al loro piccolo da poco arrivato, stanno vivendo. Ma la storia di Luca inizia molto prima e addirittura in luoghi che poco hanno a che vedere con il mare. Il contesto è quello alpino, e sulla fresca neve, Luca scivola con la sua tavola da snowboard insieme agli amici. Si diverte. Si entusiasma. Ma nell’animo di Luca c’è anche una parte più razionale, forse meglio dire progettuale. Infatti lui è un designer. È un designer di progetti industriali articolati. Perché non abbinare queste sue competenze alla sua passione per lo snow? Detto fatto. Realizza una prima tavola per sé, poi per qualche amico ed ancora per qualche amico di un suo amico. C’è una particolarità però nelle tavole che Luca realizza. Lui che soffre d’asma capisce subito che ciò che costruisce deve essere il più naturale possibile. Niente resine che inquinino. Niente poliuretano che emani polveri di vetro.</p>
<div id="attachment_3375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/surfboards_generiche_01-e1392281144117.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="205" class="size-full wp-image-3375" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (Ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>È un successo. È a questo punto che Luca decide di provarci anche con il mare. Inizia la sua sfida con le onde e il vento. Parte da Jesolo e da lì fa un po’ il giro del mondo. Portogallo, Spagna, Francia, Brasile e Maldive. Fisicamente il mare è più impegnativo dell’altitudine delle montagne. Ma la vera sfida di Luca è un’altra. È quella di realizzare una tavola da surf tutta al naturale. Luca mette insieme la tecnologia e la precisione delle macchine a controllo numerico con l’artigianalità del lavorare il legno. Individua un metodo unico, dove il legno è la materia prima e dove non c’è spazio per le fibre di vetro. Affina la tecnica che aveva utilizzato per le tavole da snow. Inizia a farle provare a diversi surfisti. Le risposte sono entusiasmanti. Le sue tavole non si deformano con l’acqua. Raggiungono elevati livelli di stabilità. Allo stesso tempo con il passare del tempo “prendono carattere”. È come se acquisissero una propria personalità, data dal suo utilizzatore e dai dialoghi scambiati con il mare.</p>
<div id="attachment_3376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/solo_slider_03-e1392281245917.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3376" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
<p>Sport, design e natura. In queste parole si racchiude ciò che Luca Bressan sta portando avanti. C’è la passione per discipline sportive impegnative e dove non si smette mai d’imparare. C’è una progettazione applicata a qualcosa che sente suo. C’è soprattutto un’etica ed un rispetto per ciò che di maggior valore abbiamo: la salute, quella nostra e quella dell’ambiente che ci circonda. Cose mai scontate. Anzi aspetti che vanno ripetutamente sottolineati.</p>
<p>I risultati ottenuti da Luca sono il frutto di un percorso lungo e tortuoso, dove nulla è lasciato al caso. Ci sono delle scelte ben precise. Ci sono dei rischi d’affrontare. Il parallelismo tra ciò che fa e proprio il surf, è notevole. Le onde sono il suo entusiasmo. Il vento il suo talento. Concentrazione per ciò che si fa e allo stesso tempo gioia per ciò che si riesce ad ottenere. Forse per tutto questo e per quello che è Luca, nella sua interezza, il suo sogno può diventare realtà. Nato a Milano, approdato a Roma e vissuto in quella Valdobbiadene, terra del Prosecco che sta facendo innamorare gli stranieri, Luca è pronto per un nuovo capitolo della sua storia. La prossima tappa potrebbe essere proprio la California e una volta oltrepassato l’oceano le sue tavole da surf avrebbero un nuovo mercato. Insomma, Luca ha tutte le carte in regola. Potrebbe essere proprio lui l’italiano che vende le tavole da surf agli americani, magari partendo da Jack Johnson, perché no?</p>
<div id="attachment_3379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.solosurfboards.com/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/luca-e1392281555659.jpg" alt="" title="Luca Bressan - Solo Surfboards " width="435" height="205" class="size-full wp-image-3379" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Bressan - Solo Surfboards (ph. by Marco Mucig)</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2014/02/13/luca-bressan-litaliano-che-vendera-le-tavole-da-surf-agli-americani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2014/02/lucabressan.mp3" length="5309568" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Pizza, amore e fantasia &#8211; Maurizio Toffoli</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/12/pizza-amore-e-fantasia-maurizio-toffoli/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/12/pizza-amore-e-fantasia-maurizio-toffoli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bedini]]></category>
		<category><![CDATA[Calalzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Zaghini]]></category>
		<category><![CDATA[entusiasmo]]></category>
		<category><![CDATA[marina]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Toffoli]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[università della pizza]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3254</guid>
		<description><![CDATA[La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>La schiena inarcata, le braccia si allungano, le mani stringono forte la pala e lo sguardo è fisso e concentrato. Poi torna a svettare il suo longilineo fisico verso l’alto. L’espressione è compiaciuta e pure un sorriso gli s’intravede in quella sua faccia da bravo ragazzo. Infine ritorna a piegarsi verso il calore di quel forno. Un calore alimentato anche dalla sua passione. Movimenti questi che si ripetono in modo perpetuo, visto che sono le sette di sera e le richieste da evadere sono già numerose.</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/puntopizza.damaury" target="_blank">Maurizio Toffoli</a></strong> non è stanco però. Nemmeno le ore precedenti trascorse a preparare l’impasto lo hanno affaticato. Semmai lo hanno ulteriormente galvanizzato. Le sue mani hanno creato. Gli ingredienti erano tutti ben bilanciati, fino a trovare la loro massima espressione con quel componente che non è segreto, ma assai raro e personale che va sotto il nome di amore. Amore per quello che Maurizio sta facendo. Amore per ciò che vuole trasferire. “<em>A chi mangia la mia pizza dovrebbero sparire tutti i pensieri e lo stress di un’intera giornata</em>”, mi dice puntando gli occhi al cielo.  Una pozione magica? Forse più semplicemente la convinzione che facendo bene e con amore il proprio lavoro si possa trasferire delle positive vibrazioni.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/27790_1384712231950_3204465_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3262" />Questo atteggiamento fa parte del modo di vivere di Maurizio. “<em>Ogni lavoro ha dignità</em>” e mentre mi dice ciò con la memoria mi riporta ai suoni inizi. Lui giovane lavapiatti in una pizzeria, che una sera gli si presenta una grande occasione. Fino ad allora aveva solo ammirato le gesta di quei pizzaioli. Ma proprio quella sera, di oramai tanti anni fa, il pizzaiolo gli si avvicina proponendogli di imparare quella professione, visto che il suo aiutante se ne era andato. Maurizio accetta. Per i primi sei mesi praticamente solo guarda. Inforna e sforna. Apprende le basi della cottura. Poi arriva l’impasto e la lievitazione. Maurizio capisce ben presto che quello che sta facendo non è solo un semplice lavoro. Fa sua la tecnica. Mette passione in ciò che fa. È l’inizio. Un inizio che però deve momentaneamente interrompersi o per meglio dire vivere d’altre esperienze. Giunge l’ora del servizio militare ed a Maurizio balena un’altra idea. Lui che è uomo di montagna, di quel immaginifico Cadore, ha pure un’innata attrazione per il mare. Sogna la divisa bianca da marinaio. Forse perché gli ricorda quella del pizzaiolo. Forse no. Comunque sia chiede di essere imbarcato e la sua richiesta trova conferma.</p>
<p>Fa un anno e mezzo a La Spezia. È felice di essere lì. Riesce pure a fare un corso da cuoco, allietando i palati dei suoi colleghi. Cucina e pizza in un ambiente da lui cercato contraddistinto dall’acqua. Gli ultimi mesi li trascorre a Venezia, città che più avanti gli tornerà familiare, dove apprende anche l’arte del fare il pane, prima di congedarsi e tornare ai suoi luoghi d’origine. L’esperienza della marina risulta un tassello di completamento del carattere di Maurizio. Ha fatto diverse amicizie e ha avuto modo di soddisfare un suo desiderio com’è quello del mare, per lui ragazzo d’alta quota.</p>
<p>Torna in quel di Calalzo e torna in quella che è la pizzeria che lo ha visto nascere: il Gringo. Dopo un paio di anni però, complice una storia amorosa non andata a buon fine, entra in una crisi motivazionale che gli strappa, momentaneamente, l’entusiasmo in ciò che fa. Molla il lavoro di pizzaiolo e va a lavorare in una fabbrica d’occhiali. Ma proprio quell’amore che lo aveva ferito lo fa rinascere con un nuovo incontro. Una ragazza veneziana che è lì in vacanza con la famiglia lo riporta alla sua naturale propensione: fare ciò che gli piace e farlo con tutta la sua passione. Dopodiché questa musa ispiratrice sarebbe diventata sua moglie.</p>
<p><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/427376_3174163047102_1706354458_n-225x300.jpg" alt="" title="Maurizio Toffoli / Pizza, amore e fantasia" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3264" />Maurizio ritorna con le mani in pasta, prima con il pane e poi con la sua amata pizza. Apporta la propria professionalità in diversi locali, fino ad approdare ad una pizzeria storica in quel lembo di terra che divide l’Adriatico dalla laguna, l’isola del Lido di Venezia. Sembra il coronamento di un lungo percorso cercato e voluto, se non fosse che la vita lo mette di fronte ad una prova impegnativa. È il 2001 e quello che doveva essere un esame di routine riporta un esito imprevisto. È qui che il carattere di Maurizio unito alla sua fede, lo fanno non solo uscire da una situazione difficile, ma addirittura rinascere.  Lui che per sua indole comunque è sempre stato positivo, trova nuove energie e rinnovati entusiasmi. In lui la smania di continuare ad imparare. La voglia di realizzare qualcosa che possa soddisfare lo stomaco , ma anche la mente dei suoi consumatori. Inizia ad approfondire il tema della pizza, fa corsi di aggiornamento, fino ad arrivare all’<a href="http://www.universitadellapizza.com/" target="_blank">Università della Pizza</a>. Per Maurizio si apre un nuovo mondo, fatto di conoscenza di tecniche diverse e d’incontri con straordinarie persone. <a href="http://www.consultapizza.com/" target="_blank">Cristian Zaghini</a> è uno di questi. Un maestro. Un mentore. Maurizio vola. Non solo nel suo pensiero positivo, ma applicando ciò che di nuovo continua ad imparare. Inizia pure a fare delle gare di pizza, seppur titubante all’inizio. Anche qui arrivano risultati, riconoscimenti e nuovi incontri. Lo chef stellato Antonio Bedini, lo fa entrare nell’<a href="http://www.cucinaprofessionale.com/" target="_blank">Associazione Italiana Chef Italiani</a>. Sempre più il percorso di Maurizio assume i connotati di un trionfo. In tutto ciò lui non perde la sua naturale umiltà, quello che fa essere grandi persone e non semplici personaggi.</p>
<p>Ma la strada è ancora lunga. Maurizio ne è consapevole ed entusiasta. E mentre prepara la sua biga con acqua, farina, lievito e tanto del suo amore, mi confida un suo sogno: “<em>… m’immagino una pizzeria tutta mia, dove posso rendere felici le persone che vengono a degustare ciò che faccio</em>”. Maurizio questo non è un sogno è un concreto progetto che non può che trovare realizzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/12/pizza-amore-e-fantasia-maurizio-toffoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Maurizio_Toffoli.mp3" length="6587904" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Lelli e Masotti: una coppia e la narrazione per immagini delle performing arts</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/04/lelli-e-masotti-una-coppia-e-la-narrazione-per-immagini-delle-performing-arts/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/04/lelli-e-masotti-una-coppia-e-la-narrazione-per-immagini-delle-performing-arts/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 09:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gong]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Lelli e Masotti]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Arruga]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Muzak]]></category>
		<category><![CDATA[Performing Arts]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Masotti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Lelli]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli & Società]]></category>
		<category><![CDATA[talento]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro alla Scala]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3234</guid>
		<description><![CDATA[Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessario. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stata la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>Aveva qualcosa di particolare. La luce che filtrava dalle persiane rendeva quasi magico quell’ambiente. Lei lo notò immediatamente. Il respiro un po’ affaticato per raggiungere quel quarto piano, diffidando dell’ascensore, prendeva ritmi più lenti fino ad assumere uno stato di piacevole armonia. L’agente immobiliare continuava la sua minuziosa descrizione, ma non era necessaria. Ormai lei aveva già capito che quell’appartamento di quella strada milanese non lontana dalla Darsena, sarebbe stato la loro abitazione e anche  la loro sala di posa. Non rimaneva che comunicarlo a lui.</p>
<div id="attachment_3237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3237" title="Silvia Lelli e Roberto Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Lelli_e_Masotti.jpg" alt="" width="435" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Silvia Lelli e Roberto Masotti (ph. by Luca d&#39;Agostino)</p></div>
<p>Il lui in questione è <strong>Roberto Masotti</strong>. Colei invece che in quei primi anni ’70 varcò per prima la soglia di quella che poi sarebbe diventata la loro casa e all’epoca luogo di lavoro è <strong>Silvia Lelli</strong>. La storia ora potrebbe continuare citando un unico nome “<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a></strong>”, perché loro, oltre che essere una coppia nella vita privata, sono firma unica (e prestigiosa, ndr) nell’ambito professionale della fotografia delle performing arts. Ma per capire meglio chi sono Silvia e Roberto, occorre tornare di qualche anno addietro.</p>
<p>Lui arriva dall’industrial design. Questo conta, ma fino ad un certo punto. Ciò che forse è scatenante per la sua carriera è un altro elemento. A Roberto piace la musica. È un appassionato di musica contemporanea, di jazz e di un certo tipo di rock. Ma soprattutto è uno che vive la musica. Va ai concerti, ascolta, guarda e inizia a fare qualche foto. Poi prende l’abitudine di accompagnare i concerti con la macchina fotografica. Il gioco è fatto. Roberto capisce che si possono fare due delle sue attività preferite insieme, ascoltare e vedere per poi immortalare il tutto attraverso la fotografia. Inizia a narrare ciò che vede. I musicisti, l’ambiente e soprattutto la relazione tra i due. È il suono organizzato. Questi scatti piacciono, a tal punto che Roberto inizia a collaborare con delle prime testate di musica.</p>
<p>Il percorso iniziale di Silvia invece è legato all’architettura e ad una laurea in urbanistica. Cosa centra con la fotografia? Fondamentale. Silvia presta un’attenzione particolare agli spazi e il suo fotografare tiene sempre conto che nella composizione di una buona immagine deve esserci l’armonia degli spazi. A questo Silvia aggiunge un’altra sensibilità. È data da una passione per il teatro. Partecipa ad una compagnia teatrale universitaria. Fa sue le regole di portamento su un palco. Silvia impara presto a vincere una sfida: fotografare qualcosa che nasce per il movimento come può essere la recitazione o la danza. È affascinata dagli spazi teatrali e questa attrazione rimarrà costante.</p>
<div id="attachment_3239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://vimeo.com/7373255" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3239" title="Note Sparse by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/189.778-Note-Sparse-e1370335916313.jpg" alt="" width="435" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Note Sparse by Lelli e Masotti</p></div>
<p>Silvia e Roberto che sono insieme fin dai tempi del liceo iniziano un percorso straordinario. Un percorso di vita che si mescola ad uno professionale, dove la passione per la fotografia diventa il collante indissolubile di una coppia, che pur mantenendo le singole individualità, si rafforza ed evolve come persone e come professionisti. Sullo sfondo diverse città. Ravenna quella di origine. Firenze per gli studi. Poi Bologna, i primi lavori. Fino a giungere nel ‘74 quella Milano, capitale della musica, della discografia e dell’editoria.</p>
<p>Ci sono in Italia mensili di musica e cultura alternativa come Gong e Muzak che ospitano le foto di Roberto. C’è Spettacoli &amp; Società dove pubblicano entrambi, c’è la prestigiosa rivista Musica Viva diretta da Lorenzo Arruga dove Silvia fa parte della redazione e realizza copertine e servizi. E proprio dall’ambito musicale classico si apre all’improvviso una nuova opportunità: il Teatro alla Scala chiede a Silvia di immortalare tutto ciò che accade al suo interno. L’incarico è gravoso e articolato, eccessivo per uno solo, è quindi <a href="https://www.facebook.com/pages/Lelli-e-Masotti-Milano/119975098018719" target="_blank">Lelli e Masotti</a> ad assumere quell’incarico con il loro talento e la loro passione. È l’anno 1979 e per diciassette anni diventano testimoni attraverso i loro scatti di un incommensurabile capitale a livello artistico. Prove, rappresentazioni, prime e repliche. Un lavoro enorme in termini numerici. Cinquecento mila negativi in bianco e nero. Altri trecento mila a colori, con la dovuta approssimazione. Un archivio da custodire gelosamente da parte del teatro, ma allo stesso tempo un momento di condivisione di straordinaria bellezza. Loro stessi lo hanno voluto, non poteva essere altrimenti. In ogni singolo scatto escono le gesta, le emozioni, gli ambienti che Silvia e Roberto hanno saputo cogliere creativamente.</p>
<div id="attachment_3247" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vMCaP3xytjQ" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3247" title="La vertigine del teatro by Lelli e Masotti" src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/TeatroallaScalaMilano1991cm.50x601-e1370336840535.jpg" alt="" width="435" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Muti, immagine tratta da La vertigine del teatro by Lelli e Masotti</p></div>
<p>“<em>C’è una cosa che aiuta molto insieme al talento, si chiama intuito che unito al sapere cosa stai descrivendo e alla scelta di cosa fotografare può fare la differenza</em>”, mi dice Roberto guardando Silvia che conferma. Sarà, comunque c’è anche una particolare alchimia che è proprio frutto di questa complicità tra loro. Perché anche se lavorano in maniera disgiunta, c’è un trasferimento di energia da uno all’altro che porta all’ottimizzazione di uno scatto. In teatro il lavoro di squadra è fondamentale.</p>
<p>Sono passati quasi quarant’anni dal loro arrivo a Milano. Tante cose sono cambiate. La fotografia è cambiata. Le possibilità di pubblicare fotografie. Ciò che non è cambiato però è la loro curiosità, la loro voglia di sperimentare, addirittura di anticipare e soprattutto di fotografare ciò che piace a loro. La loro non è solo fotografia. È un’idea, un pensiero culturale a 360° sulle performing arts.</p>
<p>Nel frattempo la luce, la magica luce, continua ad entrare dalle persiane di quell’appartamento di quella strada non lontana dai Navigli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/06/04/lelli-e-masotti-una-coppia-e-la-narrazione-per-immagini-delle-performing-arts/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/06/Ilmecenatedanime_Lelli_e_Masotti.mp3" length="6974208" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Una chef crudista a tempo di musica &#8211; Lorena Loriato</title>
		<link>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/05/23/una-chef-crudista-a-tempo-di-musica-lorena-loriato/</link>
		<comments>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/05/23/una-chef-crudista-a-tempo-di-musica-lorena-loriato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Bettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[cucina crudista]]></category>
		<category><![CDATA[Karen Knowler]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[Lorena Loriato]]></category>
		<category><![CDATA[mani in pasta]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[New Age Club]]></category>
		<category><![CDATA[nudo e crudo]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[raw food]]></category>
		<category><![CDATA[scelte]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Cortese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmecenatedanime.it/?p=3213</guid>
		<description><![CDATA[E se non fossimo fatti per fare sempre le stesse cose? In un mondo ideale ognuno dovrebbe essere espressione di ciò che è. Un’applicazione spontanea del proprio talento a mansioni equamente retribuite. Ma non solo. Dovrebbero esserci le condizioni per poter cambiare. Fare ciò per il quale si è portati in quel preciso periodo dove la fiamma della passione non ha eguali. E poi? E poi si continua, per strade attigue, per altre apparentemente diverse, con un bagaglio di esperienza in più e un nuovo tassello evolutivo conquistato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ascolta la storia</strong><br />
<audio src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Ilmecenatedanime_Lorena_Loriato.mp3" controls="controls">Il tuo browser non supporto elementi audio</audio><br />
<a href="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Ilmecenatedanime_Lorena_Loriato.mp3"><em>Scarica la storia (mp3)</em><strong> </strong></a><strong> </strong></p>
<p>E se non fossimo fatti per fare sempre le stesse cose? In un mondo ideale ognuno dovrebbe essere espressione di ciò che è. Un’applicazione spontanea del proprio talento a mansioni equamente retribuite. Ma non solo. Dovrebbero esserci le condizioni per poter cambiare. Fare ciò per il quale si è portati in quel preciso periodo dove la fiamma della passione non ha eguali. E poi? E poi si continua, per strade attigue, per altre apparentemente diverse, con un bagaglio di esperienza in più e un nuovo tassello evolutivo conquistato.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Lorena-Loriato-e1369292450164.jpeg" alt="" title="Lorena Loriato" width="435" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-3216" /></a></p>
<p><strong><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank">Lorena Loriato</a></strong> è una di quelle che l’interrogativo se lo è posto e si è pure data delle risposte. Lei che per natura (fortuna) è uno spirito inquieto non si lascia trascinare dalla stagionalità della vita. Quella dove tutto sembra avere una scadenza prefissata. È lei al timone del suo destino. Viaggio avventuroso, non semplice, ma ricco di soddisfazioni.</p>
<p>Ogni rotta è segnata da un elemento di passione. Come la prima, dove è la musica a richiamare la sua attenzione. C’è un diploma per interpreti conseguito e un lavoro da impiegata commerciale a disposizione. Elementi fuorvianti per alcuni, non per lei. Questo perché il luogo di lavoro ha un nome che è già di buon auspicio “<a href="http://www.newageclub.it/" target="_blank">New Age</a>”, ma soprattutto perché rappresenta uno dei club musicali più interessanti dal punto di vista di concerti ed eventi sonori. Ed è così che Lorena segue l’amministrazione del locale, ma pure l’ufficio stampa, le relazioni con i media e la gestione dei social network.</p>
<p>Questo lavoro per Lorena rappresenta molto. L’indipendenza economica. Il coronamento di una passione. Poi però dopo dieci anni “tra palco e realtà”, la parte artistica, quella più emozionale viene meno. Ed ecco che entra in gioco la sua voglia di sfida. Cambio di rotta. Cambio di città. Cambio di lavoro. Un’altra fonte di passione: il cibo.</p>
<p>Dalla provincia di Treviso, Lorena sbarca a Londra. A dire il vero il suo è un ritorno in questa città. Un richiamo iniziato con un primo viaggio a sedici anni. Continuato poi con un periodo come ragazza alla pari ed ora ambientazione ideale da un anno a questa parte per questa sua nuova fase di vita. Nel trasloco porta con sé tutto, gatto compreso. Un’unica rinuncia, per la paura di rovinarli, la sua interminabile collezione di CD musicali. Ora non rimane che ricominciare.</p>
<p>Lorena riparte da un corso. L’insegnante è <a href="http://therawfoodcoach.com/" target="_blank">Karen Knowler</a>, la filosofia è quella crudista e per Lorena il raggiungimento di un percorso alimentare sperimentato su sé stessa. Come tutte le situazioni dove l’entusiasmo è il volano degli accadimenti la cosa non finisce lì. <a href="http://www.nudocrudo.net/" target="_blank">Vito Cortese</a>, noto chef crudista italiano cerca collaboratori all’estero che possano rappresentare la cucina italiana gourmet. Lorena si candida, la selezione è difficile, ma lei ce la fa. Diventa l’unica collaboratrice per l’Europa del progetto “<a href="http://www.nudocrudo.net/" target="_blank">Nudo&amp;Crudo</a>”.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/photo-1-e1369293525399.jpg" alt="" title="La cucina crudista di Lorena Loriato" width="220" height="220" class="alignleft size-full wp-image-3226" /></a>Inizia a tenere i suoi corsi. “Mani in pasta” è il loro nome. Il divertimento, l’educazione alimentare e l’apprendimento di tecniche di cucina crudista i suoi elementi basilari. Piccoli gruppi di persone raggruppate in sale sparse per Londra a sperimentare cosa significhi preparare piatti crudisti. Persone differenti tra loro. Da chi non ha mai mangiato piatti crudi a chi ha problemi d’intolleranze, fino ad arrivare a persone che semplicemente vogliono apprendere nuovi piatti. Il clima è quello del gioco. Si parla, si scherza e allo stesso tempo ci si applica. In tutto ciò, c’è la professionalità di Lorena e c’è pure il suo sorriso. Quel sorriso frutto della consapevolezza di fare qualcosa che le piace.</p>
<p><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Tartarementa-e1369293317637.jpg" alt="" title="Tartare di menta by Lorena Loriato" width="220" height="294" class="alignright size-full wp-image-3223" /></a>“<em>Il modo di avvicinare la gente a questa cucina è l’immagine</em>”, mi dice Lorena. Sarà per questo che i suoi piatti sono appetibili già nel momento in cui si vedono. Poi c’è il suo approccio, privo di ogni forma di rigidità mentale, che invita le persone a provare, rispettando le singole e diverse emotività.</p>
<p>Oggi Lorena Loriato è un’insegnante di tecniche di cucina crudista. La musica dalla sua vita non è completamente scomparsa. Le capita ancora di organizzare alcuni eventi live. Ma ciò che importa è il suo stato d’animo – “<em>… sono molto contenta, tutto è molto colorato se dovessi descrivere la mia esistenza… negli ultimi anni sono tornata sul palco…</em>”, mi racconta sorridendo. Già è tornata protagonista sul palco della sua vita. Naturalmente non mancano nuovi progetti, così come deve essere. Intanto si appresta a preparare un tiramisù crudo. In sottofondo una musica. Così tanto per non farsi mancare niente.</p>
<p>Arrivederci Lorena, chef crudista a tempo di musica.</p>
<div id="attachment_3228" class="wp-caption aligncenter" style="width: 445px"><a href="http://lorenaloriato.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/20130407_ManiInPasta_007AROMAS-e1369293675754.jpg" alt="" title="Una chef crudista a tempo di musica - Lorena Loriato" width="435" height="290" class="size-full wp-image-3228" /></a><p class="wp-caption-text">Lorena Loriato durante una sessione di Mani in Pasta, corsi di apprendimento delle tecniche di cucina crudista </p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmecenatedanime.it/2013/05/23/una-chef-crudista-a-tempo-di-musica-lorena-loriato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.ilmecenatedanime.it/wp-content/uploads/2013/05/Ilmecenatedanime_Lorena_Loriato.mp3" length="5011584" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
